martedì, agosto 31, 2010

Inspiegabili ragioni

vado al mare.

lunedì, agosto 30, 2010

Non possiamo permetterci di chiedere il permesso

un oggetto inutile, dal momento in cui lo prendo in considerazione richiedendolo, smette di essere inutile e dunque non ha senso che io lo chieda. cioè, se io dico "mi serve un oggetto inutile", non devo chiederlo nè dire che mi serve, perchè nel caso esso smette di essere inutile, in quanto è utile a me.

domenica, agosto 29, 2010

E' tutta questione di dialogo

a volte è piacevole allontanarsi. tutti sono riuniti e stanno parlando, mentre seguo la conversazione. sbirciamo le foto vecchie e i ricordi che le incollano nei vari album. poi, come nei film, mi alzo e vado nell'altra stanza, mentre le voci provenienti dalla cucina si affievoliscono. sempre più, sempre più, fino a mutare in un sottofondo piacevole, di casa. rimango un attimo in camera a fissare il letto, i quadri e le cornici, il posto dove se n'è andato. rileggo qualche attestato, giro su me stesso e consumo quella sua meravigliosa poesia che gli facemmo incorniciare. scritta sotto c'è la nostra risposta, avrei dovuto scriverla io e invece no.
torno di là, precipitando di nuovo nei "questo chi è?" "guarda com'ero giovane qui" e nella polvere che si alza dai nostri registri di cassa chiusi nella testa, accorgendomi tutto ad un tratto di quanto adori certi momenti.

sabato, agosto 28, 2010

Centinaia di parole che lasciano senza, e non sempre per compensare

allora ecco qua un problema.
tre amici si sono intrufolati in casa vostra all'una di notte, il vostro obbiettivo è cacciarli fuori prima che sia troppo tardi.
l'amico 1 è stanco, ha sonno e a breve si addormenterà. quasi quasi vorrebbe tornarsene a casa, ma l'unico che ha la macchina è l'amico 2.
l'amico 2 è voglioso di rimanere, tuttavia per le 4 deve andare via. ha con sè una macchina fotografica costosa a cui tiene molto.
l'amico 3 se ne frega di tutto e di tutti, si piazza al PC e non ha potere decisionale.
sappiate inoltre che:
- voi avete molto sonno e nessuna intenzione di stare svegli ancora per molto;
- gli amici 1 e 2 sono completamente privi di buon senso, facendo dunque risultare inutile ogni tentativo di leva su di esso;
- l'amico 1 non andrà via nè se espliciterete il vostro disappunto (in questo caso sarà ancor più deciso a rimanere) nè se cercherete di cacciare l'amico 2, in quanto percepirebbe l'azione come qualcosa di scortese, ma gradirà senz'altro un vostro coinvolgimento e della buona ospitalità (facendo guadagnare punti a vostro favore);
- l'amico 1 non prenderà in nessun caso le difese dell'amico 2;
- l'amico 2 non uscirà a meno che voi non riusciate a farlo convincere da solo che è meglio che se ne vada;
- tutti e tre gli amici potrebbero stancarsi in mancanza di divertimento e di considerazione (questo però non significa necessariamente che se ne andranno);
- tutti e tre gli amici acconsentono di uscire se consigliate loro qualcosa di meglio da fare (tenere presente che per il momento la loro proposta è quella di andare con voi a svegliare un amico 4 molto più intransigente di voi);
- l'amico 3 è totalmente ininfluente;
- le scorte di cibo e birra in casa vostra scarseggiano, ma tutti e tre sanno come farsele durare.
io ho risolto la cosa dando una parvenza di ospitalità, facendo consumare una bottiglia di birra, un gelato, fingendo coinvolgimeno e uscendo da casa di soppiatto a nascondere la macchina fotografica dell'amico 2 per avviare una negoziazione.
altre soluzioni?

venerdì, agosto 27, 2010

Ad ognuno il suo ed il desiderio di quello di un altro

un trentenne, a Tokyo, ha incendiato la sua casa riducendola in cenere, tentando il suicidio nelle fiamme. vabè, di pazzi è pieno il mondo. non fosse per il motivo che l'ha spinto a riscoprirsi piromane: la madre aveva buttato via i suoi modellini di Gundam Wing. la cosa bella è che la donna li aveva solamente spostati per pulire la casa. ma la parte migliore sono le dichiarazioni di questo genio: "I modellini erano parte del mio corpo e della mia anima." "Quando li guardavo, sentivo tornare la forza necessaria per recarmi al lavoro il giorno seguente, indipendentemente da quanto fossero onerose le mie mansioni.".


