domenica, gennaio 31, 2010

Ci sono giorni che sembrano notti

questo artista distrugge le opere degli altri.
domani lo troveranno morto con la testa spaccata da un Modigliani.

visto tra le nuvole, voto nove.

sabato, gennaio 30, 2010

Cadendo si può anche rimbalzare

a volte basta l'entusiasmo.


macchina, pronta.
valigie, dentro.
benzina, già messa.
batterie, ricaricate con 10 ore di sonno.
macchina fotografica, a portata di mano.
"si va?" gli chiese elettrizzato.
"si va!" gli rispose raggiante.

le strisce bianche dell'autostrada correvano forte sotto le ruote della Punto stracarica.
Doors a palla nello stereo.
era il viaggio, il primo viaggio.
soli.
via veloci, niente poteva fermarli.
nemmeno la nostalgia di casa che cercava già di trattenerli alla prima curva.
nessun pensiero, testa fuori dal finestrino, piedi sul cruscotto, sigarette segretamente comprate ed accuratamente razionate per farle bastare.

ecco la strada, alberi, campagna.
fiori.
profumo di libertà, in mezzo al nulla.

si sporse fuori ed urlò al mondo, alla valle scaldata dal sole alto.
arrivati.
spense il telefono, come ultimo atto tecnologico di quella permanenza.
la vacanza poteva cominciare.


"è prontoooooooooooooooooooooooooooooo!" sentì la mamma urlare dalle scale.
mosse gli occhi incantati sull'orizzonte.
scese dalla sedia sotto la finestra ed andò a lavarsi le mani.
si sedette a tavola con uno stupido risolino stampato in faccia, pensando alla macchina che si allontanava dal suo sguardo.
"dov'è tuo fratello?" gli chiese.
"è andato via, con Marco. l'aveva detto."
"cosacosacosa? io quello...mmmmmh!" afferrò il telefono.
"niente...tutti e due staccati! e dove sono andati quei due? lo sai? te l'ha detto?"
"no..non lo so."
"e certo! vuoi che lo vada a dire al fratello di dieci anni? certo che no! ma almeno alla mamma! ora lo senti il babbo! vedrai che li fa ritornare lui, vedrai. e te mangia quello che hai nel piatto. e levati quel sorriso dalla bocca che se scopro che sai dove sono ti puoi scordare il calcio a vita."

non toccò quasi niente. era troppo estasiato.
la sera tornavano a prenderlo.

venerdì, gennaio 29, 2010

E' nato prima il monociclo o la bicicletta?

se oggi volete perdere tempo, ho quello che fa per voi.
un modo semplice e soprattutto inutile di spendere dieci minuti qualsiasi della vostra vita qualsiasi.
venerdì risotto: risotto del marinaio.
comprate una bomba. andate al porto e sceglietevi un marinaio qualunque. seguitelo, pedinatelo ovunque si sposti con particolare attenzione durante l'ora dei pasti. attendete che ordini o si prepari un risotto. non appena il risotto sarà davanti a lui lanciate la bomba. nel momento di caos e distrazione generale agite scattanti: rubategli il risotto.

ho deciso di espandere il mio dominio anche su Tumblr.
precisamente qui.

giovedì, gennaio 28, 2010

"Ti prego" disse l'ateo

condividere
rendersi conto che in fondo, condividere, diventa l'essenza stessa del vivere
e non per un semplice fatto di onestà quasi teatrale, ma per alchimia, per dar fuoco alla piccola fiammella degli occhi,
scorrere col pensiero negli ultimi minuti di vita e realizzare che alla fine, niente ha avuto senso finchè qualcuno non ce ne ha staccato un pezzettino facendolo suo
non c'è tempesta che possa spazzarlo via questo, il condividere
share with me this beautiful sun, because without you it will become the saddest moon

infine
belle cose.
cane 2 freddo 0.

mercoledì, gennaio 27, 2010

C'è sempre un lato palloso

ogni tanto mentre ho gli occhi chiusi vedo come dei flash.
partendo dal fatto che non mi drogo mi si aprono di fronte tre possibili ipotesi:
1) qualcuno si diverte a farmi le foto mentre cerco di dormire e riesce a nascondersi prima che io apra gli occhi;
2) è Gesù che tenta di apparirmi in sogno ma che poi si rende conto che potrei bestemmiarlo anche lì e quindi ci rinuncia;
3) tutte e due insieme.

