martedì, gennaio 31, 2012

Io tu egli noi voi essi

Tomioka, che è?
E' una città del Giappone, che prima dello tsunami aveva  decine di migliaia di abitanti, e adesso ne ha uno. Uno solo che, ormai altamente contaminato dalle radiazioni, cerca di prendersi cura di quanti più animali (abbandonati dopo il disastro a Fukushima) possibili. Naoto Matsumura, sei un grande.
Ah, e con lui vive il suo cane, Aki.

Poi, dato che sono in vena di ipertesti, suggerisco (a chi, poi?) questo post di Alessandro Capriccioli su Metilparaben.

Per il resto, viva gli ecoincentivi statali!

shocked update: mi sono appena accorto di aver iniziato le frasi con la lettera maiuscola. non so cosa mi sia preso, ieri. le lascio così, a segno del fatto che questo blog è più imprevedibile di quanto pensaste.

lunedì, gennaio 30, 2012

Motivi validi cercasi

"di più signore, pisci di più! non mi sta soddisfacendo, mi avevano detto che è un incontinente, l'ho assunta per questo. lei ha già finito! non mi dica che ha già finito! inaccettabile! la pago per pisciare signore mio, pisciare tanto!"
"mi scusi, sono mortificato, mi dispiace. ma vede, io sono realmente incontinente, piscio molto spesso, ma poco. ho una vescica molto piccola, non posso tenerla più di tanto"
"lo sapevo che c'era la fregatura! lei costava troppo poco, avrei dovuto immaginarmelo. non è un incontinente di quelli seri, e sottolineo seri. lei pretende dei soldi per pisciare così poco e per giunta in maniera così poco elegante! lei deve correre al bagno, picchiare contro ostacoli, non sia così discreto! un vero incontinente, anzi, un incontinente serio rischia di farsela addosso in ogni momento della sua vita. dunque, se vuole rimanere qui, o inizia a pisciare di più (e non mi dica che ha il problema alla vescica perché sappiamo tutti che la vescica non esiste) e a comportarsi in modo più adeguato alla sua figura, o può considerare finito ogni rapporto tra noi e qualsiasi altra possibilità d'impiego. perché lo sa, io sono il più grande imprenditore di questo Paese, nel campo dell'incontinenza, e sa anche di essere troppo povero per permettersi di cercare lavoro altrove..ma mi sta ascoltando? dov'è finito?"
"sto pisciando signore, sto pisciando, sono qui, all'ultimo orinatoio"
"ecco, la sento. ma sento la sua voce, soltanto quella. mi sta prendendo in giro? sta facendo finta di pisciare per non farsi licenziare? guardi che sono cieco, ma il mio udito è sviluppatissimo, riesco a sentire anche se sta pisciando pochissimo, e lo sa? non sento niente!"
"mi sto sforzando, mi creda, ma non esce niente"
"bene, almeno ci mette l'impegno. le dimezzo la paga, ma non la licenzio. lei però si sforzi, continui"
"certamente signore, certamen.."
stunf
"cos'era quello? cos'ha buttato per terra? mi vuole ingannare?"
"signore, credo di aver cacato"
"lei ha cacato?"
"credo di sì, tocchi"
"già, sembra proprio cacca. è incredibile, sono anni che nessuno fa più la cacca. le raddoppio lo stipendio precedentemente dimezzato, ma continui a cacare, non si fermi, devo chiamare i miei superiori. non smetta, mi raccomando!"
"sicuro signore"

"pronto?"
"pronto James, ho la cacca"
"la cacca?"
"la cacca"
"non dirlo a nessuno, sto arrivando"
"perfetto, stavolta facciamo il botto"

domenica, gennaio 29, 2012

Spopolante impopolare

il post di oggi doveva essere su un anziano ed un ragazzo che guardano insieme dei vecchi lavatoi pubblici ed uno stabile abbandonato, entrambi in ristrutturazione. per scriverlo avevo deciso che avrei ascoltato, nel mentre, Charlie Brown dei Coldplay.
purtroppo non ce l'ho fatta, e il post è svanito.
che devo dirvi, leggetevi quello di ieri.

sabato, gennaio 28, 2012

siamo spiacenti, il post è stato rimosso a causa della violazione dei diritti sul Copyright.

