domenica, ottobre 31, 2010

"Il vuoto fa: sssshcchr!" - Diavù

I'm the fury, in your head.
People are fragile things you should know by now, be careful what you put them through.
I say out loud, I'm freaky styley and I'm proud.
On candystripe legs the spiderman comes, softly through the shadow of the evening sun.
I must warn ya, 'bout the motherfucker girls of California.
I'm the helpline operator, your problems will be mine.
On the water we, petals floating.
'Cause my family don't seem so familiar, and my enemies all know my name.
Go get your guns and your switchblade knives and cut it up.
Tell me your own politik, and open up your eyes.
Ma tutto quello che può dire veramente un uomo è: non fate come me.
Sarebbe stato bello invecchiare insieme, la vita ci spinge verso direzioni diverse.
That's the power of the gospel.
Hello darkness my old friend, I've come to you to talk again.

le canzoni che contengono queste frasi meritano tutte i vostri padiglioni auricolari.

sabato, ottobre 30, 2010

venerdì, ottobre 29, 2010

Si può sempre cambiare le cose, ma molto più spesso sono le cose a cambiare noi

non c'è niente che possa farmi cambiare idea, se uno nasce uomo muore uomo. ci sono eccezioni, però.
il figlio del politico fa il politico, il figlio dell'imprenditore fa l'imprenditore, il figlio del calciatore fa il calciatore. il figlio dell'impiegato, invece, sogna. prende iniziativa, si costruisce il futuro da sè, non si lascia spianare la strada, piuttosto prova ad inventarsi un modo per camminare sulle nuvole che va fantasticando.
non avere un futuro è un concetto inesistente, il futuro manca solo a chi ce l'ha già.

venerdì risotto:
risotto con speck, cipolla e formaggio fresco
dato il clima il formaggio fresco dovrebbe essere l'ingrediente più rintracciabile. la parte difficile sta nel farlo rimanere tale anche durante e dopo la cottura. cipolla e speck vanno nella pentola alla rinfusa.

giovedì, ottobre 28, 2010

Anche il grigio può essere felice

corre veloce nella prateria, con la lingua gratta il suolo. va incontro al sole che scintilla sugli alberi, si nasconde nel polverone. al momento del crepuscolo smette di sfrecciare e sale sul dirupo più alto. rimira se stesso, senza un riflesso in cui guardarsi. accompagna la palla di fuoco all'orizzonte e la spinge giù con la testa. poi, come ogni notte, salta giù.
precipita dentro la buca che ha scavato negli anni, poco alla volta. vola finchè l'accelerazione gli brucia la fronte. non è mai in ritardo. sempre più rapido, un missile diritto e diretto. riprende fiato mentre cade, riposa solo a metà del viaggio. arriva dall'altra parte giusto in tempo e si gode l'alba. ricomincia a correre, sperando che il giorno non finisca mai.

mercoledì, ottobre 27, 2010

Paradossalmente c'è una contraddizione nell'antinomia

un po' di informazione, suvvia! però, siccome (si dice "però siccome"?) non sono abbastanza bravo da scoprire notizie da solo mi affido agli altri, Dio li benedica, blog. inoltre, giusto per confermare la mia efficienza, le notizie sono entrambe di ieri.
notizia numero uno. è morto il Polpo Paul, detto Nostradamus. per chi non lo sapesse ha "predetto" in modo corretto l'esito delle partite dell'ultimo Mondiale di Calcio. secondo me c'era qualcosa dietro, comunque. probabilmente era collegato a qualche associazione di spionaggio o servizi segreti bulgari legati al mercato delle scommesse sportive che hanno pilotato volontariamente le partite per incassare soldi facili. poi, una volta visto che le cose andavano, li ha traditi e si è dato al mainstream e qualche sicario gliel'ha fatta pagare. voci parlano di un indotto suicidio.
notizia numero due. un gruppo Facebook sta mobilitando migliaia di persone (quattrocentocinquantottomilaseicentootto adesso) per scavalcare nella classifica del singolo più venduto in UK nel periodo natalizio il prossimo vincitore di X-Factor con Surfin' Bird dei Trashmen. a volte, anche se mi pesa ammetterlo, Facebook è il mezzo tramite il quale (e dunque i meriti non sono tutti suoi) si fanno cose concrete per un mondo migliore. altro che Popolo Viola.
A-well-a everybody's heard about the bird,
B-b-b-bird, bird, bird, b-bird's the word.

