venerdì, dicembre 31, 2010

Tanto ne parliamo e nemmeno ci soffermiamo a capirlo

non ho voglia di un post sui buoni o cattivi propositi perchè sarebbe una nuova lotta ai clichè.
non ho voglia nemmeno di scrivere una storia o un dialogo, che non mi viene in mente nulla.
non ho voglia di commentare qualche notizia, ormai potete già immaginarvi come potrei pensarla a riguardo.
non ho voglia, e questo mi sembra sufficiente per iniziare il 2011.

giovedì, dicembre 30, 2010

from Apple Store, Covent Garden, London

mercoledì, dicembre 29, 2010

le solite cose che portano il cambiamento

martedì, dicembre 28, 2010

fatica da selezionare

lunedì, dicembre 27, 2010

senza nome, senza colore

domenica, dicembre 26, 2010

Smettiamola di cominciare ed iniziamo a continuare

ci...sei? ci sei?
hei, quanto tempo. dai vieni, che ci divertiamo.

la piattezza grigia rendeva tutto il calore attorno stagnante e fermo, qualcosa di cui non poteva riuscire a godere.
devo fare cazzo, ho da fare. non posso stare qui, lasciami andare.
però non si muoveva, attirato dalle luci e indifferente alle passioni. sconosciuto il luogo dove cercare, spariti i sogni e rinforzate le preoccupazioni.
ma tornerò, tornerò eh. un attimo di tempo. ho...non so cosa ho, lasciatemi un po' vagare.
poi si mosse. ma fu un caso isolato. non si stava addosso, sempre a lavarsi e sempre a pensare pensare pensare senza un briciolo d'iniziativa. quell'apatia, cadutagli addosso forse per stress (ingiustificato) o stanchezza (reale), lo spezzava prima ancora che potesse alzarsi dal letto la mattina.
chi c'è? ah. no, non mi va di vederlo. uh, dai, stiamo soli io e te. non mi va di uscire.
pioveva tutti i giorni, acqua, bagnato ovunque. dovunque tranne che sugli occhi. forse le lacrime avrebbero potuto lavare un po' di nero, un po' di grigio anzi.
vado a letto, buonanotte. prima faccio una cosa. ora la faccio. aspetta, aspetta un attimo. sì subito. subito...
accese il motore per l'ennesimo viaggio verso casa, di durata standard e di periodiche e costanti seghe mentali autodistruggenti. ripensava qua e là ai vari giorni, alle varie cose fatte, all'ispirazione che se n'era un po' andata, che quella cosa lì la poteva aver fatta meglio, e anche quell'altra e ieri poteva anche essere un po' più presente, a tavola.
ok, basta. smetto, la smetto. dopotutto non devo togliere il tempo ai miei piaceri, altrimenti non c'è più nulla di me. e state zitti un attimo cazzo!
la macchina si piegò un po' più sulla destra, in modo naturale, sfiorando il marciapiede. poi ritornò in carreggiata. i Mokadelic a palla, l'atmosfera creata e non spontanea.
adesso ballerei, ballerei con lei e le porterei forse dei fiori, forse dei proiettili dicendole sparami, sparami perchè mi sono comportato di merda.
stavolta lo specchietto destro si piegò verso l'interno sbattendo su un cartello stradale. la strada deserta, la testa deserta. lo spartitraffico giallo si avvicinava e lui a quello. aspettò lo schianto stando zitto come in tutti quei viaggi, passati a far parlare solamente lo stereo.
merda, come posso anche solo pensare a queste cose? merda.
smise di pensare e aprì gli occhi. la rotonda era quasi finita. fortuna che mentre fantasticava non erano entrate altre macchine. parcheggiò al solito posto con una manovra lunga ed inutile, scese e salì le scale di casa.


dunque, sarò a Londra per i prossimi quattro giorni. solita storia, ovvero anzichè scrivere i post, darò un titolo ad ogni giorno passato lontano dal blog, che pubblicherò al mio ritorno.
buon buon.

sabato, dicembre 25, 2010

Sediamoci a bere, alziamoci a dormire

questo post me lo sono tenuto fino ad oggi, pensate.
premetto che la mia nonna ottantenne ci vede pochissimo, ed è dunque uno spettacolo vedere come riesca comunque ad essere autosufficiente. ovviamente spesso si creano fantastici accostamenti di oggetti nel disordine del suo quasi-monolocale, al confine tra l'assurdo e il comico.
quindi voilà, il grottesco Presepe che le ho costruito dietro sua richiesta (ci tengo a precisare che questo gesto non ha assolutamente avuto l'intenzione di sfottere la suddetta nonna [ci mancherebbe]).

intanto una panoramica generale, di come era alla fine.
notato nulla di strano?
bhe, anzitutto le proporzioni. Gesù è grande quasi come metà bue (oppure è il bue che è nato piccolo).
per non parlare delle sheep-zilla.
ma torniamo in tema religioso. qui potete vedere i primi tre Re Magi.
mentre qui, i secondi tre (lo so, c'è stato un problema nel casting e quindi ho dovuto raddoppiare i personaggi).
e siccome stiamo parlando di un Presepe politically correct, ecco qua la regina della scena, l'highlander dell'Avvento: la pecora con la gamba di legno.
arrivando alla chiusura, poi, una panoramica precedente alla prima che ritrae il pezzo poi escluso dalla nonna. non credo ci sia nemmeno bisogno che vi dica qual'è.
infine, la scatola dei pezzi esclusi, ma comunque papabili per la costruzione (notare le parti di camion ed il carrello posteriore, un grappolo gigante d'uva dorata, le controfigure del bue e dell'asinello e un chilo e mezzo di pecore).
dai, alla fine non è poi così malaccio. alla nonna è piaciuto.
e poi oh, si fa quel che si può.


visto la banda dei babbi natale, voto otto.


ah, dimenticavo: il settimo Magio.

venerdì, dicembre 24, 2010

Non è che ora è cambiato, è che prima mentiva

curiosità è intolleranza al silenzio

giovedì, dicembre 23, 2010

"Viva la vita, disse la cintura" - M.

sei morto e non ti conoscevo, non avevo mai visto la tua faccia. ne sono morti altri della mia generazione, stritolati tra le lamiere ed un muro, un albero. uno anche di cancro. eppure sono sempre rimasto egoisticamente distaccato, disinteressato, seppur dispiaciuto. stavolta no, ci sono rimasto dentro e ancora ci sono. chissà come dev'essere stato, vedersi sfuggire l'auto sull'asfalto, e poi non vedersi proprio più. una serata normale, con Natale vicino. un ultimo dell'anno da organizzare e passare insieme alle persone che, poco prima, erano lì vicino. la sagoma di casa che inizia a delinearsi e già il probabile pensiero di infilarsi sotto le coperte e dormire.
non so che cosa ci sia di diverso stavolta. forse proprio niente. forse inizio a rendermi conto che, vaffanculo, un giorno, tra le altre cose, puoi anche morire.
un saluto, che non ti arriverà.

giovedì frittata: frittata di patate ellissoidali e gialle
poichè le patate ellissoidali e gialle crescono sotto terra, occorrerà disporre l'occorrente per la frittura direttamente sotto i tuberi. sarà sicuramente più comodo staccarli dal soffitto piuttosto che doversi chinare per estrarli dal terreno. una volta fatto, friggete normalmente.
per i più esperti ed intraprendendi: data la somiglianza di forma tra uova ovali e rosa e patate ellissoidali e gialle, invertirne i ruoli all'interno della ricetta dando vita alla frippatata di uova ovali e rosa. in questo caso occorrerà dunque piazzarsi sotto all'orifizio anale della vostra gallina di fiducia.

mercoledì, dicembre 22, 2010

Ognuno scelga la sua: sbattere contro i muri degli estremi o stare in mezzo senza sapere da che parte si cadrà

ho già parlato dell'odiosa pubblicità su YouTube, ma non ricordo in quale post. se proprio non avete niente di meglio da fare, cercatevelo (poi, se proprio siete disperati, leggetevelo pure).
comunque. a forza di vedermelo propinato, mi è saltato all'occhio lo spot delle scarpe Reebok Easy Tone.
breve descrizione:
escluso il fermo immagine del prodotto nella sua interezza, con sfondo colorato ed effetti grafici, c'è un totale di 12 inquadrature. solamente in 3 di esse appaiono le scarpe. e nelle restanti 9? beh, in 7 di queste, ovviamente, culi di donna.
lasciando a parte le digressioni sul sessismo e sulla merciblablablabla che tanto chi le capisce già le sa, vorrei soffermarmi su un altro punto. ovvero: qui viene pubblicizzato un prodotto prevalentemente mostrando il suo (ipotetico) effetto. ah sì, non ve l'ho detto; le scarpe dovrebbero tonificare gambe glutei eccetera eccetera.
ad ogni modo. seguendo la stessa logica allora, per pubblicizzare uno yogurt sarebbe sufficiente inquadrare uno che caga. oppure per un'automobile, un uomo che prima si trova a Reggio Calabria e poche ore dopo a Torino. ancora, per lo spot di un profumo (e qui mi appello a tutti quei grandi geni incompresi che la domenica fanno i realizzatori di pubblicità di fragranze per il corpo), un pipparolo qualsiasi che, pur stando vicino ad altre persone, non le fa svenire.

martedì, dicembre 21, 2010

Qualcosa è andato storto solo perchè a noi sembra di andare bene

è sceso immediatamente senza dare il tempo di riflettere. la luce ha cambiato le particelle fin dentro l'acqua, togliendo sostanza alla diversità. qualcosa di concreto si è sviluppato da qualche tempo, nessuno ha riconosciuto i veri giganti della storia. già domani riusciremo a dormire, forse da soli. tesori inutili hanno ormai troppa voluminosità, sono più corti delle parole.
piene d'inverno allagano i posti magici e contaminati, snaturano l'essenza di un gioco vecchio e polveroso. troppo significato in poca sicurezza, piuttosto il cervello, cotto e bollito. ci eravamo convinti di no, e invece abbiamo deciso che tracimeremo nei millenni ad ogni costo, anche a costo dell'estinzione. il ricordo sarà vivo solo se un piede lo porterà lontano.
ho chiuso due, tre volte l'ispirazione rimettendola nelle bozze, e adesso mi ritrovo a scrivere queste cazzate.

lunedì, dicembre 20, 2010

The Mars Volta - Eriatarka, ennesima canzone nella mia lista sempre meno ricca

faccio solo il mio lavoro.
questa inflessibilità ingiustificata. è assurdo. rendiamoci un attimo conto: abbiamo inventato tutto. seguiamo leggi e regole ideate da noi, sulla base di fondamenti fattizi. però bisogna attenersi. le eccezioni saltano fuori solo nei casi inutili, quasi sempre.
e questo giustificazionismo inflessibile.
agiamo come il cuore ci dice in quel momento oppure facciamo l'esatto contrario, spinti da un sentimento innaturale. è solo dopo, quando ci accorgiamo o ci fanno rendere conto dell'errore, prendiamo le nostre difese sostenendo di esserci comportati secondo quello che il nostro compito prevedeva.
non sappiamo trovare un senso compiuto alle cose, figuriamoci pretendere di stabilire delle mansioni assolute da rispettare. certo, senza molti paletti, il mondo avrebbe un corso completamente diverso.
ma sicuramente non si fermerebbe.

domenica, dicembre 19, 2010

Non importa ripetere fino alla nausea, perchè e l'abbiamo già

tengo a precisare che il post di oggi doveva essere un post serio e riflessivo.
purtroppo sono stato improvvisamente chiamato per una zingarata.
e questa è un'offerta che non posso rrrifiutare (con tono alla Padrino).
poi vi racconto eh.

sabato, dicembre 18, 2010

sono mezzo ubriaco, ed è un'occasione troppo eccezionale per non poterla sfruttare.

certo che è veramente freddo, gelido come le palle dei procioni nel Gange riempito dai buoi sgozzati in onore di qualche Dio a caso.

cavolo, quella sopra è l'unica frase che mi è uscita fuori, perchè poi mi sono distratto ed ho lasciato il post per un film. mi dispiace.
a rileggerla, però, devo dire che non è male.
ad ogni modo, la parte migliore del post arriva adesso, ed ovviamente non l'ho scritta io. mi è arrivata questa mail di spam slash adescamento slash con testo originale in inglese e traduzione automatica in italiano. ve la suggerisco qua sotto con un paio di note (le parti tra parentesi) per gustarla nel migliore dei modi.