venerdì, gennaio 27, 2012

Nessun biglietto

cammina e tieni solo il tempo della canzone, le circostanze sono trascurabili, non importanti. non girare la testa, non voltare assolutamente lo sguardo e continua diritto finché non ti trovi davanti il cancello di casa.
è impossibile, fammi almeno guardare intorno: una vecchia conoscenza. una dimenticata vecchia e spiacevole conoscenza.
te l'avevo detto, se solo avessi proseguito adesso saresti libero da ogni impaccio.
stretta di mano, come va come non va. dare del lei stare sul vago aspettarsi il peggio, una delle sue uscite da pazzo fanatico.
invece.
invece no.
invece ti stupisce: "mi ha fatto piacere incontrarti".

ci separiamo, io con la sua frase e lui con non so cosa di me.

giovedì, gennaio 26, 2012

"It's cool and all, but there's just no real composition there until about 2:20, a lot of it just feels like a smattering of techniques without any real cohesion. Still pretty sick to watch though." - dlcogaris

penso continuamente, la testa non si ferma e si tiene impegnata, penso penso penso. penso mentre penso, mentre leggo, mentre guido e mentre dormo. mentre penso a qualcosa già penso ad altro, senza riuscire a fissare la mente su qualcosa di preciso. è tutto uno scorrere di cose, frasi, immagini e idee; sembrano chicchi di grandine. arrivano a raffica e non si capisce quale di quelli colpisca per primo e quale per secondo, quale per ultimo, specialmente, perché l'ultimo non c'è e non sembra esistere. penso mentre parlo, mentre ascolto e mentre scrivo, penso mentre mi distraggo e mentre faccio altro, mentre faccio qualcosa a cui avevo pensato prima ma a cui ormai non penso più; ed alla fine, quando cerco di ricordare quello a cui ho appena pensato e non auto-interrompermi pensando a milioni di altre cose contemporaneamente mi accorgo che, fino a quel momento, non ho pensato a niente.

la musica, e la tecnica.
io scelgo la prima.

mercoledì, gennaio 25, 2012

Un calore rinfrescante

circonciso da queste occhiaie enormi che maltrattano il mio viso e lo picchiano, lo usurano come io sto facendo con il tempo minimo di riposo.
il dormiveglia, semicosciente.
si insinua nella mia testa un ronzìo silenzioso, un brivido immobile, una sensazione di imminenza e di ineluttabilità. c'è una pistola piazzata da qualche parte, che mi fissa col suo puntino rosso e tremolante.
la sveglia biologica, o qualunque cosa sia. dice "attento, adesso arriva quella vera" a rotazione, senza fermarsi, senza pronunciare alcuna parola ma facendomela sentire, tenendomi informato.
ma stavolta ha sbagliato, ha funzionato male. di per sé funziona poco, quasi mai, perché il sonno è sempre più forte. ha difettato e si è inceppata, mandando allarmi in continuazione, per tutta la mezz'ora che di riposo doveva essere.
un pessimo sonno.

martedì, gennaio 24, 2012

Scrvivere

chi è questo?











andiamo con ordine.
io sono spesso turbato da interrogativi sulla forza dei supereroi Marvel.
chi è più forte tra Hulk e la Cosa? e tra Thor e la Bestia? tipo.
non poteva mancare quindi il dubbio su chi fosse il più potente dei potenti.
ecco, quello sopra è il Supremo (One-Above-All in lingua originale), ed è un Dio a fumetti.
in pratica, se vuole, spacca il culo a tutti, in tutte le dimensioni e contro qualunque legge fisica.
questa sotto è la versione brutta.





lunedì, gennaio 23, 2012

In generale, solo quello

libertà di espressione, immediatezza. ho un blog e ci faccio quello che mi blog. tutto quello che mi blog. pare, pare pare. parlo delle pere, uno sfizio con la cioccolata fusa. ci ho le occhiaie, e le ciabatte. quando ho le seconde, vuol dire che non sto rimediando alle prime. l'ho letto su un libro, ora non mi ricordo di preciso dove sia. sicuramente è in questa galassia.







non posso finire il post con quella battuta scema, non posso proprio.

domenica, gennaio 22, 2012

Fare altro, ma pur sempre fare

una bella storia, vera.

una canzone lungimirante e, purtroppo, anche questa vera.