last but not least, il sito dei siti: Pokemon Fusion. si possono fondere coppie di Pokèmon che vanno dal primo all'ottantacinquestio (Dodrio) con risultati esilaranti. ogni fusione che coinvolga Caterpie come primo è fantastica.


martedì, ottobre 26, 2010

Dormiamo sonni tranquilli sperando che una "g" non cambi tutto e ci rovini il bello dell'immaginazione

la scia si volta e scopre il cielo, appare a chi la guarda e tocca chi non l'ascolta.
le piccole elucubrazioni di ieri sono diventate i problemi di oggi, le ipotesi non verificate sono gli incubi di tutti.
la nuvola insegue la scia che si infila sotto le auto, irrora le strade di piogge che non toccano il suolo, bagnano soltanto chi ha visto la scia.
il passo sicuro è stato investito sulle strisce, l'avanzare lento e timido è riuscito a scamparla rimanendo chiuso in camera.
il tempo cerca di mordere la nuvola e oltrepassa ogni frontiera per raggiungerla, ognuno viene colpito e cerca di vivere, ma la vita è fatta di momenti ed i momenti si determinano in pochi minuti.

l'inverno finisce sempre per piacermi.
anche quando ancora non è arrivato.

lunedì, ottobre 25, 2010

Un "qui" universale

l'altro giorno ho visto due vecchietti che si tenevano per mano.
mi era capitato di vederne a braccetto, ma così no.
il tutto sottende un significato enorme.

domenica, ottobre 24, 2010

L'oggettività soggettiva

ve lo dico io, che conosco un fantasma.
ogni tanto batte sulla libreria, diffondendo un rumore legnoso.
io, quando posso, gli rispondo. batto sulla scrivania o sul comodino perchè non so in che altro modo poter ricambiare.
mi dice "ci sono, mi senti?". o almeno io la intendo così.
a volte mi giro a cercarlo, ma è un riflesso stupido. del resto è un fantasma, come potrei vederlo.
ci sono possibilità che lui mi senta, ne sono sicuro.
so chi è. o almeno, so chi ho deciso che debba essere.
sicuramente questo fatto ha una spiegazione molto più terrena, ma agli umani piace credere.
si può credere in una teoria fisica non dimostrata; io credo in un "toc" che ogni tanto abbraccia la mia stanza tenendo vivo un ricordo comunque imperituro.
una cosa è certa, il rumore c'è e non sono io a farlo.
e quando ne avrete bisogno, anche voi sentirete il vostro "toc".
ve lo dico io, che conosco un fantasma.

sabato, ottobre 23, 2010

Fin quando accensione e spegnimento saranno sullo stesso tasto, la gente continuerà a confondersi


lo so, arrivo sempre tardi. ma questo disco è da 10 (qualsiasi sia il criterio di votazione), è intenso, commovente, fa ricordare, riflettere, divertire in modo inusuale.
è Bachelite, degli Offlaga Disco Pax.
qui, la mia preferita Ventrale.

e poi il dramma di oggi: il cellulare nuovo.
non so se avete visto Terminator 2 e 3. bhe, come il protagonista si trova a insegnare di nuovo, nel terzo capitolo, tutte le frasi e mosse ganze che aveva fatto imparare alla macchina prima che venisse distrutta, io devo fare lo stesso con le parolacce e il T9.

