venerdì, settembre 30, 2011

Le idee non sono rifiuti, il loro riciclo non funziona

in due su un marciapiede, spediti in direzioni opposte. fisicamente parlando, stessa direzione e versi contrari. una persona sul lato esterno e l'altra sul lato interno, ma lo spazio è comunque troppo piccolo.
oltre il camminamento, un dirupo di fiamme.
"devo far vedere che si può ancora sperare negli altri, mi metterò lateralmente sul bordo e la farò passare".
"non posso né voglio apparire scortese, mi sposterò velocemente verso l'esterno e lo farò passare".
la prima persona si appiattisce al muro invisibile che lo separa dal burrone, mentre la seconda cambia improvvisamente direzione e le sbatte addosso senza il tempo di fermarsi. entrambe cadono nel fuoco, l'una per l'altra e viceversa, mentre il marciapiede rimane vuoto del loro raro altruismo.

giovedì, settembre 29, 2011

Il bersaglio si sposta continuamente, e se non lo fa, lo spostiamo noi

la bocca gli faceva un male boia. non sentiva più il sapore del sangue, ma le cicatrici sì, se ci passava sopra con la lingua. era rimasta una sola ferita, sul lato destro. si era rimarginata, ma aveva ancora quello strato di pelle sottile che la lasciava vulnerabile a qualunque cosa. se rideva, sentiva dolore, se mangiava, sentiva dolore. cercava di non parlare, di stare in disparte per non essere costretto a muovere le labbra ed avvertire quell'accenno di strappo, terribile e lancinante.
dopo cinque giorni di calma tornò tutto come prima, la bocca non faceva più male e a vita aveva invece ricominciato a farlo. seduto sul gabinetto, nella stanza calda e ammutolita dentro alla casa anch'essa silenziosa, ritornò famelico, preoccupato. senza nemmeno pensarci, spinto dall'abitudine e dal piacere, dal nervosismo che lo rendeva compulsivo, come da anni ormai, ricominciò a mordersi.


giovedì frittata: frittata fredda
allevate una gallina fin da piccola, ed addestratela nel più duro dei modi. fatela diventare una macchina della morte, una creatura spietata ed insensibile capace di distruggere ed uccidere senza alcun coinvolgimento emotivo. tenetela sotto costante pressione ed allenamento, insegnandole ad essere calcolatrice e mai affettuosa, calorosa. una volta raggiunto il punto di massima gelidezza possibile, raccogliete le sue uova migliori e conservatele in una cella frigorifera fino alla sua morte. in suo onore, poi, cucinate la frittata con le uova di cui sopra. il fuoco non potrà nulla contro la loro freddezza.
soluzione alternativa: cucinate una frittata normale e mangiatela domani.

mercoledì, settembre 28, 2011

Economia della distrazione

l'abbiamo messo lì e per il momento funziona. quando smetterà di farlo, lo butteremo e lo cambieremo con un altro. il vantaggio sta nel non avere di cosa preoccuparsi. se ne sta al suo posto e svolge i suoi compiti, non dà fastidio a nessuno e, soprattutto, nessuno dà fastidio a lui. nessuno infatti, a parte noi, sa che quello esiste. nessuno lo conosce, però vive bene grazie al suo lavoro. il nostro onere è quello di controllarlo una volta al mese e, se ancora attivo, cambiargli le pile, se inattivo, sostituirlo.
questa cosa è un telecomando. un apri-cancello, precisamente. serve per spalancare le ringhiere del Paradiso e tutti lo usano, prima o poi. quando qualcuno muore, preme il pulsante di apertura ed il cancello si apre per farlo entrare. noi quassù siamo da sempre gli incaricati a manutenerlo, scelti dagli Altissimi, quei cinque-seimila dèi che hanno deciso di scaricarci il fardello dell'ammissione nel Regno dei Cieli.
il problema principale però, sta proprio nel telecomando: consuma un sacco, e dunque ha bisogno di molte pile. se non viene ricaricato per tempo, non funziona e non apre il cancello. chi muore resta morto per sempre. ma noi non siamo dèi, e chi tempo fa ci ha comandato si è assunto anche questo rischio. ogni tanto ci dimentichiamo di comprare le pile.
dunque, il Paradiso o l'Aldilà o quello che è c'è, e pure il posto per tutti, moribondi e generazioni future. però a volte mancano le pile e qualcuno resta fuori.

