sabato, luglio 31, 2010

Sforzarsi è spesso inutile, ché sforzandosi solitamente vengono le emorroidi

il tavolo o meglio, la scrivania, si piega. eppure sono fermo.
è la stanchezza, sono sempre stanco. probabilmente è questione di orari.
anzi, decisamente.
l'unica sera in cui decido di uscire in boxer, felpa e ciabatte per entrare due minuti in macchina, il circondario di casa mia, di solito deserto, si riempie di gente.
a proposito di macchina, devo ricordarmi di scrivere una tabella di marcia per il cambio, che me l'ha chiesta.

venerdì risotto: risotto ai peperoni
tagliate i peperoni in pezzettini minuscoli, infinitesimali. usate poi strumenti chirurgici per aprire ogni singolo chicco di riso svuotandone l'interno. riempite lo spazio ottenuto con i frammenti di peperoni e cuocete.
chi ce la fa vince la password del mio account Blogger.

venerdì, luglio 30, 2010

Siamo passati dall'era del bagno in camera a quella dell'acqua in camera; sulla carta ci stiamo evolvendo

siccome quando voglio sono un bravo bambino e rispetto le consuetudini, oggi non voglio.
le esigenze sono strettamente legate al mio sonno.

il venerdì risotto è rimandato a domani, anzi, voi cucinatene uno a caso e domani vediamo se ci avete azzeccato.

giovedì, luglio 29, 2010

Prima il titolo, poi il resto

questo tempo ci prende per il culo, ma in modi di diversi.
a me entra nel cervello e mi incasina, mi fa pensare ad un momento non coincidente.
se chiudo gli occhi, riesco ad immedesimarmi.
è settembre, inizio settembre. il clima è più fresco adesso, un po' freddo se non ti vesti con i pantaloni lunghi. l'estate è rimasta indietro, chiusa in tre mesi di sole e tante altre cose che gli hanno fatto compagnia, che sembrano successe così tanto tempo fa. si ricomincia. la scuola, la scuola che ormai ho lasciato da un po', è iniziata da una settimana e ci sono tornato, anche quest'anno. ho sfoggiato il mio diario nuovo, scelto con attenzione a dispetto dello zaino, sempre lo stesso da anni. il ritrovo con i compagni di classe di fronte ai banchi, i professori ansiosi di ripartire coi programmi come un po' anche noi, fusi dalla completa nullafacenza. sembra tutto ribaltato da un momento all'altro, nonostante mi sia preparato psicologicamente per qualche settimana. la sveglia suona ad un'ora diversa dal solito, le abitudini prendono una piega familiare ma spiazzante. riparto anche con gli allenamenti di calcio, abbandonato non ricordo quanto tempo fa. le giornate si accorciano e verso le cinque inizia a calare la luce, che lascia tutto e tutti a giocare nell'ombra. gli altri non esistono, sono solo a vivermi questo periodo, senza nessuno che sia particolarmente chiuso con cura dentro la mia testa. la scatola cranica è vuota e i nervi sono rilassati, pronti l'una per riempirsi di nuovo ed i secondi per avvolgersi in scosse elettriche. c'è una fibrillazione creativa, smentita dalla blocco di questi giorni.
è un periodo agrodolce, cosparso dal sollievo di non essere ancora al passo coi ricordi e contemporaneamente dal dispiacere di esserne completamente fuori.
gli Oasis fanno da colonna sonora perfetta, irrorano di buonumore coi loro classici ritornelli, ma tirandosi dietro l'immancabile grigiore inglese.
sembra sia l'ora di ricominciare, ma l'odore del nono mese non combacia con quello della fine di luglio. inizio a crederci davvero, inizio a convincermi che trentuno giorni siano scivolati per sbaglio fuori dal calendario; poi accadrebbe che io mi sveglio e tutti sapreste come va a finire.
il fatto è che io non sto dormendo.

