sabato, dicembre 31, 2011

prima trasgressione alle mie regole autoimposte: non ho scritto il post.

venerdì, dicembre 30, 2011

giovedì, dicembre 29, 2011

Non stare, ma tenersi

dunque, innanzitutto il
giovoldì insalata: insalata russa
andate a Mosca e comprate un cesto di lattuga.

con il riflesso blu degli occhi di vetro, intravedo una piccola luce incanalarsi sullo sfondo, diversa. è il cielo che tramonta, l'esordio del nuovo. appare come un inestricabile groviglio di matasse complicate, studiato a fondo per tutta una vita da persone che non hanno voluto che questo, che non si capisse niente. illuso della sua particolare ironia, mi allontano dal buio, sommerso dalle carte scompagnate, distese a far compagnia ai soldati e agli scrittori, buttati a terra come cenere. si scopre lentamente l'espressione placida, accondiscendente del barista: "portali via" mi fa, "portali pure con te". quel che si lascia prendere viene via velocemente e con facilità; la voce è stanca ed ha smesso di dettare.

mercoledì, dicembre 28, 2011

Adesso manca solo il titolo

Paul Kuczynski, mi piacerebbe che lo conosceste. almeno meglio di me, che l'ho scoperto solo due minuti fa.







martedì, dicembre 27, 2011

Mi manchiamo

blu scuro e nero sono colori molto simili. per distinguerli, occorre sovrapporli o affiancarli. il più cupo dei due è ovviamente il nero, l'altro è matematicamente il blu scuro. ma non si può sempre confrontare, non si hanno continuamente entrambi a portata di mano. spesso, molto spesso, occorre sforzare lo sguardo e cercare di capire, oppure, ancor più frequentemente, sperare di aver visto bene e buttarsi, agendo di conseguenza. per quanto siano vicini, la bicromia sarà comunque impossibile.

lunedì, dicembre 26, 2011

Ad ogni costo, ma a quale prezzo?

[...]
"ammiro il loro rimanere fedeli al loro ideale, a ciò in cui credono"
"sono solo stupidi, si fanno ammazzare per la religione. credono in Dio e nella missione che pensano Lui abbia affidato loro, perciò non abbandonano il monastero e si fanno ammazzare. è da folli, da idioti"
"non fa forse lo stesso chi crede nella libertà? non si fa forse ammazzare, nel resistere agli attacchi di chi gliela vuole negare?"
"la libertà non è Dio, la libertà esiste"
"la libertà non esiste, lo sai bene"
"ma è realizzabile, è possibile che gli uomini riescano a crearla"
"così come gli uomini hanno creato Dio?"
"la libertà ci sarebbe, si percepirebbe, se ne avrebbero dei riscontri pratici"
"vai a dire ad un convinto credente che questo non vale per Dio"
"non lo accetterebbe, ovvio, perché è un idiota"
"se credere fermamente in qualcosa è da idioti, allora lo sono anche i sostenitori di un'astratta e generica libertà"
"credere nella libertà è credere un mondo migliore, ed è lottare per farlo nascere"
"e credere in Dio è già saperlo esistente, operante, presente. in questo, ma soltanto in questo, i religiosi sono un pezzo avanti a voi"
ma poiché la simultaneità è molto rara, uno dei due sparò per primo, impedento all'altro di ricambiare. questi stramazzò a terra con un buco poco sopra l'occhio destro, senza più una parola per la sua tesi, una delle due. l'altro si allontanò, vivo, indistinguibile dal morto.

domenica, dicembre 25, 2011

Spegnere, ma per riaccendere

è senza dubbio quell'odore di plastica che aveva il mio Godzilla. lo riconosco, solo quel giocattolo lo emanava, ne era avvolto. era enorme e ruggiva se gli sfioravi la testa, ed era fatto come il mostro originale, quello giapponese.
me lo regalarono anni e anni fa, assieme a due specie di Transformers. erano uno giallo e uno azzurro, ma li cagai ovviamente poco, giusto il tempo di usarli come nemici improvvisati di Godzilla, nell'attesa di arrivare a casa e farlo scontrare con dei veri dinosauri cazzutissimi. e con il coccodrillo gigante.

venerdì, dicembre 23, 2011

Assurdo risentirsi verso necessarie implicazioni

quando guardi avanti e non capisci se, la luce che vedi lassù in alto, sia una stella o una lampada di una casa su una montagna truccata dal buio.

e che ganzo Oleg!

giovedì, dicembre 22, 2011

L'euforia gemella dell'irrealizzabile

viene un po' naturale esclamare "vaffanculo a tutto", lasciare che il corso degli eventi prenda la strada che c'è, senza costruirgliene una nuova. viene un po' naturale anche domandarsi perché non sia la semplicità a regnare, o meglio, perché tra la potenzialità e l'attuazione di un gesto si frapponga sempre una complicazione, un milione di complicazioni. "perché il cibo per la vita di quel bambino deve essere filtrato da una banconota?" "perché non posso risolvere il problema dell'AIDS con un'abbraccio, con un colore?". per forza di cose, e per diverse forze di cose.
quindi dentro in immersione, con la visuale di un elmo medioevale: due fessure sottili, nessun campo laterale. e rumori, rumori forti non tracciabili.
è sufficiente questo dolore, per far scomparire tutti gli altri, se stesso compreso. ma prima di iniziare le centoventi vasche giornaliere, un bel tuffo con tentativo di acrobazia, sognando il tavolo della giuria di fronte a noi.

The isle that there ain’t
Where funk is lullaby
Where a bill is toilet paper
Where being a baby 's to get high

The isle that there ain’t
Where love’s a babies’ toy
Where cities are on big flowers
Where there’s no mum whose name is Lois

The isle that there ain’t
Where every thought’s a dream
Where hands got little fingers
Where growing old breaks your wings

Grown-ups aren’t there
In the isle that there ain’t
Where you get engaged on your first date

Remember today
Learn your part to turn to puppet
Respect the men who're in toilet
Do your homework snotty kid
And your career won’t be on skids

Swim until you got the gills
Be riding high using the keel
Hook jolts for ticking clock
Cap, the alligator is gonna dock

The isle that there ain’t
Where a bill is smelly trash
Where babies are born with kisses
Where growing up is to crash

The isle that there ain’t
Where a breath is a sigh
Where storks still come to visit
And it’s never moment for bye-byes

No time isn’t there
In the isle that there ain’t
Cause if you get aged this is not your place

Remember today
Eat your fillet steak, deckhand
Pretend respect from all your friends
Be a doctor, ultra-rich
And everything’s going properly

Don’t forget
Have a belt for every trousers
What matters is your centimetres
Money…
…no, I want honey

The isle that there ain’t
Where fantasy's in your mind
Cause you can fly only if you’re a child

mercoledì, dicembre 21, 2011

Oxford Circus - Tottenham Hale

martedì, dicembre 20, 2011

Tottenham Court Road - Camden Town

lunedì, dicembre 19, 2011

Queensway - Holborn

domenica, dicembre 18, 2011

Tottenham Hale - Oxford Circus

sabato, dicembre 17, 2011

Quel che importa (non) è (solo) ricordarsene

niente di niente.

e poi, fino a giovedì niente.

venerdì, dicembre 16, 2011

Inusuale, basta, nient'altro

cazzo, sei giovane, non ti resta molto tempo. devi sbrigarti, devi decidere cosa farai da adulto, come ti comporterai, dove andrai a parare. devi iniziare a metterti sotto adesso, spiccciarti, entro domani devi aver tutto finito. domani diventi adulto, ed avrai subito da considerare cosa farai da vecchio, come sarai, dove andrai. devi saperlo, perché altrimenti non puoi fare nulla. sprecheresti tempo.
anche in piena terza età occorrerà che tu pensi, che tu agisca di conseguenza: rimpiangere.

giovedì, dicembre 15, 2011

Eccole, le note trascinate vengono a riprendersi i brividi

ormai è passato quasi un anno, ci conosciamo. so il momento in cui inizierai, il momento in cui mi dirai quello che dici sempre, al determinato minuto, ed al determinato secondo.
non posso che biasimarti una cosa. ogni volta, te ne vai, e mi lasci qui.

mercoledì, dicembre 14, 2011

Poiché non credo all'inferno, dovrò bruciarvi io

tutti si seguono a vicenda, nessuno fa nulla.

mercoldì insalata: insalata di farro
il farro è un ottimo cereale che cresce più o meno in tutto il mondo, l'insalata pure, anche se non è un cereale. iniziate dunque a vagare senza meta e soprattutto a caso, allontanandovi da casa vostra quanto più ritenete necessario. portate con voi una scodella e dell'olio. non appena vi imbattete in una coltivazione di farro o in un orto di insalata, prelevate la quantità di cibo che preferite e mettetela nella scodella. continuate a vagare finché non avete entrambi gli ingredienti, dopodiché conditeli e mangiateli. concludete chiedendo un passaggio.

martedì, dicembre 13, 2011

Poteva andare peggio: poteva andare

è tutto qui, nel nostro nuovo ***. foto, giochi, esercizi, insegnamenti, libri, giornali, tutto, come abbiamo detto. *** è comodo, *** è nuovo e aggiornatissimo.

*** è triste, e basta.

lunedì, dicembre 12, 2011

domenica, dicembre 11, 2011

Si fa per non fare

mentre si grattava la testa con una mano, guardava l'altra provando a trovarvi qualcosa di interessante. le vene in rilievo, le ossa un po' sporgenti, il colore giallo. qualche pelo sulle dita, le unghie praticamente inesistenti. con un crescendo di attenzione, iniziò a scrutarla meglio, ad apprezzarne tutti i particolari nascosti e mai osservati. i nei, i minuscoli tagli, le piccole cicatrici rimaste dall'infanzia. la guardava e la riguardava, quella mano, mentre la gemella continuava a rodere la nuca, ad infilarsi nel cuoio capelluto e a grattare via il prurito che non si accorgeva di non sentire più. un unico dettaglio lo disturbava: il sangue. le estremità delle falangi erano tutte rosse, di rosso vivo, di freschi globuli rossi.
andò a lavarsi, facendo scorrere forte l'acqua sopra la pelle impiastrata, aspettando di veder scivolare via da sé tutto il colore che copriva il debole rosa dei polpastrelli. una volta pulito, avvertì di nuovo il solletico alla testa, che gli fece correre la mano appena lavata dove prima era l'altra la quale, sovrappensiero, si era allontanata. mentre sentiva il prurito affievolirsi ancora, posò lo sguardo sulle altre dita, sul loro colore e su tutto il resto, nuovamente interessato e incuriosito. infilando le unghie nella pelle del capo, sempre più vicino all'osso, dopo qualche minuto si accorse che anche quella mano, così nuova ed apparentemente inesplorata, era inspiegabilmente insanguinata.

sabato, dicembre 10, 2011

Portare su per far vedere, ma non troppo per far sorvolare

stasera loro, voi non vi cago neanche di striscio.


visto il giorno in più, voto sei e mezzo.


update: ah, e anche loro.


venerdì, dicembre 09, 2011

Un milione di copie vendute, un originale invenduto

con lo sguardo al cielo, sembra di muoversi e ruotare attorno ad un asse verticale. ci spostiamo o non ci spostiamo, siamo fermi o no.


