sabato, dicembre 31, 2011

prima trasgressione alle mie regole autoimposte: non ho scritto il post.

venerdì, dicembre 30, 2011

giovedì, dicembre 29, 2011

Non stare, ma tenersi

dunque, innanzitutto il
giovoldì insalata: insalata russa
andate a Mosca e comprate un cesto di lattuga.

con il riflesso blu degli occhi di vetro, intravedo una piccola luce incanalarsi sullo sfondo, diversa. è il cielo che tramonta, l'esordio del nuovo. appare come un inestricabile groviglio di matasse complicate, studiato a fondo per tutta una vita da persone che non hanno voluto che questo, che non si capisse niente. illuso della sua particolare ironia, mi allontano dal buio, sommerso dalle carte scompagnate, distese a far compagnia ai soldati e agli scrittori, buttati a terra come cenere. si scopre lentamente l'espressione placida, accondiscendente del barista: "portali via" mi fa, "portali pure con te". quel che si lascia prendere viene via velocemente e con facilità; la voce è stanca ed ha smesso di dettare.

mercoledì, dicembre 28, 2011

Adesso manca solo il titolo

Paul Kuczynski, mi piacerebbe che lo conosceste. almeno meglio di me, che l'ho scoperto solo due minuti fa.







martedì, dicembre 27, 2011

Mi manchiamo

blu scuro e nero sono colori molto simili. per distinguerli, occorre sovrapporli o affiancarli. il più cupo dei due è ovviamente il nero, l'altro è matematicamente il blu scuro. ma non si può sempre confrontare, non si hanno continuamente entrambi a portata di mano. spesso, molto spesso, occorre sforzare lo sguardo e cercare di capire, oppure, ancor più frequentemente, sperare di aver visto bene e buttarsi, agendo di conseguenza. per quanto siano vicini, la bicromia sarà comunque impossibile.

lunedì, dicembre 26, 2011

Ad ogni costo, ma a quale prezzo?

[...]
"ammiro il loro rimanere fedeli al loro ideale, a ciò in cui credono"
"sono solo stupidi, si fanno ammazzare per la religione. credono in Dio e nella missione che pensano Lui abbia affidato loro, perciò non abbandonano il monastero e si fanno ammazzare. è da folli, da idioti"
"non fa forse lo stesso chi crede nella libertà? non si fa forse ammazzare, nel resistere agli attacchi di chi gliela vuole negare?"
"la libertà non è Dio, la libertà esiste"
"la libertà non esiste, lo sai bene"
"ma è realizzabile, è possibile che gli uomini riescano a crearla"
"così come gli uomini hanno creato Dio?"
"la libertà ci sarebbe, si percepirebbe, se ne avrebbero dei riscontri pratici"
"vai a dire ad un convinto credente che questo non vale per Dio"
"non lo accetterebbe, ovvio, perché è un idiota"
"se credere fermamente in qualcosa è da idioti, allora lo sono anche i sostenitori di un'astratta e generica libertà"
"credere nella libertà è credere un mondo migliore, ed è lottare per farlo nascere"
"e credere in Dio è già saperlo esistente, operante, presente. in questo, ma soltanto in questo, i religiosi sono un pezzo avanti a voi"
ma poiché la simultaneità è molto rara, uno dei due sparò per primo, impedento all'altro di ricambiare. questi stramazzò a terra con un buco poco sopra l'occhio destro, senza più una parola per la sua tesi, una delle due. l'altro si allontanò, vivo, indistinguibile dal morto.

domenica, dicembre 25, 2011

Spegnere, ma per riaccendere

è senza dubbio quell'odore di plastica che aveva il mio Godzilla. lo riconosco, solo quel giocattolo lo emanava, ne era avvolto. era enorme e ruggiva se gli sfioravi la testa, ed era fatto come il mostro originale, quello giapponese.
me lo regalarono anni e anni fa, assieme a due specie di Transformers. erano uno giallo e uno azzurro, ma li cagai ovviamente poco, giusto il tempo di usarli come nemici improvvisati di Godzilla, nell'attesa di arrivare a casa e farlo scontrare con dei veri dinosauri cazzutissimi. e con il coccodrillo gigante.

venerdì, dicembre 23, 2011

Assurdo risentirsi verso necessarie implicazioni

quando guardi avanti e non capisci se, la luce che vedi lassù in alto, sia una stella o una lampada di una casa su una montagna truccata dal buio.

e che ganzo Oleg!

giovedì, dicembre 22, 2011

L'euforia gemella dell'irrealizzabile

viene un po' naturale esclamare "vaffanculo a tutto", lasciare che il corso degli eventi prenda la strada che c'è, senza costruirgliene una nuova. viene un po' naturale anche domandarsi perché non sia la semplicità a regnare, o meglio, perché tra la potenzialità e l'attuazione di un gesto si frapponga sempre una complicazione, un milione di complicazioni. "perché il cibo per la vita di quel bambino deve essere filtrato da una banconota?" "perché non posso risolvere il problema dell'AIDS con un'abbraccio, con un colore?". per forza di cose, e per diverse forze di cose.
quindi dentro in immersione, con la visuale di un elmo medioevale: due fessure sottili, nessun campo laterale. e rumori, rumori forti non tracciabili.
è sufficiente questo dolore, per far scomparire tutti gli altri, se stesso compreso. ma prima di iniziare le centoventi vasche giornaliere, un bel tuffo con tentativo di acrobazia, sognando il tavolo della giuria di fronte a noi.

