mercoledì, dicembre 24, 2014

quanto ci piace fare i pompini all'aria, succhiare forte e rumorosamente il nulla e sbuffare su quel cazzo invisibile, andando su e giù, cercando uno sguardo di ammirazione. e dalla bocca ci escono gemiti colti, urletti che vogliono essere acuti da opera, ci autoconvinciamo di star facendo la più nobile delle cose quando in realtà, come detto, stiamo facendo un bocchino al vuoto. e il cazzo che ci immaginiamo è ovviamente di altri, i quali però, se scoprissero chi glielo sta prendendo, ce lo toglierebbero immediatamente di bocca.

domenica, dicembre 21, 2014

GRMLN - Awake

l'abbiamo messo in piedi noi il mondo che ci prende a schiaffi, ma noi sappiamo scriverci sopra le canzoni. arriva la mano e prima di toccarci diventa fumo che possiamo soltanto respirare. e il fumo si sa, fa male.

giovedì, ottobre 30, 2014

L'era senza tempi

è un così potente legame ad attirarci tutti nello stesso posto che ci fa diventare come olio su cui scorrono le brutte notizie dal mondo, e ci fa sentire uniti, insieme con qualcosa di latente che è ad un tempo dubbio e speranza. il futuro sarà quello in cui ci guarderemo indietro e pensando ad oggi sorrideremo, ma sarà per un motivo soltanto: o perché avremo già respirato il fumo dei nostri sogni irreali, o perché alla fine qualcosa del mondo l'avremo cambiata davvero.

giovedì, ottobre 16, 2014

Sto convento ha rotto il cazzo di passare merda

siamo mostri e mangiamo sacchi di pietre
siamo animali
siamo giovani
siamo appena nati e nessuno ci fa indietreggiare
siamo fermi sulle gambe
siamo scoperti

i colpi ci arrivano: i proiettili ci bucano, le nocche ci spaccano.
anche con le gambe tagliate, anche se ce la nascondete,
la direzione la vediamo lo stesso.

mercoledì, ottobre 15, 2014

Rinominare per rinomare

c'è un sintetizzatore che raschia il muro, sembra una gola di fumatore. non può certo essere solo pioggia nuvole grigio e melanconia, ma nemmeno si può mettere la faccia felice da tutte le parti. un pacco di carta spalmato di miele, a mangiarlo, farà comunque schifo.

martedì, ottobre 14, 2014

Raccontarsi, essere raccontati

con la coda dell'occhio riesce a vedere una schiena nera che sparisce dietro il lavandino, al lato dei suoi occhi rotola una palla bianca, una persona grigia si avvicina ma appena la guarda non si vede più, non riesce a difendersi dalla stanchezza continua di avere un mondo che lo osserva e che lui non può guardare direttamente. hanno smesso di tirargli i capelli, di battergli sulla testa, di spostargli le coperte.
allora prova a fissare gli oggetti, tenerli attaccati agli occhi, ma non cambia assolutamente niente.

con le mani che tremano e la disperazione che lo fa lacrimare, si cuce le palpebre sopra gli zigomi, stringe il filo e con quello la vista, mentre il ricordo dei flash intorno a lui si perde, scompare.
ma il suo tocco non è chirurgico, l'operazione è dolorosa ma non è precisa. e in un millimetro di luce, su di un lato, vede di nuovo spostarsi qualcosa.

domenica, ottobre 12, 2014

Non esistono che momenti

oppure un momento contemplativo, sano e tranquillo in mezzo alla bufera che ormai ci ha già bagnati. tanto vale mantenere la calma, essere razionali e farsi inghiottire in pace da una bocca di nuvole. oppure ti perderai lo spettacolo di uno tsunami dandogli le spalle, religiosamente sperando di salvarti.
testa a monte piedi a valle, scendiamo. tutti nello stesso modo, tanto morire due volte non si può.

venerdì, agosto 15, 2014

Tutto si spiega quando si rilassa

ci vuole il tocco giusto, perché un conto è spiaccicarla sulla parete, e un conto è spiaccicarsela sulla mano. bisogna essere veloci e pronti, schioccando il palmo sulla parete come se si sculacciasse qualcosa di delicato. nessuno vuole il sangue sulle proprie mani. 

giovedì, agosto 14, 2014

Dio poser

con le mani rattrappite e un cane che mangia la cartilagine intorno alle nocche, gli occhi puntellati sul mobile davanti. se viene giù quello, si sfa la faccia.
un peso immenso preme sul baricentro e schiaccia sul materasso, la schiena si inarca in basso e le vertebre schizzano fuori come molle.
sopra dentro e davanti, una frase.