una bella bomba e tutti morti, sì. io sono contro la violenza, che sia chiaro, ma quando ci vuole ci vuole, che sia chiaro anche questo. morirebbero degli innocenti? no, chiunque sia dentro al Parlamento ha un minimo di responsabilità, senza contare il fatto che più della metà è costituita da mentecatti. e poi la manovra ce la facciamo noi, decidiamo noi. oddio, ora che ci penso, ci vorrebbero più bombe. anche negli altri paesi non c'è certo gente migliore. quali altri paesi? in generale. la bomba è in generale, un po' per tutti. potremmo anche approfittarne per risolvere i problemi del Terzo e Quarto Mondo. bombe anche lì e niente più pensieri. chi si prende la responsabilità? io me la prendo, me la prendo io.
con le bombe si risolverebbero un sacco di problemi, ma il momento è critico e drammatico, la priorità ai politici. e si badi bene, questa non è propaganda né populismo, ma un sentimento di rivolta verso il sistema, verso il continuo calpestamento dei diritti dei cittadini. degli Italiani.
quando metteranno le loro mani avide dentro le tasche degli Italiani, ci troveranno le bombe, sempre. non mi si dica che non sono propositivo, io ho detto la mia, avanti il prossimo, voglio vedere se ha in mente un'alternativa migliore. il dialogo? il dialogo è superato, serve solo per parlare dietro. la protesta? le elezioni? lo studio accurato dei particolari? inefficaci, l'abbiamo visto. bomba, ci vuole una bomba.
non la sto facendo facile, non ci vuol niente. buttare e scappare. scappare, lasciarsi tutto dietro alle spalle. scappare. dai problemi, dalla catastrofe. scappare lontano ed attendere che il fumo si diradi, che tutto ritorni tranquillo, senza pensarci su. scappare. è impossibile sbagliare, loro ce l'hanno insegnato così bene.

e adesso basta stronzate, aiutatemi a spegnere il fuoco.

giovedì, dicembre 08, 2011

Chi ha, chi ottiene, chi guadagna, chi non ha

non c'è l'atmosfera, non c'è assolutamente l'atmosfera. qualcuno che parla nella stanza accanto, l'orologio che perde tempo a fare il suo rumore, la tranquillità anonima di questo singolo momento. inadeguato davanti alla tastiera, aspetto che venga da sé.
non c'è musica, né nient'altro, niente che si sposi con l'umore, niente che lo guidi. fisso sugli strumenti, semplicissimi insiemi per infinite soluzioni. qualcosa che diventi interessante, che tenga incollati alla scheda. però viene un po' di emozione, quando le righe si riempiono senza che dentro ci sia nulla.

aspettare una frazione di secondo, fermi senza cercare
aspettare aspettare
è iniziato il jam.

mercoledì, dicembre 07, 2011

Vitale, e mortale, distrazione

"[...]" cit.

mercoldì insalata: insalata di polpo
togliete il pollo dalla ricetta della settimana scorsa e infilateci, con veemenza, un polpo. va bene anche il Dr. Octopus.

martedì, dicembre 06, 2011

lunedì, dicembre 05, 2011

Ear Bear Dear Fear Gear Hear Mear Near Pear Rear Sear Tear Wear Year

è più difficile essere ironici se si è dei pervertiti, dei criminali, o semplicemente se si hanno attitudini diverse dalla maggior parte delle persone. mi spiego, non puoi esordire con "ero in una casa a rubare, stavo cercando di far silenzio quando sento che mi scappa una peta..." oppure "ero su un sito di transessuali quando mi imbatto in questo video dove c'è un uomo vestito da carciofo..." o ancora "ero lì che mi mangiavo le unghie dei piedi quando me ne va una di traverso ed inizio a dibattermi come uno scemo...". la società è malvagia.

domenica, dicembre 04, 2011

Senza troppa convinzione

mi scuso per la scomparsa delle varie colonne con le liste di ricette, di "amici miei che ci hanno anche loro il blog" e quant'altro. confido in una loro reintegrazione con un nuovo aggiornamente delle impostazioni di questo design da parte di Blogger.
per chi volesse e non sa, gli amici miei che ci hanno anche loro il blog sono Ometeotl, Ser Garfioldo, Johann Faust, Eva Bì (che scopro adesso non averlo più), Puja (che scopro adesso vedi prima), Pepe e ElizabethVane.
plipplà.

update: il malefico design non c'è più, beccatevi le spighe di grano.

sabato, dicembre 03, 2011

Le occasioni, plurale

il cappuccio del maglione se ne sta rovesciato all'ingiù sulla sedia. con i contorni bianchi e l'interno blu scuro, sembra il volto di Scream.

gli uomini non sono eterni, sai che novità. guardano all'insù verso pietre che sono sopravvissute ai loro nonni, ai rami che li vedranno morire. credono sia ammirazione.
è invidia.

venerdì, dicembre 02, 2011

giovedì, dicembre 01, 2011

Perpetual check

parlano tutti come se fino a poco tempo fa, non ci fossero stati loro al governo. e io gli credo, credo nelle loro parole e nelle loro nobili intenzioni. le avevano anche prima, nel loro profondo, mentre guidavano il Paese e facevano tutt'altro. dev'essere ansia da prestazione.

mercoledì, novembre 30, 2011

Vivere di selezione

con il cellulare in una mano e la sveglia nell'altra, l'occhio destro sull'indicatore di carica del portatile ed il sinistro su quello della stufa al kerosene, un orecchio teso nella direzione della lavastoviglie e l'altro verso l'asciugatrice, mi chiedo da dove venga questo cazzo di "bip".

e adesso via alla nuova rubrica per palati non troppo schizzinosi!
mercoldì insalata (non è un errore, ho proprio voluto scrivere "mercoldì"): insalata di pollo
lavate bene il pollo e scuotetelo nel lavello per togliergli l'acqua di dosso. sbucciatelo bene e, una volta deposto nel piatto, conditelo con olio e sale. infine guarnite con pomodorini ed aspettate che smetta di dibattersi.




martedì, novembre 29, 2011

E' sparito tutto, ma c'è ancora qualcosa

non saprei dire, non mi vengono le parole, non so come descriverlo, non so come spiegarvelo. nemmeno con un disegno, con un suono, con qualcosa di trasmissibile. il piccolo dizionario si restringe, la bocca prova a emettere un suono sensato senza successo. è..no so.
le cose belle ed improvvise portano la desolazione, il deserto espressivo, almeno nell'immediato. e le banalità, in tutta questa sabbia, ci sguazzano.

lunedì, novembre 28, 2011

Sembrare, non apparire, ma nemmeno essere

anche oggi scendo, ma spazzo solo le foglie. anche oggi, solo quelle. tolgo il grosso, come si dice. la polvere la porterà via il vento, sparirà a forza di camminarci sopra, verrà lavata dalla pioggia.
chi si affaccerà, chi entrerà, chi passerà di lì, penserà a quanto è pulito quel valino. a me non è che interessi più di tanto, ma con poco sforzo faccio bella figura e tutti sono contenti.
solo chi ci striscia vede quant'è sudicio.

sabato, novembre 26, 2011

Antiquato innovatore

gli passo accanto e sorrido: tiene il pezzo di cartone al contrario. "emaf oh". mi soffermo sul suo abbigliamento, apparentemente normale, e sul cucciolo accoccolato davanti a lui. sta tremando.
già visto, già visti a decine così.
ho un cazzo di Euro sfuso nel portafogli, potrei darglielo. ma ormai sono lontano. poco dopo ci fermiamo e penso che potrei prendergli qualcosa da mangiare. no, gli rovinerei l'alibi.
passiamo di nuovo di lì: ha capovolto il cartello. andiamo oltre anche stavolta, avviandoci alla macchina. giovane, corporatura nella media, al massimo delle sue possibilità. uno storpio o un anziano avrebbero molta più difficoltà a cercarsi un lavoro. mi è sembrato così sincero..
non devo pensarci, stiamo andando via. mi passerà di mente.
e infatti me ne sono dimenticato.

venerdì, novembre 25, 2011

750

sciopero delgi inutili, la strada si riempie, folla per le vie. si è fermato tutto, ma non si è fermato il mondo. pur essendo tutti immobili, non è cambiato niente, va avanti lo stesso.

giovedì, novembre 24, 2011

Salvare gli animali dalle bestie

ha appena parlato un uomo, ed ha detto delle grandi parole. di centinaia che hanno aperto bocca, lui mi ha preso le orecchie dall'inizio alla fine. nessuna frase sprecata, sono felice di averlo sentito, triste per quello che mi ha raccontato.
non so come si chiami, non mi ricordo il nome. era un uomo, questo basta.

giovedì frittata: frittata di sole uova
concedetemi un momento, ed una lacrima. anche questa rubrica mangereccia è giunta al termine e, ad esser sincero, credo che non sia mai riuscita a raggiungere completamente la bellezza e la gustosità della sua antenata per risottiere. nasceva il 25 novembre 2010, forte di un mio convincimento: nella frittata sono buone anche le ciabatte. oggi dunque la lascio un po' a malincuore, ma allo stesso tempo sollevato, perché certo del fatto che la frittatiera che è in voi non smetterà mai di pulsare.
ringrazio nuovamente tutti gli ispiratori delle ricette e soprattutto mi scuso con tutte le galline la cui potenziale prole è andata sacrificata ogni maledetto giovedì. sarebbero stati dei magnifici pulcini.
ma adesso basta, il cambiamento si autoimpone ed io ho una chiusura in grande stile da fare, quindi mani in alto e...ai fornelli!
come non avrete sicuramente notato, il nome della frittata è lo stesso della prima. la differenza è che adesso non siete più dei principianti, ma degli esperti e rinomati omelette-makers, dunque stavolta la ricetta sarà di livello epic extreme. noleggiate una carovana di elefanti ed armateli con corazze e personale da guerra, chiedete l'anticipo ed il temporaneo trasferimento dei carnevali di Rio, Viareggio e Venezia, assoldate dieci piloti con altrettanti aerei acrobatici e riesumate Godzilla. fatevi strada fino in Piazza San Pietro a Roma con il vostro nutrito esercito di pachidermi e date inizio alle sfilate dei carri ed allo spettacolo volante. a questo punto portatevi al centro della piazza e chiamate Godzilla, che avrete precedentemente addestrato non solo a venire da voi in seguito al vostro fischio più rapidamente delle moto dei Biker Mice, ma anche e soprattutto a fare uova a comando. attendete dunque l'ingrediente primo con la vostra fedele padella ed il vostro fornellino da campo già acceso. rompete le uova ed iniziate tranquillamente e sapientemente a cuocerle, comunicando a reti unificate che darete l'ordine di sgomberare tutto solo a patto che il Papa in persona scenda ad assaggiare un pezzetto della vostra prelibatezza. gli ingredienti a casaccio e l'improvvisazione sono comunque banditi.
questa frittata, al contrario dell'ultimo risotto, va ovviamente cucinata uno per volta (ovviamente perché di Godzilla ce n'è uno solo).

mercoledì, novembre 23, 2011

La forza va sempre scemando

"torna qui", e lui tornava. "dove vai, non andartene, torna qui". e lui tornava. sempre e senza allontanarsi troppo. quando usciva si sentiva forte e libero, si rendeva conto della sua soggezione, e decideva che avrebbe ripreso se stesso, non appena fosse tornato. ma non vedeva il controsenso e rimaneva prigioniero, tra la dipendenza leggera e la dipendenza assoluta.
l'astinenza non esisteva, non ne aveva bisogno. sapeva che lui sarebbe apparso, da solo, senza accorgersene.
ogni tanto si rendeva conto, prendeva coscienza e si infuriava, si malediceva. cercava di sfogarsi tirando pugni alle pareti, ma quelle erano beffardamente troppo lontane, finché rimaneva come seduto e legato, prigioniero. a volte pensava di aver risolto tutto, per settimane. credeva di aver ripreso la vita, mentre invece era ancora lì, ad alimentare la sua stessa decomposizione.

martedì, novembre 22, 2011

Sogni, progetti o aspirazioni?

si è fermato, un il. otto cinquecentrotré ventisette otto, di nuovo. se non si capisce, è che voi non si capisce non. cioè: tutti. guardando più di prima dei sette o otto, dicevo. che fare? piccoli piccoli, aspettano per forse cosa quando delle degli verso dove non si sa. Pesaro.