The isle that there ain’t
Where funk is lullaby
Where a bill is toilet paper
Where being a baby 's to get high

The isle that there ain’t
Where love’s a babies’ toy
Where cities are on big flowers
Where there’s no mum whose name is Lois

The isle that there ain’t
Where every thought’s a dream
Where hands got little fingers
Where growing old breaks your wings

Grown-ups aren’t there
In the isle that there ain’t
Where you get engaged on your first date

Remember today
Learn your part to turn to puppet
Respect the men who're in toilet
Do your homework snotty kid
And your career won’t be on skids

Swim until you got the gills
Be riding high using the keel
Hook jolts for ticking clock
Cap, the alligator is gonna dock

The isle that there ain’t
Where a bill is smelly trash
Where babies are born with kisses
Where growing up is to crash

The isle that there ain’t
Where a breath is a sigh
Where storks still come to visit
And it’s never moment for bye-byes

No time isn’t there
In the isle that there ain’t
Cause if you get aged this is not your place

Remember today
Eat your fillet steak, deckhand
Pretend respect from all your friends
Be a doctor, ultra-rich
And everything’s going properly

Don’t forget
Have a belt for every trousers
What matters is your centimetres
Money…
…no, I want honey

The isle that there ain’t
Where fantasy's in your mind
Cause you can fly only if you’re a child

mercoledì, dicembre 21, 2011

Oxford Circus - Tottenham Hale

martedì, dicembre 20, 2011

Tottenham Court Road - Camden Town

lunedì, dicembre 19, 2011

Queensway - Holborn

domenica, dicembre 18, 2011

Tottenham Hale - Oxford Circus

sabato, dicembre 17, 2011

Quel che importa (non) è (solo) ricordarsene

niente di niente.

e poi, fino a giovedì niente.

venerdì, dicembre 16, 2011

Inusuale, basta, nient'altro

cazzo, sei giovane, non ti resta molto tempo. devi sbrigarti, devi decidere cosa farai da adulto, come ti comporterai, dove andrai a parare. devi iniziare a metterti sotto adesso, spiccciarti, entro domani devi aver tutto finito. domani diventi adulto, ed avrai subito da considerare cosa farai da vecchio, come sarai, dove andrai. devi saperlo, perché altrimenti non puoi fare nulla. sprecheresti tempo.
anche in piena terza età occorrerà che tu pensi, che tu agisca di conseguenza: rimpiangere.

giovedì, dicembre 15, 2011

Eccole, le note trascinate vengono a riprendersi i brividi

ormai è passato quasi un anno, ci conosciamo. so il momento in cui inizierai, il momento in cui mi dirai quello che dici sempre, al determinato minuto, ed al determinato secondo.
non posso che biasimarti una cosa. ogni volta, te ne vai, e mi lasci qui.

mercoledì, dicembre 14, 2011

Poiché non credo all'inferno, dovrò bruciarvi io

tutti si seguono a vicenda, nessuno fa nulla.

mercoldì insalata: insalata di farro
il farro è un ottimo cereale che cresce più o meno in tutto il mondo, l'insalata pure, anche se non è un cereale. iniziate dunque a vagare senza meta e soprattutto a caso, allontanandovi da casa vostra quanto più ritenete necessario. portate con voi una scodella e dell'olio. non appena vi imbattete in una coltivazione di farro o in un orto di insalata, prelevate la quantità di cibo che preferite e mettetela nella scodella. continuate a vagare finché non avete entrambi gli ingredienti, dopodiché conditeli e mangiateli. concludete chiedendo un passaggio.

martedì, dicembre 13, 2011

Poteva andare peggio: poteva andare

è tutto qui, nel nostro nuovo ***. foto, giochi, esercizi, insegnamenti, libri, giornali, tutto, come abbiamo detto. *** è comodo, *** è nuovo e aggiornatissimo.