venerdì, ottobre 22, 2010

Il primo ascolto tradisce solo in senso positivo

è un problema essere maldestri, si vive una vita difficile.
la gente con un'indole normale può fare le cose tranquillamente, qualsiasi tipo di cose. noi maldestri no.
bisognerebbe sempre stare attenti ad ogni azione si compia, ma va da sè che la cosa sarebbe impossibile. diventeremmo nevrotici e schizofrenici. quindi la vita prosegue nel modo più naturale, ma costellato da una serie di eventi dannosi che si ripetono costantemente. dannosi per noi stessi, per gli altri, per i nostri oggetti, per gli oggetti degli altri. per tutto, per qualsiasi tutto.
le circostanze sono le più innocue o assurde possibili.
così accade anche per gli stupidi, ma c'è una fondamentale differenza: gli stupidi fanno danni perchè non pensano.
noi maldestri invece ogni tanto cerchiamo di stare attenti, soprattutto nelle situazioni che, per esperienza, sappiamo essere a rischio. tipo ballare nella doccia.
il problema principale però è un altro, tuttavia vale solo per una sottocategoria di maldestri: quelli con un minimo di buon senso.
l'incazzarsi.
quando facciamo qualcosa come rovesciarci il passato di verdure bollente sui pantaloni puliti (e sulle palle), fare accidentalmente male al cane mentre ci giochiamo o graffiare il muro appena riverniciato, non possiamo prendercela con nessuno nemmeno se siamo atei, in quanto Quel Qualcuno non è in carne ed ossa davanti a noi (anche se aiuta a smaltire la rabbia). il punto, comunque, è che accade tutto per colpa nostra e dunque la nostra responsabilità non ha la possibilità di venire scaricata. appunto per questo i maldestri sono grandi inventori di scuse.

ho parlato al plurale, ma, ovviamente, il riferimento è completamente al mio-proprio-insito-stronzo singolare.
inoltre, per far fronte alle spese dovute ai miei ultimi danni, non potrò andare a godermi i Kings of Leon a Bologna. merda.
ed è frustrante, ve l'assicuro.


venerdì risotto:
risotto nel rame con gorgonzola, pere e noci
cucinate un normale ed ordinario risotto con pere intere, noci con guscio e gorgonzola ancora dentro la confezione. non preoccupatevi, fondendoci intorno un contenitore di rame non riuscirete a mangiarlo.

giovedì, ottobre 21, 2010

Trasportare l'immobilità

freddiew.
freddiew è il canale di due youtubers (Freddie Wong & Brandond Laatsch) che fanno a-w-e-s-o-m-e videos. gran parte è su originalissime sparatorie, con montaggio, effetti speciali ed azione veramente accattivanti.
adesso i due, assieme al resto del team che realizza i video, sono partiti per un road trip nelle varie città dei loro iscritti. l'obbiettivo è quello di girare i filmati nei luoghi suggeriti loro dai fans.
la prima opera nata da questo progetto è il remake di un fatto realmente accaduto durante la prima (e per adesso unica) sosta del viaggio. Freddie e Brandon sono andati a farsi confezionare un cappellino rosso ed una statuetta-premio. in seguito si sono messi in un parco di Portland (la città interessata) e Freddie ha scritto sul suo Twitter "sono a Holland Park, la prima persona che acchiappa il mio cappello vince un premio".
il resto è nel (fantastico) video (la parte clou è dal minuto 1:23 in poi).
qui invece il remake.

mercoledì, ottobre 20, 2010

"Non ne vale la pena" disse il boia

sembra tutto diviso in metà simmetriche.
ma ci sono metà più grandi.

martedì, ottobre 19, 2010

Sperare sparare sparire

di solito, per stupire, ci si basa sulla distruzione delle certezze. si fa credere una cosa e poi si scopre che è completamente un'altra, si capovolge il mondo. il togliere le fondamenta, quello che sempre e unicamente è stato sicuro e deciso, il demolire ogni convinzione. per creare spaesamento, disagio, per far sgranare gli occhi, per interessare e coinvolgere. ed è così anche nella vita reale, ogni giorno vecchie teorie vengono distrutte, dai rimedi della nonna alle scoperte nel campo della fisica. ogni giorno si aspetta in una smentita, si spera il contrario e spesso e volentieri accade.
e se tutto, invece, tutto quello che abbiamo sempre pensato e creduto, rimanesse come esattamente è?

lunedì, ottobre 18, 2010

Tranquillamente, mettiamoci ad urlare

perchè tutto quello che accade deve sempre avere un senso?
sono molti a credere nel significato intrinseco ad ogni cosa, ad ogni fatto.
il problema è che tagliano via le coincidenze.
stamattina però ho avuto una folgorazione. so come dimostrare loro che le coincidenze esistono e sono possibili, a partire dal loro livello più elementare.
cioè, in realtà non è proprio che il ragionamento fili benissimo, è solo un esempio.
cioè insomma, non è niente di che, sono due parole.
ad ogni modo.
a volte per strada si incontrano persone con le quali ci troviamo intrappolati in un siparietto parecchio rompipalle: il non sapere da che parte andare. uno va a destra e voi pure, lui a sinistra e voi pure. per passare, occorrerebbe un gran lavoro psicologico sull'altro, ma questa è roba per blog seri. dunque la cosa si ripete dalle due alle n volte.
al che dico: se è possibile che due persone decidano di andare nella stessa direzione per diverse volte in pochi secondi, perchè questo non dovrebbe essere estendibile a qualsiasi altra cosa?
bah lasciate perdere, non so nemmeno io che cazzo ho scritto.