martedì, settembre 27, 2011

Secondo, ma principale

che schifo questo accanto puzza. non riesco nemmeno a voltarmi, nemmeno a parlagli. il suo odore grida va' via. e nemmeno ho intenzione di lavarmi, perché con me non voglio avere nulla a che fare.

lunedì, settembre 26, 2011

O profondamente, o affatto

la mano marchiata sulla luna brillava
per l'unico eroe Mudokon su cui la gente contava
con la pelle color blu e gli spiriti a guidarlo
salvare le nostra ossa, solo lui potrà farlo!
ma se nelle mani dei Glukkon mai dovesse cadere
alla stirpe Mudokon, non resterebbero bandiere.


Oddworld: Abe's Exoddus

domenica, settembre 25, 2011

Quella sera domenicale d'inizio settimana

qualcosa da mettere sotto i timpani.



1974, autentico progressive italiano.
1998, il bello dell'elettronica.
2003, genio latino.

2008, una chitarra che racconta.

sabato, settembre 24, 2011

Quando sarà il frigo a mangiarsi ciò che hai dentro, non lamentarti di non avere più sentimenti

se ne sta, con il braccio artificiale dietro la schiena, appoggiato al muro coperto di muffa. si infila le gambe, si cambia la testa, ritrova quel che di diverso c'era da ieri. ormai è questa la vita che deve fare, se vuole diventare un essere più che meccanico. apre la carne, la terra e i vetri, infila dentro la bocca ed urla di liberarlo.
"portatemi via"

sa cos'è ancor prima di sapere dov'è. è un altro braccio elettrico, più grande del suo, che viene a prendersi i suoi sogni. lo spezza e lo separa, ne isola le parti più importanti e poi, lo distrugge. polvere.

ritrasmetti.
ritrasmetti.

venerdì, settembre 23, 2011

La mania pubblicitaria delle facciate fuorvianti e, di contro, l'autentica voglia di dar loro fuoco

da domani si terrà un nuovo corso, al centro fitness. il titolo è "come imparare a capire da soli quando non si è interessanti". la durata è di sessanta ore divise in due ore giornaliere per un mese. ogni iscritto avrà a disposizione un insegnante personale che lo seguirà per tutta la durata del corso. a questo proposito è obbligatorio comunicare in anticipo alla direzione la propria intenzione di partecipare, assieme ad un acconto di quindici Euro. il costo totale è di cinquanta Euro ed i posti disponibili sono dodici. il termine delle iscrizioni è tra cinque giorni.

descrizione del corso.
per la prima metà del corso, ogni partecipante dovrà relazionare liberamente con il suo insegnante. dopo le prime due lezioni, il personal trainer inizierà a punire corporalmente il suo allievo quando questo si rivelerà incapace di mantenere vivace e ascoltabile la conversazione. per la seconda metà del corso, i partecipanti verranno accoppiati una lezione sì e una no, in modo da correggersi a vicenda. gli strumenti usati dai maestri, e che poi potranno essere impiegati dagli stessi allievi nel confronto con gli altri (e con se stessi), saranno le mani e i piedi.
la testa verrà protetta da un apposito casco.

giovedì, settembre 22, 2011

Costa più quel che non si paga

ci sono un robottino e un robottone.
e basta, non mi viene altro.

giovedì frittata: gran frittata ai sapori dell'orto
trecento uova, ortaggi assortiti, pesticidi vari, terra q.b. e una padella standard.
se invece siete Dio, create delle mega-galline che facciano mega-uova (creare direttamente le mega-uova o addirittura tutta la frittata sarebbe francamente troppo semplice) e, al posto della terra, usate il pianeta Terra.
la padella rimane ovviamente standard.

mercoledì, settembre 21, 2011

Finché siamo, siamo seguaci

"merda"
"merda cosa?"
"merda"
"merda cosa?"
"te l'ho detto"
"cosa?"
"merda"
"perché?"
"come perché?"
"perché merda?"
"merda"
"merda cosa?"
"merda perché non capisci un cazzo"
"di cosa?"
"in generale"
"e perché?"
"perché ho pestato una merda"
"ma non avevi detto merda perché non capisco un cazzo?"
"anche"
"scusa ma quante merde ci sono?"
"una e l'ho pure pestata"
"e perché ne hai dette due?"
"perché non capisci un cazzo, lo vedi?"
"cosa?"
"merda"
"merda cosa?"