martedì, gennaio 26, 2010

E' normale pensare che ciò che è normale non sia normale


su Repubblica online c'è questa bellissima raccolta di disegni fatti da bambini di tutto il mondo che raccontano il lavoro minorile. quello sopra, secondo me, senza nulla togliere agli altri, è il migliore.

e poi il film imperdibile. dentro una bara, all the time long.
altro che Avatar in 7D.

infine un po' di tristezza per il pesce triste. qui.

lunedì, gennaio 25, 2010

Non è solo il sole a riscaldare

questo è un mio interrogativo. l'ennesimo.
perchè se l'aria calda sta in alto e quella fredda in basso, in montagna si gela ed in pianura si sta bene?
lo so che esiste un'ovvia spiegazione scientifica, ma a me non va giù che in casa mia il fatto dell'aria in basso e in alto accada e fuori no.
voglio una camera delle dimensioni della terra, voglio l'aria calda in alto e quella fredda in basso dovunque.
e dentro ci voglio una stufa alta come il K2.
che poi, a pensarci, se fosse realmente così, per riscaldarsi basterebbe uno scaleo.

domenica, gennaio 24, 2010

pensavo succedesse solo nei fumetti.

ah, venerdì visto la prima cosa bella, voto dieci.

sabato, gennaio 23, 2010

Darò tutto in beneficenza, apparte i soldi per ricomprarrmelo

po' si scrive po', non pò.
è poco a metà, dunque po' con l'apostrofo.
il pò mi manda in bestia.
e anche il Po, già che ci siamo.
vabè
oggi post a punti. . . . .
non perchè il blog si sia fatto un taglio che quindi andrebbe suturato (che poi se il blog venisse a tagliato sarebbe un bl').
ok basta.

1) a Pisa c'è un ristorante gestito da ex pazienti psichiatrici e secondo me è una gran cosa. qui l'articolo.
2) nella Città del Vaticano c'è un tedesco che chiamano Papa (no, non papà, lo chiamano proprio Papa, senz'accento, incredibile) che vorrebbe evangelizzare Internet e secondo me è una brutta cosa. o perlomeno stupida. qui l'articolo.
3) un pazzo furioso vuole buttarsi in caduta libera da 36,5 km; il mio sogno. anche se il mio sogno includerebbe il fatto di spiaccicarsi al suolo e rinascere come nei videogame.
e poi rifarlo, ovviamente.

venerdì, gennaio 22, 2010

Nuovo è tutto ciò che può ancora rompersi

Povia.
ecco, Povia.
non mi esprimo sullo scorso Sanremo.
ma su questo ormai mi è venuto un pensierino e non posso reprimerlo, è più forte di me, io sforzo le meningi ma lui in qualche modo riesce a scivolare giù fino alle mani imponendo loro di scriverlo.
ergo, ve lo beccate.

insomma oggi leggevo La Repubblica online.
mi imbatto in quest'articolo.
cioè, questo gruppetto semisconosciuto (almeno per me) ha scritto una canzone per Eluana Englaro e l'ha fatta ascoltare al padre in modo molto discreto, quasi intimo e senza sbandieramenti.
ma il nostro Povia no.
lui l'ha scelto come cavallo di battaglia per quella massa di merda che è il Festival di Sanremo.
lui deve fare scalpore, deve fare notizia.
deve far vedere che a lui interessa.
ma stocazzo


vabè, addolciamoci col settimanale
venerdì risotto!
risotto al caviale di melanzane.
allora, io ho sempre creduto che il caviale fossero le uova di storione, un pesce.
siccome non ho assolutamente intenzione di dedicare prezioso spazio cerebrale alla verifica di questa mia conoscenza, mi vedo (anzi, vi vedo) di fronte ad un bivio:
o trasformate le melanzane in storione e fate deporre loro le uova per farci il caviale, o saltate il passaggio della trasformazione e fate accoppiare una melanzana con un melanzano ed aspettate che partorisca (anche se tecnicamente in questo caso le uova sarebbero di melanzana e non di storione e quindi sarebbe risotto alle uova di melanzana).
terza ipotesi: stasera bistecca.