infine un video che sta impazzando su Youtube (1291938 visualizzazioni adesso). alla band musicale Atomic Tom, oggi, hanno rubato gli strumenti. loro non si sono persi d'animo ed hanno deciso comunque di suonare. in metropolitana. con gli iPhone.
miti.

domenica, ottobre 17, 2010

Non è ipocrisia, è fatica di attenersi a quello che si dice

è che abbiamo bisogno di domande, senza le domande non andremmo lontano.
rispondere a tutte sarebbe bello, almeno all'inizio. poi piomberemmo nella noia più stagnante.
c'è anche ovviamente una buona fetta di persone che rimarrebbe indifferente. insomma, per loro rispondere non sarebbe così indispensabile.
chiedere è così creativo, forte. viaggio di più con un punto interrogativo che con un biglietto aereo.
non sapremmo se non ci fossimo posti delle domande e se così non avessero fatto le persone prima di noi.
ed il bello è che proprio dove mancano le risposte che più si è stimolati.
quindi alla fine, sapere, non è che sia poi 'sto granchè.

sabato, ottobre 16, 2010

Volendo trovare si trova sempre, anche dove non c'è nulla

Men in Black, il primo film.
per chi, quando uscì al cinema, era un bambino, è senza dubbio entrato nella suo cervello in modo indelebile insieme a qualche canzone della Disney ed al Game Boy.
a me in particolare una scena, talmente impressa che se penso al film mi viene subito in mente quella.
qui c'è il video, ed io mi riferisco alla parte che va dal minuto 5:43 al 5:45.
"noi siamo quelli, siamo loro, siamo gli uomini in nero...men in blàc!".
fantastica la pronuncia italianissima del nome, mi ha sempre intrippato.

venerdì, ottobre 15, 2010

Buy free

mi ricordo di Ken Saro-Wiwa, ma non del sapore che aveva il tè ai frutti rossi di qualche ora fa. mi ricordo di una vecchia compagna di scuola, mi ricordo certe cose successe.
le mani iniziano a diventare ruvide per il freddo, gli occhi a prendere il ritmo delle alzatacce.
il dolore dell'avambraccio sinistro mi ricorda l'esistenza di quella parte del corpo.
perdere tempo è delizioso.

uh, forse domani piove.

venerdì risotto: risotto alla pescatora
recatevi in un ranch e rubate un toro femmina. non una mucca, ho detto un toro femmina. buttatela in mare e ripescatela in qualsiasi modo vogliate. l'oggetto usato per farlo, in caso di salvataggio riuscito, sarà dunque una pescatora. non vi resta che metterlo nel risotto fumante.

giovedì, ottobre 14, 2010

Correttezza del falso

sopra l'unico cesso dello spogliatoio maschile della palestra che frequento c'è un foglio con scritto "si prega di tirare lo sciacquone, grazie".
poi uno si chiede perchè il mondo vada a rotoli.
purtroppo il problema dello sciacquone è estendibile al 98% dei bagni che si trovano in giro.
secondo me la cosa è più grande di quanto sembri.
se tutti tirassero lo sciacquone vorrebbe dire che un mondo migliore sarebbe possibile.
tirare lo sciacquone di propria spontanea volontà sarebbe sinonimo quantomeno di buona educazione.
a questo potrebbe sottendersi un piccolo ma sentito rispetto per chi userà il cesso dopo di noi e quindi verso il prossimo. tirare lo sciacquone è etico e non solo, anche in linea con il pensiero di Gesù ("ama il prossimo tuo come te stesso")!
questo potrebbe far pensare che una buona fetta di cattolici tirino regolarmente lo sciacquone.
bene così, il lavoro da fare è minore.
tirare lo sciacquone significa rispondere ad un senso interno che ci indica che non tirarlo sarebbe sbagliato. tirando lo sciacquone si acquisterebbe più giudizio ed interesse per il mondo fin nelle sue più piccole componenti.
sarebbe dunque poi aperta la strada a nuovi e sempre più grandi insegnamenti, come non pisciare di fuori, non abbandonare gli animali, non fare il falso in bilancio.
il problema risiede però nel fatto che ben presto si formerebbe un dualismo bene-male del tutto relativo.
un nazista potrebbe sostenere che sia giusto non tirare lo sciacquone perchè magari il prossimo potrebbe essere un "negro di merda" così come, a mio avviso giustamente, potrebbe fare la stessa cosa una persona di colore in vista di un nazista del cazzo.
e potrebbe ritenere giusto tirare lo sciacquone un prete perchè, come detto sopra, l'atto dimostrerebbe amore verso il prossimo chiunque esso sia così come lo farebbe di buon grado una persona ragionevole per considerazione e sentimento verso il successivo cessaiolo (non certo verso il prete, non a caso ho scritto "persona ragionevole").
così anche gli atei, in teoria, sarebbero a posto.
ma ci sarebbe comunque ancora del lavoro da fare.
uhm

