venerdì, dicembre 31, 2010

Tanto ne parliamo e nemmeno ci soffermiamo a capirlo

non ho voglia di un post sui buoni o cattivi propositi perchè sarebbe una nuova lotta ai clichè.
non ho voglia nemmeno di scrivere una storia o un dialogo, che non mi viene in mente nulla.
non ho voglia di commentare qualche notizia, ormai potete già immaginarvi come potrei pensarla a riguardo.
non ho voglia, e questo mi sembra sufficiente per iniziare il 2011.

giovedì, dicembre 30, 2010

from Apple Store, Covent Garden, London

mercoledì, dicembre 29, 2010

le solite cose che portano il cambiamento

martedì, dicembre 28, 2010

fatica da selezionare

lunedì, dicembre 27, 2010

senza nome, senza colore

domenica, dicembre 26, 2010

Smettiamola di cominciare ed iniziamo a continuare

ci...sei? ci sei?
hei, quanto tempo. dai vieni, che ci divertiamo.

la piattezza grigia rendeva tutto il calore attorno stagnante e fermo, qualcosa di cui non poteva riuscire a godere.
devo fare cazzo, ho da fare. non posso stare qui, lasciami andare.
però non si muoveva, attirato dalle luci e indifferente alle passioni. sconosciuto il luogo dove cercare, spariti i sogni e rinforzate le preoccupazioni.
ma tornerò, tornerò eh. un attimo di tempo. ho...non so cosa ho, lasciatemi un po' vagare.
poi si mosse. ma fu un caso isolato. non si stava addosso, sempre a lavarsi e sempre a pensare pensare pensare senza un briciolo d'iniziativa. quell'apatia, cadutagli addosso forse per stress (ingiustificato) o stanchezza (reale), lo spezzava prima ancora che potesse alzarsi dal letto la mattina.
chi c'è? ah. no, non mi va di vederlo. uh, dai, stiamo soli io e te. non mi va di uscire.
pioveva tutti i giorni, acqua, bagnato ovunque. dovunque tranne che sugli occhi. forse le lacrime avrebbero potuto lavare un po' di nero, un po' di grigio anzi.
vado a letto, buonanotte. prima faccio una cosa. ora la faccio. aspetta, aspetta un attimo. sì subito. subito...
accese il motore per l'ennesimo viaggio verso casa, di durata standard e di periodiche e costanti seghe mentali autodistruggenti. ripensava qua e là ai vari giorni, alle varie cose fatte, all'ispirazione che se n'era un po' andata, che quella cosa lì la poteva aver fatta meglio, e anche quell'altra e ieri poteva anche essere un po' più presente, a tavola.
ok, basta. smetto, la smetto. dopotutto non devo togliere il tempo ai miei piaceri, altrimenti non c'è più nulla di me. e state zitti un attimo cazzo!
la macchina si piegò un po' più sulla destra, in modo naturale, sfiorando il marciapiede. poi ritornò in carreggiata. i Mokadelic a palla, l'atmosfera creata e non spontanea.
adesso ballerei, ballerei con lei e le porterei forse dei fiori, forse dei proiettili dicendole sparami, sparami perchè mi sono comportato di merda.
stavolta lo specchietto destro si piegò verso l'interno sbattendo su un cartello stradale. la strada deserta, la testa deserta. lo spartitraffico giallo si avvicinava e lui a quello. aspettò lo schianto stando zitto come in tutti quei viaggi, passati a far parlare solamente lo stereo.
merda, come posso anche solo pensare a queste cose? merda.
smise di pensare e aprì gli occhi. la rotonda era quasi finita. fortuna che mentre fantasticava non erano entrate altre macchine. parcheggiò al solito posto con una manovra lunga ed inutile, scese e salì le scale di casa.


dunque, sarò a Londra per i prossimi quattro giorni. solita storia, ovvero anzichè scrivere i post, darò un titolo ad ogni giorno passato lontano dal blog, che pubblicherò al mio ritorno.
buon buon.

sabato, dicembre 25, 2010

Sediamoci a bere, alziamoci a dormire

questo post me lo sono tenuto fino ad oggi, pensate.
premetto che la mia nonna ottantenne ci vede pochissimo, ed è dunque uno spettacolo vedere come riesca comunque ad essere autosufficiente. ovviamente spesso si creano fantastici accostamenti di oggetti nel disordine del suo quasi-monolocale, al confine tra l'assurdo e il comico.
quindi voilà, il grottesco Presepe che le ho costruito dietro sua richiesta (ci tengo a precisare che questo gesto non ha assolutamente avuto l'intenzione di sfottere la suddetta nonna [ci mancherebbe]).

