mercoledì, marzo 31, 2010

Personalmente non sono io

rincasò tardi, quella sera.
seppur trafelato, si infilò silenzioso nella porta della camera da letto.
poggiò la valigetta in terra ed iniziò a spogliarsi al buio.
guardò verso il letto, lei non c'era.
probabilmente era in bagno e non l'aveva sentito rientrare.
o forse era sempre fuori, ma non ricordava se fosse uscita o meno.
prese atto della sua corta, cortissima memoria e si infilò nel letto crollando.

dormì tranquillo e senza sogni.

la mattina si svegliò di colpo e di buon'ora, come la sveglia martellante aveva deciso.
spaccò il segnale acustico prima che quello finisse di spaccare il suo cervello stanco.
si tirò su a sedere e si guardò accanto: non c'era.
anticipò il magone alla gola con un ricordo, evento raro per uno come lui.
si allungò e prese la valigetta; la aprì.
trasse un sospiro di sollievo, era lì dentro.
ed aveva fatto proprio un bel lavoro, la sera prima.
ci era entrata tutta, arti eclusi ovviamente.

martedì, marzo 30, 2010

C'è sempre più spazio e sempre meno posto

oggi è una splendida giornata.
piove.
diluvia in modo veramente incazzoso cercando di spaccare i vetri delle finestre che, dal canto loro, se ne strafottono di qualche goccia primaverile.
tactactactactac!
e sono contente le cliniche private.
tictictictictic!
e si fregano le mani gli orologiai.

è perfetto questo tempo che va perfettamente a coronare la bella multa da 170 euro fresca fresca di oggi.
dà un che di cupo, triste.
sembra la cosa più brutta del mondo, ma sai bene che una multa non rientra affatto nelle cose brutte e che dalle cose brutte ci sei veramente ma veramente lontano.

e quindi ti guardi intorno e non sai che dire, mica puoi lamentarti.
del resto è colpa tua, sei un idiota.
o meglio, sono un idiota.
e un tuono va a mettere in grassetto queste sante parole.
tuonituonituoni.

il cane che gira per casa impaurito e ti guarda ansimando.
sussurra qualcosa.
non è possibile, i cani non parlano.
ma ti avvicini, mi avvicino, mi sembra di sentire.
sì cane, dimmi, consolami, alitami nell'orecchio e non farmi sentire solo e braccato dagli autovelox che corrono dietro a me e alla mia Panda a mo' di mostriciattoli alla Tim Burton.
silenzio.
no, parla davvero.
shhhh! shhhh pioggia! shhh tuoni!
fatemi ascoltare..

"sfava"

lunedì, marzo 29, 2010

Prevedere di diventare ciechi

non ho tempo di scrivere un post, dunque scriverò solo la lettera col quale sarebbe bello iniziarlo.
per il resto usate l'immaginazione.

e

domenica, marzo 28, 2010

Avere una persona che ti fa morire ed essere ancora vivo

spero che qualche pezzo grosso di qualche azienda di qualche lettore mp3 legga questo.
le probabilità che questo accada, anche se non studio statistica, a naso, sono più o meno le stesse che Schumacher impari l'italiano.
ma vabbè, come si suol dire, l'importante è crederci.
dunque
secondo me dovrebbero dotare i lettori mp3 di editor di tag e di dispositivo bluetooth per potersi scambiare le canzoni con altri lettori mp3.
l'hanno già fatto?
se no sono sicuro che con questa idea, un giorno o l'altro, farò i soldi.
ok, basta sognare.
buonanotte

sabato, marzo 27, 2010

I veri mattoni sono fatti di critica e confronto

perchè la maggior parte dei parrucchieri ha il poggiatesta per il lavaggio in ceramica?
tutte le volte è una tortura appoggiare il collo su quel cazzo di aggeggio spaccaossa.
poi come se non bastasse c'è qualcuno dietro che infierisce piegandoti la testa all'indietro per lavarti i capelli.
mi vedo dunque di fronte a due differenti soluzioni definitive:
- tagliarmi i capelli da solo, che data la mia esperienza nel campo equivarrebbe a tagliarmi la testa da solo;
- farmi tagliare periodicamente i capelli a zero senza occorrenza di lavaggio, oppure, per fare prima, ustionarmi l'epidermide della testa con una fiamma ossidrica in modo da impedire ogni ricrescita.

credo che regalerò al mio parrucchiere un set di cuscini Eminflex.

