giovedì, giugno 30, 2011

Senza gli altri, nessuno si sentirebbe meglio

entro nella stanza e c'è qualcosa che non mi torna, c'è un'atmosfera strana. non capisco bene cosa sia, non riesco a decifrarla. questo però non mi impedisce di mettermi al lavoro e fare come se fosse tutto normale.
arriva un'altra persona e vedo che se ne accorge. si guarda intorno in cerca di un oggetto fuori posto, di una spiegazione scritta su un foglio del tipo "noterete che oggi la stanza è un po' cambiata per questo e questo motivo. saluti, la direzione della stanza", ma niente. poi si siede e prova, come me, a smettere di pensarci.
entra qualcun altro e lo precediamo: "hai notato? c'è qualcosa di strano, vero? eppure..." "...eppure non capisco cosa sia, è vero, è vero. quindi non è solo una mia impressione, lo pensate anche voi. chissà. proviamo ad aspettare, magari si risolve, magari qualcuno ci spiega cosa succede".

la stanza, nel frattempo, si riempie di dubbi e di persone.

ad un certo punto, quando ormai quasi tutti non ci pensano più, si accende la luce. la luce, ecco cos'era. qualcuno se ne è accorto e ha capito, si è alzato e l'ha accesa. io non sono stato, e potrei giurare la stessa cosa di altre dieci o dodici persone. nessuno ha visto chi abbia alzato l'interruttore, ma tutti gli sono stati tacitamente grati per un attimo, l'attimo in cui ha sciolto l'interrogativo latente.

da qualche parte nella stanza, chi si era ormai abituato all'oscurità, ha iniziato a chiedersi cosa sia cambiato adesso, cosa ci sia di strano che non riesce a spiegarsi.


la luce in testa non può accendercela nessuno.



giovedì frittata: frittata con le moleche
questa non è una frittata di, ma una frittata con, dunque prendetene atto e comportatevi di conseguenza. anche stavolta andiamo di fantasia, perchè non ho la minima idea di cosa siano le moleche. mi ricordano molto, sarà il nome, le molecole.
preparate una normalissima frittata e spargeteci sopra un po' di atomi appallottolati tra di loro. atomi di prima qualità s'intende.

mercoledì, giugno 29, 2011

600

le ciglia si abbassano per sussurrare qualcosa agli zigomi, che si alzano per ascoltarle meglio. ecco una persona felice.

martedì, giugno 28, 2011

Parole al vento, sperando che le trasporti

c'è un geyser bellissimo qui. certo, non è il più alto e il più grande, ma fa il suo. basta avvicinarsi un po' per capire che, mentre l'acqua vola in aria, è il più caldo di tutti. sprigiona energia ad alta temperatura fin dal profondo della terra, ritagliandosi il suo spazio in questa landa piena di spruzzi apparentemente simili.
i turisti non ci si fermano spesso, anzi, è visitato solo da quei pochi che si sono avvicinati nel tempo, per caso, e lo hanno scoperto. la gran parte delle persone se ne sta attorno ai geyser più famosi, più grandi e più vecchi.

e poi vaffanculo, cazzo, a volte rompe essere un geyser dimmerda.

lunedì, giugno 27, 2011

Quelli accontentati e quelli che si accontentano

ho sonnolenza, svogliatezza e piccole disfunzioni che non mi invalidano. se mi butto, riesco a nuotare, pure se ho appena mangiato. il caffè lo prendo al massimo una volta a settimana, uso pochissimo i punti e virgola. il cane accanto mi concilia il sonno, i rumori costanti o si fanno adorare o mi danno desideri omicidi.
niente pasta dopo il dolce, si inverte l'ordine e si rimane insoddisfatti. non mi confesso, allo specchio mi guardo e mi sorrido, mi mando affanculo. vado per il caso e per il caos, quando non trovo niente. il mondo è bello perchè dura poco, il gioco è bello perchè è vario. non se ne esce mai, si esce soltanto per poi rientrare.
due
quattro
otto
sedici, no
quattordici passi, il trampolino si slancia sulla valle, le mie gambe guardano il cervello che si tuffa. l'ha fatto di nuovo, è saltato giù senza chiedere il permesso.