ultima cosa. giusto per far vedere al mondo quanto sono ridicolo con la macchina fotografica, mi sono iscritto a Flickr.
qui le mie foto.
guardatele prima di mangiare, che sennò vomitate il buon risotto che avete appena preparato.

giovedì, gennaio 21, 2010

Abbracciare un albero a 160 all'ora vuol dire essere ubriachi o amanti della natura?

non ho tempo di inventare qualcosa che
diverta/interessi/stupisca/piacca/quant'altro.
fatelo voi per me

mercoledì, gennaio 20, 2010

Chi non crede nell'aldilà crede nel game over, chi invece non crede nella morte dell'anima crede nell'insert coin

due cose, quest'oggi.
1) come potete leggere alla vostra sinistra, c'è un elenco di siti consigliati. potete snobbarli tutti, ma non questo.
2) mi chiedevo come sia nato il primo dizionario. io mi immagino questi due chiusi in una stanzetta illuminata a candela che scrivono pagine su pagine facendo conversazioni del tipo "galvanocaustica l'hai messo?" "già! come dimenticarselo!"
o del tipo "spongiforme l'abbiamo già scritto?" "aspetta che controllo tra questi fogli in giro..."
o ancora "che cazzo vuol dire adrenocorticotropo?" "che cazzo ne so, mettici un significato a caso."
o infine "casa ce lo metto?" "e chi è che apre il dizionario per guardare il significato di casa? non metterlo."

mah

martedì, gennaio 19, 2010

Di lei mi coplì soprattutto il gancio destro

lo stomaco gli brontolava insistentemente, ma a lui piaceva pensare che quel rumore venisse dalla macchinetta del caffè che non aveva. così, giusto per sognare un po'. un caffè caldo che lo aspettava di là, in cucina.
tutto quello che aveva però era un foglio, anzi, tanti fogli. tanti fogli e qualche penna. fogli rigorosamente rubati e penne sottratte a qualche bar o ristorante.
ovvio, qualcosa di che mangiare ce l'aveva. ogni tanto qualche giornale gli comprava una storia per una miseria e con quella, lui, ci andava avanti per mesi. e nel frattempo scriveva. scriveva pacchi di carta e parole che riempivano disordinatamente la sua stanza illuminata dal sole di giorno e dal lampione vicino di notte.
scriveva di gente normale, gente come lui. gente che però, a differenza sua, mangiava, si ingozzava di cibo. la tavola era il centro dei suoi racconti. si ritrovavano tutti a pranzo, i suoi personaggi. e tra un piatto e l'altro, succedeva di tutto. si rompevano matrimoni, morivano persone, si rideva, si sconvolgeva l'equilibrio della famiglia, nascevano bambini. di tutto fino all'inverosimile.
ma lui sognava. sognava una rubrica tutta sua. "il mercoledì della tavola": così l'avrebbe chiamata.
intanto continuava a scrivere, intabarrato nella giacca lacera e sudicia trovata nella spazzatura ed nel cappello di lana, unico regalo mai ricevuto.
faceva scorrere la mano rachitica e infreddolita sui fogli impugnando la penna come fosse la corda che lo teneva a galla in un mare di difficoltà al limite del possibile, come le sue storie.
scriveva ascoltando Chet Baker, che suonava dal grammofono della stanza accanto.
ma una sera, verso dicembre, mentre il cielo si oscurava alle cinque del pomeriggio, lo stomaco gli diede una stretta che nemmeno l'inchiostro sulle pagine avrebbe potuto fermare. si piegò in avanti cercando di ricordare quando fosse stata l'ultima volta che aveva messo qualcosa sotto i denti.
doveva essere stato almeno due o tre giorni fa.
doveva essere stato un avanzo rimediato, poca roba insomma.
e d'improvviso si mise a leggere rapidamente tutti i suoi fogli, tutti quelli che gli capitavano sotto mano. e lesse di enormi pranzi, cene colossali, pietanze di ogni sorta ed invitati grassi che ruttavano e si facevano grandi davanti ai loro piatti strabordanti di pollo arrosto.
così ne prese uno e se lo mise in bocca; ed iniziò a masticare. poi un altro. e un altro e un altro ancora. ed ingoiava. ingoiava tutta quella carta, che così piena di profumo e sostanza gli sembrava.
poi al quarto o quinto foglio appallottolato con frenesia rimase senza fiato, strozzato, e cadde all'indietro.
soffocato, ucciso dalla sua stessa materia, ucciso da tutte le persone con pance più piene della sua, pance che lui stesso aveva riempito.
gli scappò un pensiero, su questa cosa, poco prima di morire.
e gli sembrò vagamente assurdo.