ciao mio caro, il suo piacere per me incontrarvi (piacere mi..suo), spero tu stia bene con le vostre famiglie (ed ecco che arriva anche il luogo comune dell'italiano mafioso).
Il mio nome è perdere Khalifa Faith
(in inglese c'è scritto "miss Khalifa Faith", ma nel senso di "signorina"), una giovane signora piuttosto che valori di relazione (incomprensibile), una persona molto comedious (ma certo, e io sono molto simpatico, affabile e spontaneous) e romantico che sta coi piedi per terra. So che vi chiederete di come ho ottenuto il vostro contatto, mi Mi dispiace che ho sulla mia ricerca di una persona affidabile e di fiducia per una relazione (geniale, la prossima volta che devo giustificarmi uso questa supercazzola). Mi dispiace di preoccuparsi con la mia proposta, ma so che mi conceda la grazia (a quanto pare sono considerato alla stregua di Dio in terra) di stabilire un rapporto con te, e io non ti farà preoccupazioni. Io sono una persona che non si sarà mai non riescono a tornare a casa (me la immagino già, che vaga per il mondo col portatile in mano spedendo mail in continuazione), perché io sono la cura (c'è un errore, Dio è lei), giusto, gentile, onesto (...lui?), persona sottomessa (perfetto, iniziamo da subito: fammi un sandwich) e rispettivi stare (rispettivi stare = *#§^+]°). I miei hobby sono leggere, viaggiare, cucinare, guardare le partite (era più credibile quando diceva di essere comedious) soprattutto commedia e arti (anche io, e adoro le braccia).
Per voi di conoscere me il più vi prego di inviarmi una e-mail in modo che io possa inviare le mie foto, dettagli e informazioni personali
(fantastico, sembra una prenotazione online dell'Alpitour).
Sarò in attesa di sentire da voi, ma fino ad allora, che Dio vi benedica
(attenzione, prepararsi per il finale con fuochi d'artificio): e hanno un condimento meraviglioso,(condimento di chi? è diventata una promozione della Sodexo? inoltre "condimento" non è un errore di traduzione, dunque non capisco il suo senso nemmeno nel testo inglese, che è scritto da un umano pensante ma, a questo punto, non completamente sobrio)
da perdere la fede,


e finisce così, con una virgola e nemmeno la firma, ad effetto precipizio, incalzando con questo "perdere" e traducendo pure il nome di lei: Faith.
però aspettate un attimo, mi sono perso. prima dice "che Dio ti benedica", poi passa a qualcosa dal condimento meraviglioso, ma così meraviglioso, che ti fa perdere la fede.
o è una prova per aggiudicarmi il Paradiso o devo convertirmi all'Insalatanesimo.

venerdì, dicembre 17, 2010

Altruismo selezionato

il prototipo di famiglia felice rimane chiuso nelle pubblicità, mentre chi non arriva a fine mese se ne sta a guardare lo schermo.
la neve ovatta i suoni, sembra di vivere un mondo diverso, fuori. sembra di essere soli, che sia tutto deserto, non ci accorgiamo di nulla. un po' come nei giorni senza neve, di fronte al quotidiano sfacelo.
i dibattiti sono inutili. inutili. inutili. chi pensa bianco scuote la testa mentre parla chi pensa nero e viceversa. i punti di incontro ci sono, ma rimangono quelli. non aumentano nè diminuiscono. che senso ha parlarne, allora? tanto chi sta a casa continuerà a sostenere il suo pupullo, urlando al televisore. poi, se proprio devono farli, almeno tolgano il pubblico. gli applausi sono irritanti, a prescindere dalle parole a cui vengono rivolti.
e poi? e poi che ci resta? una sigaretta per accompagnare il fumo dei camini, un caffè per restare svegli e non farsi inculare ancora, una fila di persone con cui familiarizzare e qualche libro di cui ricoridamo tutto solo appena lo rileggiamo, per dimenticarcelo di nuovo.

giov
...ahem...massì, venerdì frittata: frittata di piselli
il connubio è arrivato. matematicamente, come era prevedibile. venerdì risotto e giovedì frittata si uniscono eccezionalmente nel venerdì frittata, dovuto alla mia proverbiale scarsa memoria. regìa, vai con la ricetta.
mi rifiuto anzitutto di scendere a scontati doppi sensi. qui si parla di piselli vegetali, verdi e rotondi. lo so, così non è fattibile. l'italiano medio, abituato al virile linguaggio, non saprebbe di che diamine stia parlando.
"piselli tondi e verdi? ahò, ma che film porno guarda questo?"
ci saranno risultati meno buoni, garantito.

giovedì, dicembre 16, 2010

E cambieremo il mondo, a costo di rimanere solo una faccia su una maglietta

"questo articolo vuoi conservarlo?"
"no"
il rumore di un veloce accartocciamento attraversò le stanze col soffitto alto, dove ogni tic era un'eco.
"che cazzo hai fatto?"
"l'ho buttato, perchè?"
"ma dai!"
"avevi detto che non lo volevi"
"ho capito, ma pensavo tu me l'avessi chiesto per tenertelo per te"
"beh no. ormai l'ho buttato"
"riprendilo. dammelo. guarda qua come l'hai ridotto"
"ma..."

mercoledì, dicembre 15, 2010

La consuetudine di fare sempre cose diverse

non è che gli argomenti non si capiscono, è solamente una questione di applicazione ed attenzione. chi ha il dono del multitasking può goderne appieno. se uno prende appunti e nel contempo sta a sentire, se non è abile a fare bene più cose insieme, non capirà niente.
il bello è che alla fine si prendono male gli appunti e non si capisce una mazza.
o perlomeno, a me succede così.

martedì, dicembre 14, 2010

Amare considerazioni partoriscono dolci desideri

ho letto i termini di utilizzo eccetera eccetera. accetto. accetto. installa. fine.
quanti leggono le condizioni d'uso di un programma? io credo meno della metà della metà degli attuali abitanti dell'Aquila.
questo è già di per sè un fatto grave. dico il fatto che gli attuali abitanti dell'Aquila siano pari a zero. ma a parte l'Abruzzo.
accettiamo senza leggere ogni sorta di chilometrica licenza di utilizzo, scorrendo veloce decine e decine di paragrafi che tanto, si sa, alla fine sono sempre gli stessi. e se non fosse così?
la consuetudine di non leggere ciò che si conferma potrebbe essere così diffusa e globale da aver spinto associazioni segrete o uomini singoli assortiti e classicamente ricchi e potenti ad inserire, tra le frasi ammucchiatie una sull'altra, qualche clausola a noi sprovveduti sconosciuta.
un giorno, con la terra devastata un po' dalle loro guerre e un po' da un'ormai impazzita se stessa, li vedremo fuggire chissà dove, a bordo di chissà cosa. e mentre li guarderemo impietriti, vedendoci lasciare lì e chiedendo perchè, loro ci urleranno "grazie idioti".

lunedì, dicembre 13, 2010

Questo cazzo di tutto relativo

insomma oggi dovrei metterci del mio. un'altra immagine bellissima (e ne avrei) pescata dal web no. un altro link da vedere no. è un blog Cristo! il mio blog, per giunta. poi che altro, boh. qualcosa di piacevole da leggere, qualche stronzata o qualche riflessione illuminante. umh. nelle bozze ho un sacco di roba. devo fare un mese di sole bozze.
ma vaffanculo, beccatevi due immagini, un video e Cristo.

domenica, dicembre 12, 2010

Si è tenuti a sapere la storia anche quando la si scrive?

entriamo al supermercato per comprare quello di cui abbiamo bisogno tutte le settimane. i reparti hanno postazioni ben precise, sappiamo dove andare. se gli cambiano di posto, un attimo di spaesamento ci accompagna, accoccolandosi nel carrello ancora vuoto. finiamo la spesa e paghiamo alle casse automatiche, dove fai tutto da solo. in realtà fanno tutto loro.
ci dirigiamo all'uscita ed il cancelletto rimane chiuso. rimaniamo fermi, immobili a guardarlo. ci spostiamo un po' più avanti, poi un po' più indietro. niente. forse il sensore è da un'altra parte. ci guardiamo intorno e il tempo passa, ma siamo ancora di là. impossibile che non sia automatico.
spingiamo con l'imbarazzo di sembrare degli idioti, sentendoci antiquati.
ma il cancelletto si apre e noi usciamo, ancora perplessi, ancora disorientati.

sabato, dicembre 11, 2010

400

oh, sei un taccagno! dai, pagami almeno il gelato!
ma che cazz...pagatelo da solo. scusa eh.
ahia! stronzo!
eddai, fottiti, ti ho appena sfiorato. fammi passare.
pagami il gelato cazzo!
ma perchè?!? perchè? i soldi li hai, merda!
non mi bastano.
e allora era necessario comprare la vaschetta da venti Euro?
non mangio da tre giorni, idiota. te l'ho anche detto.
ehm, signori, c'è una fila di persone dietro di voi. che gusti vi faccio?
nocciola e fiordilatte.
dai, ma allora sei un pezzo di merda! ma cazzo! dopotutto che te lo pago potresti prendere gusti che piacciano anche a me!
ah-ha! allora me lo paghi!
no, non più, dovevi scegliere i gusti diversamente. fammi passare. scusi. scusi...ciao stronzo!
allora? faccio nocciola e fiordilatte?
...ahem? scusi? ah, sì. sì sì. ce l'ha da farmi il resto?


poi qualche altra cosa.
ricordate (perchè non potete esserveli persi) i video-parodia di Facebook e Messenger? bhe, è da poco arrivato un degno seguito, sempre firmato croix89. e stavolta riguarda Netlog. andate andate. andate e ridete.
poi, nel caso non foste paghi, passatevi altri venti minuti davanti allo schermo, a scorticarvi dal ridere per questa fantastica puntata dei Griffin. protagonisti: Surfin' Bird dei Trashmen e Gesù.
infine, parte seria.
ieri sera, su RaiTre, ho visto Machan - La vera storia di una falsa squadra. oltre a consigliarvelo, ne estraggo una parte. è un bellissimo monologo sentimentale, recitato da un silenzioso clandestino cingalese, un tempo scavatore di fosse.

ho scavato la prima tomba quel giorno per mio padre, la terra era dura ma io l'ho scavata profonda: credevo che era l'unico modo per tenere il suo corpo insieme.
subito dopo ho seppellito le mie figlie, le ho messe insieme perchè non riuscivo a distinguerle. non volevo mettere il nome sbagliato sulle tombe.
per ultima ho seppellito mia moglie, e lì avevo imparato. dovevi vederla, era una tomba dritta, pulita. sì, davvero bella, come era stata lei.



lo so, questo post è lungo è palloso.
sappiate però che me ne dispiaccio.

venerdì, dicembre 10, 2010

Contando che i miti sono semplici uomini, non ha senso ritenerli irraggiungibili

finalmente decise, e il vento iniziò a scompigliargli i capelli, poi a cambiargli definitivamente la pettinatura. la pelle delle guance veniva tirata all'indietro, gli occhi semichiusi perforati dall'aria fredda ed insistente.
non si sentiva particolarmente triste, non più del solito.
muoveva ancora le gambe, avviate dallo slancio della corsa. le braccia roteavano da sole, automatiche.
si iniziava a diradare la nebbia, si vedeva il verde dei prati. faceva freddo.

per un attimo provò a non sentire nulla, ad isolarsi. chissà se si percepiva lo schianto, chissà se era più veloce la morte o il dolore lancinante. eppure non succedeva nulla, ma il freddo era sparito. aspettò ancora un attimo.

gli sfuggì un urlo quando, aperti gli occhi, si accorse di star di nuovo correndo.

giovedì, dicembre 09, 2010

Non c'è via d'uscita finchè si pensa che di fronte ad un rumore forte si possa solamente o zittirsi o alzare la voce

grazie al tempestivo suggerimento di Ometeotl, questa sotto sarà la parte principale del post di oggi

°_°

in più
giovedì frittata:
frittata di patate e straccetti di mozzarella
rovesciate le uova e le patate un po' dovunque ed usate gli straccetti per pulire. poi friggete quelli.

mercoledì, dicembre 08, 2010

L'importante non è crederci, l'importante è che ci credano gli altri

mi matura dentro qualche convinzione, di questi tempi.

dobbiamo riscoprire i verbi riflessivi. guardarsi, ascoltarsi e giudicarsi, prima di guardare, ascoltare e giudicare. è che la gente pensa realmente a sè, ma nel modo sbagliato. la loro autoconsiderazione è puro interesse, quel che serve è però l'autocritica con cui si dà dignità a se stessi.

scrivo un sacco di frasi o righe, ma poi credo di essere anch'io dentro quel verso di "L'impero delle Tenebre" del Teatro degli Orrori che recita:
Anni di duro lavoro che cosa c'è di male,
fanno tutti così, ed io non sono diverso da loro
[...]