domenica, giugno 26, 2011

Non sono i bambini a giocare

attenzione, caduta banalità, caduta stinchi di santo.

quanto è cupo fuori, sarà l'ora, sarà che ho finito i colori chiari.

l'arrivo è stato spostato, correre ancora per qualche chilometro.

wooh woo-oh, wooh woo-oh-ooh.

struggente pugno nello stomaco, caduta dei mattoni e dei mattoncini.

sabato, giugno 25, 2011

Piacevolmente ingiustificato

cammino e lo vedo, lo saluto. non ricambia. strano, è lui. è lui, ha quel cappello, quel cappello che porta solo lui. lo saluto di nuovo. niente. non è possibile, il motorino è lo stesso. "ciao!" alzo un po' la voce stavolta. non mi risponde, io mi avvicino. il solito abbigliamento, è lui cazzo.
tira su la testa e mi vede. agito la mano, ma non mi calcola.
eppure è lui, ha gli stessi occhiali.

venerdì, giugno 24, 2011

Tante stelle quanti i criteri

è l'anno dei ritorni.
dopo aver taciuto per anni, hanno proliferato. chiusi dentro chiese o garage, mutilati o sempre più forti, mentre tendevano le orecchie ai suoni, non ci hanno guardati.
Foo Fighters allo scoperto, Coldplay con la testa fuori, Red Hot Chili Peppers appena nell'ombra, Noel Gallagher per poco ancora silente.
i giganti si sono svegliati.

venerdì frittata e non giovedì frittata perché scusate ma ieri ero proprio stanco: frittata tre sapori
ormai state diventando dei bravi cuochi e dunque, come tali, improvvisate! mettete le uova sbattute in padella e, prima che il liquido si solidifichi, buttateci dentro le prime tre cose che vi capitano sotto mano.
piccolo suggerimento: tenete a mente il nome della ricetta e scegliete gli ingredienti di conseguenza. se prendete una forchetta e una teiera il sapore sarà uno solo e non due, perchè entrambe sono fatte di metallo.

giovedì, giugno 23, 2011

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gioved..blobhuaag. blstfrg mrd mrd

mercoledì, giugno 22, 2011

Guarda e disimpara

è un oggetto orribile, di cattivo gusto. eppure è lì in vista, trionfa al centro dell'ingresso. ormai non ci faccio più caso, è naturale che stia lì. il suo posto esiste con lui, non scompare mai.
non so più cos'è, il significato lo ha sostituito.

martedì, giugno 21, 2011

La difficile spiegazione dei cambiamenti repentini

calma.
stavo per consigliarvi un video che ho trovato adesso, pensando ingenuamente che qualcuno non l'avesse già fatto prima. nel giro di due minuti ho scoperto che si tratta di un gigantesco fenomeno della rete, di cui io sono il diciottomilioniesettecentoquarantanovemilaquattrocentododicesimo visualizzatore.
NYAN

dopodiché, andate qui. io ho fatto 450 secondi, e vi assicuro che mai più adorerete il silenzio come questa volta.

lunedì, giugno 20, 2011

Non ciò che, ma ciò che non

di fronte a me una folta prateria di lucine rosse illumina il tappeto nero che sto attraversando, il cielo gli fa da specchio e non si arrabbia con me per l'eclissi dimenticata.

rimango basito, chiuso nello stupefacente e rigoroso silenzio dell'ultimo addio, davanti al suono delle piatte parole che si diffondono. ho sentito bene, dicono "alleluia".

domenica, giugno 19, 2011

Sempre più lenti perchè velocizzati

ringraziamo chi se ne va e chi se ne è andato, chi vive male e senza niente, chi si perde e chi ha perso, chi subisce e viene dimenticato.
ringraziamoli perchè ci danno tutti uno schiaffo, svegliandoci per un attimo nel momento in cui la nostra fortuna ci passa davanti.