martedì, settembre 20, 2011

Il raro piacere di farlo

dall'occhio in poi hanno parlato tutti
perché ci hanno visto dentro
lo sguardo.

una Mercedes nera esce dal parcheggio della farmacia, sono le sei e mezzo e la sera inizia a presentarsi. l'auto si blocca sul limitare del marciapiede, aspettando che il traffico scompaia e gli permetta di entrare in strada. di fianco, a meno di un metro, un uomo di colore si gratta una spalla da sopra un maglione blu elettrico. nella mano libera ha un sacchetto di plastica bianco, di quelli misteriosi, che non ti dicono cosa contengono perché non riesci a guardarci attraverso.
da dentro la macchina, la testa del guidatore si volta alla sua sinistra per controllare la viabilità, e nello stesso momento l'attenzione dell'altro entra nell'abitacolo.
uno sguardo. da una parte il disinteresse, dall'altra parte
lo sguardo.

l'auto parte in mezzo al sempre più calmo ruscello stradale della sera, l'uomo di colore rimane lì, ad aspettare chissà cosa.

domenica, settembre 18, 2011

Lo sguardo gelido di persone calorose

la situazione mi inorridisce. favori in natura, giustificazioni infantili, negazione dell'evidenza, orecchie da mercante, apertura mentale inesistente, inadeguatezza al ruolo, impossibilità di concretizzare e, ancor prima, di pensare. è tutto parecchio vergognoso, e non è una novità.
ormai la lista di cose conquistate con fatica e buttate oggi nel cesso (in ogni senso, sia infangate sia cancellate), è insensata. si fa prima a contare quelle rimaste.
non è un Paese delle banane, è un villaggio di trogloditi che sono un po' qua e un po' là, dappertutto.
e noi ci viviamo in mezzo.



sabato, settembre 17, 2011

È tutto un niente

penso seriamente di essere circondato da manovre commerciali e poco altro. nel frattempo sento chiaramente che un uomo, nel suo appartamento del palazzo di fronte a casa mia, si sta raschiando la gola in modo assai gretto.
io non trovo una soluzione al problema, lui non sputa alcunché. più o meno siamo uguali, ognuno di noi è rimasto col suo tormento senza riuscire a buttarlo fuori.
ecco perché ci vuole solidarietà e collaborazione.

venerdì, settembre 16, 2011

Lamentare autonfliggimenti

io non ho da dire niente, al momento. qualcuno avrà pur detto qualcosa, in questi giorni. ecco, andate a sentire lui e lasciatemi in pace, che devo far finta di esistere.




(via)

giovedì, settembre 15, 2011

Uguali particolari

un grande cattivo.

giovedì frittata: frittata di catrame e bulloni
andate su una spiaggia e camminate spensieratamente scalzi, il catrame si appiccicherà alle vostre piante senza nemmeno il bisogno di chiedere. rimuovetelo con cura ed adagiatelo nella padella assieme alle uova. se preferite una frittata più sostanziosa, mettete dentro tutto il piede. una volta cotta, prendetela ed usatela come chiave inglese, in modo da aggiungere i bulloni a mo' di guarnizione. se non vi va al momento, mettetela pure da parte, casomai aveste bisogno di cambiare le gomme della macchina.

mercoledì, settembre 14, 2011

Voglia di far niente, forza di far tutto

questo contorcersi all'inverosimile, allungarsi oltre il possibile e piegarsi senza un limite. sculture moderne e quadri tormentati che si agitano soli nelle stanze, rifiutando di abbassarsi, avvicinarsi, alzarsi. la pigrizia che distrugge l'uomo, il dolore in faccia e i crampi in tutto il corpo. l'assurdo, eccolo qua.

