lunedì, dicembre 31, 2012

domenica, dicembre 30, 2012

altre cose

sabato, dicembre 29, 2012

altre persone

giovedì, dicembre 27, 2012

Appagante è adottare l'arte

Indipendente voglio essere indipendente e restare per sempre l'amante di tutto voglio essere indipendente non c'è cosa che sia più importante perchè solo da indipendente si esiste Il fidanzato intrappolato nei doveri e negli agi di un rapporto ha paura di essersi scordato la sua libertà Così come il musicista corteggiato dalle sirene e le insidie dell'industria vuole proteggere la sua arte dal mercato la sua qualità E si ripete Indipendente voglio essere indipendente e restare per sempre l'amante di tutto io voglio essere indipendente non c'è cosa che sia più importante perchè solo da indipendente si esiste, si resiste Il figlio stanco dei suoi genitori delle loro ingerenze nella sua vita ha bisogno di trovare una strada propria la propria felicità così come il politico che con forza rivendica le tradizioni della sua regione e nell'autonomia dallo stato centrale la propria identità Tutti ripetono Indipendenti vogliamo essere indipendenti e restare per sempre gli amanti di tutto vogliamo essere indipendenti non c'è cosa che sia più importante perchè solo da indipendenti si esiste, si resiste Ma chi è davvero indipendente ? tu vuoi essere indipendente è poi felice chi è indipendente da tutto ? Indipendente dall'ossigeno dal denaro Indipendente dal consiglio di un amico Indipendente da un passaggio verso casa dalla donna che si sposa

ma come sarà, mi domando, quando la sensazione di essere completamente libero avrà coperto tutto, lasciando il cuore lontano dalle infatuazioni, dal pendere dalle labbra di un grande maestro, dal piacere e dal calore di affidarsi alla fiducia in qualcun'altro..

mercoledì, dicembre 26, 2012

Voler comunicare nel proprio modo, ed essere comunque compresi

una nebbia densa si rovescia per le strade, riempiendo le case fino ai piccoli terrazzi ed entrando anche nei piccoli spazi che le foglie degli alberi lasciano tra di loro. prende tutto, ma non le persone, perché sono tutte rinchiuse da qualche parte. nelle carceri, negli ospedali, nelle scuole, nei cinema; nessuno è in giro.
(continua)

martedì, dicembre 25, 2012

Non si dovrebbero poter cucinare due volte gli stessi ingredienti

rimango sbalordito dai continui cambi di condizioni atmosferiche, qui si crepa dal freddo e domani probabilmente non mi servirà nemmeno il maglione. ieri avevo la pelle, oggi mi ritrovo pelle e ossa, è già qualcosa, vuol dire che sono ingrassato. eppure questo retrogusto, questo sentore un po' subdolo che si insinua tra le piccole fessure delle finestre rapisce anche me, e mi porta a seguirlo fino in strada, dove incontro le scarpe. pensavo fossero in casa, sulla scarpiera, e invece me le trovo lì che passeggiano, ma non posso fermarmi a rimproverarle perché ormai sono comandato a bacchetta. con passo deciso continuo a camminare mentre gli alberi diventano di un colore molto simile al rosa e le case prendono a scambiarsi opinioni sui servizi autostradali.
è proprio vero, non ci sono più le automobili di una volta. una volta ti schiacciavano e chi s'è visto s'è visto, arrivederci e grazie, andavi all'altro mondo. oggi invece ti lasciano mezzo rimbambito e tocca tirare avanti così, senza riuscire a fare troppi discorsi con un senso.

lunedì, dicembre 24, 2012

Ammettere senza rimettere

questo tempo
non si compra

non ho tempo
di partecipare

sono intento
a mangiarmi le unghie

domenica, dicembre 23, 2012


sabato, dicembre 22, 2012

venerdì, dicembre 21, 2012

Complici nel superare i momenti di non complicità

l'hanno già detto in tanti, io arrivo come di consueto in largo ritardo. questo disco è roba bella, roba bella per adesso, per la stagione e per l'emozione.