e poi guardate ganzo qua. sta per essere lanciato Diaspora, il social network "anti-Facebook". qui è l'utente che decide come e dove lasciare i suoi dati, le sue foto, cazzi, controcazzi e contropiselli. tra i finanziatori c'è pure Mark Zuckerberg, ha!

venerdì risotto: risotto con radicchio trevigiano e provola affumicata
prendete una provola e provàtela. se la provola è a prova di provola, non vi resta che farvi buttare via la collezione di Gundam Wing dalla vostra mamma e dar fuoco alla casa. successivamente la provola, assieme a voi, sarà perfettamente affumicata. adesso prendete un radicchio qualsiasi ed insegnategli il trevigiano, poi bollitelo senza pietà dicendogli che solamente un povero stolto come lui poteva cadere in un tranello del genere. il risotto cuocetelo prima, quando la casa brucia, così risparmiate tempo.

giovedì, agosto 26, 2010

Silenzio che cola

\1234567890'ì|!"£$%&/()=?^qwertyuiopè+é*[]{}asdfghjklòàùç°§@#;:_
e poi basta, credo sia tutto.

mercoledì, agosto 25, 2010

Allo stesso tempo ci siamo desincronizzati

si può pensare di agire senza riceverne gli effetti, ma si può anche agire senza pensare affatto. si può giacere a terra e pregare oppure correre in direzioni casuali, aspettanto di sbattere contro un muro. non c'è nessuna scelta giusta, e i malintesi sono sempre all'ordine del giorno. rivedersi può cambiare molto, a volte, più spesso trascina tutti nella indifferente consapevolezza di come tutto sia scivolato via. a testa in giù il mondo è sottosopra, ma vi si può restare poco. sott'acqua si perde la gravità, ma ad un certo punto bisogna decomprimere e tornare su. nello spazio, beh, ci vanno in pochi. c'è solo da sperare di riuscire a sedersi in disparte, senza dare troppo nell'occhio. bruciamo la nostra anima sulla loro pelle, però non lamentiamoci delle bruciature. forse la sveglia scandisce il sonno. forse i sogni scandiscono la vita.

martedì, agosto 24, 2010

Manca poco alla lunga attesa

cose che non capisco #3245
dico io.
perchè nei film hanno l'occulta capacità di stordire con un solo colpo?
esempio: c'è il protagonista che si masturba sulla banca dati della CIA. la porta si apre ed entra uno della sorveglianza. l'eroe si nasconde rimettendosi al volo i pantaloni. la guardia lo vede e sta per lanciare l'allarme quando, all'inizio del suo "hei! che cosa stai facendo qui?!" (di solito si fermano a "che cos.."), l'altro lo colpisce alla testa e lui, di botto, sviene.
potrebbe starci se accadesse solo in un film o due, ma basta accendere la televisione per accorgersi che non è così.
ci tengo a precisare che il nemico può essere colpito in ogni modo e con qualsiasi cosa, basta che lo si colpisca in testa. testate, calci, pugni, padelle, rami, palloni, galline, oggetti volanti non identificati, unghie.
lo svenimento, poi, dura a seconda delle esigenze della pellicola: dal secondo e mezzo a mezza settimana.
e il bello è che dove potrebbe servire una cosa del genere, non succede. esempio: puntata di un qualsiasi talk show trash. un ragazzo cita Kant pensando che sia Topolino, non afferrando egli stesso il significato delle sue parole. un altro si sforza di capirlo ma riesce solo ad incazzarsi con una ragazza che tenta di spiegarlo ad entrambi. maxi rissa, tutti svenuti, fine programma.

lunedì, agosto 23, 2010

pensò che forse era ora di andare a letto. se continuava ad andare a dormire così tardi, non si sarebbe goduto nemmeno una mattina, riposando sempre fino a mezzogiorno.
poi pensò che, andando a letto alle cinque, la mattina se la godeva eccome.

domenica, agosto 22, 2010

Non ci è più dato sapere, ma ci è dato credere

chissà quanti tori sono stati ammazzati nelle varie corride.
quante foto di loro domati e uccisi dai toreri, stesi a terra senza forze od in corsa verso un drappo guidati dall'istinto, ignari della fine.
in questo caso però, bull won (e alla grande, direi).