venerdì, marzo 26, 2010

Quando tutto è in ordine ma niente è al suo giusto posto

M. era fottuto, la testa completamente sanguinante.
l'ultimo dei cinque, il primo ad andarsene subito dopo l'agguato.
poco prima, dediti al loro lavoro, erano tranquilli e rilassati: l'ultima strage era passata da mesi.
A. cercava il nemico ai lati, con la coda dell'occhio. ebbe appena il tempo di trovarselo sopra, a maciullargli la pelle.
I. e l'altro M. sudavano, sporchi d'inchiostro e pieni di calli, tremando frenetici e nervosi. i prossimi erano loro.
P. rimasto solo, fu l'ultimo. sentì appena appena freddo, poi più niente.
lo scalpo volò lontano aggredito dalla bocca che, invece di parlare di fronte alla commissione d'esame, si divorava le unghie.


e occhi da elefante.
Mr Shuffles rocks.

venerdì risotto: risotto con zucchine e mozzarella
questo risotto non è per niente stimolante, non mi dà nessuna idea.
l'unica cosa che mi viene in mente è una valida alternativa, dritta all'essenziale di questa ricetta: zucca e mucca.
che suona anche bene, tra le altre cose.

giovedì, marzo 25, 2010

mercoledì, marzo 24, 2010

Negli ultimi tempi è stati tutto come ai primi tempi

scivolò dentro un tubo; o almeno un tubo gli pareva.
si stava strettissimi e non c'era posto per lui e l'altro.
dovevano spostarsi in qualche modo, uno su e uno giù o cosa, ma così no, così non potevano stare, attaccati per la pancia.
cercò di divincolarsi, quando si accorse che l'altro stava soffocando e che già prima di lui aveva pensato di uscire dall'abbraccio.
faceva freddo, ma tutto scorreva così velocemente che non riusciva nemmeno a capire se stesse tremando.
l'altro soffocò, o era già soffocato da un po'.
cercò di spingerlo ancora in giù, dove stava cercando di spostarsi.
non capiva nulla, non finiva nulla, sembrava di esserci da sempre in quel tubo, a correre dentro l'acqua vorticante.
e ancora giù, veloci.
velocissimi.
i suoni erano completamente ovattati.

si ritrovò a galleggiare con l'altro morto di fianco. era solo davvero.
sperò solo che la leggenda dei coccodrilli nelle fogne non fosse così leggendaria, giusto per un po' di compagnia.
altrimenti, avrebbe iniziato lui a sfatare il mito.

martedì, marzo 23, 2010

lunedì, marzo 22, 2010

Utlimamente è iniziato tutto

non vi potete rendere conto del sonno che ho.
è pari solamente, credo, ai sonni di tutte le persone del mondo messi insieme.

domenica, marzo 21, 2010

Se metti i se l'hai già fatto

mettiamola così, oggi è sabato.
lo so che è domenica, ma facciamo conto che sia sabato.
ecco
in questo caso ieri sarebbe stato venerdì e domani, solo domani, sarebbe domenica.
a questo punto, essendo sabato, stasera avrei in programma di andare a vedere Alice in Wonderland, in ritardo rispetto all'uscita del film nelle sale, ma in perfetto orario coi miei tempi di reazione.
ecco
se oggi fosse sabato io non andrei al cinema.
giusto per dire: venerdì (non ieri, venerdì quello vero) ho visto "il superpoliziotto del supermercato" e sabato (non oggi, ieri) Alice in Wonderland.

dei due rivedrei più volentieri il primo che, già dal titolo, potete intuire che gran film sia.

comunque voto sette, ma solo per lo Stregatto ed il leprotto.
Tim Burton non era Tim Burton.

sabato, marzo 20, 2010

Perchè piangere quando si può piangere dal ridere?

settanta,
ottanta, cento.
questa canzone è in controtempo.
lui urla e la stanza è riscaldata,
i bassi rimbombano nell'attesa di uscire.
numeri a caso per iniziare questo post.
parole a caso per finirlo.

venerdì, marzo 19, 2010

L'impossibile diventa possibile

tre ore di improduttività universitaria



venerdì risotto: risotto con crema di cipolla bianca
questo è un risotto troppo raffinato per me e per voi.
sarà sufficiente andare dal gelataio e chiedere della semplice crema.
il risotto risulterà forse un po' dolciastro, ma ci piace la cucina semplice.

giovedì, marzo 18, 2010

Sacavv

oggi una persona che odio tanto si è presa una multa davanti ai miei occhi sognanti.
è un giorno magnifico.

mercoledì, marzo 17, 2010

Se ci dessimo tutti all'ippica i cavalli salverebbero il mondo dal crollo economico

devo capire ancora un po' di cose della vita.