occorre una nuova razza umana priva di funzioni escretorie.

mercoledì, ottobre 13, 2010

Dovrei riconoscere gli errori, ma non sono molto bravo con le fisionomie

per chiudere gli occhi, dovette tagliarseli.
glieli tenevano aperti con un marchingegno che gli ricordava tanto quello di Arancia Meccanica. sapevano che così dovevano restare, finchè qualcuno non avesse trovato una soluzione e avesse capito. seduto e incatenato di fronte al tavolo notò gli spigoli usurati, scheggiosi.
allungò la testa.

lo videro lì con gli occhi sanguinanti, fermo per un secondo, prima che la stanza iniziasse a ruotare su se stessa, i loro corpi a sbattere sulle pareti, a morire.
tutti tranne uno, che lo vide trafiggersi il cuore usando quello che il buio delle palpebre gli permetteva di immaginarsi e rendere reale.
nemmeno lui poteva sopportare di avere gli occhi chiusi per sempre.

martedì, ottobre 12, 2010

Si smette perchè si adora ricominciare

siamo tutti connessi senza alcun senso, le scelte sono infinite ma riusciamo a fare solo quelle già fatte, i comici plagiano, la malinconia e l'esistenzialismo divaganti, le cose successe per caso sono quelle che fanno più ridere, i cervelli si sprecano senza nemmeno cercare di imparare ad usarli.
e poi si fanno gli elenchi.
mi piace questo, questo, quest'altro, questo qui, oh sì anche questo, adoro quest'altro.
odio gli elenchi, o almeno, oggi odio gli elenchi. dico quelli con un settantatrilione di virgole e qualche miliardo di parole a caso.
ci metto un secondo a farne uno, basta che mi metta a scrivere cosa manca in frigo, nel freezer, nella dispensa, in camera mia.
che stile, un elenco dentro un elenco.
e poi sono pallosi.
cioè, c'è lunghezza e lunghezza.
ottocentomila caratteri è un elenco lungo.
il modo di vedere le cose, di descriverle. troppo preso, troppo sentimentalmente ed emotivamente grondante.
e gnè e gnè e gnè.
la vita è come un. il tramonto è come un. leggere è come. mangiare la Nutella è come una.
ci sono dei limiti.

tutto questo, ovviamente, secondo me.
grr

update: anche la trasmissione "Vieni via con me" si è basata sugli elenchi. quelli però non li odio, nè li odierò.

lunedì, ottobre 11, 2010

domenica, ottobre 10, 2010

Stati d'animo circolari

il mio babbo mi segnala alcune interessanti somiglianze...

sabato, ottobre 09, 2010

Sempre non ha sempre senso, ma senso ha senso sempre

quando non ti viene niente, puoi sempre scrivere che non ti viene niente.
appunto.
incredibile.

venerdì, ottobre 08, 2010

Potrei ≠ dovrei, la più grande giustificazione al fancazzismo

olocausto cerebrale.
l'ombra nera, in fondo al corridoio, mi segue. sempre lontana e sempre grande, scruta i passi che faccio, conta i miei respiri.
ogni tanto si fa sentire, picchiando sulla libreria o muovendo l'armadio.
ormai la conosco da molto tempo. siamo in simbiosi.
esce solo quando la penso, rimane morta finchè lo dico io.
ancora ne ho paura, lo stomaco mi si attorciglia appena ricordo che c'è.
tiro su le coperte, fin sopra il naso.