domenica, gennaio 17, 2010

Chiudere la porta è chiudere la porta, non accostare la porta

piccoli.
quando quelli di sei anni sono grandi.
piccoli.
quando già girare la maniglia della porta è una sfida.
ma grandi.
quando schiacciare tutti sarebbe l'unica soluzione.
grandi.
quando l'età è ormai a due cifre.
oppure sospesi.
quando si gioca ancora con le penne.
sospesi.
quando la risata è la prima parola.
sospesi.
quando c'è anche un lato serio.
sospesi.
quando.
quando non c'è più un quando.
quando si è
e basta.

Gas Panic! - Oasis
The Harest Part + Postcards From Far Away (leftrightleftrightleft version) - Coldplay
altre due nella lista delle più belle canzoni di sempre secondo il mio paio d'orecchie.

sabato, gennaio 16, 2010

Superare ed essere superati, superarsi per non essere superati

passami l'acqua, e per me sarà il mare.
lasciami un ricordo, e per me sarà una fotografia.
dammi un minuto, sarà l'attimo senza tempo.


perchè sforzarsi di scrivere quando non c'è niente da scrivere?
perchè sforzarsi di fare quando non c'è più niente da fare?
sembra tutto recuperabile, il no, non è ancora finita.
il non arrendersi. a cosa?
spesso a sè stessi.
lo stupido e lo specchio.
lo stupido che correva e correva, senza mollare mai, aspettando che l'avversario cadesse sfinito.
ma l'altro lo seguiva di pari passo, instancabile, tale e quale a lui, riflesso dal vetro.

e allora sediamoci tutti e aspettiamo. aspettiamo che qualcuno ci dica cosa fare, chi salvare prima. chi salvare.
oppure salviamoli tutti.
anche se alla fine, a conti fatti...a conti fatti tutto si riduce ad un numero, a tante cifre.
chi avrebbe mai pensato che nei numeri avremo riposto così tanto significato.
o così poco.


visto io, loro e Lara, voto sette e mezzo.
Laura Chiatti recita e si vede che recita.

venerdì, gennaio 15, 2010

Ti ho fatto una domanda per darti la mia risposta

buone nuove.
ieri avevo linkato una notizia nella quale si parlava di 29 maiali che sarebbero stati uccisi sotto la neve per condurre alcuni esperimenti.
il tutto, fortunatamente, è stato annullato.
sempre parlando di neve e di animali, poi, c'è pure questa bella cosa.
togliendo infine la neve e rimanendo però sugli animali, arriviamo alla cattiva nuova.

venerdì risotto: risotto alle fragole.
dico subito che appena mi è stato suggerito ho detto "risotto alle fragole?!" con una faccia normalissima ma con una sensazione mista tra il goloso mo' me te magno e lo schifato bleah 'mmazza che zozzeria (chiedo scusa ad Alberto Sordi per averlo citato nella rubrica meno seguita del sistema solare).
ma dicevamo: risotto alle fragole.
piantate un fragolo in una risaia e annaffiatelo.
fine.

giovedì, gennaio 14, 2010

Il peggiore dei futuri possibili è peggiore perchè appunto possibile e in quanto poi, il migliore dei futuri, è impossibile

ho deciso che oggi, almeno per quanto egoisticamente riguarda me, è un giorno bello.
però Cota, Bossi, Calderoli, Castelli, mi danno veramente la nausea.
ma vabè, guardo oltre.
e vedo questo.
ma checcazzo.
ma niente ma.
oggi è una giorno bello quindi via, giro la testa, per questa volta.
e inizio a camminare.
ma trovo questo.
tuttavia l'aura di luce che today mi avvolge non è ancora distrutta.
dopotutto è roba successa all'estero.
e quindi la mia marcetta col sorriso idiota sulla faccia, continua.
ma inizia a piovere.
e piove questo.
oddio.
ma ho l'ombrello. e te no. e te ti bagni. e io no. e io oggi sono felice e nessuno, mi dispiace per voi, nessuno e niente può distruggermi.
sono così felice ed indistruttibile che potrei saltare su una mina e perdere tutti gli arti e continuare ad avere questo sorriso beffardo e babbeonico sulla faccia.
poi però pesto una merda.
è una merda secca che quasi nemmeno puzza, ma che già per il fatto di esistere ancora dopo anni di intemperie che hanno tentato invano di decomporla, rompe i coglioni.