- perchè alcune band di oggi cambino genere di botto dopo un paio di cd facendo una mezza merdata. vedi Arctic Monkeys e Editors.


intanto è una, appena me ne viene in mente qualche altra la scrivo.

martedì, marzo 16, 2010

Sarà difficile trovarsi d'accordo sulla miglior canzone dell'album, ma la peggiore sfiorerà l'unanimità

il mio pc va lentiissssimooooooh.
lentolentolento.
fa due, tre, quattro cose insieme.
ma se sta scaricando, allora rallenta, strascica.
e per quanto io possa incazzarmi o restare indifferente o fargli le carezze, lui continuerà impassibile nella sua tremenda lentezza.
len
tez
za.
uòshhh.
perchè lui lo sa, sa di essere nuovo.
sa di essere nuovo e di non poter essere certo abbandonato per un altro pc.
e intanto marcisce, arranca, si appisola.
e io come un tonto lo guardo impotente addormentarsi su un paio di pagine Internet.

ma laggiù, nel mio mondo dei sogni, io sono contemporaneamente sul tetto ed ai piedi di un grattacielo. lo lascio cadere e lo guardo da vicino spappolarsi al suolo mentre tenta di far funzionare la webcam con qualche guizzo.
rido.
rido rido e rido.
perchè dietro di me ho un Mac.

lunedì, marzo 15, 2010

Il sesto senso è il senso di colpa

la vita è questa e va ripresa dopo le divagazioni, per quanto lunghe siano.
l'epoca dello sbadiglio.
i bei tempi non sono passati, non sono mai esistiti.
il ricordo piega la realtà e la distorce, sembra tutto impossibilmente perfetto.
eppure pestavi la merda anche prima, sbattevi la testa nel muro.
la discesa verso la salita verso il fiume di fianco agli alberi che iniziano a scarseggiare man man che ti avvicini al mare ma poi chi se ne frega degli alberi quando sei immerso nel mare solo solitario e invece anche lì passa qualcuno allora tanto vale tornare a riva ma all'altra riva che ormai sei a metà strada e riparti a vagare dall'altra parte del continente sempre con lo stesso cervello.

Idioteque dei Radiohead entra nella mia lista delle canzoni più belle di sempre.

domenica, marzo 14, 2010

Consolare è anche parlar d'altro

la tv è in ritardo, ne sono definitivamente sicuro.

stasera, mentre guardavo Che Tempo Che Fa il segnale si è ripetuto un paio di volte riproponendo sullo schermo immagini già viste.
e chissà quante altre volte è già successo.
viene da sè quindi che, non essendoci momenti in tv in cui viene tutto mandato avanti veloce, ciò che vediamo è in netto ritardo.

detto questo, ne consegue naturalmente che non ho mai visto una puntata di Scrubs in tempo reale!

è a dir poco atroce.

sabato, marzo 13, 2010

Ho stanco, sono sonno

"quante vite viviamo?
quante volte si muore?

si dice che nel preciso istante della morte, tutti perdiamo 21 grammi di peso,
nessuno escluso.
ma quanto c'è, in 21 grammi?
quanto va perduto?
quando li perdiamo quei 21 grammi?
quanto se ne va con loro?
quanto si guadagna?

quanto
si
guadagna?

21 grammi.
il peso di cinque nichelini uno sull'altro,
il peso di un colibrì,
di una barretta di cioccolato.
quanto valgono 21 grammi?"


from here

venerdì, marzo 12, 2010

L'applauso, purtroppo, è quasi sempre a prescindere

anzitutto devo ringraziare una mia amica per ciò che state per leggere, in quanto è frutto della mia mente più la sua.
vuole che la ringrazi col nome di Erzsébet Báthory.
se non sapete chi sia, fatevi un giretto su Wikipedia muniti di stomaco forte e soprattutto vuoto.

dunque iniziamo.