lunedì, novembre 21, 2011

Hermeto Pascoal

mi avvicino verso l'armadio e lo guardo perplesso. dovevo fare qualcosa. apro l'anta, guardo dentro, ma niente, non mi viene in mente nulla. richiudo e mi allontano, mentre esco dalla camera vedo il letto sfatto. ah ecco, stavo per entrarci quando mi sono accorto che non avevo preso il cuscino. ritorno dov'ero e cerco con occhio attento, ma non lo trovo, il cuscino non c'è. mi volto e lo trovo lì, al suo posto, un po' sotto le coperte e un po' fuori. dunque mi sono appena svegliato. eppure non mi sembra. fuori è buio, dev'essere notte. mi fermo un attimo a pensare, ma non riesco a ricordare. rimango in piedi per un po', infreddolito e in mutande.

domenica, novembre 20, 2011

Avere la forza di domandare

vado a momenti: momenti in cui vado a momenti e momenti in cui vado normale.

sabato, novembre 19, 2011

La morte che non commuove

entrare nel traffico, l'ultimo e l'unico degli obbiettivi. la scia di auto che già si muovono dal mattino presto, i camion lenti ed enormi che bloccano la strada, i pezzi di merda immobili e gli egoisti che nemmeno si fermano per farti entrare. nessuno si ferma, devi aspettare. il traffico non ti vuole, e non vuole nemmeno tutti quelli che già ci sono dentro, perché sì, lo tengono in vita, ma invadono e distruggono tutte le strade.
guarda bene, si è aperto un piccolo spazio, un buco dove infilarsi. rischierai un incidente, ma non puoi permetterti di aspettare fino alla prossima, dubbia, occasione. adesso, ora, vai.

venerdì, novembre 18, 2011

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era un sacco di tempo che volevo rifarlo.


vergiodì frittata: frittata in ritardo
dilungatevi in qualsiasi azione facciate per tutta la giornata. una volta arrivata l'ora di cena, procrastinate la preparazione delle vostre uova in padella. raggiunta la soglia massima di ritardo, correte ai fornelli e cuocete la frittata frettolosamente, per guadagnare tempo. senza mangiarla, infilatevi a letto perché si sarà fatto sicuramente tardi.

giovedì, novembre 17, 2011

Jon Snow Stark è tornato ad essere Ser Garfioldo

varie, così.
-Le Storie - Diario Italiano, a mio parere uno dei più interessanti ed intelligenti programmi che possiamo vantare. è costretto ad un orario assurdo (12.45), con un tempo massimo a disposizione di 25 minuti. succede di peggio, certo, ma succede anche questo.
-scopro adesso che esiste un maratoneta keniota di nome Evans Rutto.
-io avrei nominato Mario Tozzi Ministro dell'Ambiente (grazie a Decanter per lo spunto);
-il Corso di Cazzotti del Dottor Johnson.
pipù.

mercoledì, novembre 16, 2011

Autocondanne

conosco un uomo a cui puzzavano tremendamente i piedi. lui, poverino, non se ne faceva una ragione, li lavava e rilavava, ma niente. strusciava sotto fino a perdere la pelle, a non riuscire a camminare. col tempo il tanfo aumentava ed allontanava le persone, nessuno gli stava più accanto, nessuno stava mai nella sua stanza ad eccezione del dottore che, a debita distanza, gli diceva che il suo era solo un problema di igiene. quindi tornava sotto la doccia, infilava i piedi in ogni lavandino non appena ne aveva l'occasione, si cambiava i calzini continuamente. si grattava dal tallone alla punta, avanti e indietro, senza risultato. invano, provava con ogni tipo di spugna, massacrandosi le piante con ogni tipo di prodotto, a volte anche camminando sulla brace ardente.
abbattutto, stressato e soprattutto solo, in preda ad uno scatto d'ira decise di tagliarsi entrambi i piedi, per risolvere così il suo problema e tornare ad una vita normale. se li amputò con una mannaia da macellaio, in due rapidi e precisi colpi secchi. coperto di sangue, mentre piangeva per il dolore ed allo stesso stempo gridava dalla felicità, afferrò i suoi pezzi ormai mancanti e se li portò al naso annusandoli, per sentire un'ultima volta l'odore tremendo che gli aveva rovinato la vita. e si accorse che erano le unghie.

martedì, novembre 15, 2011

Il multitasking ci ha dissipati

ecco un altro post per la serie "non sembra, ma non sono completamente fuori dal mondo".
non so se lo sapete, ma Lou Reed e i Metallica hanno pubblicato un album in collaborazione. ora, la mia cultura musicale (che già in generale è parecchio poco invidiabile) sui due artisti in particolare si riduce ai pochi classici radiofonici, quindi non posso dirmi né un loro sperticato fan né un loro acerrimo detrattore. meglio così, diciamo che la mia posizione è sostanzialmente neutrale.
domenica 13 settembre, i cinque musicisti sono approdati a Che Tempo Che Fa su RaiTre, ed hanno fatto questo (1.16-5.55). nonostante il video si commenti da solo, sento l'esigenza di spendere due parole. esatto, due parole, per iniziare: che-schifo. poi tre: oh-mio-Dio. e ancora due: che-schifo.
Lou Reed, in una forma allucinante, apparentemente concentratissimo a suonare fin quando la regia non ha inquadrato il gobbo. stava leggendo il testo. i Metallica incazzatissimi, gasati quanto basta per sembrare una triste band emergente durante l'ennesimo concerto dentro al solito bar ad Inculoailupi, l'unico con ancora il coraggio di ospitarla. ma ancora Lou, perché era lui il vero scandalo, il trash di punta che tirava via l'audience dalla poltrona, prendendola per mano e portandola dritta al gabinetto. tralasciando la sua incredibile somiglianza con il robot vecchio di se stesso, può ad oggi vantare di una voce completamente spenta, un'estensione da annunciatore automatico di Trenitalia, un carisma trascinante (vedi sopra dove) ed una dialettica ineccepibile (cito l'utente LinkinPeppo: "Lou Reed: 'Il Rock N Roll è divertimento' non vorrei dire, ma tutto sembra tranne che si stia divertendo :D").
in generale, uno scempio. canzone tutta uguale, pallosa e tutta uguale. e pallosa. scenario indescrivibile, coronato dagli applausi dei nostalgici e fedelissimi che, buon per loro, riescono ad apprezzare certa roba.

lunedì, novembre 14, 2011

Abituato non è resistente

Tumblr è un mondo a me parecchio oscuro: conitnui repost di immagini, citazioni, testi, in modo più o meno frenetico. mi sono sempre chiesto come cacchio facciano gli utenti più affermati a non avere scatti di intolleranza. appunto. una volta anch'io avevo un Tumblr, (eccolo) ma è morto da più di un anno ormai.
comunque, bando alle cianciarance, io ho una cosa per voi: questa. vedete voi cosa farci, quanto starci e soprattutto quanto intripparvici.
(grazie Onafets)

domenica, novembre 13, 2011

Irrefrenabili quantificazioni

sgozzo distruggo
picchio brucio
urlo spacco
mordo impreco
insulto mitraglio
lancio ammazzo.
rispondi, cazzo.

sabato, novembre 12, 2011

venerdì, novembre 11, 2011

Un titolo che non doveva essere questo

discutevano tutti. affollavano l'aria di parole e discorsi sulle loro impressioni che, già grosse com'erano, riempivano la stanza. si scambiavano opinioni e mi dicevano "ma come, pensi veramente questo?" quando io esprimevo la mia. allora partivano, ognuno ad argomentare la sua tesi, prima di ricominciare a darsi addosso l'un l'altro. mi hanno spiegato per tutta la sera, si sono scannati ed hanno distrutto anche le mie poche certezze, tentando di portarmi ciascuno dalla sua parte. durante la discussione, ho preso atto delle mie mancanze culturali e mi sono ripromesso di approfondire le mie conoscenze, già con in testa nuove idee, già d'accordo con varie frasi appena ascoltate. poi siamo usciti, ci siamo salutati ed io mi sono infilato nel letto, confuso. non ricordavo chi avesse detto cosa, né cosa avesse detto chi. troppo, veramente troppo affollamento. e fregandomene un po', anche per questa volta, sono ritornato alla mie convinzioni.

giovedì, novembre 10, 2011

Queste interessanti, trafficatissime vie di mezzo

hai fatto uno sbaglio, coglione. hai detto una puttanata e ti hanno beccato, il Web ti ha smascherato. ti sei inventato la cazzata di sana pianta, per il gusto di andare controcorrente e fare la figura di quello che la sa lunga. invece hai fatto la figura dell'idiota. hai linkato un video inesistente, per inverare la tua tesi. stupito, stolto, dovevi linkare un articolo, uno qualsiasi in lingua straniera. nessuno sarebbe andato a controllare, troppo lungo da leggere, da tradurre e capire. i video li guardano tutti.

flash: Casini ha appena detto "aprire la televisione" (anziché "accendere").

giovedì frittata: frittata di mortadella
rompete un uovo in testa a Prodi.

mercoledì, novembre 09, 2011

Circoscrivere, specificare, contestualizzare

l'obbiettivo è dare al mondo un contributo, regalare qualcosa ad indicare il passaggio. è un gigantesco book crossing. ognuno lascia ciò che vuole, ognuno prende ciò che vuole, senza nessuna regola precisa. spesso nessuno lascia il suo libro preferito, spesso nessuno lascia qualcosa. non tutti lo sanno, tutti possono. chiunque dovrebbe, nel suo miglior modo possibile.

martedì, novembre 08, 2011

Fermate i fermi


la meraviglia. direttamente da quel periodo inaccessibile, irripetibile, e da quelle teste dal contenuto indecifrabile. popfunkavanguardiachecacchioneso, questo album mi trascina in ascolti che vorrei fossero infiniti. le semplicità ed il genio, quello che basta per la storia.
nessun riferimento al film, ma This Must Be The Place su tutte.

Home is where I want to be
Pick me up and turn me round
I feel numb - burn with a weak heart
(so I) guess I must be having fun
The less we say about it the better
Make it up as we go along
Feet on the ground
Head in the sky
It’s ok I know nothing’s wrong nothing

Hi yo I got plenty of time
Hi yo you got light in your eyes
And you’re standing here beside me
I love the passing of time
Never for money
Always for love
Cover up + say goodnight say goodnight

Home - is where I want to be
But I guess I’m already there
I come home - -she lifted up her wings
Guess that this must be the place
I can’t tell one from another
Did I find you, or you find me?
There was a time before we were born
If someone asks, this where I’ll be where I’ll be

Hi yo we drift in and out
Hi yo sing into my mouth
Out of all tose kinds of people
You got a face with a view
I’m just an animal looking for a home
Share the same space for a minute or two
And you love me till my heart stops
Love me till I’m dead
Eyes that light up, eyes look through you
Cover up the blank spots
Hit me on the head ah
ooh

lunedì, novembre 07, 2011

Buone ragioni per cattivi propositi

perfettamente immerse nella valle gigantesca, le case. il rilievo intorno a intrappolarla, io sulla cima più alta a guardare questo lento e immobile acchiappino. è il resto che non sembra così positivamente particolare. gli alberi sono distribuiti male, come del resto il grigio a macchie forti. la curvatura delle montagne è tutta ondulata e irregolare, senza sbilanciarsi troppo né verso la curva né verso il precipizio. e poi c'è questo cielo grigio a sovrastare la terra. è reale, la mia vista non sbaglia, è tutto esattamente come lo vedo. è il paesaggio ad essere sbagliato, qualcuno deve averlo disegnato male.