(foto from CorSera)

sabato, agosto 21, 2010

Dormire per svegliarsi in sogno

sono solo in casa, i miei sono partiti per la Grecia. in casa, tutto è sotto il mio controllo. niente viene toccato, aperto, usato, sporcato, pulito, se non da me.
vado in cucina e mi lavo un po' di frutta da mangiare. il cencio che uso per asciugarla non è dove di solito sta.
non sono stato io a spostarlo.


adesso interrogo il cane, scommetto che è stato lui.

venerdì, agosto 20, 2010

Svegliarsi dopo aver tenuto gli occhi aperti

quanto siamo bravi a fare finta di niente.
si passa sopra a montagne di imbrogli, bugie e corruzione con la stessa facilità con cui si resta indifferenti dopo aver scoreggiato in ascensore.

venerdì risotto: risotto con salsiccia e funghi
in linea teorica, questa ricetta non può essere completata. quando infatti si parla di "salsiccia" si sottintende la quantità, ovvero una. quando si parla di "funghi", però, evidentemente no. dunque dovreste continuare ad aggiungerne all'infinito, a partire da ora, adesso, now, right now, fucking right now, fino alla fine dei vostri giorni e anzi, assicurandovi che i vostri eredi continuino ad aggiungere funghi al vostro risotto. una volta pronto, potrete gustarlo con una stagionatura di +∞ anni.
altrimenti, per essere pratici e veloci, fate le cose semplici: una salsiccia e un fungo.

giovedì, agosto 19, 2010

Di cosa ci nutriamo, se non dell'esperienza altrui?

si erano divisi, si erano divisi tutti. uomini e donne, dopo il disastro interiore, il nascondere se stessi, il fingere, l'incoerenza. una gamba, un braccio, un polmone, un occhio; solo il cuore rimase ad una delle due parti.
l'odio reciproco spianò la strada per il resto.
ma non tutti volevano partecipare alla guerra. molti erano da entrambe le parti desiderosi di ritrovare la loro metà, senza sangue nè violenza.
la cornamusa lontana dei medici straziava il silenzio crudo del campo di battaglia fuori fuoco. Khad schiuse il suo occhio destro e rimase in piedi di fronte alla distesa verde ormai porpora. sperò con tutto se stesso che il suo mancino, spinto dal naturale sentimento dell'organo a lui rimasto, venisse a prenderlo per unirsi di nuovo. poi qualcosa lo raggiunse più velocemente di un'idea, toccandogli dolorosamente la scapola. gli sfuggì uno spasmo, che dalla mano lo scosse tutto, facendolo cadere a terra. sentì un passo avvicinarsi, chiedendosi chi mai fosse rimasto vivo oltre a lui. pensò a Dahk, pensò a lui e a quanto sarebbe potuto essergli mancato. si crogiolò nell'aria fresca e profumata del mattino, aspettando che il veleno si aprisse un varco nella sua schiena. tuttavia sperava ancora, sperava in un lieto fine, sperava nell'altro più amorevole e clemente, più fraterno. una mano gli sollevò il mezzo viso, tirandolo verso l'alto.
riuscì appena a riconoscere la parte di naso opposta alla sua, nella metà di faccia dell'altro. ma questo bastò a farlo smettere di sperare.

mercoledì, agosto 18, 2010

La mentalità è di corredo, saperla aprire è un dono

fresco fresco di oggi, compresi gli errori grammaticali non ricontrollati

martedì, agosto 17, 2010

La piccola frontiera del sentimento separa l'abitudine dalla naturalezza

per vedere tutto non occorre essere alti. al limite può servire essere in alto, ma in alto ci arriva chiunque, con qualche sforzo.
il grande imprenditore che guarda i suoi operai, cerca di essere attento. non li vede, fino in fondo. non vede, cosa fanno di preciso.
sto spazzando e vedo delle formiche che grosso modo stanno portando via una cavalletta morta. dove? quante sono? fanno realmente tutte la stessa cosa?
loro vedono perfettamente che io sto spazzando.
e l'imprenditore, per quanto magnanimo, buono e attento possa cercare di essere, non vedrà nè capirà mai tutto.
si vede bene dal basso, quando si è piccoli piccoli. si vede bene dovunque.
il gigante non mi vede, urla e muove la sua clava spaccando le pareti.
non si è accorto che mi sto arrampicando sulla sua schiena.