sabato, giugno 18, 2011

Raddoppiare le orecchie

c'è una bella differenza tra un post lungo e un post corto. nel post corto ci sono un sacco di parole in meno, intanto. il post corto, poi, richiede poco tempo per essere scritto. il post lungo, invece, oltre ad occupare minuti e caratteri, è difficile da comporre. c'è il rischio di fare ripetizioni, di perdere il filo del discorso, di diventare noiosi. il post corto è pregnante, incisivo e immediato. il post lungo è faticoso, prolisso e dispersivo.
il post corto è scelto da tantissime persone, che vedono e capiscono subito le sue peculiarità. hanno fretta, hanno bisogno di subitaneità, scrivono e leggono solo post corti. non vedono la passione, non credono nel post lungo.

venerdì, giugno 17, 2011

Le emozioni gratis

un calcio ed è dall'altra parte.
la signora sta rientrando a casa, cammina sul marciapiede andando del suo passo. è sul di fronte al suo condominio, vede la bottiglietta sdraiata davanti a lei.
un calcio ed è dall'altra parte.

giovedì, giugno 16, 2011

Ho scoperto di non sopportare i Social Distortion

questo prurito maledetto, che non mi molla e m'invade, uccide ogni pezzo di carne con le mie stesse mani. mi gratto e mi attacco, mi faccio strada tra gli strati di pelle che ricoprono il piccolo bozzo. più mi artiglio e più è piacevole, il prurito passa ed io sento i brividi che si propagano, mentre lentamente smetto e riassumo una posizione comoda. nonostante il sangue, adesso esisto con sollievo mentre penso: "proprio sul cazzo di alluce doveva pinzarmi".

giovedì frittata: frittata di Pasqua
cos'è per voi la Pasqua? i parenti riuniti? benissimo, iniziate a sbucciare il nonno, poi su su fino alla zia. le uova di cioccolato? ottimo, usatele al posto di quelle normali. il coniglietto? perfetto, è solamente necessario spelarlo (non importa provocarne la morte perchè in padella ci pensa da solo). la Pasqualina Boy & Girl? ok, ma vi avverto che la scatola a volte frigge con difficoltà.
a chi fosse privo di un'opinione personale, consiglio di sminuzzare una palma.

mercoledì, giugno 15, 2011

"Rendiamoci conto" disse il matematico

post trafelato prima di partire. oggi mi trovate qui.

martedì, giugno 14, 2011

Scegliere se stessi

le diverse sfumature dei loro occhi, davano alla suo turno di ronda un tocco di curiosità. si immaginava i movimenti delle dozzine di pupille devitalizzate proiettarsi alle sue spalle, sopra la sua testa, lungo la parete. le figure camminavano sulla roccia davanti a loro, dipinte dal fuoco.

rapiti anni prima durante la guerra, adesso erano dati per morti. erano l'ultimo ciclo, quello conclusivo. erano i fortunati protagonisti della fase finale dell'esperimento.

sentiva i suoi passi volteggiare nella grotta, sapendo di condividerli con quegli uomini incatenati davanti a lui. andava avanti e indietro, mentre il faro illuminava le forme che gli passavano davanti, automatiche. non era soltanto un muro a separarli, ma anche una coscienza ed una conoscenza completamente diverse.

il penultimo ciclo era arrivato al primo stadio di incatenamento, incluse le prove di nutrizione e soddisfazione di funzioni primarie. nessun ricordo grazie alla chirurgia e alla chimica, che si erano portate via decine di cavie prima di loro. una volta fucilati anche questi, era il momento di tirare le somme.

due anni erano passati, le loro menti finalmente costruite sulle convinzioni sbagliate. mentre dormivano, fu incaricato di liberarne uno, tornando poi fuori ad aspettarne il risveglio, assieme alla cittadina inconsapevole.
lo videro uscire spaesato, rachitico e bianco, rovinato dal buio e dall'immobilità; incredibile che camminasse ancora. tutti osservavano da dietro i monitor, affamati dell'imminente accadere ancor più di quell'uomo.
gli sguardi su di lui lo registrarono assieme alle telecamere mentre, abbagliato, si portava la mano agli occhi gettandoli sulle ombre che conosceva così bene. adesso, non restava che aspettare impazientemente e vedere se, sfumature a parte, il Filosofo avesse ragione.