domenica, novembre 06, 2011

Accade solo ciò che può farlo

per tornare a casa, di notte, devo attraversare un incrocio. c'è un semaforo a controllarlo, ma quando ci si avvicina alla mezzanotte viene spento e lasciato lampeggiare, di arancione, in mezzo al quartiere deserto. una delle due strade che intersecano quella principale, rimane nascosta da un edificio abbandonato. me la trovo sempre sulla destra, invisibile e paziente che mi aspetta. al momento di passarle accanto, penso sempre alla stessa cosa: un'auto potrebbe comparire all'improvviso e schiantarsi sulla mia fiancata. quindi rallento, faccio segno con gli abbaglianti e aspetto. e sopravvivo, ogni volta.

sabato, novembre 05, 2011

730

spostò il mondo per vedere meglio, e dietro ci trovò quello che non cercava. la polvere dei meteoriti presenti e futuri, i miliardi di attrazioni gravitazionali e le lampadine accese sui soffitti tutt'intorno, i numeri di giocoleria dei pianeti. anche quell'universo, dopotutto, sembrava aver trovato una sua armonia. richiuse le dimensioni e conobbe l'immediatamente lontano, per farvi il nulla ed allargarvi l'infinito.

venerdì, novembre 04, 2011

"Prima pagare, poi Gino" - Andrea Pazienza

l'occhio si apre e vede le rocce. sulla destra di una lunga strada grigia e sottile, una schiera infinita di palazzine ocra e marroncine, sulla sinistra, appunto, le rocce. fa un caldo tremendo e scappa da pisciare, ma c'è troppa gente affacciata ai balconi e non ci si può mettere a farla lì, in silenzio. l'occhio si chiude.
l'occhio si apre e vede l'ingresso di un garage. è quello della vecchia casa, adesso abitata da nuovi inquilini mai conosciuti. ci si riunisce appena sotto il pavimento, dove è stato scavato, come la nuova legge vuole, un seminterrato che sembra più una grotta. in fondo allo spazio buio c'è qualcosa o qualcuno, non si capisce. l'occhio si chiude ancora.

giovedì, novembre 03, 2011

Il detto meritato immeritato

stanotte probabilmente pioverà. mentre le gocce mitragliano i legni orizzontali delle persiane, mi addormento che è una meraviglia. non conosco nient'altro di simile, non so fare un paragone o una metafora per spiegare bene cosa provi. un senso di sicurezza, tranquillità, calore, sollievo, fuga.
si fantastica da Dio, con la pioggia in sottofondo. si spegne la musica e si ascolta, iniziando a scrivere e sperando che non smetta. si chiudono gli occhi e si chiude la bocca, per assaporare e rapire ogni prezioso istante di intemperie.
allo stesso tempo si dimentica il vero diluvio, lo scroscio d'acqua che assedia le strade, i letti dei fiumi e i letti di chi non ne ha. mentre iniziamo spensieratamente a perdere conoscenza, altri fuggono ed urlano contro l'acquazzone che ci culla, nel nostro quotidiano ed inconsapevole egoismo.

giovedì frittata: frittata di porri e patate
disponete, sulle uova in cottura dentro la padella, i porri in posizione verticale, crudi. ponetevi ad una distanza di circa un metro dai fornelli e, con il sacco delle patate di fianco, usate i tuberi per bersagliare le verdure. una volta abbattuti tutti i porri, quello che è rimasto in padella, a cottura ultimata, è la vostra frittata.
appunti. mangiate informati: leggete qui e state attenti a non cucinare, al posto del porro, una bandiera del Galles (li distinguete per il fatto che la seconda ha bisogno di un'asta per stare dritta).

mercoledì, novembre 02, 2011

martedì, novembre 01, 2011

Se sei rilassato, o hai fatto male i calcoli, o non ne hai fatti

il primo cestello ad essere messo a posto aspetterà un sacco di tempo prima di essere ripreso. dovrà aspettare tutti quelli sopra di lui, primo fra tutti l'ultimo della pila.
piuttosto ovvio, ma non è detto che si parli di cestelli.

lunedì, ottobre 31, 2011

Ottimizzare per guadagnare, e perdere molto

ci hai mai pensato? potresti morire. anche adesso, certo. chessò, scendi le scale e metti male un piede, rotoli giù senza farti nulla ma poi ti esplode la testa, così, senza motivo né preavviso. brutto eh. al che toccherebbe ovviamente agli altri ricordarti, perché dopo morto è molto difficile tenere a mente le cose. innanzitutto servirebbe loro una bella foto, una foto scattata discretamente, che ti ritragga in modo chiaro. ed è qui che sta il dramma. qualunque foto potrebbe essere quella foto, qualunque. di quella festa in cui ti eri strafatto, di quella volta che ti hanno sorpreso mentre combattevi contro la diarrea, quella foto fatta volutamente con la faccia da coglione serioso, per ridere. e finirà sul giornale, sui profili Facebook dei tuoi amici, sulla tua tomba. peggio ancora se, prima di morire, eri un personaggio famoso. nessuno ti risparmierà e utilizzerà immagini che se tu le avessi viste avresti detto: "ma che merda hai messo?". dunque vedi di non morire.

domenica, ottobre 30, 2011

"Eargasm" - SeriouslyRandom20

trovato sasso per la strada, preso in mano. tirato con forza, distrattamente, verso direzione casuale. non notato il cassonetto immediatamente vicino, proprio sulla sinistra. spaventato dal rumore dello scontro vicino, fuggito lontano.
quando la bomba cade sui piedi si spaventa anche il generale.

visto this must be the place, voto sette e mezzo.

sabato, ottobre 29, 2011

Non cambiano le abitudini, ma le strategie

ora come ora mi vengono in mente solo titoli. e il titolo l'ho già scritto. non posso fare un post di titoli, il titolo è uno, al massimo un sottotitolo. al massimo un sott'aceto, un sott'olio, un sottobanco.

venerdì, ottobre 28, 2011

scorda il nichel bronzato, svita il ponte mobile e spacca la Stratocaster nel muro.

giovedì, ottobre 27, 2011

Sentire diverso dall'ascoltare diverso dal sentire

ha ucciso un uomo, nel nome del suo ideale. ha ucciso un uomo, nel nome della sua religione. ha ucciso un uomo, nel nome dei suoi avi. ha ucciso un uomo, nel nome del suo governo.
mentre tutti si ammazzavano, lui banalmente ha ucciso un pollo, nel nome della sua fame.

giovedì frittata: frittata di frittata di frittata
mettete delle uova in padella ed aggiungete Christopher Nolan. consiglio: con l'intero staff di Inception potrete "andare più a fondo" ed avere così una frittata migliore.

Chi veramente rompe, mai veramente paga

sei al tuo massimo e fai dischi fenomenali, sfiori il capolavoro. ma nessuno ti conosce né ti nota, mentre ti fai il culo a scrivere pezzi che ascolteranno poche decine di persone. nel frattempo però speri, speri che prima o poi qualcuno se ne accorga, qualcuno ti noti e ti porti con sé fuori dall'anonimato. e finalmente eccolo, ma dopo troppo tempo. sono passati un sacco di anni e la tua musica non è più la stessa, la verve non è più la stessa. eppure ci credi ancora, perché quel momento è finalmente arrivato. lui ti vedrà e ti sentirà, con i tuoi nuovi, scadenti, brani di fine carriera. ti dirà "fai cagare", e se ne andrà via.

martedì, ottobre 25, 2011

Sazietà contro permanenza

e l'uomo guarda il pesce
incantato
incredulo perché
sa che dietro al perfetto meccanismo,
seppur meccanismo,
delle sue pinne,
non c'è neanche
un circuito.

lunedì, ottobre 24, 2011

Quel triste vano volere

a letto presto, stasera. tutti.

domenica, ottobre 23, 2011

Grande saluto a chi non ha avuto il tempo di salutare per primo

da oggi gli uomini li mettiamo nelle scatole, c'è così poco dentro che si ripiegano molto facilmente. trasportabilissimi, il loro traffico è veloce e passa inosservato. anche più di uno alla volta, dipende dai tipi. la testa si appiattisce come un tovagliolo, il torace si schiaccia come una bottiglia di plastica vuota. nessun contenuto, nessun problema. li metti dove vuoi, dove loro pensano di voler essere messi. è un meccanismo molto elementare: te vuoi entrare nella scatola, io ti aiuto ma ad una condizione.
lo chiedono di loro spontanea volontà, e sono molti. adesso, la produzione di scatole è un business superiore a quello funebre e a quello sanitario.
poi ci sono quei pochi, trascurabili di numero ma non di fatto, che per farli entrare nella scatola occorre aspettare, perché sono inconvincibili, e poi bruciarli.

sabato, ottobre 22, 2011

Everybody repost

questo splendido autunno.
ogni cinquanta foglie, un sacchetto di plastica, a controllare che non scappino. se le foglie volano, vanno loro dietro. le guardano morire sotto la pioggia, decomporsi diventando pappa gialla. ne guardano a migliaia, di decine di autunni.

venerdì, ottobre 21, 2011

Prima di trovarsi d'accordo, trovarsi e basta

è successo un mondo, per caso. era tutto fermo e poi bum, eccolo. nessuno se ne fa una ragione, perché dopotutto bum non è quel granché, non può essere che sia lui il responsabile. tre lettere, impossibile. deve essere stato almeno un bumbarabumbumbabum.

giovedì, ottobre 20, 2011

Talenti utili al peggio

colazione, contenitore dei cereali appena riempito. il cucchiaio sta per abbattersi su di voi, chi saranno i primi?
eccolo, ci piomba addosso con forza, si apre un varco nella nostra debole resistenza. torna in superficie e raccoglie, nessuno può dirsi al sicuro. quelli a metà scatola pensavano di essere salvi, almeno per i primi giorni, e invece guarda Johnny, ad esempio, che è appena stato portato via. finiscono nel latte caldo che li ammorbidisce e li decompone lentamente, se sono fortunati: a volte la scatola si apre all'improvviso e una mano ne rapisce qualcuno; ognuno di essi viene sgranocchiato vivo. Paul, poveretto, aveva appena iniziato una relazione a distanza con Jane, che stava sul fondo. il cucchiaio lo ha spinto in basso per portarsi via il suo vicino e così, grazie al loro calore e soprattutto alla glassa, si sono appiccicati insieme. hanno vissuto insieme finché la confezione non è arrivata alla fine, poi sono stati lanciati al cane. i più fortunati sono stati dimenticati o aggiunti, perché pochi, ai nuovi arrivati, sopravvivendo così per mesi. ma rimanere in vita a lungo ha il suo prezzo. colpo dopo colpo, oltre a perdere gli affetti, perdi anche il fisico, ti disintegri piano piano. diventi polvere senza accorgertene.
ma io tanto sono la sorpresina e quindi non me ne fotte un cazzo.

giovedì frittata: frittata di insalata
andate in una casa di campagna provvista di orto e pollaio. trasferite il pollaio sopra l'orto e date foco a tutto.

mercoledì, ottobre 19, 2011

Il nome è un'ottima esca

guardate che belle queste immagini qui sotto. a volte l'uomo sa anche far fronte ai casini che combina.









































































scricchiola tutto, l'armadio per primo. mi volto e lo trovo fermo, zitto. nell'orecchio sinistro si insinua un rumore simile, ma più leggero: è il comodino. subito lo guardo voltando la testa ma quello, immobile e marrone, se ne sta lì a sovrastare il tappeto ai piedi del letto.
è un'imboscata, me lo sento.