sabato, gennaio 21, 2012

Tornare dove non siamo mai stati

ho una postura un po' incurvata in avanti, leggermente ingobbita. sto così perché è più comodo che tenere su le spalle, perché è una posizione più rilassata e rilassante.
adesso sono in piedi, fermo da una parte della stanza; mi chino appena un po' di più, arcuando la schiena. così è ancora più piacevole del solito, vuoi vedere che..
allora continuo, scendo di nuovo, poco a poco, sempre più appagato, più vicino alla tranquilla estasi di una confortevolissima immobilità. le gambe parzialmente piegate, la schiena a formare una U rovesciata; nemmeno me ne accorgo e già tocco il pavimento con la testa. rimango lì in silenzio, avvolto dal calmo nirvana or ora raggiunto, senza sentire né pensare alcunché, alleato di questa formidabile scoperta che giudico superiore a qualsiasi poltrona massaggiante, divano, o letto esistente.

venerdì, gennaio 20, 2012

Capire, prima di tutto

le Conseguenze dell'Amore, un astuccio porta-CD, un calendario, libri vari e fogli fotocopiati. il rumore delle tende, nella stanza di là. si avvicina, c'è solo una porta di mezzo. una volta aperta, ci sono io, illuminato in pieno dal sole che riempie la stanza proprio a quest'ora del giorno. ecco, ecco. tendo le orecchie e chiudo gli occhi, sento un fruscìo dentro, quell'accenno di brivido che aspetta, in un flebile fremito, di scoppiare ed arrivarmi fino in gola. sta- per- entrare.
oddio.
succede così spesso ormai, che dovrei essermi abituato. invece no, continuo a temere quel fastidio, ogni volta che l'avverto avvicinarsi, avvicinarsi allo scoprirmi dove sono sempre, dove butto (butto?) il tempo e qualche desiderio.
vuol dire che sono ancora salvabile, posso ancora-

mercoledì, gennaio 18, 2012

Una margherita, più margherite

leggere gli altri blog fa male, fa malissimo all'idea di essere sufficientemente bravi da stare mettendo su, post dopo post, un proprio blog decente. ovviamente dipende da quali si legge ed io, ci tengo a precisare, ne leggo di bellissimi. per oggettivare il pensiero, intendo blog che colui che legge ritiene di qualità sensibilmente maggiore al suo.
nasce così la "sindrome del musicista che decide con tutte le sue forze e la sua passione di scrivere una canzone e che, a metà del lavoro, ascoltando per caso i Pink Floyd da una radio vicina, pensa 'ma che cazzo sto facendo' e si spacca la chitarra su un ginocchio". credetemi, a meno che non vi dimentichiate di qualunque eccellenza o comunque competenza nel vostro campo, è incurabile.
cosicché ci ero quasi riuscito, complice la mancanza di tempo e di voglia, avevo tagliato completamente fuori dalla mia vita di internauta l'intera cartella dei preferiti "Blog", in cui ho meticolosamente raccolto, negli anni, quelli che ritengo siano i più begli esempi di bloggeria che fin'ora sia riuscito a trovare.
oggi, il dramma. oggi la sindrome ha trovato nuova linfa grazie ad un inviluppamento di una parte della stessa causa che l'aveva, con crescente indifferenza, repressa: il deficit di interesse. sono finito in quella lista in preda alla noia ed alla distrazione continua, e l'ho divorata in poco tempo, trovando qualcosa di nuovo e sorprendente in (quasi) ogni pagina che ho visitato.
e mo'? e mo' LiveFast oggi dice: "Insomma, tieni un blog se hai qualcosa da raccontare, se hai semplicemente qualcosa da dire, dai, anche no.". boh, spero dunque di aver raccontato.

ecco un po' di postatori che seguivo assiduamente e di cui, stupidamente, avevo perso le tracce: Smeriglia, Mist, eddiemac, chinaski77, .mau., istruzioni per l'uso, Samuele Blogzero, Riccardo L'Abbate, Palbi, Dania, Vanni Santoni, Alessandro Bonino.
Spinoza è inutile che ve lo linki. anzi no, lo linko, che non si sa mai.
se clicchi qui dove vedi di colore diverso vai sul sito Spinoza.it.
infine, anche se ha chiuso da un po', vi trascrivo la bellissima "deresponsabilizzazione" di qualcosa del genere: "Su consiglio del mio legale, mi preme precisare che ogni riferimento a nomi, personaggi e accadimenti realmente esistenti è da considerarsi puramente casuale, in quanto frutto della fantasia dell'autore. Tranne che per Borghezio. Tutto quello che scrivo sul suo conto è vero, giuro. E può testimoniarlo Stantuffo™, l'alce parlante con cui da diversi anni Borghezio intrattiene una sordida relazione omosessuale a base di lubrificanti oleici e psilocibina.
Sempre su consiglio del mio avvocato, mi preme precisare che ogni riferimento a Stantuffo™ è da considerarsi puramente casuale, in quanto frutto della fantasia di Borghezio.".