lunedì, giugno 13, 2011

Orgoglio impersonale

i supereroi affascinano un sacco perché giocano sull'invidia, penso.
il punto però non è questo, è la logica. la logica per cui, a contrastare i supereroi, ci sono i supercattivi. cioè, deliri fantascientifici a parte, non cambia assolutamente nulla rispetto ad un'opposizione tra comuni mortali.
la forza e le capacità dei personaggi vengono proporzionalmente aumentate e modificate per creare scontri senza anta o protago -nisti veramente imbattibili. ovvio, altrimenti non ci sarebbe gusto. cioè, sarebbe inutile pure perdere tempo ad inventarsi storie del genere.
Spiderman è bravo, veloce, si arrampica sui tetti e così fotte tutti i criminali, fine della storia. naah.
Goblin è cattivo, ha lo skateboard che vola, è armato fino alla punta del cappello e così fotte una città intera, fine della storia. naah nemmeno così.
Spiderman e Goblin vivono nella stessa città e si accorgono di starsi sul cazzo a vicenda.

domenica, giugno 12, 2011

Inizialmente finisce

ancora lui, sì: il mio amico Omar.
stavolta mi ha chiesto di pubblicare questa immagine, quindi ecco qua.


e poi ci si lamenta che la Rai è controllata dai partiti, ma venite qua venite! qua è peggio!

sabato, giugno 11, 2011

Infinite reboot

continua la serie: somiglianze.
Onafets mi ha fatto notare quella strabiliante di cui sotto, anche se non sembra sia cosa nuova.


la cosa fantastica è che al governo ci sono pure i Puffi da sterminare.

venerdì, giugno 10, 2011

Nessuno si è mai inventato nulla, tutti hanno sempre rielaborato

ti hanno messo qui, scegli: o scuola o lavoro.
ti hanno messo qui e ti hanno detto che con queste cose ci si diverte, che queste altre compongono l'insieme di quelle da desiderare. ovviamente ti hanno anche detto che devi desiderare.
ti hanno messo qui e ti hanno cullato dopo gli incubi, ti hanno detto che solo in certi modi potevi raccontarli. la carta, la musica, i quadri.
ti hanno messo qui facendoti credere che avresti saputo tutto da te, quando invece sapevano già loro cosa avrebbero dovuto svelarti man mano che crescevi.
ti hanno messo qui e ti hanno detto che se sei così allora sei felice, se invece sei cosà non lo sei.
un sacco di volte li hai mandati affanculo, non li hai ascoltati e hai fatto di testa tua, lasciando loro (e non sto parlando dei genitori) a cercare di trattenerti.
poi però sei tornato, e ti sei infilato nel tuo letto, dove si dorme bene, hai acceso il tuo pc, dove avevi lasciato i tuoi amici, hai indossato le tue magliette, che avevi scelto con tanta cura.
di te, a quel punto, ti sei dimenticato.

giovedì, giugno 09, 2011

Il maggiormente desiderato quello surclassa e declassa sempre il comune questo

abbiamo riscontrato un grosso problema, e dunque abbiamo il dovere di avvertirvi: c'è un virus che sta dilagando. ci si prepara a contare le vittime innocenti che verranno mietute questa volta. i sintomi sono quelli di un terribile mal di gomiti.
il "gomivirus", come già i media l'hanno battezzato, non è una cosa da nulla. pensate che disagio non poter sistemare i propri gomiti sulla tavola durante il pranzo, o sui braccioli del vostro sedile prenotato sull'esclusiva Frecciarossa; immaginate di non riuscire a sgomitare in fila al supermercato.
le più qualificate Università del mondo sono già alla ricerca del fattore scatenante: tra le ipotesi più accreditate troviamo i fiori di pesco, il tonno tonnato e la barra spaziatrice delle tastiere qwerty fabbricate dopo il 2003.
l'Oms dovrebbe dichiarare l'allarme globale nelle prossime ore, nel frattempo consiglia di munirsi di gomitiere (meglio se professionali) e recarsi alla farmacia più vicina in attesa di un vaccino.
fortunatamente il focolaio è molto ristretto, ed il preavviso è sufficiente per proteggere quasi tutti. più precisamente, il dolore non riguarda interamente i gomiti, ma è prevalentemente localizzato dietro le orecchie e dà un lieve, appunto, dolore ai padiglioni. gli esperti sostengono infatti che il gomivirus abbia impressionanti somiglianze con il mal d'orecchie. "potrebbe seriamente essere mal d'orecchie" ha dichiarato un tizio.
nessuno ne sta ancora parlando, in realtà, noi siamo i primi a darvi la notizia; è un'esclusiva. il fatto è che non appena abbiamo scoperto la cosa, ci siamo sentiti in dovere di avvertirvi, di dare l'allarme, di mettere tutti in allarme, perché non si sa mai.
cioè, alla fine l'ha preso solamente il mio nonno, però non vorrei che ve l'attaccasse.