per quel che mi riguarda, l'Italia è un Paese talmente incredibile che i media (magari non direttamente), una volta esaurita ogni possibile fonte di sciacallaggio del delitto di Sarah Scazzi, si siano macchiati della scomparsa di Yara Gambirasio.
so che è atroce, ma se penso queste cose non è perchè solamente io sono mezzo scemo.

davanti a me abita un uomo, un uomo che vuole uccidermi. si affaccia di rado, alla finestra del bagno del suo appartamento, che dà su quella di camera mia. non l'ho mai visto in faccia perchè ha la serranda inclinata a coprirlo. conosco le sue braccia e le sue spalle, ferme e dirette verso il mio vetro.

martedì, dicembre 07, 2010

Il non proporre non implica il non gradire

stiamo tranquilli, c'è ancora gente che si sbatte per qualcosa. lui fa quello, l'altro fa questo, io faccio un po' di tutto. insomma, affluenza ce n'è. di recente ho conosciuto anche coso, quello lì. anche lui cavolo, di cose ne fa. siamo fortunati. nessun problema, zero difficoltà, ci spartiamo il lavoro e il gioco è fatto. poi ormai che siamo in tanti, la voce si sparge e le idee aumentano. si realizza di tutto. ottimo così, siamo a posto, di gente ce n'è.
seriamente, fai conto. di noi quattro ognuno ne conosce altri tre. ognuno di questi tre ne conosce altri tre e ciascuno di questi, altri tre.
ma siamo sempre i soliti quattro.

lunedì, dicembre 06, 2010

Ci piacerebbe essere rimasti indietro

dopo una mezz'ora buona di risoluzione scorrevole, io (e successivamente A.) sono rimasto bloccato qui. per due ore.
non c'è soluzione a colpo sicuro, occorre andare per supposizioni e probabilità.
troppo complesso, se al contempo si cerca di seguire una lezione di Logica.

sabato, dicembre 04, 2010

Una foto in bianco e nero è pur sempre a colori

ecco perchè va tutto a puttane, finalmente l'ho capito: siamo diventati tutti furbi.
ecco perchè.
una grande azione merita una ricompensa, un riconoscimento, e un premio fa piacere a tutti. detto e considerato questo, è stato tutto fin troppo semplice. abbiamo pian piano abbassato gli standard. se si fa gareggiare una tartaruga con una lumaca è ovvio che la tartaruga appaia velocissima a confronto. lo stesso in tutto. dove regna la sporcizia o la corruzione o il menefreghismo, chi si comporta normalmente (rispetto ad un metro di giudizio accettabile) sembra un eroe, una grande persona. no, non è così. è una persona normalissima. se un bambino è andato a letto da solo non è stato un bravo bambino, ma un bambino come tutti gli altri. non mescoliamo i meriti coi doveri. il rischio è quello di una spirale discendente, dove si farà sempre meno e dove ci sarà un premio anche per chi andrà a scuola, per chi arriverà in orario al lavoro.

e anche oggi il post è scritto, mi merito una bella dormita.

venerdì, dicembre 03, 2010

Basta buffonate, è ora di fare gli idioti seriamente

otto ore di sonno.
un'ora e quaranta di viaggio, compresa la sosta in Autogrill.
nove ore e mezza fuori al freddo, ad aspettare l'apertura dei cancelli.
poco meno di un minuto di corsa forsennata verso il palco.
un'altra ora di attesa.
un'ora di gruppo spalla.
e poi loro, i Kings of Leon. due minuti di concerto. due ore volate in un attimo, esibizione degna del prezzo del tempo e del biglietto. bis favoloso.
un'ora per uscire.
un'ora e quaranta minuti di viaggio.
svariati anni per dimenticarsi uno dei più bei concerti che abbia mai visto.
buonanotte.

giovedì, dicembre 02, 2010

Rinvenire prima dello svenimento

un po' di domande.
perchè si tagliano gli abeti da mettere nelle piazze, quando sarebbe sufficiente fare dei vasi più grandi?
perchè su MTV (e sottolineo la M, Music) il 90% dei programmi non riguardano musica?
perchè non vendono l'ispirazione alla Coop, così eviterei di scrivere post del genere?

giovedì frittata: frittata di würstel
di nuovo una ricetta semplice per voi sedicenti cuochi.
nessuna indicazione sul facilmente deducibile procedimento di preparazione, ma un consiglio sugli ingredienti; il würstel del vicino è sempre più buono.

mercoledì, dicembre 01, 2010

No, non di nuovo

aspettare. chiedersi se tornerà. chiedersi se si è effettivamente guardato dovunque. rispondersi di no. pensare che cazzo, nel fosso al lato della strada si poteva anche sbirciare. dire la prossima volta gli facciamo una targhetta. affossare l'idea dopo un minuto. stare in silenzio fino a casa. stare in silenzio dentro casa.
aspettare.

martedì, novembre 30, 2010

Meglio una coscienza devastante, o l'ignoranza?

caldo, fa caldo fuori eppure i termosifoni sono spenti. le teste accartocciate sbucano dai fori in mezzo ai marciapiedi, si buttano sotto le auto per fermarle.
la strada scorre rapidissima e glia alberi la inseguono ai lati, i piedi fumano. umidità sui tetti e fumo ancora più su, fumo bianco.
volante l'uccello si è posato sul ramo dell'albero.
corsa forsennata di là, veloce veloce, veloce, Cristo!
dov'è la macchina fotografica. c'è.
è scarica.
ed è troppo tardi, gli uccellini si sono spostati su altri rami, a mangiare altri frutti.

lunedì, novembre 29, 2010

Volevo essere migliore, ma poi ho scoperto che c'è di peggio

undici anni fa (così mi indicano i dati dei file scaricati) c'era un sito, "Kakkiate, il lato oscuro dello sforzo".
cioè, c'è ancora.
è stato il primo da cui ho iniziato a scaricare la montagna di merda che mi ha poi riempito il computer per anni. da immagini a video, da giochi idioti a eseguibili inutili.
per dare un'idea della mia pulizia virtuale, dico che ho ancora praticamente tutta quella roba scaricata nel 1999.
ma tre cose mi sono rimaste nel cuore.
1) questo video (al tempo Youtube non c'era).
2) i Dialo, cinque dialoghi di guerra editati con spezzoni di frasi dei videogiochi per PC tipo Age Of Empires. assolutamente magnifici.
molto bene uomini, mi è stato detto che siete
venuti.
yaaaaaaahh

3) quest'altro video.

domenica, novembre 28, 2010

E se verrà fuori un eroe, lo uccideremo, perchè vogliamo rimanere tutti uguali

la testa mi gira e rimango un attimo perplesso, sembra che ci sia stato un terremoto.
cerco un punto di riferimento che possa muoversi. niente, è tutto fermo.
infilo un dito in bocca ed inizio a rossichiare la pelle intorno all'unghia. lo tolgo quasi subito. gli ZZ Top vengono dalla stanza di là, penso a qualcosa senza capire cosa.
dovrei alzarmi di qua e rendermi produttivo. faccio una stima e mi rendo conto che in queste decine d'anni che ho, niente è stato rilevante a livello collettivo.
un giorno diventerò cannibale.

sabato, novembre 27, 2010

Si può dire che milioni di piccoli sforzi ne eguaglino uno enorme

non ci vediamo in mezzo alla nebbia. siamo dentro, al volante delle nostre automobili. quelle davanti a noi scompaiono nel fumo bianco, quelle dietro non si vedono. intorno non c'è niente, solo qualcuno che va al nostro stesso passo e ci sfiora una, due volte. a volte siamo noi a recuperarlo.
eppure...
eppure a noi sembra di non scomparire mai. entriamo là dove abbiamo visto svanire la macchina davanti a noi ma, non è cambiato nulla. e l'altra auto spunta di nuovo laggiù, in lontananza, sparendo ancora.
non è possibile, qui non si sparisce. ci siamo in mezzo, eppure non sembra di sparire qui, non ci sentiamo sparire.

nel frattempo, dietro di noi, un altro guidatore ci guarda e ad un tratto non ci vede più.

venerdì, novembre 26, 2010

Da non confondersi il coraggio con la familiarità

"Dio ma li senti? cazzo, non si fermano 'sti stronzi"
"fermi! fermi!"
"fermi un cazzo! questi cercano rogna, diamogliela!"
"ho detto fermi, porca puttana!"
"sentili cazzo! vergogna, vergogna...vergogna a voi, fricchettoni schifosi"
"calma, calma! ancora no"
"hei! hei! bastardo! hanno tirato un fumogeno! bastardi!"
"ok, si avvicinano, state pronti"
"le uova! le uova merda! ci tirano pure le uova! io li ammazzo"
"eccoli, eccoli. via! via! forzaaa!"
schizzi, teste rotte.
urla, giustificate da botte ingiustificate.
caos.
suonano il tamburo sulle ossa coperte dalle sole magliette.

giovedì, novembre 25, 2010

Sotto le coperte, sopra le nuvole

a questa immagine, tra amare risate, non ci resta che rispondere "...già".
prima o poi lo inventeranno un virus spappola-mela, maccari schifosi.

e poi un video, a voi il giudizio.
grazie D. per la segnalazione e grazie Ells per averlo segnalato a D.

giovedì frittata
la nuova rubrica è arrivata!
frittata di sole uova
comprare delle uova e farle accidentalmente cadere su una padella. per essere sicuri di non sbagliare, cospargere la casa di padelle. mettere la/e padella/e sul fuoco e aspettare che quel moccico diventi solido. non fatevi prendere da facili entusiasmi, siete al livello base, non infilate altra roba a casaccio.

mercoledì, novembre 24, 2010

Acquisto è pigrizia

ci piace il controllo sulla vita. dallo schiacciare un brufolo all'uccidere una formica. avere, possedere. poter decidere le sorti di qualcosa, come nei videogiochi.
prendere qualcosa di vivo e porvi fine. strappare le erbacce, far sì che il proprio animale domestico dipenda da noi. coccole e carezze quando lo diciamo noi.
il potere fa gola. in fondo Dio non si vuole, ma si vuole fare.
foreste in fiamme e adrenalina, senso di grandezza, essere il fulcro di una decisione su uno dei lunghi attimi di una continua globale trasformazione.

quando rimarrà qualcuno al di fuori, lo prenderanno e lo butteranno dentro. in lui vedranno quello che loro non sono riusciti ad essere, oppure solamente quello che deve diventare per non stonare più, lì in mezzo.
conformarsi, esigenza immotivata che tutti si conformino.
salvo indicazioni, lasciare attuare le individuali volontà.

martedì, novembre 23, 2010

Il grazie spesso è per chi, uscendo di scena, non ne riceve

quale sarà la colonna sonora degli anni 2000?
rimarrà tra dieci anni qualcuno al di fuori, sconnesso dai soliti centri di comune connessione?
è ancora futuribile un culto della varietà?
non mi interessa che età hai. inventati un muro e buttalo giù con o senza un Turbo Distorsion, con o senza un Big Muff, con o senza il volume a palla.
se ci attacchi un foglio con su una poesia e si spaccano i mattoni, allora hai vinto.
però sii sincero.
se non sai scrivere nè disegnare non scrivere nè disegnare.
potresti sbattere contro il muro.

lunedì, novembre 22, 2010

Succede perchè gli altri fanno troppo per farlo succedere o perchè noi non facciamo niente per non farlo succedere?

oggi ho letto che il Dalai Lama andrà in pensione.
non capisco.
ma non dovrebbe morire ed aspettare di reincarnarsi?
forse si è rotto le palle.
o forse ha realmente raggiunto l'età per la pensione ed è arrivata l'ora di darsi anche alla bella vita.
qualcosa mi sfugge.

domenica, novembre 21, 2010

Errore dell'anno: installare Messenger 2011

vide la madre corrergli incontro e tirarlo su con le lacrime agli occhi, il padre che gridava al telefono.

di fronte alle scale, stava lì. ripensava al babbo, che l'anno scorso ci era cascato e si era rotto una gamba.
tre mesi prima, gli era caduto un dente. era un dente da latte, gli aveva detto la mamma. gli aveva anche detto di lasciarlo sotto il cuscino, quella notte, perchè la Fatina dei denti sarebbe passata a portargli un soldino.
la mattina c'era una monetina da un Euro ad aspettarlo. con quell'Euro comprò qualche caramella, ma il babbo gli consigliò di mettere i prossimi da parte, così avrebbe potuto prendersi qualcosa di più grande. al primo incisivo, infilò la monetina trovata in una scatola, iniziando a fantasticare su qualche giocattolo.
poi perse l'altro incisivo e gli venne un'idea. uscì dalla camera e si piazzò davanti alle scale.
se al babbo avevano rotto una gamba, sicuramente spaccargli tutti i denti in una volta sarebbe stata una cosa da nulla. e il giocattolo sarebbe stato suo, la mattina dopo.
prese la rincorsa.