intanto una panoramica generale, di come era alla fine.
notato nulla di strano?
bhe, anzitutto le proporzioni. Gesù è grande quasi come metà bue (oppure è il bue che è nato piccolo).
per non parlare delle sheep-zilla.
ma torniamo in tema religioso. qui potete vedere i primi tre Re Magi.
mentre qui, i secondi tre (lo so, c'è stato un problema nel casting e quindi ho dovuto raddoppiare i personaggi).
e siccome stiamo parlando di un Presepe politically correct, ecco qua la regina della scena, l'highlander dell'Avvento: la pecora con la gamba di legno.
arrivando alla chiusura, poi, una panoramica precedente alla prima che ritrae il pezzo poi escluso dalla nonna. non credo ci sia nemmeno bisogno che vi dica qual'è.
infine, la scatola dei pezzi esclusi, ma comunque papabili per la costruzione (notare le parti di camion ed il carrello posteriore, un grappolo gigante d'uva dorata, le controfigure del bue e dell'asinello e un chilo e mezzo di pecore).
dai, alla fine non è poi così malaccio. alla nonna è piaciuto.
e poi oh, si fa quel che si può.


visto la banda dei babbi natale, voto otto.


ah, dimenticavo: il settimo Magio.

venerdì, dicembre 24, 2010

Non è che ora è cambiato, è che prima mentiva

curiosità è intolleranza al silenzio

giovedì, dicembre 23, 2010

"Viva la vita, disse la cintura" - M.

sei morto e non ti conoscevo, non avevo mai visto la tua faccia. ne sono morti altri della mia generazione, stritolati tra le lamiere ed un muro, un albero. uno anche di cancro. eppure sono sempre rimasto egoisticamente distaccato, disinteressato, seppur dispiaciuto. stavolta no, ci sono rimasto dentro e ancora ci sono. chissà come dev'essere stato, vedersi sfuggire l'auto sull'asfalto, e poi non vedersi proprio più. una serata normale, con Natale vicino. un ultimo dell'anno da organizzare e passare insieme alle persone che, poco prima, erano lì vicino. la sagoma di casa che inizia a delinearsi e già il probabile pensiero di infilarsi sotto le coperte e dormire.
non so che cosa ci sia di diverso stavolta. forse proprio niente. forse inizio a rendermi conto che, vaffanculo, un giorno, tra le altre cose, puoi anche morire.
un saluto, che non ti arriverà.

giovedì frittata: frittata di patate ellissoidali e gialle
poichè le patate ellissoidali e gialle crescono sotto terra, occorrerà disporre l'occorrente per la frittura direttamente sotto i tuberi. sarà sicuramente più comodo staccarli dal soffitto piuttosto che doversi chinare per estrarli dal terreno. una volta fatto, friggete normalmente.
per i più esperti ed intraprendendi: data la somiglianza di forma tra uova ovali e rosa e patate ellissoidali e gialle, invertirne i ruoli all'interno della ricetta dando vita alla frippatata di uova ovali e rosa. in questo caso occorrerà dunque piazzarsi sotto all'orifizio anale della vostra gallina di fiducia.

mercoledì, dicembre 22, 2010

Ognuno scelga la sua: sbattere contro i muri degli estremi o stare in mezzo senza sapere da che parte si cadrà

ho già parlato dell'odiosa pubblicità su YouTube, ma non ricordo in quale post. se proprio non avete niente di meglio da fare, cercatevelo (poi, se proprio siete disperati, leggetevelo pure).
comunque. a forza di vedermelo propinato, mi è saltato all'occhio lo spot delle scarpe Reebok Easy Tone.
breve descrizione:
escluso il fermo immagine del prodotto nella sua interezza, con sfondo colorato ed effetti grafici, c'è un totale di 12 inquadrature. solamente in 3 di esse appaiono le scarpe. e nelle restanti 9? beh, in 7 di queste, ovviamente, culi di donna.
lasciando a parte le digressioni sul sessismo e sulla merciblablablabla che tanto chi le capisce già le sa, vorrei soffermarmi su un altro punto. ovvero: qui viene pubblicizzato un prodotto prevalentemente mostrando il suo (ipotetico) effetto. ah sì, non ve l'ho detto; le scarpe dovrebbero tonificare gambe glutei eccetera eccetera.
ad ogni modo. seguendo la stessa logica allora, per pubblicizzare uno yogurt sarebbe sufficiente inquadrare uno che caga. oppure per un'automobile, un uomo che prima si trova a Reggio Calabria e poche ore dopo a Torino. ancora, per lo spot di un profumo (e qui mi appello a tutti quei grandi geni incompresi che la domenica fanno i realizzatori di pubblicità di fragranze per il corpo), un pipparolo qualsiasi che, pur stando vicino ad altre persone, non le fa svenire.