lunedì, agosto 16, 2010

domenica, agosto 15, 2010

Le cose migliori nascono dal niente, perchè il vuoto è sempre pronto a riempirsi

questa cosa che vi dirò spaccherà il mio pubblico in due.
e già spaccare il mio pubblico in due, data la scarsa quantità di persone che mi legge, è più o meno come dividere per zero (questo il risultato).
ad ogni modo, una parte di voi si scioglierà diventando pappa e brodo, sfoggiando i classici occhioni luccicanti da cartone giapponese e ritornando piccolo e tenero, rotolandosi a terra per la compassione esponenziale subito seguita da uno stato di sollievo lacrimoso dovuto alla lettura della fine dell'articolo.
l'altra penserà "stupido orsetto idiota".
in pratica un cucciolo d'orso di sei mesi è rimasto incastrato con la testa in un barattolo di plastica, non potendo dunque mangiare nè bere e rischiando quindi di morire. l'animaletto è stato però avvistato e liberato.
cliccate su "affondato" se avete provato un minimo di sentimento pacioccoso, su "flambè" se siete dei senzacuore. il "fritto" è per chi oggi, al pranzone di Ferragosto, ha mangiato così tanto cibo fritto che adesso puzza di fritto egli stesso.

sabato, agosto 14, 2010

Ci sono tante ragioni per sragionare, ma nessuna per negare se stessi

009 Sound Sytem, progetto trance music di Alexander Perls partito nel 2008.
Dreamscape, Killer With A Thousand Faces, Standing Stones, With A Spirit, Space And Time, Trinity, Shine Down, Speak To Angels, Born To Be Wasted, Violated.
queste le canzoni, per adesso.
la sua intenzione è quella di creare brani dance che possano durare all'infinito, timeless. in più sono approved tracks, che chiunque può utilizzare senza rompimenti di cazzo di Copyright. infatti su Youtube parecchi video hanno come sottofondo questa o questa.
tant'è che ho scoperto il tutto con il video di foto di uno che si è fatto crescere la barba per tipo due anni .
di sottofondo, ma anche da ascoltare senza far altro, sono pezzi bestiali.

e no, non sono un discotecaro del cazzo.

venerdì, agosto 13, 2010

Apporre eplicita soggettività ad una frase non sempre riduce le scocciature

io ascolto, ascolto tutto quello che dite e mi distraggo.
provo a tenermi qualcosa, a farne tesoro, ma ne esco fuori con un riassunto di una riga.
devono aver finito i contenuti, adesso vado a sentire se ne è rimasto qualcuno in magazzino.

qui delle foto di alcuni ingegnosi sistemi utilizzati dagli immigrati negli USA per portare droga nel Paese. l'uomo-sedile merita il Nobel.

venerdì risotto: risotto al pomodoro
preparate del risotto in bianco e mettetelo in un recipiente chiuso. volate a Buñol, Valencia, Spagna (scegliete voi se con un viaggio Ryanair o con un Pokèmon provvisto di Volo) in occasione della Tomatina. aprite il recipiente.
fatto.

giovedì, agosto 12, 2010

Vendesi anti-isolante

Jimi Hendrix è un chitarrista.
Jack White è un musicista.
John Frusciante è un artista.