rettifica: qualcosa del genere sì è trasferito qui.

martedì, gennaio 17, 2012

Seconde priorità

il signor K., il signor P. e il signor L. hanno perso la vita nel tentativo di dare un'interpretazione univoca ad un'opera d'arte. nonostante la pronta denuncia della scomparsa, questa non è ancora stata rintracciata dalle autorità competenti.

lunedì, gennaio 16, 2012

perché perchì e percome, modestissime opinioni messe alla rinfusa.
- uomo. non nomade, non romeno, non immigrato, uomo. uomo. tutt'al più, ragazzo.
- le cose stanno così perché così le facciamo stare. è evidente che coloro che vogliono impegnarsi per farle cambiare non costituiscono la maggior parte delle persone. ovvio, è più facile riempire l'altra fetta, perché contrari, ignari, favorevoli inattivi ed indifferenti fanno opposizione insieme. dunque non è il sistema, ma la gente. io, per esempio, anche io.
- pienamente d'accordo con Raffaele Costantino di Musical Box (Radio2). il rock non è morto, si è solamente evoluto. la musica pop è in testa a tutte le classifiche perché gran parte dei fruitori musicali con uno spirito critico, un approccio più ragionato ed un gusto più elaborato e completo, non compra dischi.
- Sanremo Social è lo specchio dell'Italia.

dai, pensavo peggio.

sabato, gennaio 14, 2012

800

lenotetrascinatediunaclassicacanzonedeiTheCure.

cammino per la strada e mi accorgo che in parecchi mi guardano con facce strane, interrogative, stupite. mi insospettisco e mi incuriosisco allo stesso tempo, probabilmente avrò un ciuffo fuori posto, una macchia sul viso. senza fermarmi, sposto lo sguardo verso destra, per vedermi riflesso nelle vetrate dei negozi e capire cosa c'è che non va. ma non riesco a vedere niente, senza fermarmi lancio occhiate inutili, mentre quelle dei passanti si fanno sempre più preoccupate ed opprimenti. devono essere vetri fatti di qualche materiale particolare o montati in modo diverso dal solito, perché proprio non c'è niente che sia quantomeno simile alla mia testa, in quelle strane semi-trasparenze. non è possibile, non capisco.
capisco, sì che capisco, poco dopo. ecco perché la gente mi guarda stranita: non ce l'ho più, la testa.

venerdì, gennaio 13, 2012

giovedì, gennaio 12, 2012

Scoprirsi in inconsapevoli gesti

di un non particolare ritmo, quella giornata aveva fatto tesoro. tranquilla e lenta, era trascorsa senza entusiasmi, affievolendosi sempre più con lo scoccare delle ore, scivolando in una velata e uggiosa malinconia.
rientrando a casa, camminava sul marciapiede sconnesso, truccato dai giri delle radici degli alberi. triste, vuoto, un sentimento di non avere significato, di non poter far nulla per rimediarvi, scompariva nel cappotto tirato su fin sopra il naso. il rumore di un'automobile si faceva avanti, insinuandosi poco a poco, passando in un secondo da insignificante a familiare. lo vedeva arrivare, piacevolmente inaspettato, e lo guardava scendere, scendere e distruggere la sua melanconia semplicemente con l'atto di andare verso di lui. era arrivato, era tornato: suo padre.