e questo sotto è un figlio di puttana.

mercoledì, luglio 28, 2010

martedì, luglio 27, 2010

Sono sempre le stesse note

gli acceleratori di particelle sono così grandi, fanno muovere cose così piccole.
l'immenso che governa l'infinitesimale. pensandoci, come concetto, quadra. di solito i più forti e grandi vincono sui più piccoli e deboli.
ma quelle particelle vengono fatte scontrare a velocità folle, in un unione talmente potente da dare vita a nuove divisioni, ancora più piccole.
probabilmente senza l'acceleratore, le particelle si unirebbero ugualmente. anzi, sono già unite.
ma il più grande e forte ha il potere di far generare figli quando vuole, a chi vuole, per vedere, capire di cosa è fatto lui stesso. e sono figli più piccoli, sempre più piccoli. forse parti di parti di parti all'infinito.
il concetto quadra, ho detto. di solito è il contrario, perchè il cervello e le idee, dimensionalmente parlando, sono limitati rispetto al resto del corpo. il sale è ridotto nei confronti dell'acqua, eppure fa il mare salato.
forse anche noi siamo fatti scontrare a velocità allucinanti, a volte, per mano di qualcuno o qualcosa o qualcuno che manovra qualcosa o qualcosa che manovra qualcuno (oggi è così). per arrivare progressivamente a qualcosa di sempre più piccolo. dal momento in cui ci vuole un contatto, al momento in cui basta uno sguardo per entrare.
io non credo.
se succede, succede perchè siamo noi a correre con le mani sugli occhi.
ma forse nemmeno le particelle pensano di essere spinte.


poi beh, ieri visto Hachiko: voto tre. mi dispiace solo per il cane attore, il quale probabilmente non aveva idea in che genere di brutto film stesse recitando.

lunedì, luglio 26, 2010

Le paure reciproche si rassicurano

"forse abbiamo dei dubbi"
"ne abbiamo già uno, a quanto pare"
"e anche una certezza, aggiungerei"

domenica, luglio 25, 2010

Credere crea

ieri sera ero al concerto dei Litfiba ad Arezzo.
Piero Pelù ogni tanto introduceva qualche canzone o semplicemente esprimeva suoi pensieri con quella voce calda e fiorentina.
ad un certo punto: "...e a proposito di preti pedofili, di questi ultimi fatti, di pentimenti...la prossima canzone non c'entra un cazzo".

sabato, luglio 24, 2010

Si fa presto ad arrivare tardi

la scritta "Micra" dell'auto di fronte a lui venne ricoperta lentamente da una discesa di gocce nere, rimanendo illeggibile nello sfondo nero del cielo nuvoloso. le luci scomparivano, sommerse e mangiate dalla pioggia di acqua nera.
cercò il suo riflesso in una pozzanghera, ma non si trovò.
in strada, seppur fosse pomeriggio, non c'era rimasto nessuno, il traffico smaltito in pochi minuti. si infilò sotto la tenda di un bar, aspettando la fine.
e non la fine della pioggia.

venerdì, luglio 23, 2010

Vere e proprie falsità

vi scrive uno a cui si è appena posato un mini pipistrello sulla schiena.
vi scrive uno che oggi pensava di assomigliare a Tom Smith degli Editors.
vi scrive uno che stamattina si è sbucciato un ginocchio per saltare un cancello aperto.
vi scrive uno, che oggi si è bevuto il colluttorio volontariamente.

oggi vi scrive uno.
domani vi scriverà due.


venerdì risotto: risotto con gli scampi
prendete un tot di questi crostacei e metteteli a bollire col riso: non avranno scampo.

chiedo perdono per l'eccessiva dose di brutte battute presente in questo post.