martedì, ottobre 18, 2011

lunedì, ottobre 17, 2011

Bentornato Noel

caldo sull'asfalto gelido, bomba moltov.
è tutto rovinato, ogni voce ha perso le frequenze, qualunque buon proposito ha visto il fuoco ed è tornato nella tana, additato da chiunque non se la senta di fare le dovute distinzioni.
non ha senso chiamarvi figli di puttana, come fanno nei film. l'insulto va direttamente a voi, che siete l'insulto stesso, che siete stupidi. lasciateci morire soffocati dai media, ma state lontani.
un cane, quando sta male, va a nascondersi da qualche parte, a chiudere gli occhi da solo. forse non vuole farsi vedere dal padrone nel momento di maggior debolezza. ma questo non ci riguarda, perché chi si crede il padrone non ha proprio intenzione di dedicarci uno sguardo. né ora, né mai.
mentre il quattrozampe è abbattuto in un angolo, tenetevi lontani da lui. fategli esalare gli ultimi respiri, permettetegli di provare in tutti i modi di aggrapparsi alla vita e di urlare che non ce la fa più. non toccatelo, ritirate le vostre mani disconnesse dal vostro cervello in avaria. stufo dei vostri colpi ai suoi abbai pacifici, il cane abbaierà più forte delle delle cariche nere anche in punto di morte. gli altri cani accorreranno, fedeli alla causa che li fa credere nella libertà da padroni irriflessivi almeno quanto voi.

domenica, ottobre 16, 2011

A breve rallenterà

oggi, veramente, cioè, cacchio, peggio di ieri. oggi peggio di sempre, guarda. mai stato così, veramente. proprio stancante, devastante, wow. e non si può, così non si può. se gli altri giorni rimaneva appena appena qualcosa, oggi no. non è possibile, non è fattibile. crollare, crollare e basta e non parlare. ieri sembrava, era irrecuperabile, impareggiabile. sbagliato, oggi è peggio.
no scherzo.

sabato, ottobre 15, 2011

Sette minuti fa sapevo che ore fossero

il Barone Rampante, bel libro, sempre stato e sempre sarà il mio preferito.
bravo Italo, grazie e tanti auguri.

venerdì, ottobre 14, 2011

Solo un duo può rappresentare un duo

antidolorifico e birra, retromarcia senza guardare.
puttanate che ti cambiano la vita.

giovedì, ottobre 13, 2011

Se ne parla diffusamente, o ne sa molto o non ne sa niente

prima della, e durante la lettura, questa.

la finestra più grande del mondo, enorme, sconfinata, rapisce le persone e le tiene lì, a guardare fuori.
un uccello nero sta volando contornato di celeste.
più grande del mondo, non al mondo. ci siamo dentro, e questo è un po' disorientante.
l'uccello sfreccia dove vuole, tutti possono seguirlo dal basso.
ne costruiamo una leggermente più piccola, e così via.
eccolo che scompare dalla vista, dietro i limiti di questo enorme rettangolo.
con qualche confine, tutto si guarda più facilmente, nessuno si perde.
l'uccello non si vede più. chi vuole cercarlo è in difficoltà, non riesce ad uscire dal labirinto senza fine.
ma l'uccello sta ancora volando, e questo basta a farci forza per correre a vederlo.


giovedì frittata: frittata di orso
rompete delle uova in una padella e piazzatela in un bosco. cercate poi un orso bruno medio, con stipendio mensile di 2000/2500 Euro lordi, e fatevi inseguire in cambio di un paio di ottimi filetti di tonno Coop. nella corsa conducetelo verso la padella e, una volta lì, distraetelo con un pretesto (l'asino volante funziona sempre). a quel punto fategli lo sgambetto in modo da farlo cadere tra i tuorli e gli albumi e correte a casa a cuocere il tutto prima che l'orso si riprenda.

mercoledì, ottobre 12, 2011

Finiti gli accessori, ci siamo dimenticati a cosa andavano applicati

smetti di leggere, smetti di leggere e vattene via. chudi, la croce è quella nel riquadro rosso, in altro a destra. disconnettiti e spegni lo schermo, basta, non pensare nemmeno di fermarti a guardare qualcos'altro.
spostati nella postazione di fianco ed inizia una nuova vita.

martedì, ottobre 11, 2011

Difetti imperfezionabili

abbiamo tutti sonno, siamo tutti stanchi. quello là in fondo arriva dal nulla e chiede un posto per dormire. "prego" gli faccio, "io non ne posso più, si sdrai". lo vedo allungarsi sulla comodissima branda mentre gli occhi gli si sbarrano come i negozi all'orario di chiusura. proprio come quelli, non ci sono cazzi, una volta chiuso non c'è niente da fare, devi ripassare il giorno dopo. dorme di sasso, su quel cumulo di stracci buttati a terra. in diversi stiamo in piedi, esausti per l'immobilità, per l'ondeggiare e ondeggiare che, alla fine, non ci porta da nessuna parte.
vogliamo scendere, adesso. mi giro intorno e vedo che anche gli altri acchiappano l'orizzonte con gli sguardi, che tutti cercano un filo di terra in quel gomitolo blu. ci diamo del lei e non ci siamo mai visti prima, tra tutti e centosette che siamo. c'è complicità, solidarietà. ogni tanto ci aiutiamo a vicenda a spostare i corpi degli addormentati dall'altra parte della barca, mentre questa rimane ferma in balìa di niente, ché nemmeno le onde provano a toccarla.
e il sole è l'unco ristoro, insicuro come il viaggio e come la nostra destinazione. perché non sappiamo se domani mangeremo, né se dovremo lasciare la luce a qualcun altro per andarcene all'ombra dicembrina della poppa, incagliata in chissà quale mostro marino che ha deciso che sì, lui ci vuole.

lunedì, ottobre 10, 2011

non mi intendo molto di film horror, thriller o quant'altro di simile. diciamo che se c'è un killer che ammazza tutti, io spesso non sono davanti allo schermo a guardarlo mentre si diverte.
so però per certo che, chiunque egli sia, è un idiota. pazzi maniaci o creature dell'oltretomba mentale di sceneggiatori sotto LSD, riescono a far fuori decine di persone intrufolandosi in casa loro come ninja, rapendole con tecniche che anche i più stupidi dei bambini sarebbero in grado di evitare, attirandole in trappole ingegnose ma irrealizzabili oppure semplicemente uccidendole nei modi più classici con facilità impressionante. esatto, sono killer, direte voi. sbagliato, sono idioti.
l'omicida perfetto è un altro e l'ho inventato io.
si chiama l'Accettaio ed è un uomo qualsiasi (dunque chiunque può cimentarvisi) con un'accetta da boscaiolo in mano. indossa guanti per non lasciare impronte ed è molto discreto, soprattutto nei suoi camuffamenti che cambiano ad ogni delitto. la sua tattica consiste nell'appostarsi esattamente di fianco alla porta di casa delle persone ed aspettare che escano. una volta sull'uscio, mozza loro la testa con un colpo secco. nemmeno la polizia può acciuffarlo, perché i poliziotti o gli agenti o chi per loro, per andare al lavoro, dovranno pur mettere il naso fuori dalla loro dimora.
e niente, non ho una conclusione decente.

domenica, ottobre 09, 2011

Chi ha detto che chi l'ha detto l'ha detto?

il mio amico A. mi ha consigliato vivamente per giorni di guardare la pubblicità della carne di cavallo Sapore Salute, ma io non sono riuscito a trovarla. ieri mi ha mandato il link, ed ho subito capito che dovevo assolutamente girarvela.
andate qui e scorrete la pagina, il video è in basso al centro. il fullscreen è tassativo.

update/commento: ok, capisco che non sia facile trovare soldi o/né persone competenti per girare uno spot decente (quando il bambino frena la corsa sembra che stia usando un martello pneumatico invisibile e che il frame rate sia morto), ma formulare uno scambio di battute che non sia falso come gli uccelli di Birdemic non mi sembra così difficile. "...ma cosa mangi?" "mi piace tanto la carne di cavallo" suona come un'estratto del demenziale concorso "Risposte a Vanvera" di Lillo e Greg. "i tre nipotini di Paperino sono Qui, Quo e...?" "Satisfaction dei Rolling Stones". dai.

sabato, ottobre 08, 2011

Iniezioni di rimorso

dato che Ometeotl è in vena di sfoghi rabbiosi, decido di lasciarmi andare un po' anch'io, cercando di non sfociare in minacce omicide via Blogspot. premetto che non sono un cruscante, però, retoricamente, quando ci vuole ci vuole.
due cose, semplici.

prima.
"po'" è un'apocope, ovvero la perdita di una sillaba della parola "poco". è obbligatorio scriverla con l'apostrofo e non con la "o" accentata (per gli amici "ò"), questo deve essere ben chiaro. non ha rilevanza il fatto che sia più veloce o più comodo usare il modo scorretto, perché se così faceste, avreste diritto ad una punizione altrettanto lenta ed altrettanto scomoda.
ecco qui sotto un semplice disegno che vi permetterà di non incappare in errori grossolani e mantenervi così in buona salute.









seconda.
"piuttosto che" non ha valore disgiuntivo, bensì avversativo. cioè: non ha lo stesso significato di "oppure", ma di "invece". questo fraintendimento è ancora più difficile da debellare in quanto ormai è riuscito ad infettare la testa di persone quasi-autorevoli, quali i giornalisti ed i politici. se anche voi soffrite dello stesso disturbo e non riuscite a sconfiggerlo, statemi lontano o gettatevi dalla finestra prima che riesca ad acciuffarvi ed obbligarvi a mangiare questa frittata.
dunque un'altra immagine per voi, a mo' di  monito. è un avviso all'interno di una mostra d'arte di Andy, ex-componente dei Bluvertigo.















e ora che ve l'ho detto non avete più scuse.
stronzi.

venerdì, ottobre 07, 2011

giovedì, ottobre 06, 2011

700

vorrei che dopo la morte ci fosse un attimo di vita in più, giusto per vedere la faccia di qualche credente sfegatato nel momento in cui scopre che non c'è nessun Paradiso.

giovedì frittata: frittata mele e pecorino
acquistate un ottimo pecorino campagnolo, preferibilmente dei migliori, e ricercate venti-venticinque pregiate uova di quaglia. dunque, iniziate la cottura delle uova e del pecorino su un fornellino da campo. portandovi tutto dietro, saccheggiate un punto vendita Apple e buttate la refurtiva in padella. infine, mangiate tutto prima di essere ammanettati.

mercoledì, ottobre 05, 2011

Riviste riviste

vedo un uomo sulla trentina con lo sguardo perso nel vuoto e la testa piegata leggermente verso l'alto. è assorto. chissà a cosa starà pensando.
noto la sua concentrazione, annunciatrice di un ragionamento in corso.
forse è alle prese con un problema da risolvere, una bega personale. no, dev'essere qualcos'altro, perché colgo i suoi occhi che si muovono, rivelando un'improvvisa intuizione. ha capito, ha scoperto la mossa decisiva per vincere finalmente quella lunga partita di scacchi. eppure non sembra uno scacchista. ha fattezze asiatiche, indiane precisamente. là mica giocano a mangiarsi i re, no, non è uno scacchista. però si vede, si vede che ha sciolto un mistero, che ha completato un'idea a metà. ecco: è un artista. ha appena deciso, rapito dall'ispirazione, come finire il suo libro.
mi avvicino per chiedergli, per domandare, per capire quale prodigio abbia mai avuto in testa. mi faccio sempre più prossimo, quasi attaccato, e lo scruto in quella sua posa: sta evidentemente ancora pensando. allora lo osservo senza farmi notare, strizzo gli occhi e penetro nei capelli, nellla pelle, nelle ossa del cranio. ma una volta dentro la sua testa mi accorgo con mio grande stupore che, l'uomo perso e solenne, non sta pensando a niente.

martedì, ottobre 04, 2011

Per affermare con sicurezza di essersi accuratamente lavati i piedi, non è sufficiente annusarne uno soltanto

trovandomi di fronte ai vari doodle di Google, mi chiedevo perché fosse così importante ricordare il centocinquantesimo anniversario della nascita di quell'artista, di quello scienziato, di quello studioso. perché il compleanno? di solito la memoria è per la morte.