mercoledì, gennaio 11, 2012

Post con titolo

"ciao"
"we, ciao"
"sent-"
"com'è?"
"bene, bene. senti vol-"
"bene. dimmi tutto"
"eh appunto. dicevo, volevo organizzare una cosa, questa settimana"
"tipo?"
"tipo uscire tutti insieme, è un sacco che non si fa"
"a me andrebbe bene. quando?"
"pensavo sa-"
"oh, ciao"
"-bato, ciao"
"ciao"
"che fate?"
"ci sei sabato?"
"dovrei, per-"
"ma non questo, il prossimo"
"sì, il prossimo"
"dovrei esserci anche quel sabato lì, ma perché?"
"volevamo uscire tutti insieme"
"ah boh, a me va bene"
"dicevo, ma si chiama tutto il gruppo?"
"per me sì"
"anche per me"
"c'è da scegliere il posto"
"eh infatti"
"idee?"
"io pensavo..no, nulla"
"dove?"
"niente, niente"
"ma perché?"
"cosa?"
"perché nien-"
"no fermi tutti"
"eh?"
"che c'è?"
"non si capisce più nulla, mettiamo ordine"
"perché?"
"questo dialogo è scritto, non è chiaro chi stia parlando"
"poteva mettere dei nomi però"
"a lui piace così"
"eh?"
"fermo, zitto"
"ma perché poi? è un dialogo così semplice, non importa avere proprio presente chi di noi dice cosa"
"e invece secondo me importa"
"sì è vero, ha ragione lui"
"chi?"
"lo vedi? l'ho detto che non si capisce nulla"
"lui chi? indicalo cazzo, basta che lo indichi"
"è un dialogo scrittooo, l'hai capito?"
"comunque dicevo lui, il primo che ha parl-"
"no fermi fermi. allora, io sono il primo che ha parlato, il primo primo, all'inizio"
"io il secondo"
"io il terzo, quello che è arrivato dopo"
"contento?"
"chi ha parlato?"
"eh?"

martedì, gennaio 10, 2012

Rivolgersi a questo numero, non farlo in caso di problemi

Beezow Doo-Doo Zopittybop-Bop-Bop


da domani ricomincio coi contenuti, promesso.

lunedì, gennaio 09, 2012

Una volpe


triste, riflessivo, orginale. LIVE! è un Tumblr su cui vengono pubblicate le immagini delle copertine di dischi famosi, ma senza gli artisti che, negli anni, sono venuri a mancare.
rettifica: "vengono pubblicate" è un po' azzardato, dato che l'ultimo post è dell'agosto 2011.

domenica, gennaio 08, 2012

È già la prima volta

si sta abbassando la luce, si sta abbassando la luce, si sta abbassando la luce, si sta abbassando la luce, si sta abbassando la luce, si sta abbassando la luce, si sta abbassando la luce, si sta abbassando la luce, si sta abbassando la luce, si sta abbassando la luce, si sta abbassando la luce, si sta abbassando la luce, si sta abbassando la luce, si sta abbassando la luce, si sta abbassando la luce, si sta abbassando la luce, si sta abbassando la luce, si sta abbassando la luce, si sta abbassando la luce, si sta abbassando la luce, si sta abbassando la luce, si sta abbassando la luce, si sta abbassando la luce, si sta abbassando la luce, la luce si sta abbassando. vedi?

sabato, gennaio 07, 2012

Non basta un interruttore, per accendere una luce spenta

si è rovesciato di nuovo il latte, ma dicono che non ci si deve piangere sopra. è un modo di dire, eppure decido di seguirlo. dovrò pulirlo, dovrò alzarmi e andare al lavandino della cucina, aprire lo sportello sottostante e prendere la spugnetta viola. la bagnerò sotto il getto d'acqua e la passerò sul tavolo, togliendo il laghetto bianco per far tornare di nuovo uniforme il marrone del legno. la sciacquerò e la rimetterò a posto, tornando a sedere, a guardare i cereali e ad infilarmi il cucchiaio in bocca, senza pensarci.
è un latte un po' particolare questo, perché si rovescia da solo. non sai quando, non sai perché, ma lo fa. puoi chiuderlo in qualunque recipiente, lui comunque, prima o poi, si rovescerà. non lo pago neanche poco, a pensarci bene. credo che sia tra i più cari. ed è buono, buonissimo, secondo me il miglior latte che ci sia, anche se ne avrò assaggiate al massimo altre due qualità soltanto.
però potrebbe succedere che prima o poi mi stanchi di pulirlo, di alzarmi dalla sedia per prendere la spugnetta viola. potrebbe darsi. io potrei stufarmi, lasciarlo lì e non toglierlo più, facendo accumulare le macchie che col tempo asciugherebbero, lasciandosi dietro un alone appiccicoso che presto invaderebbe tutto il piano legnoso. alla lunga non potrei più nemmeno appoggiarci i gomiti.
chissà, forse smetterei addirittura di fare colazione.