it's impossible to sing and play the bass

mercoledì, agosto 11, 2010

Cadde nel burrone ed ingrassò

perchè nei programmi televisivi il pubblico applaude prima della pubblicità?
la pubblicità si merita forse un applauso? Andrew Howe che si ingozza di Kinder Bueno bianco nero beige verde ocra e pistacchio (per dirne una) ha realmente bisogno di un applauso prima di andare in onda?
tre domande, una sola risposta: nuò.
probabilmente gli applausi sono per la parte di show fino al momento trascorsa, ma, come risulta ovvio, qui c'è un errore. se si vuole applaudire una parte di spettacolo, non vedo perchè vada fatto nel momento subito prima della pubblicità e non in altri. per essere coerenti si dovrebbe battere le mani durante tutta la durata della trasmissione (immagino già conduttori sbraitanti che cercano di sovrastare la marea di clap clap, fonici che si suicidano in diretta, Alien versus Predator, malaria, Torri Gemelle, Gianni e Pinotto, il nuovo libro di Bruno Vespa e Ant-Man).
però vabè, è una convenzione e si fa così. sempre. ma perchè?
gli applausi ci sono anche in altri momenti, non c'è bisogno di farli prima della pubblicità! la pubblicità è male, controllo psicologico e nemmeno paragonabile al Lato Oscuro, perchè il Lato Oscuro, a differenza della pubblicità, è ganzo e c'ha la spada laser rossa.
insomma, sostengo la mozione "no applausi first of the spots". soprattutto perchè poi ci sono dei fulminati come me che ci stanno pure a pensare.
la soluzione però, c'è. risiede nella geniale idea di tagliare le mani a tutti gli spettatori, prima di farli entrare in studio. pensate: tribune deserte come un frigo rotto. la parte utile consisterebbe nel fatto di poter riconoscere gli stupidi dai loro moncherini: chi fosse stato abbastanza scemo da andare a vedersi il suo programma preferito in studio nonostante la pena per le sue appendici prensili sarebbe, appunto, uno abbastanza stupido da poter essere considerato apertamente e pubblicamente tale.
ma siccome non mi ascolta nessuno, le cose rimarranno esattamente così (poco male, il 2012 è ormai vicino).
poi posso capire un applauso prima della pubblicità chessò, a Le Iene; ma a Forum, Pomeriggio Cinque e Braccio di Ferro!
(il suddetto applauso sarebbe giustificato solo in caso di imminente spot dei nani da giardino che bussano alla porta lanciando una raffica di "puzzapuzzapuzzacheppuzza")

martedì, agosto 10, 2010

Leggero come il piombo, volava nel cielo arso dal mercurio

le parole non sempre bastano e se bastano allora ne vanno inventate di nuove per la prossima volta. le palpitazioni non si fermano. le nuvole si fermano.
i generi non sono mai definiti, non si sa chi dice cosa e chi l'ha detto prima di lui.
sempre prima, sempre prima.
l'uomo si plagia da secoli ed è sempre tutto uguale, con regolari ritorni al vintage e all'antico, per far sembrare tutto superato.
un occhio di riguardo per certi scrittori, un occhio per vedere cosa danno stasera, ciechi perchè bastano le orecchie per rendersi conto di un po' di tutto.
si fa tutto, se ben pagati.
siamo pieni di sborra, pieni fino ai tetti delle case, perchè non la smettiamo di farci un sacco di seghe mentali, prima di decidere di uscire fuori.

lunedì, agosto 09, 2010

domenica, agosto 08, 2010

sabato, agosto 07, 2010

Il petomane è rimasto senz'aria

i gatti del quartiere bevono l'acuqa grigia e polverosa che scende dalle tubature di plastica infilate nel cemento del cantiere abbandonato. nessuno sa chi la faccia scendere, perchè succede ogni sera. la gente pensa che in cima al complesso viva qualcuno, ma le mura sono troppo alte per vedere. gli operai se ne sono andati da un pezzo, quasi trent'anni. l'acqua però scivola giù da più o meno venti.

sono entrato nel palazzo più volte e non ho mai trovato nessuno. a tutte le ore, di giorno e di notte. mi sono anche accampato lì dentro per una settimana. non gli ho mai staccato gli occhi di dosso, da prima che l'acqua iniziasse a scendere. si trova davanti alla mia finestra, di fronte alla mia casa.

la gente del circondario ormai sa della storia dell'acqua ed invecchia con lei. un paio di volte è anche venuta la polizia, a controllare. le ipotesi fantasiose avvolgono l'intero cantiere. c'è persino chi dice che nel cemento sia rimasto intrappolato un operaio con qualche bottiglia d'acqua, che rovescia giù per un tubo poco alla volta sperando che qualcuno si accorga di lui. rafforzano l'ipotesi col fatto che il cantiere sia stato abbandonato, proprio perchè nessuno voleva prendersi la responsabilità di aver chiuso un compagno nel cemento.