giovedì, luglio 22, 2010

mercoledì, luglio 21, 2010

Fermi tutti, è tempo di muoversi

può capitare che ti si schianti un uccello sul parabrezza, mentre guidi.
in strade di montagna, se sei sfigato, puoi anche prendere in pieno un cervo.
o un pedone.
se succede all'improvviso, un po' di spaesamento misto a cacca nel sottomutande, lo fa.
immaginatevi 'sti due a cui è saltata una balena sulla barca.

lol

martedì, luglio 20, 2010

Tralasciamo un po' tutto

in Russia (ma potrebbe essere successo in qualsiasi altra parte del mondo dato che la razza umana è più o meno dovunque e gli stupidi ne costituiscono la maggioranza), per pubblicizzare una spiaggia, hanno legato un asino ad un paracadute ascensionale e, tra le lacrime dei bambini, le proteste dei bagnanti ed il raglio spaventato dell'animale, lo hanno fatto volare trainandolo a tutta velocità con un motoscafo.
dunque, riflettiamo.
ma è normale? ma vi sembra una cosa normale? no, vi prego, rispondetemi voi attraverso lo schermo, picchiatemi, uscite dal portatile ed urlatemi nelle orecchie in tutti gli accenti e in tutte le lingue che non-è-assolutamente-concepibile-come-cosa-normale.
al massimo vesti uno da Babbo Natale e fagli pattugliare la spiaggia urlando, ma non questo. perchè? perchè? quanti chili di segatura hai nella scatola cranica per farti venire in mente un asino legato ad un pallone che vola sul mare d'Azov?

sei tonnellate, almeno.

lunedì, luglio 19, 2010

Asimmetrie volute

dare del lei è assurdo. anzitutto perchè si cambia sesso alla statistica metà delle persone a cui si dà. non ha senso. e poi vanno da sè le eventuali complicazioni in caso di alieni asessuati.
vabè, daremo del lui.
io l'unico lei che concepisco è il personaggio del videogioco Tekken, che neanche so usare bene (da ricordare il luogo comune su ogni personaggio di ogni gioco detto da praticamente qualsiasi amico che ne sapesse più di te: "non fa cagare, è fortissimo, se lo sai usare").
dicevo.
a che serve poi? se ti devo insultare, ti insulto lo stesso, se devo complimentarmi, mi complimento lo stesso. poi c'è una regola non scritta che impone di darlo a prescindere a persone da una certa età in poi, o che fanno un dato lavoro od hanno una certa carica.
almeno, spesso è così.
quindi magari do del tu al panettiere che è laureato in ragioneria e do del lei al politico che è laureato in ragioneria pure lui: l'unica differenza è che il primo sa far bene il suo lavoro.
no! non ha senso!
nella lingua inglese non c'è, è sostituito da un linguaggio più o meno gentile, elegante, ecc. credo lo sappiate. ma è tecnicamente sempre un tu. cazzo danno del tu a Barack Obama, favoloso!
quando chiedo "perchè?" di solito sono due le risposte: per rispetto/ per fomalità.
vado, ovviamente, a prendermela anche con queste due argomentazioni.
per rispetto: sicuramente il rispetto non si vede dal lei, anche perchè poi se appena volta l'angolo gli piscio sulla macchina potrei tranquillamente dargli del tu. forse sarebbe un problema in rapporti di dipendenza tipo datore di lavoro e impiegato, ma con l'abolizione del lei non ci sarebbero cambiamenti negli istinti omicidi reciproci. nel caso contrario, poi, in cui io volessi mostrare rispetto ad una persona, mi comporterei ed agirei di conseguenza, senza problemi.
per formalità: tutto ciò che è pura formalità è inutile. è un dato di fatto.
in definitiva, io odio il lei, nel caso non si fosse capito.

domenica, luglio 18, 2010

basta, ho deciso:






























































































no niente, era per dire.