martedì, dicembre 21, 2010

Qualcosa è andato storto solo perchè a noi sembra di andare bene

è sceso immediatamente senza dare il tempo di riflettere. la luce ha cambiato le particelle fin dentro l'acqua, togliendo sostanza alla diversità. qualcosa di concreto si è sviluppato da qualche tempo, nessuno ha riconosciuto i veri giganti della storia. già domani riusciremo a dormire, forse da soli. tesori inutili hanno ormai troppa voluminosità, sono più corti delle parole.
piene d'inverno allagano i posti magici e contaminati, snaturano l'essenza di un gioco vecchio e polveroso. troppo significato in poca sicurezza, piuttosto il cervello, cotto e bollito. ci eravamo convinti di no, e invece abbiamo deciso che tracimeremo nei millenni ad ogni costo, anche a costo dell'estinzione. il ricordo sarà vivo solo se un piede lo porterà lontano.
ho chiuso due, tre volte l'ispirazione rimettendola nelle bozze, e adesso mi ritrovo a scrivere queste cazzate.

lunedì, dicembre 20, 2010

The Mars Volta - Eriatarka, ennesima canzone nella mia lista sempre meno ricca

faccio solo il mio lavoro.
questa inflessibilità ingiustificata. è assurdo. rendiamoci un attimo conto: abbiamo inventato tutto. seguiamo leggi e regole ideate da noi, sulla base di fondamenti fattizi. però bisogna attenersi. le eccezioni saltano fuori solo nei casi inutili, quasi sempre.
e questo giustificazionismo inflessibile.
agiamo come il cuore ci dice in quel momento oppure facciamo l'esatto contrario, spinti da un sentimento innaturale. è solo dopo, quando ci accorgiamo o ci fanno rendere conto dell'errore, prendiamo le nostre difese sostenendo di esserci comportati secondo quello che il nostro compito prevedeva.
non sappiamo trovare un senso compiuto alle cose, figuriamoci pretendere di stabilire delle mansioni assolute da rispettare. certo, senza molti paletti, il mondo avrebbe un corso completamente diverso.
ma sicuramente non si fermerebbe.

domenica, dicembre 19, 2010

Non importa ripetere fino alla nausea, perchè e l'abbiamo già

tengo a precisare che il post di oggi doveva essere un post serio e riflessivo.
purtroppo sono stato improvvisamente chiamato per una zingarata.
e questa è un'offerta che non posso rrrifiutare (con tono alla Padrino).
poi vi racconto eh.

sabato, dicembre 18, 2010

sono mezzo ubriaco, ed è un'occasione troppo eccezionale per non poterla sfruttare.

certo che è veramente freddo, gelido come le palle dei procioni nel Gange riempito dai buoi sgozzati in onore di qualche Dio a caso.

cavolo, quella sopra è l'unica frase che mi è uscita fuori, perchè poi mi sono distratto ed ho lasciato il post per un film. mi dispiace.
a rileggerla, però, devo dire che non è male.
ad ogni modo, la parte migliore del post arriva adesso, ed ovviamente non l'ho scritta io. mi è arrivata questa mail di spam slash adescamento slash con testo originale in inglese e traduzione automatica in italiano. ve la suggerisco qua sotto con un paio di note (le parti tra parentesi) per gustarla nel migliore dei modi.