lunedì, agosto 11, 2014

Siamo business o siamo cuore

conosco questo tipo che ti ammazza con la sola forza...delle dita sinistre. muove il braccio e
no, non muove il braccio, usa le dita.
con una rotazione della mano
no, la mano sta ferma, usa le dita.
con la sola forza delle dita sinistre ti uccide in un secondo.

questo tipo è mancino
e impugna una pistola.

venerdì, aprile 11, 2014

Chi sa sapeva

hai strappato l'erba dalla terra, adesso chiedile scusa e togliti il sangue marrone dalle mani, dunque tagliale e piantale, e con le braccia che vi cresceranno sotto proteggerai i fiori selvatici ed i nuovi fili verdi.
con le tue braccia senza mani farai buchi nel terreno dove seminerai la tua bontà. non potrai nemmeno tirar via le radici deboli delle erbacce dopo la pioggia, nemmeno se con sé si porteranno dietro l'asfalto rotto del marciapiede.

martedì, aprile 08, 2014

Mondi diversi, uguali terreni

come Big Fish, io e il mio nonno correvamo come nel finale di Big Fish. cioè, io correvo mentre lui stava seduto, pesantissimo, sulla sedia a rotelle che spingevo mentre la pioggia iniziava ad aumentare di intensità. diceva che dovevo sbrigarmi, io probabilmente mi scusavo ed acceleravo il passo. avevo paura di farlo cadere, ma non credo che a lui dopo una Guerra Mondiale, un tumore e un ictus fregasse molto di cadere; l'importante era non bagnarsi. così come dicevo io ai miei occhi mentre lo guardavo immobile nel letto, mesi dopo.
il dolore arriva forte e non ha senso curarsene troppo, l'importante è non bagnarsi.

lunedì, marzo 31, 2014


domenica, marzo 16, 2014

Insegnami quello che già so

ti ricordi quand'eri fatto di pietra, che se mettevi un piede nell'acqua diventavi argilla, e il vento era l'unica cosa che potesse farti delle cicatrici. ti ricordi quando eri fatto d'acqua, che se smettevi di nuotare rimanevi ucciso, e gli alberi ti volevano, ti volevano sempre. ti ricordi quand'eri fatto di vento, e non esisteva niente che non potessi guardare; senza esitazione hai spiato le storie di tutti.

ecco, oggi sono sceso e vi ho trovati confusi, mescolati. i muscoli di ruggine tenevano redini di polvere, la vostra disperazione era dentro le cantine, il sorriso cresceva nel vuoto.

volevo chiedervi se foste riusciti a trovare altri giganti, ma i giganti eravate voi e adesso non ce ne sono più.

mercoledì, febbraio 12, 2014

Oggi di me, domani di noi

il piede che strascica
è un tamburo quella cassa toracica

le vene che si stritolano per il sangue che le riempie, un fascio di muscoli solido e unico che guida gli occhi a guardare di sotto dalla finestra. sotto alla finestra ci sono io che guardo le pupille cadermi dentro la faccia e diventare mie, una pioggia rossa mi cade addosso dopo quella che penso sia un'esplosione. ho addosso una persona, ho addosso un'altra persona.

mercoledì, febbraio 05, 2014

Anche se non saprà mai cosa c'è a sinistra e a destra della sua mano, ti incanterà senza nemmeno saperti spiegare come ci è riuscito

se poi mi sdraio al contrario sento i fili sotto di me toccare il fondoschiena e alzarmi come un tappeto da terra, anche se a terra ci sono e ci sono legato. anche se mi portate via, io ci sono legato.

non sanguino nemmeno se togli i petali dai fiori che mi crescono sulle braccia.

Il solito loop

odore di lievito con le tigri mi esercito il fuoco è nel cassetto la cenere sotto il letto nelle storie dei bambini è polvere viva

lunedì, gennaio 27, 2014

Come far crescere una pianta per aria

è un vento così forte che alza l'asfalto della strada e sposta le pietre, e le case tra lui e la sua morte sono state tutte spazzate via. è un vento così forte che appena è passato in mezzo al fiume ha staccato il ponte da entrambi i lati, e non passa un secondo da quando il sudore o le lacrime dei passanti cadono a quando quello se le inghiotte. io sono ancora sul ponte, e quel vento è così forte a distruggere a destra e sinistra che a me, che sono proprio al centro, mi tiene incollato a terra.