ho cominciato molte volte questo giorno con la voce della mamma che mi ripeteva le stesse parole, classiche e sincere. spesso poi è arrivato il cane, anzi, la cane, che mi ha girato intorno scodinzolando, come se sapesse. di solito dal letto mi sono spostato in cucina dove, assieme alla colazione, ho trovato qualcosa di sempre diverso.
ho capito questo giorno non avrebbe valore, se non ci fosse nessuno a ricordarlo. che tutto quello che ho aspettato il giorno prima, l'ho aspettato perché sapevo che gli altri avrebbero fatto o detto qualcosa.
ecco perché.

lunedì, ottobre 03, 2011

ù+120

oggi lo Scanner si è inceppato, domani dovrebbe riprendere a funzionare correttamente.

domenica, ottobre 02, 2011

Ogni bonus andrà sputtanato

la libertà di pensiero è superata, è troppo banale. nessuno la rispetta, tutti la invocano, roba vecchia. la libertà parola, lo stesso. è impiegata più che mai, chiunque dice qualsiasi cosa gli passi per la testa. hai voglia a fare il pacato e rispondere con eleganza, "cazzo" pesa quanto "alterità", senza contare che "cazzo" è una parola che capiscono tutti. tra l'altro, a pensarci, è un peccato che queste due libertà non siano connesse tra loro. difficilmente uno dice quello che pensa, e se lo fa, è molto probabile che sia un idiota.
digressione-
almeno è onesto, però. forse tra una settimana si contraddirà, ma starà comunque parlando per il suo cervello. e poi lo chiamano incoerente. no! è un futurista, un intellettuale mutevole, capace di cogliere e riferire lo scorrere delle sue idee. dunque, è un idiota.
-fine della digressione
c'è bisogno di un rinnovamento, di una presa di posizione forte e saggia, occorre passare ad una nuova libertà: la libertà di azione (non mi sto assolutamente riferendo all'un tempo omonimo partito della Mussolini). ognuno faccia ciò che vuole, e che la legge tuteli questa libertà trasformandola in diritto (in pratica, autodistruggendosi). ognuno, non alcuni come ad oggi, badate bene. mettiamo da parte le galanterie illuministiche e riprendiamo la vera essenza della Révolution, spacchiamo tutto, prendiamo il tè con gli orsi, guidiamo aerei di linea, portiamo la guerra alle Isole Fær Øer, sabotiamo le Paralimpiadi!
così, almeno, smettono un po' tutti di lamentarsi.

sabato, ottobre 01, 2011

Le facce sconosciute dei pilastri

fate fare a me, che un po' ne capisco. non è proprio il mio campo, ma riesco ad arrangiarmi. non garantisco, se poi va tutto male. non è di mia competenza, non me ne intendo, quindi non dovete biasimarmi. ci penso io, davvero, voi andate pure. che sarà mai, in qualche giorno risolvo tutto. non è il mio lavoro, io non ho studiato per fare questo. anzi, non ho studiato proprio. però ve l'ho detto, di questa roba ho letto qualche cosa, ho sentito dire un po' in giro, ho visto alcuni video. fate fare a me, davvero.

e adesso vi state lamentando, mi state insultando perché ho fatto più danni della grandine. eppure lo sapevate, che non era il mio mestiere. ma il problema non è questo, il problema è che voi non mi avete chiamato, ma mi sono imposto io.
l'errore, è stato mio.


l'errore, è stato tuo.

venerdì, settembre 30, 2011

Le idee non sono rifiuti, il loro riciclo non funziona

in due su un marciapiede, spediti in direzioni opposte. fisicamente parlando, stessa direzione e versi contrari. una persona sul lato esterno e l'altra sul lato interno, ma lo spazio è comunque troppo piccolo.
oltre il camminamento, un dirupo di fiamme.
"devo far vedere che si può ancora sperare negli altri, mi metterò lateralmente sul bordo e la farò passare".
"non posso né voglio apparire scortese, mi sposterò velocemente verso l'esterno e lo farò passare".
la prima persona si appiattisce al muro invisibile che lo separa dal burrone, mentre la seconda cambia improvvisamente direzione e le sbatte addosso senza il tempo di fermarsi. entrambe cadono nel fuoco, l'una per l'altra e viceversa, mentre il marciapiede rimane vuoto del loro raro altruismo.

giovedì, settembre 29, 2011

Il bersaglio si sposta continuamente, e se non lo fa, lo spostiamo noi

la bocca gli faceva un male boia. non sentiva più il sapore del sangue, ma le cicatrici sì, se ci passava sopra con la lingua. era rimasta una sola ferita, sul lato destro. si era rimarginata, ma aveva ancora quello strato di pelle sottile che la lasciava vulnerabile a qualunque cosa. se rideva, sentiva dolore, se mangiava, sentiva dolore. cercava di non parlare, di stare in disparte per non essere costretto a muovere le labbra ed avvertire quell'accenno di strappo, terribile e lancinante.
dopo cinque giorni di calma tornò tutto come prima, la bocca non faceva più male e a vita aveva invece ricominciato a farlo. seduto sul gabinetto, nella stanza calda e ammutolita dentro alla casa anch'essa silenziosa, ritornò famelico, preoccupato. senza nemmeno pensarci, spinto dall'abitudine e dal piacere, dal nervosismo che lo rendeva compulsivo, come da anni ormai, ricominciò a mordersi.


giovedì frittata: frittata fredda
allevate una gallina fin da piccola, ed addestratela nel più duro dei modi. fatela diventare una macchina della morte, una creatura spietata ed insensibile capace di distruggere ed uccidere senza alcun coinvolgimento emotivo. tenetela sotto costante pressione ed allenamento, insegnandole ad essere calcolatrice e mai affettuosa, calorosa. una volta raggiunto il punto di massima gelidezza possibile, raccogliete le sue uova migliori e conservatele in una cella frigorifera fino alla sua morte. in suo onore, poi, cucinate la frittata con le uova di cui sopra. il fuoco non potrà nulla contro la loro freddezza.
soluzione alternativa: cucinate una frittata normale e mangiatela domani.

mercoledì, settembre 28, 2011

Economia della distrazione

l'abbiamo messo lì e per il momento funziona. quando smetterà di farlo, lo butteremo e lo cambieremo con un altro. il vantaggio sta nel non avere di cosa preoccuparsi. se ne sta al suo posto e svolge i suoi compiti, non dà fastidio a nessuno e, soprattutto, nessuno dà fastidio a lui. nessuno infatti, a parte noi, sa che quello esiste. nessuno lo conosce, però vive bene grazie al suo lavoro. il nostro onere è quello di controllarlo una volta al mese e, se ancora attivo, cambiargli le pile, se inattivo, sostituirlo.
questa cosa è un telecomando. un apri-cancello, precisamente. serve per spalancare le ringhiere del Paradiso e tutti lo usano, prima o poi. quando qualcuno muore, preme il pulsante di apertura ed il cancello si apre per farlo entrare. noi quassù siamo da sempre gli incaricati a manutenerlo, scelti dagli Altissimi, quei cinque-seimila dèi che hanno deciso di scaricarci il fardello dell'ammissione nel Regno dei Cieli.
il problema principale però, sta proprio nel telecomando: consuma un sacco, e dunque ha bisogno di molte pile. se non viene ricaricato per tempo, non funziona e non apre il cancello. chi muore resta morto per sempre. ma noi non siamo dèi, e chi tempo fa ci ha comandato si è assunto anche questo rischio. ogni tanto ci dimentichiamo di comprare le pile.
dunque, il Paradiso o l'Aldilà o quello che è c'è, e pure il posto per tutti, moribondi e generazioni future. però a volte mancano le pile e qualcuno resta fuori.

martedì, settembre 27, 2011

Secondo, ma principale

che schifo questo accanto puzza. non riesco nemmeno a voltarmi, nemmeno a parlagli. il suo odore grida va' via. e nemmeno ho intenzione di lavarmi, perché con me non voglio avere nulla a che fare.

lunedì, settembre 26, 2011

O profondamente, o affatto

la mano marchiata sulla luna brillava
per l'unico eroe Mudokon su cui la gente contava
con la pelle color blu e gli spiriti a guidarlo
salvare le nostra ossa, solo lui potrà farlo!
ma se nelle mani dei Glukkon mai dovesse cadere
alla stirpe Mudokon, non resterebbero bandiere.


Oddworld: Abe's Exoddus

domenica, settembre 25, 2011

Quella sera domenicale d'inizio settimana

qualcosa da mettere sotto i timpani.



1974, autentico progressive italiano.
1998, il bello dell'elettronica.
2003, genio latino.

2008, una chitarra che racconta.

sabato, settembre 24, 2011

Quando sarà il frigo a mangiarsi ciò che hai dentro, non lamentarti di non avere più sentimenti

se ne sta, con il braccio artificiale dietro la schiena, appoggiato al muro coperto di muffa. si infila le gambe, si cambia la testa, ritrova quel che di diverso c'era da ieri. ormai è questa la vita che deve fare, se vuole diventare un essere più che meccanico. apre la carne, la terra e i vetri, infila dentro la bocca ed urla di liberarlo.
"portatemi via"

sa cos'è ancor prima di sapere dov'è. è un altro braccio elettrico, più grande del suo, che viene a prendersi i suoi sogni. lo spezza e lo separa, ne isola le parti più importanti e poi, lo distrugge. polvere.

ritrasmetti.
ritrasmetti.

venerdì, settembre 23, 2011

La mania pubblicitaria delle facciate fuorvianti e, di contro, l'autentica voglia di dar loro fuoco

da domani si terrà un nuovo corso, al centro fitness. il titolo è "come imparare a capire da soli quando non si è interessanti". la durata è di sessanta ore divise in due ore giornaliere per un mese. ogni iscritto avrà a disposizione un insegnante personale che lo seguirà per tutta la durata del corso. a questo proposito è obbligatorio comunicare in anticipo alla direzione la propria intenzione di partecipare, assieme ad un acconto di quindici Euro. il costo totale è di cinquanta Euro ed i posti disponibili sono dodici. il termine delle iscrizioni è tra cinque giorni.

descrizione del corso.
per la prima metà del corso, ogni partecipante dovrà relazionare liberamente con il suo insegnante. dopo le prime due lezioni, il personal trainer inizierà a punire corporalmente il suo allievo quando questo si rivelerà incapace di mantenere vivace e ascoltabile la conversazione. per la seconda metà del corso, i partecipanti verranno accoppiati una lezione sì e una no, in modo da correggersi a vicenda. gli strumenti usati dai maestri, e che poi potranno essere impiegati dagli stessi allievi nel confronto con gli altri (e con se stessi), saranno le mani e i piedi.
la testa verrà protetta da un apposito casco.

giovedì, settembre 22, 2011

Costa più quel che non si paga

ci sono un robottino e un robottone.
e basta, non mi viene altro.

giovedì frittata: gran frittata ai sapori dell'orto
trecento uova, ortaggi assortiti, pesticidi vari, terra q.b. e una padella standard.
se invece siete Dio, create delle mega-galline che facciano mega-uova (creare direttamente le mega-uova o addirittura tutta la frittata sarebbe francamente troppo semplice) e, al posto della terra, usate il pianeta Terra.
la padella rimane ovviamente standard.

mercoledì, settembre 21, 2011

Finché siamo, siamo seguaci

"merda"
"merda cosa?"
"merda"
"merda cosa?"
"te l'ho detto"
"cosa?"
"merda"
"perché?"
"come perché?"
"perché merda?"
"merda"
"merda cosa?"
"merda perché non capisci un cazzo"
"di cosa?"
"in generale"
"e perché?"
"perché ho pestato una merda"
"ma non avevi detto merda perché non capisco un cazzo?"
"anche"
"scusa ma quante merde ci sono?"
"una e l'ho pure pestata"
"e perché ne hai dette due?"
"perché non capisci un cazzo, lo vedi?"
"cosa?"
"merda"
"merda cosa?"