martedì, settembre 13, 2011

Come di ogni cosa, critiche contrastanti

sono di fianco al posto di guida, quindi non sto guidando io, deduco. la macchina segue una curva a destra, in discesa, ed illumina coi fari un pezzo di carta. sembra un pezzo di carta, ma io so che non lo è. è un uomo piccolo e bianco, che sta cercando di rialzarsi prima di essere investito. si vede che è un omino perché è in una posizione strana, troppo viva per essere di un pezzo di carta. lo vedo rialzarsi giusto in tempo per farsi investire come si deve, mentre guardo alla mia destra e non vedo nessuno. mi prende il panico, cazzo, ma poi mi accorgo di stare guardando fuori dal finestrino. per forza non c'è nessuno, è notte. mi volto dalla parte giusta, alla mia sinistra. il sedile è vuoto, la macchina sta andando da sola. le ho insegnato proprio bene.

lunedì, settembre 12, 2011

L'insesistente perché del dovere

proviamo con qualcosa di leggibile. al che mi siedo e faccio tremare le dita sui tasti con le lettere,

i bei momenti di gioco, la sera, quando l'atmosfera prendeva una piega insolita, inedita, piacevole. nascevano cose che sembravano il massimo, che da lì in poi, sembrava non sarebbero mai più potute sparire.
duravano una sera soltanto, morendo coi loro particolari il giorno seguente, quando venivano rimessi in piedi senza più lo stesso entusiasmo, senza una spiegazione per come avessero fatto, ventiquattr'ore prima, a sembrare così belli e folgoranti.
momenti di gioco, ma potrei sostituirci tanto altro.

e poi c'è un bambino che vuole stare solo, che passa davanti a casa sua, in bici. è l'ora di rientrare, ma non lo fa e prosegue, allunga il giro. un po' di rabbia sconclusionata, un po' di ricerca di qualcosa che si trova solo stando soli.
tranquillo, crescerai e ti daranno i mezzi per farlo, per allontanarti. nel crescere c'è il sapere come fuggire, quando si rivela necessario o quando si vuole. con la macchina andrai meglio e più lontano, e magari nessuno si impensierirà.
ma forse il fatto che questo accada, sarà un peccato.

domenica, settembre 11, 2011

Rimane quel che non si conserva

visto ruggine, voto nove.

sabato, settembre 10, 2011

È la morte ad essere così interessante?

si lascia andare come il segnale radio in mezzo alle vallate, si accampa dove muore l'ossigeno, corre dalle foglie ai capelli e gioca con i palloni troppo leggeri.
ecco il vento che ci porta l'odore delle stanze vecchie, il vento che spiega il mare alle vele e spiega le vele per il mare.

giovedì, settembre 08, 2011

Decifrabili spasmi involontari, perché di passioni volontarie

si canticchiava una canzone d'amore tutta per lei, mentre il bambino romeno che la precedeva nella fila, correva su e giù passando confezioni di mangime per uccelli alla mamma che cercava, nel suo italiano stentato, di non far spazientire la cassiera. arrivato il suo turno, aveva pagato e salutato.
uscita fuori, non aveva trovato la luna a sfondo rosso che l'aveva accompagnata durante il tragitto, ma la notte che stava avanzando in coro con la lancetta delle ore, infestando le strade sprovviste di lampioni, indifese.
voltata, le spalle al centro commerciale, camminava svelta e infreddolita quando, nello stesso istante, il sazio ippogrifo slavo si librava in volo.


giovedì frittata: frittata di bresaola e peperoncino
rompete le uova e cuocetele in padella. durante la cottura aggiungete bresaola e peperoncino. nel tragitto fra i fornelli e la tavola improvvisate qualche inconveniente disastroso o qualche accorgimento minuzioso per rendere la frittata un po' meno noiosa.

mercoledì, settembre 07, 2011

Forse un giorno sarà notte

mi dispiace per voi analfabeti, che non saprete leggere le vive parole che possono nascere sulla carta. mi dispiace per voi lontani, che non sentirete neppure una nota delle più toccanti sinfonie. mi dispiace per voi scomparsi, che non avrete gli occhi accesi per venire in sala. mi dispiace, sinceramente.
attenzione, non parlo dall'alto della mia cultura, perché così facendo non arriverei più su dell'erba inglese. spero solo che qualcuno vi insegni ad apprezzare.