che giorno del cazzo.

mercoledì, gennaio 13, 2010

The Servant - Cells

e spacco tutto, spacco tutto. corro veramente veloce e arriverò primo. sono il più veloce del mondo. il più forte di tutti. distruggo il mondo.
magari.
eh già, magari.

martedì, gennaio 12, 2010

lunedì, gennaio 11, 2010

Ad eccezione delle cose piacevoli, andrà tutto come ti aspetti

sopra.
dall'altra parte, finalmente.
urlano, urlano per noi.
e allora dai, partiamo. via.
bel giro. ecco, ti vengo dietro.
sento la cassa, i feedback sparati dalle spie mi fanno sgranare gli occhi.
cazzo quanti sono.
sì, sì, faccio sì con la testa, mi diverto, sento i brividi attraversarmi la schiena in ascensore. su e giù.
aumenta. aumenta.
dai, carica. resta qui.
resta qui, lasciamo che questo minuto ci avvolga.
adesso scendi, rallenta
e tienili sulle spine.
piano, piano. accenna.
urla, impazziscono.
dai, dai.
"one, two, three, four!"


dall'altra parte.
dall'altra parte, cazzo.
dall'altra parte, finalmente.
non voglio aprire gli occhi, non adesso.
aprire gli occhi e accorgermi
che non c'è proprio nessuno qui.
solo noi.
ed il suono che rimbomba nella stanza.
il suono che pulsa.
ma li chiudo di nuovo, gli occhi,
per sgranarli ancora
dall'altra parte.

domenica, gennaio 10, 2010

Il mostrino dell'acqua senzatetto

"gli uomini più stupidi ed inutili di questo pianeta awards 2010"
in lista c'è anche lui.

sabato, gennaio 09, 2010

Nerone bruciò Roma per masterizzare un cd

mi chiedo se ci sia almeno una specie animale che non abbia a che fare con qualche sacco di merda.

probabilmente no. probabilmente esistono anche i bracconieri di platelminti turbellari (che sarebbero questi). ma tanto gli animali spaccano, come sempre (vedi sotto).



venerdì, gennaio 08, 2010

Era un maestro negli scherzi telefonici, peccato che fosse nato nelle preistoria

per rimediare alle mie dimenticanze verso questa rubrica avvenute nei due venerdì precedenti, oggi decido di occuparmi soltanto del suddetto argomento.
dunque via
venerdì risotto: risotto con piselli e non mi ricordo cosa dunque aggiungete voi qualcosa. non aggiungete fave, che sennò i piselli ci rimangono male. se poi volete fare il riso con i piccioni ed i piselli, allora usate pure una fava per catturare i volatili. io vi consiglio di aggiungere calcinacci e mattonelle, per rendere il tutto un po' più delicato. per procurarvi i piselli invece non dovete far altro che rubarli al vostro contadino di fiducia, anche se sconsiglio di rubare il suo proprio. poi cuocete tutto senza dar fuoco alla cucina o alle tende e gustate come fanno nelle pubblicità.

non posso esentarmi dal suggerirvi queste due spassosità per la cui segnalazione devo ringraziare due amici, uno grasso e uno magro.
here
and there.

giovedì, gennaio 07, 2010

Ora piove, ora non piove

pranzettino fuori casa, ieri.
tutta una serie di partecipanti a cui ho deciso che darò un voto, una valutazione ed una cosa che vorrei dirgli.