sabato, luglio 17, 2010

Meglio il niente del superfluo

ci prendono per la disperazione, e poi ci buttano ancora più in basso. ci hanno presi tutti e, cercando di salvarci l'un con l'altro, anneghiamo a turno.
ci dimeniamo senza accorgergi che ci sta tirando giù la nostra stessa mano e non riusciamo ad ammetterlo, non crediamo a simili sciocchezze.
serve aiuto.
ma chi lo chiede non lo ha, chi non ha la forza di chiederlo non vuole far vedere di averne bisogno e lo rifiuta.
iniziamo ad ascoltarci meglio.

venerdì, luglio 16, 2010

Pronto al peggio, ma in tempi migliori

,

venerdì risotto: risotto ai fagioli
pietanza da cucinarsi e consumarsi preferibilmente in solitaria, e nemmeno dovunque. sconsigliati i piccoli spazi. a parte le controindicazioni, tuttavia, questo risotto si rivela rustico e semplice, il che permette di cavarsela con poco (sempre che non si opti per il furto dei suddetti fagioli). basta saper accendere il fuoco o, in caso negativo, aspettare che cuociano da soli (non sempre funziona).

giovedì, luglio 15, 2010

Art where there ain't

le zanzare sono rompicoglioni, e si sa. ma sono anche subdole.
potrebbero limitarsi a mangiarti vivo succhiandoti completamente tutto il sangue che hai senza rompere tanto i coglioni e invece, di notte, ti si infilano pure nelle orecchie. io le odio per quello, mica perchè mi pinzano.
cazzo, un po' di regole della buona convivenza. io non ti spappolo nel muro con una violenza inversamente proporzionale all'ora notturna a cui mi svegli, ma te non ronzarmi nei timpani.

mercoledì, luglio 14, 2010

250

ci sono cose che si possono fare e cose che non si possono fare.
regole non scritte.
puoi correre nudo per strada? puoi.
puoi fare rally sul tetto di un palazzo? puoi.
puoi mangiarti le calamite dei Simpson? puoi.
puoi rubare la macchina ai Vigili Urbani? puoi.
puoi rotolarti sui tavoli di un ristorante? puoi.
puoi far suonare il pianoforte di John Lennon a Lady Gaga? non puoi.
perchè? ma come perchè? perchè non puoi, mi sembra ovvio.
è come far guidare l'Aston Martin di James Bond ad Alvin Superstar! no!

martedì, luglio 13, 2010

Il giudizio è aggiornato esclusivamente all'ultimo ricordo

ora, se volete, attaccatevi pure.
a dove? boh, ci sarà una sporgenza da qualche parte...ah sì, là c'è un pezzo di ferro che esce dal muro. non so se deve andare da qualche parte però, sono problemi vostri.
dunque io vado, tanto lo sentite il rumore dei miei passi, i corridoi sono lunghi e stretti e risuona tutto. questo salone è immenso. ad ogni modo ho anche i piedi bagnati, la moquette non dovrebbe assorbire le mie impronte prima di stanotte.
devo ritrovare il calendario, prima di tutto.
dunque sempre dritti e nel caso vi perdeste chiedete pure al muro di destra, quello coi graffiti. Jean-Michel è giusto al bagno, lo sveglio appena arriva la torta.
se poi riesco a scrivermi gli impegni senza confondere i mesi, riusciamo anche ad organizzare qualcosa di compiuto. per adesso dovete accontentarvi con quel che c'è.
comunque dovreste trovarvi a vostro agio, altrimenti ditelo subito che spengo la luce.
ad ogni modo, c'è una spirale gigante tutta colorata; una roba un po' psichedelica, lo so, ma al mercato non è che puoi scegliere se quello o quell'altro quando hai solo spicci. anche se poi l'ho pagato in marionette, ma questo dipende dal falsetto.
voi rifatevi da qui e arrivate in fondo, c'è anche da mangiare.
lasciate a casa il senso compiuto e non cercate di rimpiazzarlo, rimarreste solo spaesati o non so come.
allora io, zaino in spalla, vado. ci vediamo al bar, in ritardo possibilmente.
come?
ah beh certo, ognuno farà qualcosa, avrà la sua parte. io mi farò venire delle idee. se non verranno fuori, cercherò di bucarmi la testa in vari modi per farle uscire e...il gran finale, ovviamente.
poi pulisco, eh.