sabato, novembre 20, 2010

Com'è solo, il gelataio d'inverno

poi uno non si deve incazzare.
il Papa che dona un preziosissimo tartufo grosso come un Big Mac ad una mensa della Caritas. vicinanza ai poveri.
vicinanza ai poveri stocazzo.
perchè invece non si toglie un po' di gioielli per finanziare chi si fa il culo per aiutare veramente la gente?
cosa cazzo può fregargliene ad un senzatetto (con tutto il rispetto che ho per i senzatetto) di mangiare pasta al tartufo bianco anzichè al pomodoro?
e anche se fosse, con la metà di un collanone d'oro di tartufi potrebbero cucinarne da farli diventare tutti allergici.
puah.

venerdì, novembre 19, 2010

Attenzione: attendere attenti

ormai le gambe di una volta non le fanno più.
anzi, credo che non facciano proprio più le gambe.
Matt Groening ci ha visto lungo col suo Futurama in cui dei personaggi famosi vengono conservate solo le teste. sì, perchè stiamo andando in quella direzione.
riguardavo la seconda puntata di "Vieni via con me" e ad un tratto entra Bersani, poi Fini. sgrano gli occhi.
non li avevo mai visti in piedi o, almeno, a gambe erette scoperte.
secondo me li fanno veramente dal busto in su e sotto ci mettono quel che capita, tanto lì non vengono inquadrati.
no! pari dignità alle parti del corpo!
solo perchè il busto sorregge la testa allora significa che bisogna tagliare lì?
sicuramente è un gran risparmio, niente più scarpe nè pantaloni su misura.
gambe orribili per tutti, modello standard e produzione di vestiti per gli arti inferiori in serie.
quelle gambette steccose, lunghe. la pancia sopra, un po' gonfia, a farle sembrare ancora più esili.
è la regola della televisione, delle conferenze stampa.
vuoi entrare nel giro? ok, ma prima passa un attimo di là che dobbiamo farti una cosa. come? sì, è una motosega quella.

STONICADREQUUM!
ma lo leggete? no? male! sì? male, perchè se siete qui a dire sì allora vuol dire che non lo state leggendo.

venerdì risotto: risotto con zucchine, fiori di zucca e stracchino
prima della ricetta, un breve epilogo.
un anno fa (precisamente il 20 novembre) nasceva questa rubrica, fonte delle mie più sconcertanti prese di coscienza del tipo "merda, oggi è venerdì! che palle, devo scrivere il risotto" o "merda, ieri era venerdì! che palle, mi sono scordato di scrivere il risotto". ad ogni modo, questo sarà l'ultimo risotto. mai più venerdì risotto (quasi mi commuovo), è ora di cambiare. per fare nuovi risotti mischiate quelli di cui avete già le ricette, dovreste avere più di 2500 combinazioni disponibili.
ringrazio tutti quelli e tutte quelle che mi hanno permesso di tirare avanti suggerendomi ricette prelibate da rovinare ogni settimana. un particolare pensiero va inoltre allo stracchino, protagonista sia della prima che dell'ultima.
la nuova rubrica gastroculinaria partirà giovedì prossimo.
e adesso via, con l'estremo saluto.
dicevo, risotto con zucchine, fiori di zucca e stracchino
inventate la macchina del tempo spendendo anni di studio, ricerca e mutui. tornate indietro fino alle otto di stasera, venite a casa mia e rubate dalla tavola la pentola fumante che la mia mamma ha appena preparato. venite armati, perchè se non sarete gli unici a seguire la ricetta, nella mia cucina ci sarà un interessante sovraffollamento di affamati.
adieu.

giovedì, novembre 18, 2010

Non ci sono parole per descriverne altre

"come è successo?"
"non lo so."
"come non lo sai?"
"no, non lo so. andava tutto bene, poi ha iniziato a fare così."
"e non sai perchè."
"no."
"non ci sta."
"davvero, non so come sia successo."
"non è possibile."

questa conversazione ha realmente avuto luogo.
ed io sono rimasto basito.

mercoledì, novembre 17, 2010

Quel brutto vizio di apprezzare le cose dopo che sono passate

manifestazione studentesca, oggi, Firenze.
bandiere di Rifondazione, Giovani Comunisti, simboli anarchici e magliette del Che Guevara. cori di Bella Ciao, Bandiera Rossa. in 40 minuti nemmeno un riferimento all'università, alla scuola, alla Gelmini. pochi striscioni sulla protesta.
anche io, in mezzo alla folla, mi sono chiesto se effettivamente fossimo lì per l'istruzione che sta andando a puttane.

martedì, novembre 16, 2010

Solo l'ultima foglia a cadere fa di un albero un albero spoglio

la manopola del lavandino non sarà mai pulita.
se uno la gira, è perchè sicuramente ha le mani sporche. quando la gira di nuovo, lo fa con le mani pulite, dunque se le insudicia di nuovo.
per interrompere il circolo vizioso sarebbe sufficiente o girare la manopola coi guanti o con le maniche della maglia. nel caso dei lavandini con "apertura" dell'acqua verso l'alto sarebbe sufficiente il gomito (coperto).
tuttavia anche i guanti e/o le maniche della maglia potrebbero essere sporchi. occorrerebbe quindi sterilizzare gli indumenti prima di entrare in bagno. e non credete che non ci abbiano già pensato: scommetto che è solo un problema di soldi. ma installare una camera sterile è possibile, e so che molti di voi vorrebbero farlo.
se poi invece, per approssimazione, si considerasse che la sporcizia si trasmetta da un corpo ad un altro scambiandosi con la pulizia tipo le caccole che si passano da un dito all'altro quando si cerca di spararle via come le biglie sulla spiaggia, sarebbe una grande rivoluzione per il mondo dei Mastrolindi, ma un caos totale di polvere, mota e quant'altro.
e non ho voglia di fantasticarci su.

lunedì, novembre 15, 2010

Tra i pochi chitarristi che sanno far piangere la chitarra, nessuno che le sappia asciugare gli occhi

frenetico anche il sonno. si sogna di correre e non ci si riesce, perchè è quello che in fondo si vuole. stare fermi almeno un attimo. pensare da immobili, contare le gocce d'acqua che fanno piano piano smontare le nuvole.
uguale anche il cambio di programma. rientra tutto nella norma, quello che non si è fatto oggi si farà domani o alla prossima occasione. non si interrompe niente. al massimo si perde l'arte di farlo.
rilassante anche un minuto d'orologio sul divano. il corpo è abituato, obbligato a goderselo. per il cervello, invece, non c'è speranza.

domenica, novembre 14, 2010

La campagna è uno stato d'animo

al fuoco, stare poco. qualcuno ha rovistato nella mia roba. ancora un po', vicini al camino, a misurare le rispettive premure. mentre arrivavo un gatto grigio ha corso davanti alla mia macchina per parecchi metri. disordine, intrusione, spaesamento. è divertente o...solo diverso? no, qui si sta realmente bene. fuori piove a scatti, il the che si scalda di là in cucina concilia il riposo delle palpebre, cucite dalle occhiaie. sono entrato e non c'era più, lo tenevo sul comodino, ma non c'era più. l'ho cercato tutta la notte, solo qualndo sono rientrato ho visto che aveva solamente cambiato di posto. non so chi possa essere stato. forse dovrei preoccuparmi. ma...ooh, la tua mano tra i capelli mi fa evadere. dov'è il mio cervello adesso? scusa un attimo, devo riprenderlo.
ecco qua, al fuoco. a domani penserò domani.
per stanotte però preferisco restare qui.

sabato, novembre 13, 2010

Date a Cesare quel che...gli serve

parlare con se stessi richiede una particolare attitudine mentale, non è per tutti. sapersi stupire, non annoiarsi con le proprie parole. riuscire a raccontarsi storie e barzellette che non si sanno, intrattenersi. è la conoscenza di se stessi più profonda e completa possibile, in cui si sa quale parte del corpo sia vuota e come vada riempita. ovviamente senza aspettarselo. disconnettersi al punto di avere bocca da una parte ed orecchie da un'altra, dividersi senza bisogno di un amico immaginario. ci vuole il cervello, per parlare da soli.
arrabbiarsi con se stessi, invece, è facile. autogiustificarsi, inventarsi scuse e mentirsi, urlarsi contro allo specchio, riesce a tutti.

venerdì, novembre 12, 2010

Invidia di un possibile se stesso

è impossibile imparare una lingua servendosi solamente del vocabolario monolingue. ogni parola è spiegata con altre, è un circolo vizioso. come fai? a parte il fatto che sarei uno stupido se cercassi di fare una cosa del genere. però boh, sarebbe da provare. tipo col russo o col greco. prendi una pagina a caso, e cominci.
глупый: неумный.
no via, non ha senso.
ma perchè questa riflessione inutile?
probabilmente sono stato influenzato dall'altrettanto inutile riflessione con cui quel materialista di Hobbes sostiene che sia il sangue a far muovere il cuore (what?!?).
fortunatamente io sono consapevole di aver detto una minchiata.

venerdì risotto: risotto al pastore
niente latte nè formaggio, nessuna erbetta particolare nè segreti di preparazione. basta stordire un pastorello tipo lui e metterlo in pentola. le sue conoscenze, insite nel suo corpo, andranno direttamente a rendere il riso speciale e caratteristico.

giovedì, novembre 11, 2010

Non bastano reiterate volte a creare l'abitudine

sono i barboni i veri alternativi.
la camminata, l'incedere insicuro e traballante, spontaneo e un po' rintronato.
nessuna ricerca di stile, vestiti come capitano e nessun atteggiamento.
dormono in letti di fortuna e si fanno strada tra la gente che li vede invisibili.
l'ideale che li trascina arriva fino alla fine della giornata, è quello che li muove. semplicità.
nessuna marca sconosciuta, è il tempo a fare il marchio.
non sempre parlano e se parlano spesso sono affascinanti e danno spunti, come per questo post.
la cosa bella è che niente di tutto questo è fatto per apparire, nè nasce da una considerazione del giudizio degli altri o da un'eccessiva stima di sè.
indie, mod, punk, hippie, fighetti, truzzi, chiunque.
i barboni sono fuori da tutto questo, ai barboni non serve un'etichetta e nemmeno la barba per farsi chiamare tali.
sono loro, i veri alternativi.

mercoledì, novembre 10, 2010

Severo obbligo o sconfinata passione

un odore di plastica mi è entrato nel cervello, mi ha attraversato. ho ricordato.
l'impermeabile giallo con il cappuccio a forma di becco arancione e gli occhi bianchi, che dovevo indossare per andare all'asilo nelle mattine piovose.
un miliardo di immagini in un secondo, in cui un odore ha voltato l'angolo e mi ha calciato indietro di anni e anni. ho ricordato un attimo e poi, quella plastica da pioggia se n'è andata e mi ha lasciato lì, volando via, aspettando di essere riscoperta. magari tra altri vent'anni.
magari mai più.

martedì, novembre 09, 2010

Diverti anche se non ti diverti, ti diverti anche se non diverti

alle pubblicità mancano verve, inventiva, rapidità e tanto altro.
dovrebbero prendere esempio dai venditori ambulanti. sono diretti, vanno subito al punto: vuoi o non vuoi?
se vuoi rispondi sì, se non vuoi rispondi no. semplice.
piove, anzi, diluvia. "ombrello?" ti fanno. non c'è bisogno di aggiungere altro, perchè sai già a cosa serve un ombrello (e se ti serve), quanto grossomodo può costare e come è fatto. lo stesso può valere per un profumo, per un televisore, per qualsiasi altra cosa.
stai guardando un programma alla tv, stacco pubblicitario.
casa? assicurazione? auto? scarpe? crociera? biscotti? fine stacco pubblicitario.
tempo trascorso: 10 secondi.
è perfetto.

ieri sera, poi, ospite a "Vieni Via con Me" Benigni ha detto delle parole che meritano di essere ricordate come una massima assoluta, come una delle frasi più belle di sempre, nella storia dell'umanità.
non sto scherzando, secondo me è proprio così.
se non l'avete visto, guardatevi lo spezzone su Youtube dal minuto 6.56 al minuto 7.34.
spero solo che la maggior parte degli italiani si sia resa conto della potenza delle immagini che quel pezzo d'artista ha fatto vivere.