ragazzo che ho visto appena entrato e che poi è sparito (e che non ho nemmeno salutato): faccia nota, ma a riguardare le foto dove l'ho visto mi sembra molto scemo, voto cinque; "ciao".
cane 1: piccolo e festoso, voto sette e mezzo; "ciaaaaaaaaaaao".
cane 2: enorme e un po' meno festoso, voto sette; "buono, giù, buono!"
padrone di casa: non ho capito se è razzista oppure no, se sa di vivere in Italia oppure no, beve coca cola col cotechino, va a caccia, voto cinque meno; "Telecom fa schifo, è un dato di fatto, dunque fattene una ragione".
compagna del padrone di casa: simpatica, intraprendente, intelligente, non è su Facebook, voto otto; "dove l'hai trovato questo?!" (indicando il compagno).
mamma del padrone di casa: testa piccolissima, quasi al pari di quella del primo cane, sembra la classica donna di casa anziana che cucina bene e ti fa sentire a tuo agio, e invece non è nessuna delle due, ma mi ha augurato ogni bene possibile, voto sei e mezzo; "devo darle del lei o del tu?".
figlio del padrone di casa: non l'ho nè salutato, nè mi sono presentato, gli davo diciassette anni e invece ne ha quattordici, si veste male, ha un Mac che spacca il culo, voto sei meno meno; "arreda la camera, gli scaffali vuoti fanno una tristezza, ma una tristezza".
sorella della compagna del padrone di casa: già la conoscevo, niente da dire su di lei, fantastica, voto otto più; "il prossimo figlio sarà una forza".
mamma della compagna del padrone di casa e di quella sopra: un razzo sardo, una bomba, dolci buonissimi e nient'altro da aggiungere, voto otto e mezzo; "la prossima volta, sulle formaggelle, mettici anche i pippolini colorati".
marito della sorella della compagna del padrone di casa: già conoscevo pure lui, mitico quando prende per il culo il dialetto sardo, saggia decisione quella di andare a letto subito dopo mangiato risparmiandosi il tipo di merda di cui poco sotto, voto otto; "la barbetta così ti fa molto cattivo".
figlia della sorella della padrona di casa e del marito di cui sopra: occhi come pietre preziose che parlano assieme alla bocca che per ora scandisce male le parole, anche per lei l'ottima scelta di farsi venire sonno subito dopo mangiato, voto otto e mezzo; "gu!".
donna arrivata a pranzo finito: boh, tanti boh, non so che dire di te, voto sei; "perchè pensi di conoscermi?".
figlia, credo, della donna arrivata a pranzo finito: mi sono accorto che c'era solo verso le quattro del pomeriggio, non l'ho nemmeno vista in faccia, invotabile; "...".
uomo arrivato ad un certo punto 1: dal viso rosso ho pensato subito che fosse completamente ubriaco, poi il suo silenzio ostentato mi ha fatto sorgere il dubbio sul fatto che fosse stupido o ubriaco per davvero, voto sei; "lavati i denti, almeno una volta a settimana, dato che non apri bocca quasi mai ma quando lo fai si vede".
uomo arrivato ad un certo punto 2 ovvero la chicca della giornata:
battute sul trombare a raffica, discorsi in bergamasco senza sosta, liquirizie in continuazione, bestemmie al posto delle virgole (aspetto che ha piacevolmente contrastato la Madonna alta un metro sotto il porticato esterno), voto tre più; "se il mondo fosse infestato dagli zombies ed io avessi in mano una doppietta, farei finta di scambiarti per uno zombie".

durata complessiva dell'agonia: poco meno di cinque ore.
voto complessivo all'agonia: poco meno di cinque.
frase peggiore: "-qualsiasi cosa detta in bergamasco-".
frase migliore: "noi andiamo".


la pubblicità di Mediaset Premium vorrebbe farmi capire che esistono "migliori reality". incredibile.
odio incondizionato verso la pubblicità della Patasnella, vomito spontaneo verso la canzone della stessa pubblicità.

Underneath the Stars - The Cure
Californication - Red Hot Chili Peppers
new entries nelle migliori canzoni di sempre secondo il musicalmente non acculturato sottoscritto.

mercoledì, gennaio 06, 2010

Essere stupidi del tutto, o per niente intelligenti?

dritto in classifica dei miei animali preferiti, adesso ci manca il pesce banana.
perchè fanno la carta igienica profumata, se poi bisogna pulircisi il culo?
e poi un applauso alla mia amica F. che ha portato il gatto a castrare non sapendo fosse una femmina.
tuttoattaccatooggiperchèvadodifrettabuonabefanaetantacaccaatutti

martedì, gennaio 05, 2010

Succhierò il mare con una cannuccia e poi mi verrete a dire che non ho salato la pasta

la canzone del giorno.
fa ballettare dall'inzio alla fine, almeno a me

che palle che Heath Ledger sia morto.
che palle che Andrea Pazienza sia morto.