ciao mio caro, il suo piacere per me incontrarvi (piacere mi..suo), spero tu stia bene con le vostre famiglie (ed ecco che arriva anche il luogo comune dell'italiano mafioso).
Il mio nome è perdere Khalifa Faith
(in inglese c'è scritto "miss Khalifa Faith", ma nel senso di "signorina"), una giovane signora piuttosto che valori di relazione (incomprensibile), una persona molto comedious (ma certo, e io sono molto simpatico, affabile e spontaneous) e romantico che sta coi piedi per terra. So che vi chiederete di come ho ottenuto il vostro contatto, mi Mi dispiace che ho sulla mia ricerca di una persona affidabile e di fiducia per una relazione (geniale, la prossima volta che devo giustificarmi uso questa supercazzola). Mi dispiace di preoccuparsi con la mia proposta, ma so che mi conceda la grazia (a quanto pare sono considerato alla stregua di Dio in terra) di stabilire un rapporto con te, e io non ti farà preoccupazioni. Io sono una persona che non si sarà mai non riescono a tornare a casa (me la immagino già, che vaga per il mondo col portatile in mano spedendo mail in continuazione), perché io sono la cura (c'è un errore, Dio è lei), giusto, gentile, onesto (...lui?), persona sottomessa (perfetto, iniziamo da subito: fammi un sandwich) e rispettivi stare (rispettivi stare = *#§^+]°). I miei hobby sono leggere, viaggiare, cucinare, guardare le partite (era più credibile quando diceva di essere comedious) soprattutto commedia e arti (anche io, e adoro le braccia).
Per voi di conoscere me il più vi prego di inviarmi una e-mail in modo che io possa inviare le mie foto, dettagli e informazioni personali
(fantastico, sembra una prenotazione online dell'Alpitour).
Sarò in attesa di sentire da voi, ma fino ad allora, che Dio vi benedica
(attenzione, prepararsi per il finale con fuochi d'artificio): e hanno un condimento meraviglioso,(condimento di chi? è diventata una promozione della Sodexo? inoltre "condimento" non è un errore di traduzione, dunque non capisco il suo senso nemmeno nel testo inglese, che è scritto da un umano pensante ma, a questo punto, non completamente sobrio)
da perdere la fede,


e finisce così, con una virgola e nemmeno la firma, ad effetto precipizio, incalzando con questo "perdere" e traducendo pure il nome di lei: Faith.
però aspettate un attimo, mi sono perso. prima dice "che Dio ti benedica", poi passa a qualcosa dal condimento meraviglioso, ma così meraviglioso, che ti fa perdere la fede.
o è una prova per aggiudicarmi il Paradiso o devo convertirmi all'Insalatanesimo.

venerdì, dicembre 17, 2010

Altruismo selezionato

il prototipo di famiglia felice rimane chiuso nelle pubblicità, mentre chi non arriva a fine mese se ne sta a guardare lo schermo.
la neve ovatta i suoni, sembra di vivere un mondo diverso, fuori. sembra di essere soli, che sia tutto deserto, non ci accorgiamo di nulla. un po' come nei giorni senza neve, di fronte al quotidiano sfacelo.
i dibattiti sono inutili. inutili. inutili. chi pensa bianco scuote la testa mentre parla chi pensa nero e viceversa. i punti di incontro ci sono, ma rimangono quelli. non aumentano nè diminuiscono. che senso ha parlarne, allora? tanto chi sta a casa continuerà a sostenere il suo pupullo, urlando al televisore. poi, se proprio devono farli, almeno tolgano il pubblico. gli applausi sono irritanti, a prescindere dalle parole a cui vengono rivolti.
e poi? e poi che ci resta? una sigaretta per accompagnare il fumo dei camini, un caffè per restare svegli e non farsi inculare ancora, una fila di persone con cui familiarizzare e qualche libro di cui ricoridamo tutto solo appena lo rileggiamo, per dimenticarcelo di nuovo.

giov
...ahem...massì, venerdì frittata: frittata di piselli
il connubio è arrivato. matematicamente, come era prevedibile. venerdì risotto e giovedì frittata si uniscono eccezionalmente nel venerdì frittata, dovuto alla mia proverbiale scarsa memoria. regìa, vai con la ricetta.
mi rifiuto anzitutto di scendere a scontati doppi sensi. qui si parla di piselli vegetali, verdi e rotondi. lo so, così non è fattibile. l'italiano medio, abituato al virile linguaggio, non saprebbe di che diamine stia parlando.
"piselli tondi e verdi? ahò, ma che film porno guarda questo?"
ci saranno risultati meno buoni, garantito.