martedì, settembre 06, 2011

Massimo rispetto, minima reverenza

purtroppo le scarpe si rompono, si lacerano. e non è questione di non poterle portare più, perché si può fare, ma è questione di decidere quando abbandonarle, se quando non avranno più la suola o quando avranno i buchi dappertutto. le scarpe sono insoliti oggetti di cui uno si innamora improvvisamente da dietro una vetrina, a cui uno si affeziona, che non puoi lasciare lì a marcire, ma riguardo ai quali si deve prendere una decisione: o buttarle o tenerle. buttarle significa avere poco interesse, e non avere nulla a che fare con tutte le righe sopra. tenerle significa volerle ancora, sapere di non potersene definitivamente separare, di preferirle su uno scaffale a portata di mano, piuttosto che in un bidone. anche gli scalzi prima o poi avranno qualcosa ai piedi, tutti una volta o l'altra avranno il loro di paio di scarpe, e in seguito la vita con loro vissuta. ognuno avrà la sua relazione, sia essa un'amicizia sia essa un amore, sia essa una scarpa da abbinare a quel vestito solo per quella sera, sia essa una scarpa vecchia e vissuta, conservata sulla libreria.

lunedì, settembre 05, 2011

La rovina in cui credere

mentre un film mi imbocca sul ragazzo Siani che non conoscevo, fuori succede un po' di tutto per colpa della pioggia. sì, convengo definitivamente che è per colpa della pioggia che Lennon e Macca hanno litigato. scommetto che l'hanno ammazzato loro, Giancarlo Siani. intabarrati sotto i giubbotti di pelle, gli hanno sparato mentre la bocca chiedeva al cervello cosa dire, senza risposta.
qualcuno fermi il treno, per favore.
il film finisce ed inizia il TG della tarda serata, padroneggiato da un conduttore austero e convinto, solenne quasi. "Berlusconi è morto, dillo" penso. no, non lo dice. ancora crisi, ancora soldi che non ci sono perché prima di tutto non ci sono le teste, e le tasche nascoste sono troppe.
ci schiantiamo, di questo passo.
mi infilo sotto le coperte e mi tranquillizzo pensando che in fondo ho un sacco di possibilità. eppure il momento mi vuole qui, ora. il momento mi vuole zitto e frenetico, chiuso su un fianco a luce spenta, senza un battito di tastiera né uno in più di ciglia.
e mentre il ponte si allontana, vedo la terra che si avvicina.

domenica, settembre 04, 2011

Non si può

e invece sì

sabato, settembre 03, 2011

mi sono appena accorto che il post di ieri, è il numero 666. e parla di risotto horror.
se improvvisamente il blog non viene più aggiornato sapete perché.

venerdì, settembre 02, 2011

Non si vive di soli sequel

incredibile, faccio la cacca in modo rilassato nella stessa posizione in cui nel Medioevo sono state torturate centinaia di presunte streghe. vedi come cambia la storia.

sulla confezione dello stracchino di Nonno Nanni che ho in casa, ci sono l'immagine dei celebri stracchini volanti e la data di scadenza fissata per l'undici settembre. senzo puzza di presagio.


venerdì risotto revival: risotto horror
solo l'indice assassino di Omteteotl può farmi fare cose del genere. queste sono rubriche passate, libri occulti che non andrebbero riaperti mai più una volta chiusi. ad ogni modo, dopo la frittata slpatter, ecco che finisco di accontentare Ometeotl.
fate incetta di classici del terrore, guardandoveli tutti il giorno prima di cucinare. portatevi un fornellino da campo ed una pentola in una casa abbandonata. assicurandovi di non avere luci intorno, accendete la radio che vi sarete precedentemente procurati in modo che diffonda continuamente il classico suono di sintonizzazione. stando in silenzio mentre cuocete il riso, pensate intensamente a ciò che più vi spaventa e trasalite ad ogni minimo rumore. adesso aspettate di morire di paura, dopodiché, buttatevi nella pentola ed aggiungetevi al risotto.

giovedì, settembre 01, 2011

Conta poco quel che vale molto

cose che non capisco #8
dico io.
a cosa serve la doppia mandata nella toppa? qualcuno preferisce chiudere di meno? non sarebbe sufficiente una singola mandata più efficace? non credo che un'unica o una seconda mandata metta in minore o maggiore difficoltà a chiunque voglia forzare la porta. specialmente se dispone di esplosivo.