"ma questo che rumore è?"
"non senti?"


che palle che Jimi Hendrix e Demetrio Stratos siano morti.

"acqua."
"acqua e? sento qualcos'altro."
"violini. acqua e violini."


che palle che Martin Luther King sia morto.
che palle che Charles Bukowski sia morto.

"e il sottofondo? il sottofondo lo senti?"
"è un ticchettio. che cazzo è?"
"è un timer, un timer che ci portiamo dietro da quando ci siamo immersi. siamo fottuti."


che palle un sacco di cose, tipo legarsi tutte e due le scarpe e lavarsi i denti la sera.

lunedì, gennaio 04, 2010

domenica, gennaio 03, 2010

E' proprio quando ti senti qualcuno che non sei assolutamente nessuno

e il treno non arriva. un'ora di ritardo e ancora non arriva.
non vedrò mai Siracusa, non vedrò mai la luce sulle finestre di Siracusa, e tutto il resto che c'è a Siracusa.
ma tu solo alza un dito.
ahia cazzo.
eppure...9583, novecinqueottotre...su questi tabelloni non ci si capisce un cazzo.
dunque.
ah, fame. e cazzo fermi! porca putt..vabè. allora, le sei, le sei.
le sei.
aspetta
cinque quattro tre...sei. ok
eccolo cazzo, binario 8?
sottopasso; merda, ha cambiato binario.
oh guarda chi c'è
no ma non posso salutarlo perdo il treno
fame
ah no ma nello zaino ho qualcosa
lo zaino
porca troia
lo zaino!
merda merda merda...delle cinquezerouno, è il mio.
un'ora di ritardo
sìsì, è il mio per forza
via! levati, che cazzo ci fa tutta questa gente alla stazione di sabato
oh eccolo
fame, boia
ah, non parte subito
no cavolo quello è un altro!
sì, merda è in partenza eccolo lì, fermo fermo fermo nonononono
cazzo no
uff uff
ho fame, conta.
uno due tre quattro...se entro il venti non arrivi parte
dieci undici tredici, no prima dodici
cazzo!
ecco....
perso

vado a mangiare


visto il mio amico Eric, voto nove strapieno.
Ken Loach complimenti.

sabato, gennaio 02, 2010

Quando si scherza ci si prende troppo sul serio

canzoni più belle di sempre, nuovi arrivi:
Venice Queen - Red Hot Chili Peppers (versione live a Slane Castle)
Little Wing - Stevie Ray Vaughan (Jimi Hendrix instumental cover)

venerdì risotto:
(che come venerdì scorso, mi sono dimenticato di scrivere)
dicevo
risotto come vi pare a voi, non ho tempo di scrivere perchè devo uscire.
ciao

non mangiate in fretta che vi viene la colite

venerdì, gennaio 01, 2010

Se parli per metafore fai sempre bella figura con tutti, ma non ti capisce mai nessuno

cavolo, ho scordato le chiavi della macchina nel 2009!

si rigirò nel letto più volte, senza criterio, senza voglia di dormire.
ma lì si era ritrovato, e lì sarebbe rimasto almeno finchè la testa non avrebbe smesso di girargli.
uno spiffero gelido gli squarciava la coperta a metà, graffiandogli i piedi e la punta del naso.
cercò di stringersi a sè, rannicchiandosi, facendosi sfuggire un brivido che gli attraversò la schiena indolenzita come una metropolitana.
si asciugò il sudore dalla fronte, anche se non sentiva affatto caldo.
eppure gocciolava.
ma non vedeva gli altri.
ecco che c'era di strano, che c'era lui ma non c'erano gli altri.
quando schiuse la palpebra destra e vide che davanti a lui c'era una pozza di vomito capì.
che merde, l'avevano lasciato fuori.
e lui, ubriaco, se n'era stato lì buono buono a dormire, credendo di essere in chissà quale comodo letto.