lunedì, novembre 08, 2010

La risolvibilità di un problema è direttamente proporzionale alla voglia di risolverlo

in teoria siamo tutti ignoranti, perchè sono più le cose che non sappiamo rispetto a quelle che sappiamo. in Italia però più della norma, come ci dimostra uno dei più autorevoli linguisti del nostro secolo: il T9 del cellulare.
infatti scrive "lì" senz'accento e "po'" con l'accento.
che poi "li" e "pò" sono parole che non esistono proprio.
è anche vero che grazie al T9 ho scoperto l'esistenza della parola "uopo", che mi veniva prontamente suggerita quando cercavo di scrivere "topo".
bah.

se poi volete un riassunto dell'album di cui ho parlato ieri, sentitevi questa.

domenica, novembre 07, 2010

Indefinito è curioso


dopo molti ascolti nei più svariati stati d'animo devo dire che questo disco è un bel disco. i Kings of Leon non si smentiscono mai. maghi nel creare muri di suono, a riempire e svuotare strofe e ritornelli, mai scontati.
c'è il sound di un palazzo che crolla e che si ricostruisce, il groove e la leggerezza. un paio di pezzi sono lì ma potrebbero anche non esserci: cosa perdonabile per una band capace di questo e di questo.
tante recensioni ne parlano negativamente.
voto otto e mezzo, ma non fermatevi al primo ascolto.
io sono ancora innamorato.

oggi è il compleanno di questo blog. volevo fargli gli auguri, ma non s'è visto. sarà fuori a sbronzarsi con Stonicadrequum.

sabato, novembre 06, 2010

365

"c'è differenza tra me e te" pensò.
era notte e il sole illuminava ancora, lasciando l'oscurità alle poche ombre che formava. di scaldarsi non se ne parlava, il ghiaccio ti entrava nel sangue ancor prima di poter percepire il gelo.
in effetti, coperti com'erano, dagli occhi potevano sembrare la stessa persona. erano i soldi che avevano che venivano da posti diversi. lui studiava la vita animale al Polo Nord, l'altro pitturava il permafrost di rosso, spaccando la testa alle foche.
più e più volte si erano ritrovati a discutere, sul perchè delle loro azioni, sul bisogno reciproco che avevano uno dell'altro, quali fratelli.
"siamo uguali, guardaci cazzo! la vita qui ci ha isolato dal mondo, senza amore nè contatti particolari, nessuna prospettiva davanti. io odio questo posto quanto te, sai bene che entrambi ce ne andremmo se non fosse per il male di babbo. non c'è differenza, tra me e te. siamo uguali" gli disse l'altro, un giorno.
"c'è differenza tra me e te" pensò, mentre gli apriva la testa a bastonate, accanto alla foca che l'altro aveva appena ucciso davanti ai suoi occhi.


siccome ieri mi sono dimenticato e la formula "sabato risotto" l'ho già usata, oggi vi propongo il
venerdì risotto +1: risotto del giorno dopo
riscaldate il risotto avanzato di ieri.
"ma ieri non abbiamo avuto la ricetta" direte voi. già, ma non è un problema mio.
scongelatevi una pizzetta, toh.

venerdì, novembre 05, 2010

Si tuffò, delicato come il miele nel tè

quando un piccolo si rivolge a un grande, spesso, sa già che non verrà ascoltato.
nel caso che il grande sia Dio, si può facilmente concludere che il termine "spesso" vada sostituito con "sempre".
ad ogni modo, il piccolo spera. spera sempre che in quel momento nessuno abbia pensato di rivolgersi al grande e che ci sia solo lui, a chiedere.
è ripensandoci che il piccolo si accorge della sua piccolezza, ma più e più volte ripenserà, a come possa essere il grande così diverso da lui.

giovedì, novembre 04, 2010

Perchè seguire le orme, quando è sufficiente sapere dove portano?

i giovani diventano vecchi prima, la soglia dell'età minima per sentirsi grandi si abbassa. i bambini che si vestono e si atteggiano, entrano in cose più grandi di loro senza problemi e senza motivazioni nè emozioni. esisteranno ancora, tra qualche anno, gli uomini e le donne di adesso? no, al loro posto ci saranno uomini e donne ossessionati dall'impazienza di andare avanti e avanti e ancora avanti. non si accorgeranno mai di stare invece andando sempre più indietro. prima vecchi, prima lavoro, prima stupidi senza spazio per l'infanzia necessaria a formare un essere in crescita. taglieranno, e stanno già tagliando, una parte del progresso psicologico e vitale, annullandone ogni fase naturalmente conseguente. c'è un limite? un'età sotto la quale sarà impossibile scendere? no, il tutto si ridurrà ad un solo problema di coscienza. appena presente, ci sarà già la direzione da seguire, quasi automaticamente. basti pensare che fino a poco tempo fa si sarebbe considerato impensabile quello che adesso è normalità.
il fatto curioso è che gli uomini e le donne di adesso, non tutti ma molti di loro, stanno permettendo tutto questo.
e chiedendomi se ci sarà mai una generazione migliore, dovrei rispondermi di nuovo di no?

mercoledì, novembre 03, 2010

Un po' di tutto, tanto di niente

"tu sei un pezzo di legno! mettitelo in testa." gli disse il padre.
nel frattempo il suo gemello, l'altra sua metà, pezzo dello stesso tronco, saliva sul tavolo del falegname per venire intagliato, come tutti i migliori pezzi di legno.
e mentre ne usciva una marionetta ben fatta, lui guardava fermo e impassibile, divorato dal fuoco.
riscaldava la casa piano piano, bruciando un po' alla volta ogni sera.
poi, dopo qualche tempo, il fratello venne chiamato Pinocchio e da lì non lo vide più.
rimasto solo, dentro al camino, continuò a bruciare senza che nessuno lo spegnesse.
un giorno non fu altro che cenere e riuscì a volare via.
questa è la storia del fratello del famoso bambino di legno, che nessuno conosce.

martedì, novembre 02, 2010

Così fa molto Chagall

avrei un sacco di quella roba, nelle bozze.
è che non ho voglia di tirarla fuori e lavorarci.
poi tutte queste incongruenze storiche in film e libri, che palle.
e per libri intendo anche libri di storia.

lunedì, novembre 01, 2010

Dopo un po', i riff vanno a stabilirsi su un paio di note sempre uguali e solo i più bravi riescono ancora a tirarci fuori belle canzoni

squallido, il banchetto dei dolciumi davanti al cimitero. squallido, il cimitero perfettamente organizzato, ognuno con il suo posto anche da morto, più grande o più piccolo a seconda della ricchezza.

domenica, ottobre 31, 2010

"Il vuoto fa: sssshcchr!" - Diavù

I'm the fury, in your head.
People are fragile things you should know by now, be careful what you put them through.
I say out loud, I'm freaky styley and I'm proud.
On candystripe legs the spiderman comes, softly through the shadow of the evening sun.
I must warn ya, 'bout the motherfucker girls of California.
I'm the helpline operator, your problems will be mine.
On the water we, petals floating.
'Cause my family don't seem so familiar, and my enemies all know my name.
Go get your guns and your switchblade knives and cut it up.
Tell me your own politik, and open up your eyes.
Ma tutto quello che può dire veramente un uomo è: non fate come me.
Sarebbe stato bello invecchiare insieme, la vita ci spinge verso direzioni diverse.
That's the power of the gospel.
Hello darkness my old friend, I've come to you to talk again.

le canzoni che contengono queste frasi meritano tutte i vostri padiglioni auricolari.

sabato, ottobre 30, 2010

venerdì, ottobre 29, 2010

Si può sempre cambiare le cose, ma molto più spesso sono le cose a cambiare noi

non c'è niente che possa farmi cambiare idea, se uno nasce uomo muore uomo. ci sono eccezioni, però.
il figlio del politico fa il politico, il figlio dell'imprenditore fa l'imprenditore, il figlio del calciatore fa il calciatore. il figlio dell'impiegato, invece, sogna. prende iniziativa, si costruisce il futuro da sè, non si lascia spianare la strada, piuttosto prova ad inventarsi un modo per camminare sulle nuvole che va fantasticando.
non avere un futuro è un concetto inesistente, il futuro manca solo a chi ce l'ha già.

venerdì risotto:
risotto con speck, cipolla e formaggio fresco
dato il clima il formaggio fresco dovrebbe essere l'ingrediente più rintracciabile. la parte difficile sta nel farlo rimanere tale anche durante e dopo la cottura. cipolla e speck vanno nella pentola alla rinfusa.

giovedì, ottobre 28, 2010

Anche il grigio può essere felice

corre veloce nella prateria, con la lingua gratta il suolo. va incontro al sole che scintilla sugli alberi, si nasconde nel polverone. al momento del crepuscolo smette di sfrecciare e sale sul dirupo più alto. rimira se stesso, senza un riflesso in cui guardarsi. accompagna la palla di fuoco all'orizzonte e la spinge giù con la testa. poi, come ogni notte, salta giù.
precipita dentro la buca che ha scavato negli anni, poco alla volta. vola finchè l'accelerazione gli brucia la fronte. non è mai in ritardo. sempre più rapido, un missile diritto e diretto. riprende fiato mentre cade, riposa solo a metà del viaggio. arriva dall'altra parte giusto in tempo e si gode l'alba. ricomincia a correre, sperando che il giorno non finisca mai.

mercoledì, ottobre 27, 2010

Paradossalmente c'è una contraddizione nell'antinomia

un po' di informazione, suvvia! però, siccome (si dice "però siccome"?) non sono abbastanza bravo da scoprire notizie da solo mi affido agli altri, Dio li benedica, blog. inoltre, giusto per confermare la mia efficienza, le notizie sono entrambe di ieri.
notizia numero uno. è morto il Polpo Paul, detto Nostradamus. per chi non lo sapesse ha "predetto" in modo corretto l'esito delle partite dell'ultimo Mondiale di Calcio. secondo me c'era qualcosa dietro, comunque. probabilmente era collegato a qualche associazione di spionaggio o servizi segreti bulgari legati al mercato delle scommesse sportive che hanno pilotato volontariamente le partite per incassare soldi facili. poi, una volta visto che le cose andavano, li ha traditi e si è dato al mainstream e qualche sicario gliel'ha fatta pagare. voci parlano di un indotto suicidio.
notizia numero due. un gruppo Facebook sta mobilitando migliaia di persone (quattrocentocinquantottomilaseicentootto adesso) per scavalcare nella classifica del singolo più venduto in UK nel periodo natalizio il prossimo vincitore di X-Factor con Surfin' Bird dei Trashmen. a volte, anche se mi pesa ammetterlo, Facebook è il mezzo tramite il quale (e dunque i meriti non sono tutti suoi) si fanno cose concrete per un mondo migliore. altro che Popolo Viola.
A-well-a everybody's heard about the bird,
B-b-b-bird, bird, bird, b-bird's the word.

last but not least, il sito dei siti: Pokemon Fusion. si possono fondere coppie di Pokèmon che vanno dal primo all'ottantacinquestio (Dodrio) con risultati esilaranti. ogni fusione che coinvolga Caterpie come primo è fantastica.


martedì, ottobre 26, 2010

Dormiamo sonni tranquilli sperando che una "g" non cambi tutto e ci rovini il bello dell'immaginazione

la scia si volta e scopre il cielo, appare a chi la guarda e tocca chi non l'ascolta.
le piccole elucubrazioni di ieri sono diventate i problemi di oggi, le ipotesi non verificate sono gli incubi di tutti.
la nuvola insegue la scia che si infila sotto le auto, irrora le strade di piogge che non toccano il suolo, bagnano soltanto chi ha visto la scia.
il passo sicuro è stato investito sulle strisce, l'avanzare lento e timido è riuscito a scamparla rimanendo chiuso in camera.
il tempo cerca di mordere la nuvola e oltrepassa ogni frontiera per raggiungerla, ognuno viene colpito e cerca di vivere, ma la vita è fatta di momenti ed i momenti si determinano in pochi minuti.

l'inverno finisce sempre per piacermi.
anche quando ancora non è arrivato.

lunedì, ottobre 25, 2010

Un "qui" universale

l'altro giorno ho visto due vecchietti che si tenevano per mano.
mi era capitato di vederne a braccetto, ma così no.
il tutto sottende un significato enorme.