giovedì, dicembre 20, 2012

Volere il nero in un mare di bianco

invaso da quelle canzoni, è convinto che debbano rimanere chiuse lì, in una cartella zippata. forse anche questo è il loro fascino, sono perfette così, senza una fine. sono un disco, sono un bellissimo disco scritto da un uomo che non ha mai potuto veramente esprimersi. qui l'ha fatto, ed ha passato le emozioni attraverso le corde ed i fili. pochissimi suoni ma una struggente e preziosissima new wave.

l'eccitazione di ricominciare, la devastazione del distruggere.
la voglia, che non sa più andare
né dove andare.
la fiacchezza che lascia immobili con il viso pulito
e l'anima attaccata dai cani
disarmati e sconfitti davanti all'ultima soluzione rimasta.
che sia l'ultima volta,
sia che sia
sia che non sia.

mercoledì, dicembre 19, 2012

"Liberarti da ogni pensiero non è forse ciò / che hai sempre sognato" - Il Teatro Degli Orrori

ci nascondiamo bene e non ci troverete mai, perché viviamo attaccati  ai vostri muri ed alle vostre tradizioni, vi guardiamo mentre agite e ridiamo di quello che succede. ma ci scrutiamo anche tra di noi, combattiamo guerre che voi non vedete. il riflusso caldo delle vostre vite c'invade spesso e ci costringe a scappare, a liberarci dalle luci delle torce notturne o dalle spedizioni di ricerca. se c'è un libro che non avete mai aperto, state pur certi di averci lì.

martedì, dicembre 18, 2012

L'interessante ha bisogno dell'interesse

devo ancora guardarti, ma scommetto che te lo meriti. sulla fiducia quindi.

lunedì, dicembre 17, 2012

domenica, dicembre 16, 2012

Dei buonissimi vecchi pesci

come faccio a riconoscervi
se siete tutti sosia
e guadagnate l'attenzione
soltanto perché siete uguali.

quando sciolgo i tuoi abiti però
mentre piangi o ti avvicini
non capisco mai come tu
possa non accorgertene
senza accorgermi io stesso
di essere pieno di gemelli.

sabato, dicembre 15, 2012

una notte lunga un giorno

venerdì, dicembre 14, 2012

un giorno fino a notte

giovedì, dicembre 13, 2012

mercoledì, dicembre 12, 2012

Sempre oscura sarà, la posizione degli interruttori

esclusi i pesci, siamo tutti pesci. perché, ragionando, senza pesci rimangono solo tutti quelli che non sono pesci. ma siamo tutti un po' pesci in fondo, no? perché, se togliessimo i pesci, ne avremmo grande nostalgia, chi più chi meno. inizieremmo ad imitarli, a vestirci come loro, a diventare pesci. finché non saremmo, appunto, pesci.

martedì, dicembre 11, 2012

Sempre mai

la luce si abbassa e non si vedono più i tasti, diventa tutto scurissimo e tocca andare a memoria, perciò è ben oeissere srinegari e bosn fairusi fpcosi oerhcos illomi.

lunedì, dicembre 10, 2012

Dimenticarsene, e quindi, dimenticarsi

questo post è frutto di una comodità ragionata che, strano ma vero, si è fatta vedere solo adesso. fino a prima, credevo di essere un androide.

domenica, dicembre 09, 2012

Il loto

ci siamo riusciti, adesso tutti credono che la frutta sia commestibile. adesso voi credete che la frutta sia commestibile. per anni, da quando l'uomo è sulla terra, ci siamo tramandati questo compito: fingere di mangiare la frutta traendone gusto e beneficio, per invogliare gli altri a mangiarla e portandoli così alla morte. oggi è arrivato il momento di rivelarlo, di dirvi che noi, sparsi in tutto il mondo e in tutte le epoche, abbiamo portato a termine il nostro compito tramandato nella storia. la frutta non è commestibile, nessun tipo di essa, da adesso sappiatelo. 