il lato negativo della fantasia.

olocausto cerebrale.
sono rimasti in pochi, dentro la mia testa, in grado di fermarla.
stanno nascosti e vengono fuori solamente quando sono sicuri di vincere. non ricordo nemmeno l'effetto che mi fanno.

disconnessione.

olocausto cerebrale.
l'ombra nera adesso se n'è andata e non la rimpiango, ma sarà qui prima ancora che il mio cervello possa godersi la sua assenza. già pensare che non ci sia la fa tornare qui.
non c'è quasi più nessuno che mi aiuta, li ho uccisi io.
forse ho bisogno di provare paura, di sentirmi minacciato.
non rispetto l'ombra nera, se avessi il coraggio la ucciderei. non è il mio Dio sostitutivo.

fine indefinita.

olocausto cerebrale.
ho alimentato io la paura, ho accompagnato me stesso nel sottoscala, al buio.
mi sono costretto abitudinariamente, inconsciamente, a spaventarmi.
adesso la temo quasi completamente.
è stato stupido, nessuno lo farebbe. ma occorreva un equilibrio, o la simbiosi si sarebbe rotta e il subconscio avrebbe smesso di lavorare.
perchè l'ombra nera, prima, aveva più paura di me.



venerdì risotto:
risotto alle ortiche
buttatevi nell'ortica per sbaglio. versate sopra il riso fumante e, mentre vi rotolate a terra grattandovi gli stinchi pruriginosi e rossi, godete del gustoso mix raccattando con la bocca la parte di prelibatezza che vi capita a tiro.
ovviamente le porzioni possibili dipendono dallo spazio disponibile per rotolarsi.

giovedì, ottobre 07, 2010

Qualcuno è il pronome tuttofare e paziente a cui dobbiamo il poco di positivo che ancora resiste

oggi ho visto un bambino con un braccio ingessato.
credo che la percentuale dei bambini che non hanno mai avuto il gesso tra i sei e i tredici anni sia nulla. quelli a cui non è successo non sono stati completamente bambini. rompersi o slogarsi un braccio è, credo, una condizione necessaria per poter affermare di non essere sempre stato grande.
il gesso enorme che faceva pensare a un qualche tipo di armatura da supereroe era il segno del temerario, o dello scemo, o del curioso.
anche io ho avuto un braccio bianco e spesso, ed ovviamente perchè ero scemo.
poi le classiche scritte sopra, col pennarello. le dediche.
ma era andare in giro con il braccio ingessato, la parte migliore. al centro dell'attenzione. oh ma come hai fatto? ed il racconto iniziava, diventando epico pian piano.
far vedere che hey, io l'ho fatto.
gli amici che hey, un mio amico si è rotto un braccio.
le bambine che boh, al tempo non le consideravo.
magari poi il gesso impediva di scrivere. non una goduria, ma almeno qualcosa con cui potersi consolare. perchè era un'impresa riuscire a giocare decentemente alla Playstation.
e poi fuori con il pallone e le corse (niente bicicletta), e la mamma dentro con un bel pacco di apprensione tutto per lei.

mercoledì, ottobre 06, 2010

Ancora poco e passeremo alle carte di debito

per la domanda della vita e la risposta della morte cliccare qui; si ringrazia Onafets.

poi leggete la didascalia di questa foto sul Corriere online.
quando si dice che un giornale è avanti.

martedì, ottobre 05, 2010

Quando le cose vanno male si pensa a come sarebbero andate in caso positivo, ma quando tutto va bene non ci si sofferma mai su un'ipotesi peggiore

"meglio soli che male accompagnati" dice, appunto, "meglio soli" non "meglio solo".
vivere il plurale di questo proverbio e farlo vivere.
siamo soli, noi due, noi tre. noi.
chi ha bisogno di altri?

lunedì, ottobre 04, 2010

Credere di sapere e poi sapere che si sta solamente credendo

mi ricordo il giorno del mio -esimo compleanno. ricordo la sveglia presto per l'università, il latte caldo ed i miei che si alzano con me, per darmi il regalo ed il biglietto. arriva anche il cane, anzi, la cane. ricordo il tragitto in due verso la stazione ed i messaggi sul cellulare. ricordo la pioggia e la mia mancanza di ombrello, ricordo l'umido e la doccia dopo il pranzo freddo. il pomeriggio ordinario, con qualche regalo però.
ricordo la bellezza del ricordarsi che almeno quel giorno è lì per te. beh, è lì anche per tanta altra gente, ma fa sorridere riflettere che in quel momento, in qualsiasi momento di quel giorno puoi pensare: "vaffanculo cazzo, oggi è il mio compleanno!".
ricordo tutto del giorno del mio -esimo compleanno.
ricordo tutto, perchè quel giorno è proprio oggi.