domenica, ottobre 24, 2010

L'oggettività soggettiva

ve lo dico io, che conosco un fantasma.
ogni tanto batte sulla libreria, diffondendo un rumore legnoso.
io, quando posso, gli rispondo. batto sulla scrivania o sul comodino perchè non so in che altro modo poter ricambiare.
mi dice "ci sono, mi senti?". o almeno io la intendo così.
a volte mi giro a cercarlo, ma è un riflesso stupido. del resto è un fantasma, come potrei vederlo.
ci sono possibilità che lui mi senta, ne sono sicuro.
so chi è. o almeno, so chi ho deciso che debba essere.
sicuramente questo fatto ha una spiegazione molto più terrena, ma agli umani piace credere.
si può credere in una teoria fisica non dimostrata; io credo in un "toc" che ogni tanto abbraccia la mia stanza tenendo vivo un ricordo comunque imperituro.
una cosa è certa, il rumore c'è e non sono io a farlo.
e quando ne avrete bisogno, anche voi sentirete il vostro "toc".
ve lo dico io, che conosco un fantasma.

sabato, ottobre 23, 2010

Fin quando accensione e spegnimento saranno sullo stesso tasto, la gente continuerà a confondersi


lo so, arrivo sempre tardi. ma questo disco è da 10 (qualsiasi sia il criterio di votazione), è intenso, commovente, fa ricordare, riflettere, divertire in modo inusuale.
è Bachelite, degli Offlaga Disco Pax.
qui, la mia preferita Ventrale.

e poi il dramma di oggi: il cellulare nuovo.
non so se avete visto Terminator 2 e 3. bhe, come il protagonista si trova a insegnare di nuovo, nel terzo capitolo, tutte le frasi e mosse ganze che aveva fatto imparare alla macchina prima che venisse distrutta, io devo fare lo stesso con le parolacce e il T9.

venerdì, ottobre 22, 2010

Il primo ascolto tradisce solo in senso positivo

è un problema essere maldestri, si vive una vita difficile.
la gente con un'indole normale può fare le cose tranquillamente, qualsiasi tipo di cose. noi maldestri no.
bisognerebbe sempre stare attenti ad ogni azione si compia, ma va da sè che la cosa sarebbe impossibile. diventeremmo nevrotici e schizofrenici. quindi la vita prosegue nel modo più naturale, ma costellato da una serie di eventi dannosi che si ripetono costantemente. dannosi per noi stessi, per gli altri, per i nostri oggetti, per gli oggetti degli altri. per tutto, per qualsiasi tutto.
le circostanze sono le più innocue o assurde possibili.
così accade anche per gli stupidi, ma c'è una fondamentale differenza: gli stupidi fanno danni perchè non pensano.
noi maldestri invece ogni tanto cerchiamo di stare attenti, soprattutto nelle situazioni che, per esperienza, sappiamo essere a rischio. tipo ballare nella doccia.
il problema principale però è un altro, tuttavia vale solo per una sottocategoria di maldestri: quelli con un minimo di buon senso.
l'incazzarsi.
quando facciamo qualcosa come rovesciarci il passato di verdure bollente sui pantaloni puliti (e sulle palle), fare accidentalmente male al cane mentre ci giochiamo o graffiare il muro appena riverniciato, non possiamo prendercela con nessuno nemmeno se siamo atei, in quanto Quel Qualcuno non è in carne ed ossa davanti a noi (anche se aiuta a smaltire la rabbia). il punto, comunque, è che accade tutto per colpa nostra e dunque la nostra responsabilità non ha la possibilità di venire scaricata. appunto per questo i maldestri sono grandi inventori di scuse.

ho parlato al plurale, ma, ovviamente, il riferimento è completamente al mio-proprio-insito-stronzo singolare.
inoltre, per far fronte alle spese dovute ai miei ultimi danni, non potrò andare a godermi i Kings of Leon a Bologna. merda.
ed è frustrante, ve l'assicuro.


venerdì risotto:
risotto nel rame con gorgonzola, pere e noci
cucinate un normale ed ordinario risotto con pere intere, noci con guscio e gorgonzola ancora dentro la confezione. non preoccupatevi, fondendoci intorno un contenitore di rame non riuscirete a mangiarlo.

giovedì, ottobre 21, 2010

Trasportare l'immobilità

freddiew.
freddiew è il canale di due youtubers (Freddie Wong & Brandond Laatsch) che fanno a-w-e-s-o-m-e videos. gran parte è su originalissime sparatorie, con montaggio, effetti speciali ed azione veramente accattivanti.
adesso i due, assieme al resto del team che realizza i video, sono partiti per un road trip nelle varie città dei loro iscritti. l'obbiettivo è quello di girare i filmati nei luoghi suggeriti loro dai fans.
la prima opera nata da questo progetto è il remake di un fatto realmente accaduto durante la prima (e per adesso unica) sosta del viaggio. Freddie e Brandon sono andati a farsi confezionare un cappellino rosso ed una statuetta-premio. in seguito si sono messi in un parco di Portland (la città interessata) e Freddie ha scritto sul suo Twitter "sono a Holland Park, la prima persona che acchiappa il mio cappello vince un premio".
il resto è nel (fantastico) video (la parte clou è dal minuto 1:23 in poi).
qui invece il remake.

mercoledì, ottobre 20, 2010

"Non ne vale la pena" disse il boia

sembra tutto diviso in metà simmetriche.
ma ci sono metà più grandi.

martedì, ottobre 19, 2010

Sperare sparare sparire

di solito, per stupire, ci si basa sulla distruzione delle certezze. si fa credere una cosa e poi si scopre che è completamente un'altra, si capovolge il mondo. il togliere le fondamenta, quello che sempre e unicamente è stato sicuro e deciso, il demolire ogni convinzione. per creare spaesamento, disagio, per far sgranare gli occhi, per interessare e coinvolgere. ed è così anche nella vita reale, ogni giorno vecchie teorie vengono distrutte, dai rimedi della nonna alle scoperte nel campo della fisica. ogni giorno si aspetta in una smentita, si spera il contrario e spesso e volentieri accade.
e se tutto, invece, tutto quello che abbiamo sempre pensato e creduto, rimanesse come esattamente è?

lunedì, ottobre 18, 2010

Tranquillamente, mettiamoci ad urlare

perchè tutto quello che accade deve sempre avere un senso?
sono molti a credere nel significato intrinseco ad ogni cosa, ad ogni fatto.
il problema è che tagliano via le coincidenze.
stamattina però ho avuto una folgorazione. so come dimostrare loro che le coincidenze esistono e sono possibili, a partire dal loro livello più elementare.
cioè, in realtà non è proprio che il ragionamento fili benissimo, è solo un esempio.
cioè insomma, non è niente di che, sono due parole.
ad ogni modo.
a volte per strada si incontrano persone con le quali ci troviamo intrappolati in un siparietto parecchio rompipalle: il non sapere da che parte andare. uno va a destra e voi pure, lui a sinistra e voi pure. per passare, occorrerebbe un gran lavoro psicologico sull'altro, ma questa è roba per blog seri. dunque la cosa si ripete dalle due alle n volte.
al che dico: se è possibile che due persone decidano di andare nella stessa direzione per diverse volte in pochi secondi, perchè questo non dovrebbe essere estendibile a qualsiasi altra cosa?
bah lasciate perdere, non so nemmeno io che cazzo ho scritto.

infine un video che sta impazzando su Youtube (1291938 visualizzazioni adesso). alla band musicale Atomic Tom, oggi, hanno rubato gli strumenti. loro non si sono persi d'animo ed hanno deciso comunque di suonare. in metropolitana. con gli iPhone.
miti.

domenica, ottobre 17, 2010

Non è ipocrisia, è fatica di attenersi a quello che si dice

è che abbiamo bisogno di domande, senza le domande non andremmo lontano.
rispondere a tutte sarebbe bello, almeno all'inizio. poi piomberemmo nella noia più stagnante.
c'è anche ovviamente una buona fetta di persone che rimarrebbe indifferente. insomma, per loro rispondere non sarebbe così indispensabile.
chiedere è così creativo, forte. viaggio di più con un punto interrogativo che con un biglietto aereo.
non sapremmo se non ci fossimo posti delle domande e se così non avessero fatto le persone prima di noi.
ed il bello è che proprio dove mancano le risposte che più si è stimolati.
quindi alla fine, sapere, non è che sia poi 'sto granchè.

sabato, ottobre 16, 2010

Volendo trovare si trova sempre, anche dove non c'è nulla

Men in Black, il primo film.
per chi, quando uscì al cinema, era un bambino, è senza dubbio entrato nella suo cervello in modo indelebile insieme a qualche canzone della Disney ed al Game Boy.
a me in particolare una scena, talmente impressa che se penso al film mi viene subito in mente quella.
qui c'è il video, ed io mi riferisco alla parte che va dal minuto 5:43 al 5:45.
"noi siamo quelli, siamo loro, siamo gli uomini in nero...men in blàc!".
fantastica la pronuncia italianissima del nome, mi ha sempre intrippato.

venerdì, ottobre 15, 2010

Buy free

mi ricordo di Ken Saro-Wiwa, ma non del sapore che aveva il tè ai frutti rossi di qualche ora fa. mi ricordo di una vecchia compagna di scuola, mi ricordo certe cose successe.
le mani iniziano a diventare ruvide per il freddo, gli occhi a prendere il ritmo delle alzatacce.
il dolore dell'avambraccio sinistro mi ricorda l'esistenza di quella parte del corpo.
perdere tempo è delizioso.

uh, forse domani piove.

venerdì risotto: risotto alla pescatora
recatevi in un ranch e rubate un toro femmina. non una mucca, ho detto un toro femmina. buttatela in mare e ripescatela in qualsiasi modo vogliate. l'oggetto usato per farlo, in caso di salvataggio riuscito, sarà dunque una pescatora. non vi resta che metterlo nel risotto fumante.

giovedì, ottobre 14, 2010

Correttezza del falso

sopra l'unico cesso dello spogliatoio maschile della palestra che frequento c'è un foglio con scritto "si prega di tirare lo sciacquone, grazie".
poi uno si chiede perchè il mondo vada a rotoli.
purtroppo il problema dello sciacquone è estendibile al 98% dei bagni che si trovano in giro.
secondo me la cosa è più grande di quanto sembri.
se tutti tirassero lo sciacquone vorrebbe dire che un mondo migliore sarebbe possibile.
tirare lo sciacquone di propria spontanea volontà sarebbe sinonimo quantomeno di buona educazione.
a questo potrebbe sottendersi un piccolo ma sentito rispetto per chi userà il cesso dopo di noi e quindi verso il prossimo. tirare lo sciacquone è etico e non solo, anche in linea con il pensiero di Gesù ("ama il prossimo tuo come te stesso")!
questo potrebbe far pensare che una buona fetta di cattolici tirino regolarmente lo sciacquone.
bene così, il lavoro da fare è minore.
tirare lo sciacquone significa rispondere ad un senso interno che ci indica che non tirarlo sarebbe sbagliato. tirando lo sciacquone si acquisterebbe più giudizio ed interesse per il mondo fin nelle sue più piccole componenti.
sarebbe dunque poi aperta la strada a nuovi e sempre più grandi insegnamenti, come non pisciare di fuori, non abbandonare gli animali, non fare il falso in bilancio.
il problema risiede però nel fatto che ben presto si formerebbe un dualismo bene-male del tutto relativo.
un nazista potrebbe sostenere che sia giusto non tirare lo sciacquone perchè magari il prossimo potrebbe essere un "negro di merda" così come, a mio avviso giustamente, potrebbe fare la stessa cosa una persona di colore in vista di un nazista del cazzo.
e potrebbe ritenere giusto tirare lo sciacquone un prete perchè, come detto sopra, l'atto dimostrerebbe amore verso il prossimo chiunque esso sia così come lo farebbe di buon grado una persona ragionevole per considerazione e sentimento verso il successivo cessaiolo (non certo verso il prete, non a caso ho scritto "persona ragionevole").
così anche gli atei, in teoria, sarebbero a posto.
ma ci sarebbe comunque ancora del lavoro da fare.
uhm

occorre una nuova razza umana priva di funzioni escretorie.

mercoledì, ottobre 13, 2010

Dovrei riconoscere gli errori, ma non sono molto bravo con le fisionomie

per chiudere gli occhi, dovette tagliarseli.
glieli tenevano aperti con un marchingegno che gli ricordava tanto quello di Arancia Meccanica. sapevano che così dovevano restare, finchè qualcuno non avesse trovato una soluzione e avesse capito. seduto e incatenato di fronte al tavolo notò gli spigoli usurati, scheggiosi.
allungò la testa.

lo videro lì con gli occhi sanguinanti, fermo per un secondo, prima che la stanza iniziasse a ruotare su se stessa, i loro corpi a sbattere sulle pareti, a morire.
tutti tranne uno, che lo vide trafiggersi il cuore usando quello che il buio delle palpebre gli permetteva di immaginarsi e rendere reale.
nemmeno lui poteva sopportare di avere gli occhi chiusi per sempre.