giovedì, dicembre 16, 2010

E cambieremo il mondo, a costo di rimanere solo una faccia su una maglietta

"questo articolo vuoi conservarlo?"
"no"
il rumore di un veloce accartocciamento attraversò le stanze col soffitto alto, dove ogni tic era un'eco.
"che cazzo hai fatto?"
"l'ho buttato, perchè?"
"ma dai!"
"avevi detto che non lo volevi"
"ho capito, ma pensavo tu me l'avessi chiesto per tenertelo per te"
"beh no. ormai l'ho buttato"
"riprendilo. dammelo. guarda qua come l'hai ridotto"
"ma..."

mercoledì, dicembre 15, 2010

La consuetudine di fare sempre cose diverse

non è che gli argomenti non si capiscono, è solamente una questione di applicazione ed attenzione. chi ha il dono del multitasking può goderne appieno. se uno prende appunti e nel contempo sta a sentire, se non è abile a fare bene più cose insieme, non capirà niente.
il bello è che alla fine si prendono male gli appunti e non si capisce una mazza.
o perlomeno, a me succede così.

martedì, dicembre 14, 2010

Amare considerazioni partoriscono dolci desideri

ho letto i termini di utilizzo eccetera eccetera. accetto. accetto. installa. fine.
quanti leggono le condizioni d'uso di un programma? io credo meno della metà della metà degli attuali abitanti dell'Aquila.
questo è già di per sè un fatto grave. dico il fatto che gli attuali abitanti dell'Aquila siano pari a zero. ma a parte l'Abruzzo.
accettiamo senza leggere ogni sorta di chilometrica licenza di utilizzo, scorrendo veloce decine e decine di paragrafi che tanto, si sa, alla fine sono sempre gli stessi. e se non fosse così?
la consuetudine di non leggere ciò che si conferma potrebbe essere così diffusa e globale da aver spinto associazioni segrete o uomini singoli assortiti e classicamente ricchi e potenti ad inserire, tra le frasi ammucchiatie una sull'altra, qualche clausola a noi sprovveduti sconosciuta.
un giorno, con la terra devastata un po' dalle loro guerre e un po' da un'ormai impazzita se stessa, li vedremo fuggire chissà dove, a bordo di chissà cosa. e mentre li guarderemo impietriti, vedendoci lasciare lì e chiedendo perchè, loro ci urleranno "grazie idioti".

lunedì, dicembre 13, 2010

Questo cazzo di tutto relativo

insomma oggi dovrei metterci del mio. un'altra immagine bellissima (e ne avrei) pescata dal web no. un altro link da vedere no. è un blog Cristo! il mio blog, per giunta. poi che altro, boh. qualcosa di piacevole da leggere, qualche stronzata o qualche riflessione illuminante. umh. nelle bozze ho un sacco di roba. devo fare un mese di sole bozze.
ma vaffanculo, beccatevi due immagini, un video e Cristo.

domenica, dicembre 12, 2010

Si è tenuti a sapere la storia anche quando la si scrive?

entriamo al supermercato per comprare quello di cui abbiamo bisogno tutte le settimane. i reparti hanno postazioni ben precise, sappiamo dove andare. se gli cambiano di posto, un attimo di spaesamento ci accompagna, accoccolandosi nel carrello ancora vuoto. finiamo la spesa e paghiamo alle casse automatiche, dove fai tutto da solo. in realtà fanno tutto loro.
ci dirigiamo all'uscita ed il cancelletto rimane chiuso. rimaniamo fermi, immobili a guardarlo. ci spostiamo un po' più avanti, poi un po' più indietro. niente. forse il sensore è da un'altra parte. ci guardiamo intorno e il tempo passa, ma siamo ancora di là. impossibile che non sia automatico.
spingiamo con l'imbarazzo di sembrare degli idioti, sentendoci antiquati.
ma il cancelletto si apre e noi usciamo, ancora perplessi, ancora disorientati.

sabato, dicembre 11, 2010

400

oh, sei un taccagno! dai, pagami almeno il gelato!
ma che cazz...pagatelo da solo. scusa eh.
ahia! stronzo!
eddai, fottiti, ti ho appena sfiorato. fammi passare.
pagami il gelato cazzo!
ma perchè?!? perchè? i soldi li hai, merda!
non mi bastano.
e allora era necessario comprare la vaschetta da venti Euro?
non mangio da tre giorni, idiota. te l'ho anche detto.
ehm, signori, c'è una fila di persone dietro di voi. che gusti vi faccio?
nocciola e fiordilatte.
dai, ma allora sei un pezzo di merda! ma cazzo! dopotutto che te lo pago potresti prendere gusti che piacciano anche a me!
ah-ha! allora me lo paghi!
no, non più, dovevi scegliere i gusti diversamente. fammi passare. scusi. scusi...ciao stronzo!
allora? faccio nocciola e fiordilatte?
...ahem? scusi? ah, sì. sì sì. ce l'ha da farmi il resto?