giovedì frittata: frittata di carote e asparagi
niente uova fresche, è inutile se tanto poi dovete scaldarle sulla fiamma. pochissimi asparagi, perchè fanno fare la pipì puzzolente.
il segreto comunque, sta nelle carote e nella vostra destrezza ad utilizzare il vostro carotatore Imetec che tenete nello scaffale degli imbuti. sono queste a dare quel gusto di natura, di Madre Terra che tutti adorano. o meglio, di terra e basta.

mercoledì, giugno 08, 2011

Il capo delicato si ritirò a vita privata dopo un intenso lavaggio

vota cane!
pensi sempre alle cose che i cane non possono fare? non pensi mai alle loro strabilianti possibilità?
cane può correre, cane può camminare e comunicare, è sufficiente un bravo interprete. cane non deve avere intermediari, il suo linguaggio è semplice e comprensibile da tutti in tutto il mondo, specialmente da altri cane. cane, può andare sul monopattino quanto spostarsi a corsa, cane può ricordare e tenere a mente.
certo, cane non può scrivere né girare le chiavi nella serratura, ma cane può parlare ad un microfono, può stare in pubblico. anzi, cane è quanto di più disinvolto in pubblico: gira nudo e fa i suoi bisogni sotto gli occhi di tutti. cane è dunque sincero, cane è senza segreti!
cane comprende le tue esigenze e si impegna a soddisfarle come meglio può, organizzando un potente programma grazie all'ausilio di altri, qualificatissimi, cane.
cane, inoltre, vive poco. cane, dopo la decina d'anni, potrebbe morire in qualunque momento. cane permette dunque un ricambio generazionale costante, fresco e dinamico, senza problemi di radicamento. cane è altruista, cane fa la guida per ciechi, ritrova persone sotto la neve e scova i trafficanti di droga! ma cane accetta anche premi o pezzi di pane da sotto la tavola, cane scende a compromessi, cane è corruttibile, anzi, è il più corruttibile di tutti!
e poi, cane adora l'uomo.
cosa aspettati? vota cane!

martedì, giugno 07, 2011

Ho sentito una notizia vecchia

quaranta cazzo di colpi in testa, zampe legate e sepolta viva.


Ometeotl ti prego, passami anche un po' del tuo odio.

lunedì, giugno 06, 2011

Oggettiva soggezione

questo blog ha, o meglio, aveva, un antenato. dimorava nei meandri squalidi e bimbominkiosi di Windows Live Spaces e lì è marcito per qualche anno, abbandonato. tranquilli, adesso non esiste più.
fine della parte del post rivolta a tutti, adesso scrivo solo per gli aficionados che mi seguono, ahiloro, da quando "Banana's County" ancora proliferava.
ricorderete certamente i bei tempi in cui vi narravo le vicende coprofaghe delle mie tartarughe und del mio cane. dunque sappiate che, con mio sommo sbigottimento (cit.), gli animali hanno allegramente riattivato la loro simbiosi escrementizia, gustandosi vicendevolmente le loro feci in quel tranquillo ed insospettabile luogo che è il giardino di casa mia.

domenica, giugno 05, 2011

ho scoperto Cinico Tv, una chicca televisiva di quasi vent'anni fa.
Ciprì e Maresco, gli ideatori, intervistavano personaggi disadattati, assurdi e molto fuori forma sullo sfondo di una Sicilia desolata. riprese in bianco e nero e pochissimi movimenti, squallore ed amarezza. nessuna donna.
tipi umani allucinanti e allucinati, spiazzanti quanto corrosivi, comici quanto tristi.
prendetevi del tempo e guardatevi qualcosa, merita. premettendo che io adoro Paviglianiti e Giordano, eccovi il cast principale.