ho iniziato ad occuparmi del complesso di fronte quando ancora facevo il giornalista pubblicista, cercando tracce di trame illegali sulla costruzione di quella colata di materiale edile con la quale è stato spazzato via un carinissimo giardinetto verde. all'inizio non mi piaceva, ma man man che veniva su, ho imparato ad apprezzarlo ed a sognare il suo perfetto completamento urbano del mio quartiere.
peccato sia rimasto incompiuto, ma le migliori opere, secondo me, sarebbero ancor più belle se rimaste a metà. dunque mi piace, e non vorrei che qualcuno venisse a buttarlo giù.

mi apposto ormai ogni sera, da anni, e sto attento che nessuno mi veda, nemmeno quando entro. nessuno si è ancora accorto di me, ma va bene così.
la gente non mi nota quando, circa verso le otto, con il mio innaffiatoio di plastica mezzo vuoto, salgo a versare l'acqua nel tubo arancione che sporge dal muro del secondo piano.

venerdì, agosto 06, 2010

"Ma ti rendi conto?" disse la calcolatrice

attenzione! sto per linkarvi una roba un po' raccapricciante, se vi vomitate addosso o svenite sulla tastiera o fate brutti sogni fino alla prossima glaciazione, io vi ho avvertito.
tanto so già che ognuno di voi, pochi, rari e striminziti lettori, aprirà il link con una curiosità paragonabile al bambino che scarta il regalo di Natale (che subito lo farà cadere in depressione mostrando il suo contenuto di abbigliamento). so anche che parecchi, quindi più o meno due su tre (perchè in tutto, a leggermi, sarete al massimo tre), dopo aver consultato la pagina, penserete un superbioso "embè?".
il restante uno su tre invece dirà "cazzoooouh..troooppo lungo..che cazzooouh.." e chiuderà la pagina.
infine, tutti avrete in comune questa domanda: "come cazzo ti è venuto in mente di cercare 'sta roba?!?". la risposta è: ___________ ____ _______ _____ (riempite a piacimento).
ad ogni modo, leggetevi "Scenari elaborati possono portare a complicazioni non previste", il protagonista era veramente un genio del male (il suo).

venerdì risotto: risotto al pasticcio
di solito, per ottenere un pasticcio, è prima necessario combinarne uno, e qui so di non poter dubitare delle vostre capacità. successivamente, qualunque cosa abbiate fatto (dall'attentato all'Empire State Building all'ausilio alla proliferazione di Scolopendra Gigantea), fatelo entrare nella pentola.
l'alternativa è ricoprire il pasticcio con del riso servendosi di un Canadair CL-415.



ah già, il link.

giovedì, agosto 05, 2010

Un attimo, giusto il tempo di

riciclò anche l'ultimo foglio di carta usato e riusato, appuntandosi il numero di telefono. l'occasione, finalmente, era arrivata.
adesso la bravura stava nel coglierla.
aspettò l'ora giusta e compose il numero. occupato. occupato. occupato.
dopo due giorni di inutili prove smise di telefonare e tornò alla normalità, ritrovando il sonno.
fu in quel preciso momento, che il telefono squillò.

mercoledì, agosto 04, 2010

martedì, agosto 03, 2010

lunedì, agosto 02, 2010

Condividiamo il sole dividendoci le ore di luce in modo equo; non possiamo fare lo stesso per tutto il resto?

ti invidio.
ti invidio perchè io sono qui in macchina, che passo tra i campi sterminati della campagna toscana. ti invidio perchè sei lì in mezzo, in bicicletta, che li attraversi mentre il tramonto viene abbracciato dalle nuvole. ti invidio e mi odio, perchè se non ci fossi io, su quest'autostrada, e quest'autostrada stessa, i campi dove pedali sarebbero ancora più belli. ti guardo sfrecciare sotto di me, e mi accorgo che se non fosse per questa via di asfalto deturpante, questi posti non li avrei nemmeno mai visti e probabilmente non avrei avuto modo di invidiarti.
e mentre le nostre traiettorie tra loro perpendicolari si allontanano all'unisono coi girasoli che staccano lo sguardo dal cielo, io non so più cosa pensare.

domenica, agosto 01, 2010

Sarò sempre qui quando arriverete tutti?

il pc sta per spegnersi per batteria insufficiente, io devo inventarmi qualcosa al volo...aaaaaaaaaaagh!
boh, che dire, che
ah
uh
è?
dove? io?
boh, beccatevi