martedì, ottobre 12, 2010

Si smette perchè si adora ricominciare

siamo tutti connessi senza alcun senso, le scelte sono infinite ma riusciamo a fare solo quelle già fatte, i comici plagiano, la malinconia e l'esistenzialismo divaganti, le cose successe per caso sono quelle che fanno più ridere, i cervelli si sprecano senza nemmeno cercare di imparare ad usarli.
e poi si fanno gli elenchi.
mi piace questo, questo, quest'altro, questo qui, oh sì anche questo, adoro quest'altro.
odio gli elenchi, o almeno, oggi odio gli elenchi. dico quelli con un settantatrilione di virgole e qualche miliardo di parole a caso.
ci metto un secondo a farne uno, basta che mi metta a scrivere cosa manca in frigo, nel freezer, nella dispensa, in camera mia.
che stile, un elenco dentro un elenco.
e poi sono pallosi.
cioè, c'è lunghezza e lunghezza.
ottocentomila caratteri è un elenco lungo.
il modo di vedere le cose, di descriverle. troppo preso, troppo sentimentalmente ed emotivamente grondante.
e gnè e gnè e gnè.
la vita è come un. il tramonto è come un. leggere è come. mangiare la Nutella è come una.
ci sono dei limiti.

tutto questo, ovviamente, secondo me.
grr

update: anche la trasmissione "Vieni via con me" si è basata sugli elenchi. quelli però non li odio, nè li odierò.

lunedì, ottobre 11, 2010

domenica, ottobre 10, 2010

Stati d'animo circolari

il mio babbo mi segnala alcune interessanti somiglianze...

sabato, ottobre 09, 2010

Sempre non ha sempre senso, ma senso ha senso sempre

quando non ti viene niente, puoi sempre scrivere che non ti viene niente.
appunto.
incredibile.

venerdì, ottobre 08, 2010

Potrei ≠ dovrei, la più grande giustificazione al fancazzismo

olocausto cerebrale.
l'ombra nera, in fondo al corridoio, mi segue. sempre lontana e sempre grande, scruta i passi che faccio, conta i miei respiri.
ogni tanto si fa sentire, picchiando sulla libreria o muovendo l'armadio.
ormai la conosco da molto tempo. siamo in simbiosi.
esce solo quando la penso, rimane morta finchè lo dico io.
ancora ne ho paura, lo stomaco mi si attorciglia appena ricordo che c'è.
tiro su le coperte, fin sopra il naso.

il lato negativo della fantasia.

olocausto cerebrale.
sono rimasti in pochi, dentro la mia testa, in grado di fermarla.
stanno nascosti e vengono fuori solamente quando sono sicuri di vincere. non ricordo nemmeno l'effetto che mi fanno.

disconnessione.

olocausto cerebrale.
l'ombra nera adesso se n'è andata e non la rimpiango, ma sarà qui prima ancora che il mio cervello possa godersi la sua assenza. già pensare che non ci sia la fa tornare qui.
non c'è quasi più nessuno che mi aiuta, li ho uccisi io.
forse ho bisogno di provare paura, di sentirmi minacciato.
non rispetto l'ombra nera, se avessi il coraggio la ucciderei. non è il mio Dio sostitutivo.

fine indefinita.

olocausto cerebrale.
ho alimentato io la paura, ho accompagnato me stesso nel sottoscala, al buio.
mi sono costretto abitudinariamente, inconsciamente, a spaventarmi.
adesso la temo quasi completamente.
è stato stupido, nessuno lo farebbe. ma occorreva un equilibrio, o la simbiosi si sarebbe rotta e il subconscio avrebbe smesso di lavorare.
perchè l'ombra nera, prima, aveva più paura di me.



venerdì risotto:
risotto alle ortiche
buttatevi nell'ortica per sbaglio. versate sopra il riso fumante e, mentre vi rotolate a terra grattandovi gli stinchi pruriginosi e rossi, godete del gustoso mix raccattando con la bocca la parte di prelibatezza che vi capita a tiro.
ovviamente le porzioni possibili dipendono dallo spazio disponibile per rotolarsi.

giovedì, ottobre 07, 2010

Qualcuno è il pronome tuttofare e paziente a cui dobbiamo il poco di positivo che ancora resiste

oggi ho visto un bambino con un braccio ingessato.
credo che la percentuale dei bambini che non hanno mai avuto il gesso tra i sei e i tredici anni sia nulla. quelli a cui non è successo non sono stati completamente bambini. rompersi o slogarsi un braccio è, credo, una condizione necessaria per poter affermare di non essere sempre stato grande.
il gesso enorme che faceva pensare a un qualche tipo di armatura da supereroe era il segno del temerario, o dello scemo, o del curioso.
anche io ho avuto un braccio bianco e spesso, ed ovviamente perchè ero scemo.
poi le classiche scritte sopra, col pennarello. le dediche.
ma era andare in giro con il braccio ingessato, la parte migliore. al centro dell'attenzione. oh ma come hai fatto? ed il racconto iniziava, diventando epico pian piano.
far vedere che hey, io l'ho fatto.
gli amici che hey, un mio amico si è rotto un braccio.
le bambine che boh, al tempo non le consideravo.
magari poi il gesso impediva di scrivere. non una goduria, ma almeno qualcosa con cui potersi consolare. perchè era un'impresa riuscire a giocare decentemente alla Playstation.
e poi fuori con il pallone e le corse (niente bicicletta), e la mamma dentro con un bel pacco di apprensione tutto per lei.

mercoledì, ottobre 06, 2010

Ancora poco e passeremo alle carte di debito

per la domanda della vita e la risposta della morte cliccare qui; si ringrazia Onafets.

poi leggete la didascalia di questa foto sul Corriere online.
quando si dice che un giornale è avanti.

martedì, ottobre 05, 2010

Quando le cose vanno male si pensa a come sarebbero andate in caso positivo, ma quando tutto va bene non ci si sofferma mai su un'ipotesi peggiore

"meglio soli che male accompagnati" dice, appunto, "meglio soli" non "meglio solo".
vivere il plurale di questo proverbio e farlo vivere.
siamo soli, noi due, noi tre. noi.
chi ha bisogno di altri?

lunedì, ottobre 04, 2010

Credere di sapere e poi sapere che si sta solamente credendo

mi ricordo il giorno del mio -esimo compleanno. ricordo la sveglia presto per l'università, il latte caldo ed i miei che si alzano con me, per darmi il regalo ed il biglietto. arriva anche il cane, anzi, la cane. ricordo il tragitto in due verso la stazione ed i messaggi sul cellulare. ricordo la pioggia e la mia mancanza di ombrello, ricordo l'umido e la doccia dopo il pranzo freddo. il pomeriggio ordinario, con qualche regalo però.
ricordo la bellezza del ricordarsi che almeno quel giorno è lì per te. beh, è lì anche per tanta altra gente, ma fa sorridere riflettere che in quel momento, in qualsiasi momento di quel giorno puoi pensare: "vaffanculo cazzo, oggi è il mio compleanno!".
ricordo tutto del giorno del mio -esimo compleanno.
ricordo tutto, perchè quel giorno è proprio oggi.

crescere, cos'è crescere?
da piccolo non riuscivo a capire perchè la gente perdesse gli oggetti sempre sui muretti.
in seguito ho scoperto che la gente perde le cose per terra e poi altra gente mette le cose perdute sui muretti, per tenerle meglio in vista agli occhi dei loro possibili ricercatori.
ma questo lo sapete già, immagino.
io però continuo a pensare a cavolate come questa e un po' mi dispiace non avere più così tante convinzioni assurde.
questo, per me, è crescere.
e purtroppo si cresce tutti, nostro malgrado o meno.
comunque ogni cosa a suo tempo, per i prossimi imminenti anni avrò altro da fare.

domenica, ottobre 03, 2010

Il segreto sta nel tenerselo

c'è il rischio che si prendano a cazzotti, ma dividerli non servirebbe. si ritroverebbero da soli.
si può fare una sola cosa, prenderli a cazzotti noi, entrambi.

sabato, ottobre 02, 2010

Quando molti ti credono il migliore, forse è proprio il momento in cui stai peggiorando

comincia a far freddo. niente di meglio dell'acqua calda che scorre addosso, quando si ha freddo. almeno per me. ci vorrebbe il soffitto forellato sopra e sotto, in modo da poter essere costantemente sotto un getto d'acqua semi-bollente senza problemi di allagamento. oppure una vasca-letto, imbottita in ecopelle, dove potersi crogiolare anche nelle notti più gelide. potrebbero però verificarsi delle controindicazioni dovute al troppo tempo passato in immersione. in questo caso basterebbe indossare una muta apposita. una muta-pigiama, ovviamente. impermeabile, ma sensibile alla temperatura dell'acqua ed estremamente comoda e morbida.
obiettivamente, io installerei tranquillamente tutte e due le cose.
devo iniziare a plastificare la stanza.

venerdì, ottobre 01, 2010

Una volta finite le idee, si consiglia un elegante silenzio

quando passa il prossimo autobus? non sa, dice? ah. nemmeno io, che combinazione. infatti l'ho chiesto a lei, lei però non lo sa e...che cosa buffa, non trova? hm. beh comunque io sono Scanner, piacere. lei..? lei è il mio cervello? incredibile. non credo di averla mai incontrata. e se ne va? e dove va? .. scommetto allora che non sa nemmeno quando torna. appunto. perchè non mi lascia il suo numero? magari la chiamo. sa, a volte potrei aver bisogno..come? vacanza? oh. allora se la goda. e mi riporti qualcosa, magari. ecco l'autobus. è il suo? no? beh, allora aspetto il prossimo, così non se ne deve stare qui da solo di notte...cosa? non prende l'autobus? e allora cosa fa qui? mi ci ha portato lei? cioè, me l'ha detto lei di venire qui? non ricordo affatto. sono io che vado via, allora. cavolo...non immaginavo. mi stia bene allora. almeno sa dov'è diretto questo autobus? credevo mi servisse per tornare a casa, ma ero anche convinto di essere venuto qui da solo. lontano? lontano quanto? dove? a le..a letto? e i miei pensieri? e le mie idee? mica le butta via mentre non ci sono? ah, ci si diverte lei? anche le mie paure? ma com'è questa vacanza, cioè, che fa? lo fa tutti i giorni? è che io proprio non ricordo. insomma lei va a sognare adesso...mi mandi una cartolina allora. dunque a presto. come? a domani? ah sì? allora vada per domani.
e mi raccomando, faccia qualche foto.

venerdì risotto:
risotto ai finferli
se penso alla parola finferli mi vengono in mente delle trombe immerse in palline colorate con un suono di campanellini. purtroppo dovrete accontentarvi di infilare dei funghi nel riso e mangiarveli in solitudine pensando a quanto bello sarebbe stato bello poterlo assaggiare in modalità-circo.

se ve lo state chiedendo: no, non sono fatto.

giovedì, settembre 30, 2010

Investire su sveglie o cuscini, la gente si stanca subito

c'è un sito, di nome Comixed, che fa delle strisce sceme rieditano immagini pescate qua e là. io ho fatto questa sotto, non tanto perchè mi sembrasse particolarmente divertente, ma perchè ormai mi era venuta in mente e dunque dovevo farla, altrimenti mi esplodeva il cervello se continuavo a rimandare. e poi, sul sito, ce ne sono di molto più patetiche.

mercoledì, settembre 29, 2010

Bellissimo nel dettaglio, orribile nell'insieme

abbandonati. si riesce a raccogliere solo quello che danno gli alberi, perchè rimane difficile afferrare cose eteree, impalpabili.
si sente un lamento, dal centro della terra, che il vento porta con sè. all'inizio era una risata.
non si creda di uscire e fare, sopraffare, arraffare.
volto lo sguardo e c'è uno spirito che si avvicina, una figura bianca, dinoccolata.
guarda il riflesso degli specchi e infilati nel mezzo, sposta le montagne e facci un segno sotto, poi rimettile dov'erano. uccidi. dai la vita, dai la vita alle farfalle, ai semi terrestri, ai pensieri extraterrestri.
fuoco all'immaginazione, ma non basterà a fermarla.
fuoco all'indigestione di parole inutili, questo sì.
vestirsi molto, farà freddo. nascondiamoci sotto il tavolo, sotto il tetto e sotto la neve, ricuciamo i confini.
si distruggerà tutto.
sentirsi spirare tra le proprie braccia, calvi e vuoti, la testa disabitata e le gambe riempite di steroidi. spaccarsi la schiena sull'incoerenza del lavoro, costretti a rinunciare ai propri sogni.
risentire sempre la stessa canzone, ma senza sentire il sopraggiungere della nausea. si può cercare di, o cercare e basta.