Pietro Giordano, la "schifezza umana"
Fortunato Cirrincione, l'incomprensibile afasico
Francesco Tirone, il ciclista
Giuseppe Paviglianiti e Marcello Miranda, il panciuto petomane e l'afono triste
Giuseppe Filangeri, lo sconnesso credente
Rocco Cane, il "terribile"
i fratelli Abbate, gli urlatori misogini

update: e guardatevi anche questi.

Signò Belluscone
l'aneddoto su San Francesco
festeggiare la morte

sabato, giugno 04, 2011

Occorrono forti pianisti

mi rifiuto di credere di poter incappare, accendendo la tv, in un programma che si chiama Tamarreide. questo è un delitto, un'enorme quantità di terra in più sui corpi morti di gente che ha costruito la televisione, dal Primo Canale ai colori.
devo invece continuare a prendere atto delle continue smentite della validità dell'equazione uomo=animale razionale.

venerdì, giugno 03, 2011

Me lo direte quando non vorrò sentirmelo dire

questa sera il cielo era scuro
e le descrizioni
si esauriscono qui.

luoghi comuni, forse
ne è rimasto qualcuno
dimenticato.

nell'angolo del cortile
o del pollaio
qualcosa ci sarà

qualcosa dovrò pur dire.

giovedì, giugno 02, 2011

Vitale, il significato soggettivo

"da questa parte" sentiva chiamarsi. spostò le braccia verdi che gli bloccavano il cammino, i rami flessibili delle piante. proseguì tra le foglie e le ombre, la luce era grigia, nè buia nè splendente.
tutto avrebbe potuto essere surreale, sentiva questa potenzialità vibrare ad ogni arbusto che scostava.
quando arrivò dall'altra parte scoprì la risposta, trovandosi sulla strada deserta.


giovedì frittata: frittata di Scanner Fobici
eccomi qui, nel vostro piatto.

mercoledì, giugno 01, 2011

Delle lente istantanee

quando inizia un po' a piovere, le strade di campagna si riempiono di rospi; guidando in automobile, cerchi di evitarli con scarso successo. ne ammazzi un sacco, spalmandoli sull'asfalto. quando torni indietro, in un secondo viaggio, trovi la stenderia di animali morti che hai seminato.
in fondo te ne frega molto poco, i rospi pullulano sempre, non hanno problemi di estinzione e soprattutto non ti fanno poi così tanta pena se li uccidi per errore. magari, se fossero stati dei gatti, pensi, un po' ci saresti rimasto male. eppure i gatti non è che siano poi tanto diversi dai rospi. insomma, sono tantissimi e ovunque, non cambia molto se qualcuno di loro finisce sotto le ruote di un'auto. tuttavia, un micio riverso a terra con la schiena spezzata, ti intenerisce, ti commuove.
perchè? dove sta il punto? il punto sta nel fatto che il gatto, in generale, ha un diverso rapporto con l'uomo rispetto al rospo, un rapporto prevalentemente di amicizia e affetto. ecco perchè un po' ti dispiace, a vederlo lì morto. ed ecco perchè, davanti all'anfibio cicciuto formato francobollo, rimani quasi del tutto indifferente.

quando muore un bambino, un innocente dimenticato, flagellato dalla fame o dalla guerra, succede più o meno la stessa cosa. l'uomo lontano, quello che non abita sotto casa o nel condominio di fronte, non rischia certo l'estinzione. eppure non è tanto differente dall'uomo vicino, quello che passa davanti al nostro cancello ogni mattina, portando il cane, o quello che segue il nostro stesso corso di cucina. anche qui il punto sta nel rapporto che abbiamo con loro, generalmente parlando.
se vediamo un uomo vicino, con cui siamo soliti parlare o uscire o semplicemente salutarci, morire sotto un fuoristrada, allora ci dispiace, ci sentiamo giustamente tristi e affranti. se invece un uomo lontano, con il quale condividiamo solamente un televisore in cui lui è dentro e noi fuori, viene spazzato via dai cingoli di un carro armato, il nostro disinteresse si fa sentire, il nostro sguardo non si fa vedere.
in fondo, pensiamo, ho schiacciato un rospo.