sabato, dicembre 08, 2012

"Sono in crisi Mistica" disse Magneto

c'è un paesino sperduto, frazione di un comune un po' più grande. il paesino è a trecento metri sul livello del mare, e per arrivarci si deve uscire un poco dal centro abitato del comune ed imboccare una strada che sale su, tra gli alberi e il silenzio. nessuno ci si avventura mai, e praticamente nessuno si preoccupa del paesino, che ha sempre vissuto in autonomia e senza troppe esigenze. i suoi abitanti non sono certo eremiti, anzi, scendono frequentemente a valle, ma di "stranieri", lassù, non se ne vedono mai. nemmeno il sindaco, i postini, la pulizia delle strade.
quando comincia l'inverno, la strada che porta al paesino rischia di ghiacciarsi ogni sera, impedendo agli abitanti di rientrare. dopo che cala il sole, mai ad un orario preciso, arrivando ad imboccarla, si trova del sale sparso, su fino a metà strada. qualcuno lo sparge, ma non è del paesino. appena la temperatura scende, il sale compare a debellare il ghiaccio, illuminato dall'unico lampione lì vicino.

venerdì, dicembre 07, 2012

l'ennesimo/a

giovedì, dicembre 06, 2012

Scaldarsi insieme, dormire soli

per la terza volta torno qui, a gettare il bilancio di una giornata, a capirne la vera essenza solo nel momento in cui lo rifiuto. per la terza volta mi accuccio e aspetto che tutto succeda quasi da sé, dandomi il grande piacere di poter ancora ricominciare da zero.
insomma oggi è la terza volta che faccio la cacca.

mercoledì, dicembre 05, 2012

Le frustrate opinioni sui sogni altrui

un grigio freddissimo e macchie di colori accesi lontani pagine e pagine uno dall'altro.

martedì, dicembre 04, 2012

i puntuali ricordi del ritardatario dimenticante

lunedì, dicembre 03, 2012

alla fine ho deciso, ho deciso che mangerò me stesso. fuori è pieno di cose, di profumi, di sapori nuovi e intriganti. io mi avvicino e provo, ma mi ritrovo sempre deluso, insoddisfatto. quini mangerò me stesso e non sarò un problema per gli altri. io vi conosco ma voi non vi conoscete, è per questo che pensate di essere quello che non siete. mi attirate, perché ogni volta vi credo, ma quando vi assaggio devo sempre ricredermi. già sentito. ho persino imparato a non addentare, lo capisco prima.
quindi adesso lasciatemi solo con il mio brandello di mano e tre dita spezzate, con muscoli sanguinanti che escono dalla pelle strappata, la mia espressione stanca. di qualcosa dovrò pur vivere, e perciò vivrò di me stesso.

domenica, dicembre 02, 2012

sabato, dicembre 01, 2012

"Non è il caso, disse il latinista" - Ser Garfioldo

la casa stava in fondo ad un viale alberato bellissimo, fatto di pini. i pini stavano ai lati tutti in fila a destra e a sinistra, con il tronco distante una decina di metri dalla strada ma con la chioma enorme fin sopra a coprire. la casa era una casa di campagna dall'aspetto molto rustico, costruita molti anni prima, e accanto ad essa c'era un altro pino, molto grande e molto vecchio.
le sue grosse radici incominciarono ad infiltrarsi sempre più vicino alla casa, rialzando il terreno. i padroni decisero di tagliarlo preventivamente, per evitare danni. vivevano in mezzo alla campagna, e del verde avevano fatto il colore principale della loro proprietà, però se l'albero fosse entrato sotto la casa, sicuramente sarebbe stato un dispiacere vederla creparsi sempre di più, arrivando forse al crollo. quindi appunto, senza pensarci due volte, fecero tagliare l'albero.
adesso la casa sta ancora lì, in fondo al viale alberato, e dentro ci sono i padroni che lasciano che la natura intorno li avvolga e li abbracci, perché questa è la bellezza della vita in campagna. ed il pino brucia a pezzi, dentro il caminetto.