c'è un esame che proprio non vogliamo dare.
ce lo vogliamo portare fino alla laurea (o possibilmente fino alla morte, non facendo necessariamente però corrispondere la laurea con la morte) e vorremmo laurearci senza darlo.
ma non si può fare.
ergo dovremmo comunque darlo, ma basterebbe un 18 per passare.
bisognerebbe rispondere ad ogni domanda ed affermazione del prof con "mi dia 18", assillandolo fino all'esasperazione in modo che egli alla fine, sfiancato e prossimo all'esaurimento, ci dia il voto senza alcuna interrogazione.
ma durante le nostre minacce, il prof potrebbe alzarsi e uscire.
occorrerebbe dunque incollarlo alla sedia, incollando le porte e le finestre impedendo a chiunque di entrare e/o uscire dalla stanza.
inoltre incollare noi stessi alla sedia, incollare la nostra sedia al pavimento e così via anche con il prof.
il tutto secondo questa accurata procedura-
entrare in aula quando è ancora deserta.
incollare per terra la sedia del prof e quella destinata agli interrogati.
cospargere la seduta della sedia del prof con molta colla.
aspettare che il prof entri e si sieda e stamparsi in faccia un sorriso beffardo nei suoi confronti non appena tocchi la sedia con il culo (quest'ultimo passo è a discrezione del vostro livello di sadismo).
rispondere all'appello.
uscire da una delle due porte fingendo di andare al bagno ed incollarla dall'esterno.
ah, precisazione: per incollare usare litri e litri di Attack nascosti nella borsa in appositi tubetti (o tubettoni).
entrare dall'altra porta ed incollarla dall'interno senza farsi vedere (questa parte è la più difficile, in quanto si dovrà aspettare che tutte le persone presenti in aula guardino contemporaneamente verso un'altra parte per circa un paio di minuti).
aspettare di essere chiamati.
una volta davanti al prof, incollarsi alla sedia con nonchalance.
esordire con "mi dia 18".
e così via ad ogni sua domanda.
esempio:
"buongiorno"
"mi dia 18."
"mi parli di Picasso"
"mi dia 18."
"mi parli di Monet"
"mi dia 18."
"lei è pazzo"
"no, io mi voglio laureare"
se il prof prova ad alzarsi sono cazzi suoi, realizzerà che gli è impossibile.
se nonostante la vostra insistenza lui non si decide a darvi 18, protendete il collo verso di lui con calma e fate un respiro profondo.
dopodichè afferratelo violentemente per il bavero e urlategli in faccia "mi dia 18".
cercate di essere cattivi.
se nemmeno così funziona, estraete dalla borsa la motosega che avrete precedentemente occultato tra i tubetti (o tubettoni) di Attack ed avvicinategliela accesa alla gola.


e poi visto ieri sera il riccio, voto sette.
impagabile la scena in cui lei si siede sul cesso in casa del giapponese e parte Mozart a tutto volume in diffusione nel bagno.

venerdì risotto: risotto allo zafferano
la zia della mia mamma è esperta di zafferano, dove abita lei lo fanno, ci fanno di tutto. ci fanno le case, il carnevale, le persone e, occasionalmente, anche il risotto.
per chi non volesse spendere troppi soldi, basterà un barattolo di vernice gialla da versare nel riso.
la vostra salute non è assicurata.

giovedì, marzo 11, 2010

mercoledì, marzo 10, 2010

Cambiò il layout del suo giornale facendo esplodere la redazione

ok, The Fixer dei Pearl Jam spacca veramente i culi.
la parte ritmica è potente e solida come un blocco di marmo ed Eddie Vedder si sa, ha la voce.

più generalmente, Backspacer è un bell'album; voto sette e mezzo, mettendo in conto che Speed Of Sound mi sta abbastanza sul cazzo.
otto se ho voglia di sentire la musica a palla.
senza contare che ha un packaging spettacolare.
e lo so che è uscito a settembre 2009, ma io l'ho comprato giusto lunedì.
rock n' roll!

martedì, marzo 09, 2010

"Ho trovato!" esclamò il cercatore d'oro


due fotografi toscani si sono messi a girare alcuni manicomi lasciati deserti dopo la legge Basaglia.
qui qualche scatto.

lunedì, marzo 08, 2010

Per sempre significa per adesso in loop

quante cose posso sostituire col cartone?
ad una attenta analisi penso di poter trovare nel cartone un fido compagno di vita.
se ipoteticamente mi spostassi su un pianeta deserto, potrei essere Dio.
ci vorrebbe un pianeta senza pioggia e senza mari in tempesta però.
insomma senza niente che potrebbe bagnare e rovinare il frutto della mia potenza.
acqua solo dai rubinetti, che nel caso mi porterei da casa insieme ad un idraulico esperto in perforazioni ed installazioni spaziali.
o potrei chiederlo in prestito alla Morte Nera, di sicuro Darth Fener avrà qualcuno per quando gli si rompe il cesso.
ma so che non potrebbe comunque funzionare.
so che, dopo anni e anni di vita, il tutto si ridurrebbe alla stessa monotona routine.
ovvero vedo me tornare dal mio lavoro di Dio creatore di cartone nella mia casa di cartone con dentro la mia moglie di cartone e chiederle "che c'è per cena" sapendo di ottenere "cartone" come unica ed eterna risposta.
non potrei sopportarlo.