martedì, settembre 28, 2010

Piscia oggi, perchè non sai dove andrai domani e tantomeno se ci sarà un bagno

"dottore, sento brividi."
"brividi. dove?"
"in tutto il corpo."
"e poi?"
"merda."
"nel senso?"
"nel senso che poi cago."

lunedì, settembre 27, 2010

È un errore parlare di perfezione

mi permetto di scrivere quello che sto per scrivere, ma sottolineo che non voglio togliere valore di alcun tipo a quanto successo.
mega-epic fail, ammicci.
il proprietario della società Segway, che produce l'omonimo trabiccolo a due ruote, è morto. precipitando da un dirupo mentre esplorava una sua tenuta. mentre guidava (e qui il fail) il suo Segway che, appunto, è stato la causa della caduta!
mi vedo già lo chef Tony con un Miracle Blade III nella giugulare.

e poi Gil Vicente e le sue "fantasie omicide". strano che la Chiesa non abbia ancora gridato all'infedele.


infine, qualcuno dovrà spiegarmi perchè nel mondo dell'informazione si continua a credere che l'importanza di una persona si estenda a qualsiasi cosa la circondi.

domenica, settembre 26, 2010

Presente, passa; ti presento il passato

Nolan l'ha fatto. ha fatto un cazzo di film bestiale. adesso può andare in giro e farsi scaccolare da James Cameron.
non vi rendete conto, ero in estasi durante tutto il film. mai successo prima d'ora.
sorridevo, sprofondavo nel sedile, spalancavo gli occhi.
voto 9,5 tendente al 10.



update: Mist ne ha scritto qui, vale la pena leggere.

sabato, settembre 25, 2010

A voce troppo alta, sembrerà tutto così vero

tutti hanno parlato di Nine, il film di Rob Marshall del 2009. non vedevano l'ora che uscisse.
anche io parlavo di 9 (pronunciato Nine), il film del 2009. anche io non vedevo l'ora che uscisse.
l'unica cosa è che sono due film completamente diversi.
il "loro" Nine è arrivato qui a gennaio, un mese dopo la sua uscita nelle sale statunitensi.
il "mio" 9 è in Italia da tre giorni, un anno dopo la sua proiezione nelle sale statunitensi. non è nemmeno uscito al cinema, ma solo in DVD e Blu-ray. il "mio" 9 è un film di animazione prodotto da Tim Burton. è ambientato in un futuro indefinito dove ogni forma di vita è scomparsa, a causa di uno scontro apocalittico tra uomini e macchine. nove bambole si svegliano e si ritrovano, ciascuna ha una sua personalità e per nome un numero. 1,2,3,4,5,6,7,8,9.

continuo a credere che i due film avrebbero dovuto avere sorti invertite.

venerdì, settembre 24, 2010

Occorrono lividi permanenti

ma-gni-fi-ca.

venerdì risotto:
risotto con le castagne
piazzatevi sotto ad un castagno con il vostro piatto di risotto fumante ed aspettate, ottobre è vicino.
per un gusto più pungente si consigliano queste castagne.

giovedì, settembre 23, 2010

Perchè rincorrere i soldi? Essere felici è molto più economico

doveva mangiare in bianco perchè non stava tanto bene.
si preparò di tutto, dalla pizza al fritto, dalle uova al gelato.
poi andò un attimo in camera a cambiarsi e tornò in cucina, vestito appunto di bianco.

mercoledì, settembre 22, 2010

"Non c'è problema" disse il matematico

Eric Esch vs. Mariusz Pudzianowski, incontro di kick boxe.
ma prima il tradizionale momento degli inni nazionali. riflettori puntati su Mateusz Krautwurst, il cantante scelto per l'occasione.
inizia l'inno americano senza base musicale, ma tentenna quasi subito, balbetta, si scorda le parole, le inventa, poi cala il silenzio.
credo che quest'uomo abbia pregato che un esercito di ruspe gli scavasse una buca talmente profonda da poter sbucare dall'altra parte della terra.

martedì, settembre 21, 2010

In tempo per il ritardo

hah. hanno scoperto il gene "Homer Simpson".
vabè, next.

è incredibile. oggi ho visto il TG5.
anche se questo fatto è già di per sè straordinario, la cosa sconvolgente è un'altra.
dalla prima alla settima notizia, ovvero quella precedente le informazioni sulla Borsa, trattavano tutte di fatti di cronaca. di cronaca! ma scherziamo?!?
allucinante.

ma passiamo oltre.
cose che non capisco #4859
dico io.
perchè ad un soldato morto vengono fatti i funerali di Stato, mentre ad un morto sul lavoro no? cosa li differenzia? forse farli ad un soldato è più simbolico? ha dato di più al suo Paese sparando qua e là rispetto ad uno che è stato mangiato da un macchinario mentre costruiva qualcosa che forse non poteva permettersi?
ed i ragazzi come Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi? ed il padre di famiglia Aldo Bianzino?
tutti uccisi dallo Stato, insabbiati e dimenticati. non meritavano i funerali di Stato? non meritavano almeno delle scuse, dei riconoscimenti, qualcosa?
abbandono, giusto.
troppo facile, veramente troppo facile.

lunedì, settembre 20, 2010

Proprio quando si pensa di non dare nulla, si dà molto

ispirato da questi due post di Ometeotl, ho deciso che anche oggi (come nel post di sabato) andrò di bozze.
ecco a voi le frasi personali di alcuni dei miei contatti di Msn Messenger, con relativi commenti.

Stella stellina..la notte si avvicina!esprimerò un desiderio..fallo diventare vero!
c'è un bambino in ognuno di noi, non un babbeo.
Se ti perdi nel cammino verso la luna puoi sempre invocare il nome di colei che ami, ma ci non sara sempre
ovvio, magari Lucia.
°° STRESS FOR SUCCESS °° ***Now EXTRA POTENT!! :D***
più che altro stress for nervous breakdown. lo slogan del Burn come frase personale ne è probabilmente un frutto.
Ale & Matte ♥♥ quel che sarà...sarà! tra poco è natale!!!
eh già..
Ke pokerino stasera!!Ultima mano Testa Testa..A-6, Flop: A-A-6, Turn: 10, River: 7. ALLLL-INNN Avversario vede!..Porto a casa 20
maledetta lunghezza massima consentita! volevo sapere qualcosa di più sulle mani precedenti.
IL MONDO MI DEVE LECCARE IL CAZZOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!
Houston, abbiamo rilevato problemi logistici nella parte esecutiva del progetto.

notabene: le persone sopra citate hanno tutte dai vent'anni in su.

domenica, settembre 19, 2010

Le persone sono come le valigie, ti rendi conto di quanto siano realmente grandi solo quando provi a riempirle

si addormentò al ritmo della musica tribale, riscaldato dai fuochi accesi tutta la notte.
si era spinto nell'entroterra per avvicinarsi alla loro cultura, mangiare il loro cibo, danzare e capire.
il contatto era stato arduo, ma più semplice di quanto si aspettasse.
ancora non capiva le loro parole, ma il loro rapporto andava ben al di là dei suoni. ogni notte dormiva con gli altri attorno alle fiamme, nonostante vi fossero numerose capanne. immaginò di essere capitato in un periodo particolare del loro calendario.
sentiva di arricchirsi ogni mattina di più, quando si riempiva la pancia con il loro cibo. molti rinunciavano a parte della propria razione e la mettevano nel suo recipiente in legno.
non era mai stato meglio, lontano dai problemi e dalla tecnologia. una cosa così l'aveva soltanto sognata, diversi mesi fa, prima di licenziarsi.
spesso coglieva gruppetti di indigeni a guardarlo, probabilmente ancora non del tutto abituati alla sua presenza. altre volte, qualcuno passava e lo toccava, tastandogli i polsi, le braccia e le gambe. lasciava correre, del resto era ospite.
la sintonia con il loro stile di vita e le loro usanze divenne sempre più stretta e sorprendentemente intima. nel giro di un mese e poco più era ingrassato di almeno dieci chili ed ogni sera si lasciava andare in ogni danza.
aveva quasi raggiunto il suo scopo. nuova vita, nuovo inizio. si era fuso con essi, era entrato dentro la loro cultura, dentro il loro mondo. mancava un solo passo per entrare finalmente dentro di loro. o meglio, una ventina di passi. passi che fece da solo, verso il pentolone.

sabato, settembre 18, 2010

Quaranta anni senza Jimi Hendrix

cose che non capisco #235
dico io.
credo che su Virgin Radio abbiano le idee un po' confuse. fanno dire i nomi stranieri agli speaker italiani che hanno una pronuncia inglese da Esquimesi bosniaci muti, mentre fanno parlare l'unica ragazza madrelingua in italiano. non è folle?
la sola cosa detta in inglese autentico è l'ora.
ma perchè?
obiettivamente non so cosa inventarmi, è come assumere un cuoco professionista e fargli tagliare il pane mentre noi mettiamo la cucina a ferro e fuoco.
ok, la mia rabbia sta per uscire. sta per venire fuori un argomento che ho tenuto nelle bozze per troppo tempo.
la critica a Virgin Radio Italia.

Virgin Radio Italia è una radio rockettona dove tutti fanno i fenomeni ed osannano qualsiasi rockstar abbia più di vent'anni di carriera, anche se adesso fa letteralmente piangere le ascelle.
ma andiamo per ordine.
Revolver. ho sempre pensato che Ringo fosse un vecchietto, poi l'ho visto ed ho pensato che sarebbe stato meglio meglio se fosse stato realmente un vecchietto. le frasi tratte dai film che inserisce (o chi per lui) tra un pezzo e l'altro vengono per il 90% da School Of Rock e Tenacious D. And The Pick Of Destiny, ergo: sono sempre le stesse. non lo sopporto.
Virgin Classics. niente da dire perchè, per fortuna, dicono solo l'anno della canzone.
Contemporary Rock. naaaaaah, naaah! forza, il prossimo!
Music History. un parto, ogni volta. per arrivare a quella cacchio di canzone alla fine, c'è bisogno di una circumnavigazione della storia dei primi e dei successivi dieci anni rispetto alla data scelta. fantastico quando fece tribolare me ed il mio amico Penguinsane per un quarto d'ora parlando di Good Vibrations dei Beach Boys e poi...ah, tutto qui? delusionissima. però questi sono gusti, eh.
Rock Party. niente speaker. niente oltre alle canzoni. yeah! perfetto!
Rock In Translation. Giulia Salvi era a All Music e faceva un programma di musica alternativa niente male. adesso she got herself ruined. traduce con la passione e l'intensità del programma di riproduzione vocale del mio Nokia. inoltre mi fa accorgere della bruttezza e banalità di alcuni testi di belle canzoni, tipo Patience dei Guns N' Roses (l'avevo già detto questo?). quindi grazie, ma preferisco rimanere ignorante.
Virgin Chart. Marco Biondi parla l'inglese come io parlo il portoghese antico.
The Rocket. Marco Biondi parla l'inglese come io suono il sitar. se esce un pezzo, anche parzialmente o totalmente inascoltabile, di un gruppo famoso, quello sarà il The Rocket della settimana.
Virgin Generation. Giulia Salvi e Andrea Rock (fantastica la pronuncia all'inglese durante la sigla di apertura che dice più o meno "Gi-ulia Ssalvi -alvi alvi alvi- Andriea Rok -rok rok rok-", mi fa sempre ridere) sono qui per rompere le regole. già, ma quali? sono più trasgressivi quelli di Radio Maria, che si infiltrano nelle loro frequenze alla prima occasione. e poi perchè fanno ascoltare musica vecchia? almeno cambiate il nome al programma, chiamatelo Virgin Degeneration.
Virgin Motel. Blitch. un coacervo di tutti i possibili luoghi comuni e frasi banaaaaaali misto ad una voce fintafintafintafintafinta e rimpinzata di autostima al livello 11 (su 5). è più il tempo che passa a sospirare che quello che impiega a dire una parola.
Virgin Investigation Bureau. a parte il fatto che ho sempre pensato si chiamasse Virgin Investigation Europe, non riesco proprio a sentirlo. odio innato verso la voce di quello che fa pure lo spot radio della Expert, verso gli scambi di battute da cabaret di infima categoria. inoltre questo programma è l'esempio più lampante della follia di cui ho parlato all'inizio del post.
Virgin Rock Live. al secondo posto nella classifica degli speaker più odiati, Andrea Rock. biascica, apre a dismisura la bocca, ogni parola è un boomerang di suoni (non saprei come descrivervela precisamente, dovrei farvi l'imitazione) e soprattutto è grande amico dei Finley. molto, molto male.
Buongiorno Dr. Feelgood! l'unico programma che mi piace per intero. peccato che sia la mattina presto, quando io sono nel letto. fuck!