martedì, settembre 20, 2011

Il raro piacere di farlo

dall'occhio in poi hanno parlato tutti
perché ci hanno visto dentro
lo sguardo.

una Mercedes nera esce dal parcheggio della farmacia, sono le sei e mezzo e la sera inizia a presentarsi. l'auto si blocca sul limitare del marciapiede, aspettando che il traffico scompaia e gli permetta di entrare in strada. di fianco, a meno di un metro, un uomo di colore si gratta una spalla da sopra un maglione blu elettrico. nella mano libera ha un sacchetto di plastica bianco, di quelli misteriosi, che non ti dicono cosa contengono perché non riesci a guardarci attraverso.
da dentro la macchina, la testa del guidatore si volta alla sua sinistra per controllare la viabilità, e nello stesso momento l'attenzione dell'altro entra nell'abitacolo.
uno sguardo. da una parte il disinteresse, dall'altra parte
lo sguardo.

l'auto parte in mezzo al sempre più calmo ruscello stradale della sera, l'uomo di colore rimane lì, ad aspettare chissà cosa.

domenica, settembre 18, 2011

Lo sguardo gelido di persone calorose

la situazione mi inorridisce. favori in natura, giustificazioni infantili, negazione dell'evidenza, orecchie da mercante, apertura mentale inesistente, inadeguatezza al ruolo, impossibilità di concretizzare e, ancor prima, di pensare. è tutto parecchio vergognoso, e non è una novità.
ormai la lista di cose conquistate con fatica e buttate oggi nel cesso (in ogni senso, sia infangate sia cancellate), è insensata. si fa prima a contare quelle rimaste.
non è un Paese delle banane, è un villaggio di trogloditi che sono un po' qua e un po' là, dappertutto.
e noi ci viviamo in mezzo.



sabato, settembre 17, 2011

È tutto un niente

penso seriamente di essere circondato da manovre commerciali e poco altro. nel frattempo sento chiaramente che un uomo, nel suo appartamento del palazzo di fronte a casa mia, si sta raschiando la gola in modo assai gretto.
io non trovo una soluzione al problema, lui non sputa alcunché. più o meno siamo uguali, ognuno di noi è rimasto col suo tormento senza riuscire a buttarlo fuori.
ecco perché ci vuole solidarietà e collaborazione.

venerdì, settembre 16, 2011

Lamentare autonfliggimenti

io non ho da dire niente, al momento. qualcuno avrà pur detto qualcosa, in questi giorni. ecco, andate a sentire lui e lasciatemi in pace, che devo far finta di esistere.




(via)

giovedì, settembre 15, 2011

Uguali particolari

un grande cattivo.

giovedì frittata: frittata di catrame e bulloni
andate su una spiaggia e camminate spensieratamente scalzi, il catrame si appiccicherà alle vostre piante senza nemmeno il bisogno di chiedere. rimuovetelo con cura ed adagiatelo nella padella assieme alle uova. se preferite una frittata più sostanziosa, mettete dentro tutto il piede. una volta cotta, prendetela ed usatela come chiave inglese, in modo da aggiungere i bulloni a mo' di guarnizione. se non vi va al momento, mettetela pure da parte, casomai aveste bisogno di cambiare le gomme della macchina.

mercoledì, settembre 14, 2011

Voglia di far niente, forza di far tutto

questo contorcersi all'inverosimile, allungarsi oltre il possibile e piegarsi senza un limite. sculture moderne e quadri tormentati che si agitano soli nelle stanze, rifiutando di abbassarsi, avvicinarsi, alzarsi. la pigrizia che distrugge l'uomo, il dolore in faccia e i crampi in tutto il corpo. l'assurdo, eccolo qua.

martedì, settembre 13, 2011

Come di ogni cosa, critiche contrastanti

sono di fianco al posto di guida, quindi non sto guidando io, deduco. la macchina segue una curva a destra, in discesa, ed illumina coi fari un pezzo di carta. sembra un pezzo di carta, ma io so che non lo è. è un uomo piccolo e bianco, che sta cercando di rialzarsi prima di essere investito. si vede che è un omino perché è in una posizione strana, troppo viva per essere di un pezzo di carta. lo vedo rialzarsi giusto in tempo per farsi investire come si deve, mentre guardo alla mia destra e non vedo nessuno. mi prende il panico, cazzo, ma poi mi accorgo di stare guardando fuori dal finestrino. per forza non c'è nessuno, è notte. mi volto dalla parte giusta, alla mia sinistra. il sedile è vuoto, la macchina sta andando da sola. le ho insegnato proprio bene.

lunedì, settembre 12, 2011

L'insesistente perché del dovere

proviamo con qualcosa di leggibile. al che mi siedo e faccio tremare le dita sui tasti con le lettere,

i bei momenti di gioco, la sera, quando l'atmosfera prendeva una piega insolita, inedita, piacevole. nascevano cose che sembravano il massimo, che da lì in poi, sembrava non sarebbero mai più potute sparire.
duravano una sera soltanto, morendo coi loro particolari il giorno seguente, quando venivano rimessi in piedi senza più lo stesso entusiasmo, senza una spiegazione per come avessero fatto, ventiquattr'ore prima, a sembrare così belli e folgoranti.
momenti di gioco, ma potrei sostituirci tanto altro.

e poi c'è un bambino che vuole stare solo, che passa davanti a casa sua, in bici. è l'ora di rientrare, ma non lo fa e prosegue, allunga il giro. un po' di rabbia sconclusionata, un po' di ricerca di qualcosa che si trova solo stando soli.
tranquillo, crescerai e ti daranno i mezzi per farlo, per allontanarti. nel crescere c'è il sapere come fuggire, quando si rivela necessario o quando si vuole. con la macchina andrai meglio e più lontano, e magari nessuno si impensierirà.
ma forse il fatto che questo accada, sarà un peccato.

domenica, settembre 11, 2011

Rimane quel che non si conserva

visto ruggine, voto nove.

sabato, settembre 10, 2011

È la morte ad essere così interessante?

si lascia andare come il segnale radio in mezzo alle vallate, si accampa dove muore l'ossigeno, corre dalle foglie ai capelli e gioca con i palloni troppo leggeri.
ecco il vento che ci porta l'odore delle stanze vecchie, il vento che spiega il mare alle vele e spiega le vele per il mare.

giovedì, settembre 08, 2011

Decifrabili spasmi involontari, perché di passioni volontarie

si canticchiava una canzone d'amore tutta per lei, mentre il bambino romeno che la precedeva nella fila, correva su e giù passando confezioni di mangime per uccelli alla mamma che cercava, nel suo italiano stentato, di non far spazientire la cassiera. arrivato il suo turno, aveva pagato e salutato.
uscita fuori, non aveva trovato la luna a sfondo rosso che l'aveva accompagnata durante il tragitto, ma la notte che stava avanzando in coro con la lancetta delle ore, infestando le strade sprovviste di lampioni, indifese.
voltata, le spalle al centro commerciale, camminava svelta e infreddolita quando, nello stesso istante, il sazio ippogrifo slavo si librava in volo.


giovedì frittata: frittata di bresaola e peperoncino
rompete le uova e cuocetele in padella. durante la cottura aggiungete bresaola e peperoncino. nel tragitto fra i fornelli e la tavola improvvisate qualche inconveniente disastroso o qualche accorgimento minuzioso per rendere la frittata un po' meno noiosa.

mercoledì, settembre 07, 2011

Forse un giorno sarà notte

mi dispiace per voi analfabeti, che non saprete leggere le vive parole che possono nascere sulla carta. mi dispiace per voi lontani, che non sentirete neppure una nota delle più toccanti sinfonie. mi dispiace per voi scomparsi, che non avrete gli occhi accesi per venire in sala. mi dispiace, sinceramente.
attenzione, non parlo dall'alto della mia cultura, perché così facendo non arriverei più su dell'erba inglese. spero solo che qualcuno vi insegni ad apprezzare.

martedì, settembre 06, 2011

Massimo rispetto, minima reverenza

purtroppo le scarpe si rompono, si lacerano. e non è questione di non poterle portare più, perché si può fare, ma è questione di decidere quando abbandonarle, se quando non avranno più la suola o quando avranno i buchi dappertutto. le scarpe sono insoliti oggetti di cui uno si innamora improvvisamente da dietro una vetrina, a cui uno si affeziona, che non puoi lasciare lì a marcire, ma riguardo ai quali si deve prendere una decisione: o buttarle o tenerle. buttarle significa avere poco interesse, e non avere nulla a che fare con tutte le righe sopra. tenerle significa volerle ancora, sapere di non potersene definitivamente separare, di preferirle su uno scaffale a portata di mano, piuttosto che in un bidone. anche gli scalzi prima o poi avranno qualcosa ai piedi, tutti una volta o l'altra avranno il loro di paio di scarpe, e in seguito la vita con loro vissuta. ognuno avrà la sua relazione, sia essa un'amicizia sia essa un amore, sia essa una scarpa da abbinare a quel vestito solo per quella sera, sia essa una scarpa vecchia e vissuta, conservata sulla libreria.

lunedì, settembre 05, 2011

La rovina in cui credere

mentre un film mi imbocca sul ragazzo Siani che non conoscevo, fuori succede un po' di tutto per colpa della pioggia. sì, convengo definitivamente che è per colpa della pioggia che Lennon e Macca hanno litigato. scommetto che l'hanno ammazzato loro, Giancarlo Siani. intabarrati sotto i giubbotti di pelle, gli hanno sparato mentre la bocca chiedeva al cervello cosa dire, senza risposta.
qualcuno fermi il treno, per favore.
il film finisce ed inizia il TG della tarda serata, padroneggiato da un conduttore austero e convinto, solenne quasi. "Berlusconi è morto, dillo" penso. no, non lo dice. ancora crisi, ancora soldi che non ci sono perché prima di tutto non ci sono le teste, e le tasche nascoste sono troppe.
ci schiantiamo, di questo passo.
mi infilo sotto le coperte e mi tranquillizzo pensando che in fondo ho un sacco di possibilità. eppure il momento mi vuole qui, ora. il momento mi vuole zitto e frenetico, chiuso su un fianco a luce spenta, senza un battito di tastiera né uno in più di ciglia.
e mentre il ponte si allontana, vedo la terra che si avvicina.

domenica, settembre 04, 2011

Non si può

e invece sì

sabato, settembre 03, 2011

mi sono appena accorto che il post di ieri, è il numero 666. e parla di risotto horror.
se improvvisamente il blog non viene più aggiornato sapete perché.

venerdì, settembre 02, 2011

Non si vive di soli sequel

incredibile, faccio la cacca in modo rilassato nella stessa posizione in cui nel Medioevo sono state torturate centinaia di presunte streghe. vedi come cambia la storia.

sulla confezione dello stracchino di Nonno Nanni che ho in casa, ci sono l'immagine dei celebri stracchini volanti e la data di scadenza fissata per l'undici settembre. senzo puzza di presagio.


venerdì risotto revival: risotto horror
solo l'indice assassino di Omteteotl può farmi fare cose del genere. queste sono rubriche passate, libri occulti che non andrebbero riaperti mai più una volta chiusi. ad ogni modo, dopo la frittata slpatter, ecco che finisco di accontentare Ometeotl.
fate incetta di classici del terrore, guardandoveli tutti il giorno prima di cucinare. portatevi un fornellino da campo ed una pentola in una casa abbandonata. assicurandovi di non avere luci intorno, accendete la radio che vi sarete precedentemente procurati in modo che diffonda continuamente il classico suono di sintonizzazione. stando in silenzio mentre cuocete il riso, pensate intensamente a ciò che più vi spaventa e trasalite ad ogni minimo rumore. adesso aspettate di morire di paura, dopodiché, buttatevi nella pentola ed aggiungetevi al risotto.