poi qualche altra cosa.
ricordate (perchè non potete esserveli persi) i video-parodia di Facebook e Messenger? bhe, è da poco arrivato un degno seguito, sempre firmato croix89. e stavolta riguarda Netlog. andate andate. andate e ridete.
poi, nel caso non foste paghi, passatevi altri venti minuti davanti allo schermo, a scorticarvi dal ridere per questa fantastica puntata dei Griffin. protagonisti: Surfin' Bird dei Trashmen e Gesù.
infine, parte seria.
ieri sera, su RaiTre, ho visto Machan - La vera storia di una falsa squadra. oltre a consigliarvelo, ne estraggo una parte. è un bellissimo monologo sentimentale, recitato da un silenzioso clandestino cingalese, un tempo scavatore di fosse.

ho scavato la prima tomba quel giorno per mio padre, la terra era dura ma io l'ho scavata profonda: credevo che era l'unico modo per tenere il suo corpo insieme.
subito dopo ho seppellito le mie figlie, le ho messe insieme perchè non riuscivo a distinguerle. non volevo mettere il nome sbagliato sulle tombe.
per ultima ho seppellito mia moglie, e lì avevo imparato. dovevi vederla, era una tomba dritta, pulita. sì, davvero bella, come era stata lei.



lo so, questo post è lungo è palloso.
sappiate però che me ne dispiaccio.

venerdì, dicembre 10, 2010

Contando che i miti sono semplici uomini, non ha senso ritenerli irraggiungibili

finalmente decise, e il vento iniziò a scompigliargli i capelli, poi a cambiargli definitivamente la pettinatura. la pelle delle guance veniva tirata all'indietro, gli occhi semichiusi perforati dall'aria fredda ed insistente.
non si sentiva particolarmente triste, non più del solito.
muoveva ancora le gambe, avviate dallo slancio della corsa. le braccia roteavano da sole, automatiche.
si iniziava a diradare la nebbia, si vedeva il verde dei prati. faceva freddo.

per un attimo provò a non sentire nulla, ad isolarsi. chissà se si percepiva lo schianto, chissà se era più veloce la morte o il dolore lancinante. eppure non succedeva nulla, ma il freddo era sparito. aspettò ancora un attimo.

gli sfuggì un urlo quando, aperti gli occhi, si accorse di star di nuovo correndo.

giovedì, dicembre 09, 2010

Non c'è via d'uscita finchè si pensa che di fronte ad un rumore forte si possa solamente o zittirsi o alzare la voce

grazie al tempestivo suggerimento di Ometeotl, questa sotto sarà la parte principale del post di oggi

°_°

in più
giovedì frittata:
frittata di patate e straccetti di mozzarella
rovesciate le uova e le patate un po' dovunque ed usate gli straccetti per pulire. poi friggete quelli.

mercoledì, dicembre 08, 2010

L'importante non è crederci, l'importante è che ci credano gli altri

mi matura dentro qualche convinzione, di questi tempi.

dobbiamo riscoprire i verbi riflessivi. guardarsi, ascoltarsi e giudicarsi, prima di guardare, ascoltare e giudicare. è che la gente pensa realmente a sè, ma nel modo sbagliato. la loro autoconsiderazione è puro interesse, quel che serve è però l'autocritica con cui si dà dignità a se stessi.

scrivo un sacco di frasi o righe, ma poi credo di essere anch'io dentro quel verso di "L'impero delle Tenebre" del Teatro degli Orrori che recita:
Anni di duro lavoro che cosa c'è di male,
fanno tutti così, ed io non sono diverso da loro
[...]

per quel che mi riguarda, l'Italia è un Paese talmente incredibile che i media (magari non direttamente), una volta esaurita ogni possibile fonte di sciacallaggio del delitto di Sarah Scazzi, si siano macchiati della scomparsa di Yara Gambirasio.
so che è atroce, ma se penso queste cose non è perchè solamente io sono mezzo scemo.