lunedì, luglio 12, 2010

Troppi ideali, meglio scriverseli


togliete pure le prime due parole, non mi si addicono molto.
(via 9gag)

domenica, luglio 11, 2010

Interessante disinteresse

"quanto è vivo lei, signor Alexander? in percentuale, intendo."
"ottanta per cento, signore. sono della vecchia generazione, ancora, pensi, ci davano il cuore."
"non ne dubito. ma io sono qui come suo superiore grazie al mio venti per cento, se ne ricordi."
"non ha rimpianti? desideri?"
"come potrei averne? io penso ad uccidere, lei pensi a provare un briciolo di pietà, è qui per questo."

sabato, luglio 10, 2010

Altruismo solare

io so come morirò. almeno, nel caso arrivassi ad un'età avanzata.
escludo a prescindere le puttanate sul 2012.
le estati diventeranno sempre più calde e io farò la fine di un uovo al tegamino.
il tegamino sarà il marciapiede su cui avrò camminato ogni mattina per andare, con bastone alla mano, a prendere il pane.
mi accascerò come una piadina, spalmandomi a terra piegato dal sole cocente.
l'ambulanza ovviamente non farà in tempo a salvarmi e i volontari che mi saranno venuti a raccattare, si spartiranno la focaccia che avrò con me.

ha!
non ho parole per questa notizia, ogni descrizione la rovinerebbe.

visto toy story 3, voto otto (nove se avessi avuto dieci anni di meno).

venerdì, luglio 09, 2010

Alcuni perchè hanno i loro perchè

sparì un secondo dalla stanza, giusto per controllare il tempo dalla finestra in cucina. guardò fuori e apprezzò il sole delle sette da poco sveglio. rientrò nello studio e poi nella macchina, sperando di ritrovare la luce anche nel 2120.

venerdì risotto: risotto
pietanza ardua da preparare in quanto dal nome troppo facile e quindi sottovalutabile. ricordatevi che tutto può andare storto da un momento all'altro. durante la preparazione, dunque, tenete sempre con voi una Glock (il risotto potrebbe saltarvi al collo proprio mentre pensate "che bella giornata").
cucinate poi il riso nel modo tradizionale senza fronzoli nè tocchi di classe che sicuramente non vi riuscirebbero. infine, per essere pronti anche durante la digestione, esercitatevi a dormire con un occhio aperto.

giovedì, luglio 08, 2010

Ognuno, in qualcosa, è stato il primo assoluto

uno si arrabbia per varie cose e sta bene per altre, si riempie di luoghi comuni e mangia l'ordinario.
perchè tutto questo?
perchè di notte c'è silenzio, spesso, e la musica, se la si vuole, la si deve immaginare.
perchè di giorno è troppo caldo per correre qua e là, ma fermarsi a pensare fa sudare ugualmente.
perchè su Marte si vogliono vedere gli alieni, quando ce li ritroviamo già qua.
basterebbe qualcosa, non poco, ma qualcosa. sostanza.
si riesce poco e si vorrebbe molto quando non si può; si esagera.

ho dato un titolo ad ogni giorno passato via dal mondo, saltando a piè pari il venerdì risotto.

mercoledì, luglio 07, 2010

l'insolvibile guerra tra muri

martedì, luglio 06, 2010

siediti e pensa, alzati e corri

lunedì, luglio 05, 2010

rompere senza toccare

domenica, luglio 04, 2010

inseparabili distanze

sabato, luglio 03, 2010

condividere l'unicità

venerdì, luglio 02, 2010

l'agguato alla paura

giovedì, luglio 01, 2010

l'aspetto prioritario non ha aspetto