giovedì, settembre 01, 2011

Conta poco quel che vale molto

cose che non capisco #8
dico io.
a cosa serve la doppia mandata nella toppa? qualcuno preferisce chiudere di meno? non sarebbe sufficiente una singola mandata più efficace? non credo che un'unica o una seconda mandata metta in minore o maggiore difficoltà a chiunque voglia forzare la porta. specialmente se dispone di esplosivo.

mercoledì, agosto 31, 2011

Non esistono nuove abitudini

ho il tempo. non ce l'avrei se solo lo dicessi, ma adesso non è quello che faccio. ce l'ho, è mio questo momento e quanti altri vorrò, è mio da qui a lì, da qui all'America. ce l'ho e lo uso come voglio, lo accelero e lo rallento, lo spengo, lo spreco, lo butto via e me ne dimentico.
annulla, conferma, ignora.
e forse non butterò via i soldi, pur sputtanando qualunque minuto. e non è il tempo a cambiare le cose, ma sono le cose a cambiare da sole.
però qualcuno doveva pur inventarsi qualcosa.

martedì, agosto 30, 2011

"Risparmiati i perché e inizia a rovistare"

è tutto un fatto di ripari, le parole arrivano ma si sfasciano contro la pelle della faccia. dipende quanto uno si sente protetto. non c'è paura del buio, se ci si sente al sicuro dentro i propri vestiti. non esiste timore per ciò che si dice o che si fa, se si riesce a nascondersi dietro gli occhi e sotto i capelli.

visto le donne del sesto piano, voto otto.

lunedì, agosto 29, 2011

Alice Booking Corriere Dizionario Ebay Facebook Google Hotmail Il meteo Jersey shore Kijiji Libero Meteo Netlog Oroscopo Pagine bianche Quattroruote Ryanair Skype Trenitalia Uci Virgilio Wikipedia Xbox Youtube Zara

il film mi ha deluso, molto meglio il libro.
è impossibile rendere la parola scritta sullo schermo, quasi tutti i film tratti dai libri fanno cagare.
ho letto il libro e mi è piaciuto un sacco, poi sono andato a vedere il film e me l'hanno distrutto. un sacco di incongruenze, di parti mancanti.
mi avevano detto che il film era bello, e invece non c'è paragone con il libro.
ero curiosissimo di vederlo, anche se un po' avevo paura, perché il libro era troppo bello e pensavo che lo rovinassero.
il film non era male, del resto non potevano farlo diversamente.
trasporre un libro al cinema è difficilissimo, un azzardo.
non hanno fatto un brutto lavoro, dai.
l'hanno reso bene, molto bene. hanno addirittura preso intere parti tali e quali a come erano scritte.
un bel film. certo, non quanto il libro.
il libro era discreto, però il film è tutta un'altra cosa.
prima ho visto il film e poi ho letto il libro, e mi sono piaciuti tutti e due.
certo, il libro è tutta un'altra cosa.
immagino che a chi ha fatto al contrario, il film non è piaciuto.
a me è piaciuto.
quando leggevo il libro (bellissimo, tra l'altro), mi immaginavo tutti i personaggi in carne ed ossa, tutte le ambientazioni del film.
c'è un po' di differenza, quello sì. il libro è molto più dettagliato.
mentre lo leggevo però, mi sono fermato.
mi era piaciuto così tanto il film, che leggere il libro ormai mi sembrava inutile.
tra l'altro avevo visto così tante volte il film, da saperlo a memoria. leggere il libro era tale e quale a guardare il film.
non l'ho nemmeno comprato, il libro, perché non m'interessava.
mi sono guardato il film e ho fatto prima.
molto più semplice.
poi non credo cambi molto tra film e libro. il film non era male, per niente.
magari chi ha letto il libro non l'ha apprezzato molto.
infatti mi hanno detto che il film fa cagare.
così ho deciso di non spendere nemmeno dei soldi per andarlo a vedere.
forse un giorno mi leggerò il libro.

domenica, agosto 28, 2011

Non farcela più non è non potercela fare mai più

sul soffitto c'era questa piccola crepa, ma nessuno ci faceva caso. piano piano la crepa si allargava, si allungava e l'intonaco si dischiudeva. iniziavano a uscirne polvere e sassolini che si sparpagliavano sul terreno, dove camminavano tutti. ma erano piccoli e impercettibili, le suole delle scarpe li fermavano prima che potessero avvisare la sensibilità dei piedi. la crepa si apriva sempre più, e da dentro si vedevano i primi movimenti di chi la stava scavando. erano silenziosi e discreti, nessuno si accorgeva di loro.
poi un uomo ci passò attraverso, e rubò tutto quello che c'era intorno, tutto quello che gli altri uomini, che stavano dentro, osservavano distrattamente ogni giorno. lo sguardo dritto davanti a sé ed il buco sopra le loro teste, non si capacitarono mai del fatto che ogni cosa fosse sparita. troppo indaffarati, troppo sommersi e troppo spenti, per alzare gli occhi.

sabato, agosto 27, 2011

Specificare le modalità di avveramento

è il momento di spezzare una lancia in favore dei nazisti.
signori, si parla di gusti, di prospettive esclusivamente soggettive. non si può biasimare ciò che un essere umano, chiunque esso sia, apprezza o meno. è una cosa innata, immodificabile. a Poldo piacciono i panini con gli spinaci, ai nazisti piace essere antisemiti. se lo sentono, non c'è niente da fare, non si possono cambiare. dunque perché io dovrei battermi per i diritti degli omosessuali e non per quelli dei nazisti?
per non parlare dei serial killer. a loro piace così.
suvvìa, un po' di coerenza! sono pulsioni naturali, tutti le abbiamo! siamo tutti uguali, punto. nazisti, pedofili e spinaciofili.
che facciano così. alzino il destro quando pare loro, disegnino svastiche sui loro libri dei compiti per le vacanze estive, prendano gli ebrei a sassate. se un bambino nasce nazista, nasce nazista e fine. il suo compagno di banco avrà il vizio di colorare fuori dai bordi? benissimo, lui invece sarà nazista!
certo, in queste circostanze, occorre una certificazione. è ovvio che uno non possa andare in giro a fare le cose da nazista e poi, una volta condannato, dica "ma io sono nazista, mi viene naturale". va detto e stabilito prima, così poi non si creano problemi. si aggiunge una voce alla carta di identità e si impone l'obbligo di esibirla sempre, ovunque si vada. un nazista vuole fare una strage di ebrei in una sinagoga? nessun problema. entra, fa vedere il documento ed è a posto. oppure. uno si scopre improvvisamente nazista? alt! fermo! subito all'ufficio anagrafico a dichiararlo. "guardi, sono nazista, me lo scrive qui?". fine. dove sta il problema?
se poi uccidi qualcuno e non hai previamente dichiarato di essere un aspirante omicida psicopatico o ti giustifichi dicendo di esserlo ma questo non risulta dal tuo documento, sono problemi tuoi.
in questo modo, sarebbe tutto semplicissimo. basterebbe dirlo prima, nient'altro.
gli altri si comporterebbero sicuramente di conseguenza.

venerdì, agosto 26, 2011

Dimmi subito i programmi per domani perché stasera potrei essere morto


questo, secondo me, è un gran libro. mescolato e allo stesso tempo ben distinto dall'Italia di un tempo, Ultimo Parri è un innegabile ideale vivente. la personificazione di un messaggio riflessivo e potente, sfiorato ed abbracciato per un momento anche da una particolare storia d'amore. forse un po' lento, un po' lezioso in alcuni punti, ma assolutamente da leggere e da capire. non la storia fine a se stessa, ma la lenta trasfusione di un significato nelle vene del lettore.

giovedì, agosto 25, 2011

Mille respiri trattenuti, per ascoltarne uno

"so che sei un cane forte" le sussurrò nell'orecchio a punta, soffice di pelo. con una mano accarezzava dall'inizio della fronte all'attaccatura del collo, con l'altra si puliva il naso. "se smettesse di respirare adesso, non sarebbe molto bello" pensò, lanciando una pallina nel buio della stanza. si alzò dal tappeto ed infilò la porta di camera sua. "stanotte non morirà, è un cane forte" si disse, riprendendo a scaccolarsi.

giovedì frittata: frittata splatter
questa pietanza è dedicata a Ometeotl, che l'ha veementemente richiesta tramite commento a questo post.
convincete tante persone quante volete sfamare con la vostra frittata a farsi riempire di liquido giallastro. prendete una dozzina di motoseghe accese e legatele in modo che penzolino dalle pale di altrettanti ventilatori a soffitto che avrete precedentemente installato in un'ampia stanza. lasciando la porta aperta, fate entrare i malcapitati ed azionate i ventilatori godendovi gli schizzi ocra in puro, candido e autentico stile splatter. attendete inoltre al varco i superstiti impazziti, finendoli nei modi più fantasiosi e bizzarri che vi vengono in mente. suggerimenti: tendete una corda all'altezza delle caviglie e mettete davanti all'uscita un'affettatrice accesa; cospargete il pavimento di biglie e tagliole; assoldate un paio di ninja e metteteli di fronte alla porta a lanciare katane. successivamente, dopo aver accuratamente raccolto i preziosi ingredienti sprigionati dallo spicinìo, consegnateli all'uomo della Blendtec. una volta riavuto il tutto (che adesso dovrebbe più o meno entrare in una tazzina), mescolate con uova sbattute dentro una padella.
se lo fate davvero chiamatemi.

mercoledì, agosto 24, 2011

Nessuna rottura senza nessun ripensamento

ho meno di quindici minuti, strappati ai superiori in una trattativa un po' svogliata e un po' cauta. in quindici minuti scarsi posso, ad esempio, accorgermi di non avere più quindici minuti scarsi, ma più o meno dodici. il tempo si assottiglia man mano che io penso, non ho la facoltà di sgarrare. o meglio, ce l'ho ma è preferibile che non la usi. la situazione è molto incalzante, stressante, ansiosa. quasi non posso nemmeno accorgermi di non avere neppure i dodici minuti, perché così facendo sprecherei secondi preziosi. e in questo modo, tutto si aggiusta, perché mi disinteresso delle circostanze, scrivendo qui. non conto il tempo che passa se non voglio sprecarne.
quindi non ho più limiti? aiuto.

martedì, agosto 23, 2011

Mediocre senza mezzi termini

non sopporto quando
la realtà si frappone fra me e il mio cammino
senza il mio permesso.
per questo sono un idealista

preferisco il diversamente concreto
perché m'incazzo se picchio la testa
sul soffitto basso
o lo stinco sullo spigolo

così mentre bestemmio dal dolore posso dire
di non essermi fatto male
e di essermi invece appena scontrato
con un'idea grandiosa

lunedì, agosto 22, 2011

oggi sono stato in barca, ho preso il pullman, ho viaggiato in aereo e sono finito su una macchina.

domenica, agosto 21, 2011

oggi ho nuotato con le tartarughe.

sabato, agosto 20, 2011

oggi nessuno intorno, nessuno.

venerdì, agosto 19, 2011

oggi una montagna mi ha tolto il fiato.

giovedì, agosto 18, 2011

oggi ho visto resti archeologici unici al mondo.

mercoledì, agosto 17, 2011

650

martedì, agosto 16, 2011

oggi ho conosciuto il signor Di Mare. Mal Di Mare.

lunedì, agosto 15, 2011

oggi sono stato in auto, ho preso un aereo, ho viaggiato in pullman e sono finito su una barca.

domenica, agosto 14, 2011

L'agire per il rimorso fuggire

questo.
è.
genio.
























































p.s. me ne vado, di nuovo. quando ritorno vi voglio trovare tutti seduti e composti, senza battaglie con cerbottane in corso né banchi rovesciati. vi lascio con la bidella.