davanti a me abita un uomo, un uomo che vuole uccidermi. si affaccia di rado, alla finestra del bagno del suo appartamento, che dà su quella di camera mia. non l'ho mai visto in faccia perchè ha la serranda inclinata a coprirlo. conosco le sue braccia e le sue spalle, ferme e dirette verso il mio vetro.

martedì, dicembre 07, 2010

Il non proporre non implica il non gradire

stiamo tranquilli, c'è ancora gente che si sbatte per qualcosa. lui fa quello, l'altro fa questo, io faccio un po' di tutto. insomma, affluenza ce n'è. di recente ho conosciuto anche coso, quello lì. anche lui cavolo, di cose ne fa. siamo fortunati. nessun problema, zero difficoltà, ci spartiamo il lavoro e il gioco è fatto. poi ormai che siamo in tanti, la voce si sparge e le idee aumentano. si realizza di tutto. ottimo così, siamo a posto, di gente ce n'è.
seriamente, fai conto. di noi quattro ognuno ne conosce altri tre. ognuno di questi tre ne conosce altri tre e ciascuno di questi, altri tre.
ma siamo sempre i soliti quattro.

lunedì, dicembre 06, 2010

Ci piacerebbe essere rimasti indietro

dopo una mezz'ora buona di risoluzione scorrevole, io (e successivamente A.) sono rimasto bloccato qui. per due ore.
non c'è soluzione a colpo sicuro, occorre andare per supposizioni e probabilità.
troppo complesso, se al contempo si cerca di seguire una lezione di Logica.

sabato, dicembre 04, 2010

Una foto in bianco e nero è pur sempre a colori

ecco perchè va tutto a puttane, finalmente l'ho capito: siamo diventati tutti furbi.
ecco perchè.
una grande azione merita una ricompensa, un riconoscimento, e un premio fa piacere a tutti. detto e considerato questo, è stato tutto fin troppo semplice. abbiamo pian piano abbassato gli standard. se si fa gareggiare una tartaruga con una lumaca è ovvio che la tartaruga appaia velocissima a confronto. lo stesso in tutto. dove regna la sporcizia o la corruzione o il menefreghismo, chi si comporta normalmente (rispetto ad un metro di giudizio accettabile) sembra un eroe, una grande persona. no, non è così. è una persona normalissima. se un bambino è andato a letto da solo non è stato un bravo bambino, ma un bambino come tutti gli altri. non mescoliamo i meriti coi doveri. il rischio è quello di una spirale discendente, dove si farà sempre meno e dove ci sarà un premio anche per chi andrà a scuola, per chi arriverà in orario al lavoro.

e anche oggi il post è scritto, mi merito una bella dormita.

venerdì, dicembre 03, 2010

Basta buffonate, è ora di fare gli idioti seriamente

otto ore di sonno.
un'ora e quaranta di viaggio, compresa la sosta in Autogrill.
nove ore e mezza fuori al freddo, ad aspettare l'apertura dei cancelli.
poco meno di un minuto di corsa forsennata verso il palco.
un'altra ora di attesa.
un'ora di gruppo spalla.
e poi loro, i Kings of Leon. due minuti di concerto. due ore volate in un attimo, esibizione degna del prezzo del tempo e del biglietto. bis favoloso.
un'ora per uscire.
un'ora e quaranta minuti di viaggio.
svariati anni per dimenticarsi uno dei più bei concerti che abbia mai visto.
buonanotte.

giovedì, dicembre 02, 2010

Rinvenire prima dello svenimento

un po' di domande.
perchè si tagliano gli abeti da mettere nelle piazze, quando sarebbe sufficiente fare dei vasi più grandi?
perchè su MTV (e sottolineo la M, Music) il 90% dei programmi non riguardano musica?
perchè non vendono l'ispirazione alla Coop, così eviterei di scrivere post del genere?

giovedì frittata: frittata di würstel
di nuovo una ricetta semplice per voi sedicenti cuochi.
nessuna indicazione sul facilmente deducibile procedimento di preparazione, ma un consiglio sugli ingredienti; il würstel del vicino è sempre più buono.

mercoledì, dicembre 01, 2010

No, non di nuovo

aspettare. chiedersi se tornerà. chiedersi se si è effettivamente guardato dovunque. rispondersi di no. pensare che cazzo, nel fosso al lato della strada si poteva anche sbirciare. dire la prossima volta gli facciamo una targhetta. affossare l'idea dopo un minuto. stare in silenzio fino a casa. stare in silenzio dentro casa.
aspettare.