crescere, cos'è crescere?
da piccolo non riuscivo a capire perchè la gente perdesse gli oggetti sempre sui muretti.
in seguito ho scoperto che la gente perde le cose per terra e poi altra gente mette le cose perdute sui muretti, per tenerle meglio in vista agli occhi dei loro possibili ricercatori.
ma questo lo sapete già, immagino.
io però continuo a pensare a cavolate come questa e un po' mi dispiace non avere più così tante convinzioni assurde.
questo, per me, è crescere.
e purtroppo si cresce tutti, nostro malgrado o meno.
comunque ogni cosa a suo tempo, per i prossimi imminenti anni avrò altro da fare.

domenica, ottobre 03, 2010

Il segreto sta nel tenerselo

c'è il rischio che si prendano a cazzotti, ma dividerli non servirebbe. si ritroverebbero da soli.
si può fare una sola cosa, prenderli a cazzotti noi, entrambi.

sabato, ottobre 02, 2010

Quando molti ti credono il migliore, forse è proprio il momento in cui stai peggiorando

comincia a far freddo. niente di meglio dell'acqua calda che scorre addosso, quando si ha freddo. almeno per me. ci vorrebbe il soffitto forellato sopra e sotto, in modo da poter essere costantemente sotto un getto d'acqua semi-bollente senza problemi di allagamento. oppure una vasca-letto, imbottita in ecopelle, dove potersi crogiolare anche nelle notti più gelide. potrebbero però verificarsi delle controindicazioni dovute al troppo tempo passato in immersione. in questo caso basterebbe indossare una muta apposita. una muta-pigiama, ovviamente. impermeabile, ma sensibile alla temperatura dell'acqua ed estremamente comoda e morbida.
obiettivamente, io installerei tranquillamente tutte e due le cose.
devo iniziare a plastificare la stanza.

venerdì, ottobre 01, 2010

Una volta finite le idee, si consiglia un elegante silenzio

quando passa il prossimo autobus? non sa, dice? ah. nemmeno io, che combinazione. infatti l'ho chiesto a lei, lei però non lo sa e...che cosa buffa, non trova? hm. beh comunque io sono Scanner, piacere. lei..? lei è il mio cervello? incredibile. non credo di averla mai incontrata. e se ne va? e dove va? .. scommetto allora che non sa nemmeno quando torna. appunto. perchè non mi lascia il suo numero? magari la chiamo. sa, a volte potrei aver bisogno..come? vacanza? oh. allora se la goda. e mi riporti qualcosa, magari. ecco l'autobus. è il suo? no? beh, allora aspetto il prossimo, così non se ne deve stare qui da solo di notte...cosa? non prende l'autobus? e allora cosa fa qui? mi ci ha portato lei? cioè, me l'ha detto lei di venire qui? non ricordo affatto. sono io che vado via, allora. cavolo...non immaginavo. mi stia bene allora. almeno sa dov'è diretto questo autobus? credevo mi servisse per tornare a casa, ma ero anche convinto di essere venuto qui da solo. lontano? lontano quanto? dove? a le..a letto? e i miei pensieri? e le mie idee? mica le butta via mentre non ci sono? ah, ci si diverte lei? anche le mie paure? ma com'è questa vacanza, cioè, che fa? lo fa tutti i giorni? è che io proprio non ricordo. insomma lei va a sognare adesso...mi mandi una cartolina allora. dunque a presto. come? a domani? ah sì? allora vada per domani.
e mi raccomando, faccia qualche foto.

venerdì risotto:
risotto ai finferli
se penso alla parola finferli mi vengono in mente delle trombe immerse in palline colorate con un suono di campanellini. purtroppo dovrete accontentarvi di infilare dei funghi nel riso e mangiarveli in solitudine pensando a quanto bello sarebbe stato bello poterlo assaggiare in modalità-circo.

se ve lo state chiedendo: no, non sono fatto.