e poi mi dispiace, ripensandoci, di essermene andato dall'Heineken Jammin' Festival 2005 a metà concerto mentre suonavano i R.E.M.
però era tardi e io ero stanco.

domenica, marzo 07, 2010

La vera importanza è l'apparente insignificanza

a volte si fanno della battute, o ci si saluta, o semplicemente si scambiano un paio di parole.
a volte qualcuno ci ride su.
o ci sorride.
c'è un attimo, di solito, in cui il sorriso rimane stampato sul viso e vi rimane per un po'.
capita spesso, fateci caso.
anche dopo che l'effetto della battuta è esaurito, o dopo che la persona che vi ha salutato n'è andata.
è come se ci fosse un'inconscia voglia di sorridere sempre.

sabato, marzo 06, 2010

Dio ha i cori da chiesa, il diavolo ha il blues

no comment, absolutely.

venerdì, marzo 05, 2010

L'uomo che corre è senza naso

si trovò disegnato su un pezzo di carta, solo.
gli sembrò di essere descritto, da parole una sull'altra a dare forma ai suoi capelli, alle sue mani.
corse per la casa e staccò tutte le prese dalle spine nei muri, si isolò.
ma la casa tremava, le pareti lo schiacciavano.
cercò disperatamente di rifugiarsi, con la netta sensazione che comunque qualcuno sapesse dove sarebbe finito.
triste, iniziò a piangere. gli parve di essere stato sempre lì, arrivato all'improvviso senza introduzioni.
disorientato, scappò su per le scale che, sempre più rapidamente si stavano piegando su loro stesse.
non si ricordava di aver bevuto, eppure gli sembrava di essere completamente ubriaco.
tutto in movimento, gli occhi che non riuscivano a fermare un'immagine, il cervello a cui sfuggiva ogni pensiero.
tutto bianco e nero e poi solo nero, buio.

si sentì volare, mentre veniva lanciato con la sua storia scadente dentro al cestino.


venerdì risotto:
risotto con stracchino e salsiccia.
se siete tradizionalisti, sapete come fare.
se siete ossessionati dal sesso, sapete come fare anche voi.

giovedì, marzo 04, 2010

La storia continua, ma la trama si ripete

questo è il video musicale.

questo invece è qualcosa che, contro le mie aspettative, ho finito.

mercoledì, marzo 03, 2010

Se prevedibile, non artista

l'umorismo è un po' come il caffè.
chi lo preferisce dolce, chi amaro, chi lo prende tre volte al giorno o addirittura tutto il giorno, chi non lo prende per niente o al massimo una volta ogni tanto.
ma anche gli effetti più o meno sono quelli.
mantiene attivi, sveglia.
poi ovviamente c'è chi si abitua e non ne sente più nemmeno il sapore.

spesso ci chiedono soldi per tutto.
un euro di qua, due euro di là.
"che vuoi che sia, è come rinunciare ad un caffè", dicono.
e allora troverai quello che gli spiccioli li dà, o quello che al caffè non vuole rinunciare; vuoi perchè ci tiene al caffè, vuoi perchè non gli va di dare soldi.

nella vita di tutti i giorni è più o meno così.
continuamente ci chiedono gli spiccioli, gli aiuti. o siamo noi a chiederne.
per chi rinuncereste ad un caffè?

martedì, marzo 02, 2010

Trovarsi è non essersi mai cercati

Iggy Pop.
Iggy Pop si drogava.
Iggy Pop si drogava e si sa.
forse si droga ancora, boh.
fatto sta che su Youtube ho trovato un bellissimo video in cui dà sfoggio di tutta la sua lucidità ad un programma televisivo.

giusto per dire, l'intervista inizia con lui che saluta così il conduttore: "Hi, dog-face!".

mito, altro che Morgan.

lunedì, marzo 01, 2010

Inutile guardare le cose sotto una nuova luce se prima non la si accende

esistenziali, ma fino ad un certo punto.
diciamo...consapevoli.
di cosa ancora non si sa, ma si sa (e questo si sa per davvero), qualcosa si trova sempre.
impazziti e sguardi tenebrosi sulle porte chiuse pronte ad essere aperte.
scheletri negli armadi, pieni di roba vecchia come questa espressione.
chiudere.
svoltare senza mettere la freccia.
incanalarsi in uno tsunami e confondersi nel marasma.
stare zitti.
oppure parlare, ma ottimizzando l'informazione per permettere l'interesse pubblico.
ridurre il testo ad una riga ed eliminare il "continua a leggere".
c'è tutto, un po' di questo, un po' di quello.

appunti inutili.


inizio un sacco di cose ma non ne finisco mai una.
qui sotto una della categoria, neonata e già prossima all'estinzione.