venerdì, gennaio 06, 2012

Imparare ogni volta, scoprendo che fino a quel momento si è solo creduto di aver imparato

un vecchio per ogni tavolo, seduto e col capo chino sul piatto, come se ci stesse cercando dentro un pezzetto d'oro. la pelle rugosa, i vestiti a lui coetanei. un vecchio insomma, lo sapete come è fatto un vecchio.
i suoi commensali lo guardano mangiare, sporcarsi e lo ascoltano parlare, non lo interrompono mai. gli versano il vino, e mentre quello torna ad infilare il naso negli spaghetti, loro alzano la testa e si guardano intorno smarriti e annoiati, e pensano un po' a tutto. notano che anche agli altri tavoli c'è un vecchio, senza denti e senza argomenti, senza idee, che se li porta dietro tutti, e non permette loro di scappare.


quelli bravi, che comunicano le emozioni più disparate in modo così naturale..
improvvisamente spariscono.

giovedì, gennaio 05, 2012

Tutto ma non tutto

non si fanno nomi: per forza, non si sa quali fare. nessuno è garantito. si potrebbero fare i nomi di tutti, ma sarebbe da qualunquisti. quindi ci soffermiamo a dire soltanto che la maggior parte è così, e che una piccola parte non lo è. azzeccatissimo, ma inutile.

mercoledì, gennaio 04, 2012

Per fortuna che il nulla non occupa spazio, o avremmo tutti dovuto cambiare pianeta

l'odio perché non lo capisco.
e se lo capissi, l'odierei lo stesso.


interruzione di una bella e coinvolgente canzone, con sopravvento del silenzio, perché pare che il telefono stia squillando.
poi si scopre che non stava squillando.

il tutto avendo vissuto fino ad adesso ignorando i Motorpsycho.


mercoldì insalata: insalata di tonno
no, niente insalata. questa rubrica è noiosa e priva di spirito, già non la sopporto. cercherò di farmi venire in mente qualcos'altro.

martedì, gennaio 03, 2012

Se funzionasse tutto a dovere, molte cose non funzionerebbero più

vestito col suo abito migliore, la giacca ottocentesca e la sciarpa di seta, esce di casa. attraversa una porta, ora due, ora tre, ora quattro ed ora cinque, per un totale di quindici.
si taglia i polsi, ma senza piangere, perché stavolta lo fa per gioco. fa partire il cronometro e lascia accanto a sé un biglietto: "non appena mi vedete, bloccate il conteggio". calcola quanto tempo ci mettono a soccorrerlo, cerca di capire cosa potrebbe succedere, nel caso lo facesse sul serio.
un luogo isolato è totalmente escluso, non si può né si deve, se lo scopo è che tutti sappiano in tempi brevi. un posto troppo frequentato, al contrario, sarebbe la sua indesiderata salvezza. ed occorre qualcosa di vicino, di facilmente raggiungibile. non ha soldi con sé come non ne ha da parte, qualunque trasporto degno di lui gli è totalmente inaccessibile. ha solamente il suo abito migliore, composto dalla giacca ottocentesca e dalla sciarpa di seta.

e il tuo sfogo. non so chi tu sia, non ti conosco. a mio modo, ti sostengo.

lunedì, gennaio 02, 2012

Speculazione tentazione

potrebbe crollarci sulla testa adesso, sfondarcela in un tripudio di cervello e pelle, capelli inzuppati di sangue e pezzi d'osso. scrosciarci dentro e riempirci le vene, invaderci la gola e lo stomaco, uscire a getto dal naso e dalla bocca. potrebbe staccarci le orecchie di netto per la forza con cui cadrebbe, spolpandoci i piedi e grattandoci la schiena e il petto, come fossero coltellate violentissime. ci sparerebbe via gli occhi per farsi strada, dilaniandoci a metà con una linea dritta dalla nuca all'ano, lasciandoci esanimi in una pozza d'acqua e globuli rossi, piastrine e quant'altro, inondando la stanza e facendo marcire ogni centimetro di massa organica, fino a trasformalo in una nera gelatina e poi
in niente.

domenica, gennaio 01, 2012

Seriamente stupidi

sono in grado di modulare il mio umore come meglio mi pare, di essere autosufficiente soltanto pensando a cose, situazioni ben precise. la musica mi aiuta a farlo, mi conosco perfettamente.
hai visto? anche stavolta ci sono riuscito. hai visto? hey.
giusto. non c'è nessuno.