venerdì, gennaio 24, 2014

Anche i ricordi smettono di camminare

non è caldo fuori e non piove, non è un momento naturalmente romantico e non c'è nulla di quella stanza che faccia venir voglia di amarsi. ovviamente questo non conta niente, perché loro sono già un abbraccio sudato e appiccicoso, con i capelli lunghi umidi attaccati alle rispettive schiene e fronti. si aggrediscono e si leccano, scivolano lungo un letto da una piazza e mezzo come se fosse un numero di pattinaggio sul ghiaccio, si parlano.
hanno voci acute che non usano quasi mai, si conoscono così bene in questo momento che si domandano a vicenda sapendo già le adorate risposte. ciascuno virtuoso del corpo dell'altro, sanno scoprirsi pur essendosi trasformati insieme.

giovedì, gennaio 23, 2014

Metti insieme le cose, troverai le persone

ma cos'ha, ma cosa non ha.
ci si prova a guardare dentro agli altri, ad aprir loro la bocca con forza e ficcarci dentro un piede, poi l'altro, fino a scomparirci dentro.
ah, cavolo, è così allora.
questo è il problema, lo vediamo, questa è la tua felicità, la sentiamo. in realtà no, ma si può immaginare, qualcosa di simile è successo in qualche modo anche su questa pelle, qualcosa di simile l'abbiamo visto in un film.
ecco è proprio come in quel film, è come un film, per voi è come un film. le nostre rispettive cose dopotutto, rispettivamente, sono come un film. perché potrai accorciare il percorso di chilometri o lasciare accessibile ogni metro di esso, ma la maggior parte delle persone si radunerà al traguardo, e pure chi avrà corso con te avrà corso la sua, di gara.

domenica, gennaio 19, 2014

Le dimostrazioni che servono agli altri sono soltanto quelle matematiche

questo paesaggio che scorre fuori dal finestrino è grigio, non c'è nemmeno il giallo dei fari. ha anche gli occhi fuori dalla testa, quindi magari non vede proprio niente. chi c'è là? si muovono le foglie a tratti, come se ci strisciasse qualcosa sopra e le sfregasse apposta. lo lascio qui? lo lasciamo qui? guardagli il braccio, è spezzato; può solo camminare ed andarsene, quindi se vorrà farlo lo farà da solo, non c'è bisogno che lo aiutiamo.
aspetta però, proviamo a girarlo, pancia sotto. ma che cazzo è 'sto fruscìo? viene qui, vengono qui. vedi la schiena, ecco perché. niente spina dorsale, sparita, nulla, non c'è. strisciano come lui queste cose, tutte dirette dalla nostra parte. ha i capelli insanguinati dalle nostre mani, se se ne accorgesse impazzirebbe. dai ragazzi lasciamolo qui, tanto è legato, lo sappiamo tutti, segue la sua catena ritrova la strada di casa.

-se ne vanno-

i serpenti lo abbracciano, ma non lo stritolano.

sabato, gennaio 18, 2014

Non c'è scadenza per il giudizio

guarda giù dalla montagna
e l'erba si stende e si arrampica, 
il muschio attacca 
le rocce più scoscese. 

non c'è spazio per il grigio, 
per il cervello,
per quello che pensa. 

guarda la valle 
come guardasse se stesso, 
e non ci può correre
in tutto quello spazio,
perché si è già riempito d'alberi.

venerdì, gennaio 17, 2014

Schiocca la frusta, scatta la reazione chimica, l'effetto collaterale, il ritorno di fiamma

pesta più un battito del cuore o un colpo sincronizzato di più strumenti? a volte entrambi suonano nello stesso momento, come due orologi che ticchettano a ritmi differenti. uno riprenderà l'altro dopo un po' di tempo e ticchetteranno insieme per una volta.
la botta che fa scoppiare di più è sempre quella che non stai ascoltando.

sabato, gennaio 11, 2014

Si vive meglio senza dormire o senza sognare?

un gioco mi dice "amore, felicità e successo", la vita mi dice "scegli". e nemmeno tuffarsi in quei mari vecchi, che cullano o aiutano a ricordare, serve a qualcosa. adesso non ci sono più un vicino né una vicinanza, non c'è più un cane in entrambi i sensi, i cui occhi ciechi forse mi rivedranno forse no.

e qui non c'è nemmeno più un post al giorno.

sabato, gennaio 04, 2014

Quanto doveroso è soccorrere

ma io ero in fondo solo, e chi l'avesse capito mi avrebbe soltanto allontanato ulteriormente. quando arrivò quella tempesta fortissima, che prima toglie le foglie agli alberi, e poi toglie loro i rami, io mi staccai dalla terra come i pezzi di carta e mi feci trascinare tutto scomposto verso il mare. e non mi hanno ancora trovato.