*** è triste, e basta.

lunedì, dicembre 12, 2011

domenica, dicembre 11, 2011

Si fa per non fare

mentre si grattava la testa con una mano, guardava l'altra provando a trovarvi qualcosa di interessante. le vene in rilievo, le ossa un po' sporgenti, il colore giallo. qualche pelo sulle dita, le unghie praticamente inesistenti. con un crescendo di attenzione, iniziò a scrutarla meglio, ad apprezzarne tutti i particolari nascosti e mai osservati. i nei, i minuscoli tagli, le piccole cicatrici rimaste dall'infanzia. la guardava e la riguardava, quella mano, mentre la gemella continuava a rodere la nuca, ad infilarsi nel cuoio capelluto e a grattare via il prurito che non si accorgeva di non sentire più. un unico dettaglio lo disturbava: il sangue. le estremità delle falangi erano tutte rosse, di rosso vivo, di freschi globuli rossi.
andò a lavarsi, facendo scorrere forte l'acqua sopra la pelle impiastrata, aspettando di veder scivolare via da sé tutto il colore che copriva il debole rosa dei polpastrelli. una volta pulito, avvertì di nuovo il solletico alla testa, che gli fece correre la mano appena lavata dove prima era l'altra la quale, sovrappensiero, si era allontanata. mentre sentiva il prurito affievolirsi ancora, posò lo sguardo sulle altre dita, sul loro colore e su tutto il resto, nuovamente interessato e incuriosito. infilando le unghie nella pelle del capo, sempre più vicino all'osso, dopo qualche minuto si accorse che anche quella mano, così nuova ed apparentemente inesplorata, era inspiegabilmente insanguinata.

sabato, dicembre 10, 2011

Portare su per far vedere, ma non troppo per far sorvolare

stasera loro, voi non vi cago neanche di striscio.


visto il giorno in più, voto sei e mezzo.


update: ah, e anche loro.


venerdì, dicembre 09, 2011

Un milione di copie vendute, un originale invenduto

con lo sguardo al cielo, sembra di muoversi e ruotare attorno ad un asse verticale. ci spostiamo o non ci spostiamo, siamo fermi o no.


una bella bomba e tutti morti, sì. io sono contro la violenza, che sia chiaro, ma quando ci vuole ci vuole, che sia chiaro anche questo. morirebbero degli innocenti? no, chiunque sia dentro al Parlamento ha un minimo di responsabilità, senza contare il fatto che più della metà è costituita da mentecatti. e poi la manovra ce la facciamo noi, decidiamo noi. oddio, ora che ci penso, ci vorrebbero più bombe. anche negli altri paesi non c'è certo gente migliore. quali altri paesi? in generale. la bomba è in generale, un po' per tutti. potremmo anche approfittarne per risolvere i problemi del Terzo e Quarto Mondo. bombe anche lì e niente più pensieri. chi si prende la responsabilità? io me la prendo, me la prendo io.
con le bombe si risolverebbero un sacco di problemi, ma il momento è critico e drammatico, la priorità ai politici. e si badi bene, questa non è propaganda né populismo, ma un sentimento di rivolta verso il sistema, verso il continuo calpestamento dei diritti dei cittadini. degli Italiani.
quando metteranno le loro mani avide dentro le tasche degli Italiani, ci troveranno le bombe, sempre. non mi si dica che non sono propositivo, io ho detto la mia, avanti il prossimo, voglio vedere se ha in mente un'alternativa migliore. il dialogo? il dialogo è superato, serve solo per parlare dietro. la protesta? le elezioni? lo studio accurato dei particolari? inefficaci, l'abbiamo visto. bomba, ci vuole una bomba.
non la sto facendo facile, non ci vuol niente. buttare e scappare. scappare, lasciarsi tutto dietro alle spalle. scappare. dai problemi, dalla catastrofe. scappare lontano ed attendere che il fumo si diradi, che tutto ritorni tranquillo, senza pensarci su. scappare. è impossibile sbagliare, loro ce l'hanno insegnato così bene.

e adesso basta stronzate, aiutatemi a spegnere il fuoco.

giovedì, dicembre 08, 2011

Chi ha, chi ottiene, chi guadagna, chi non ha

non c'è l'atmosfera, non c'è assolutamente l'atmosfera. qualcuno che parla nella stanza accanto, l'orologio che perde tempo a fare il suo rumore, la tranquillità anonima di questo singolo momento. inadeguato davanti alla tastiera, aspetto che venga da sé.
non c'è musica, né nient'altro, niente che si sposi con l'umore, niente che lo guidi. fisso sugli strumenti, semplicissimi insiemi per infinite soluzioni. qualcosa che diventi interessante, che tenga incollati alla scheda. però viene un po' di emozione, quando le righe si riempiono senza che dentro ci sia nulla.

aspettare una frazione di secondo, fermi senza cercare
aspettare aspettare
è iniziato il jam.

mercoledì, dicembre 07, 2011

Vitale, e mortale, distrazione

"[...]" cit.

mercoldì insalata: insalata di polpo
togliete il pollo dalla ricetta della settimana scorsa e infilateci, con veemenza, un polpo. va bene anche il Dr. Octopus.

martedì, dicembre 06, 2011

lunedì, dicembre 05, 2011

Ear Bear Dear Fear Gear Hear Mear Near Pear Rear Sear Tear Wear Year

è più difficile essere ironici se si è dei pervertiti, dei criminali, o semplicemente se si hanno attitudini diverse dalla maggior parte delle persone. mi spiego, non puoi esordire con "ero in una casa a rubare, stavo cercando di far silenzio quando sento che mi scappa una peta..." oppure "ero su un sito di transessuali quando mi imbatto in questo video dove c'è un uomo vestito da carciofo..." o ancora "ero lì che mi mangiavo le unghie dei piedi quando me ne va una di traverso ed inizio a dibattermi come uno scemo...". la società è malvagia.

domenica, dicembre 04, 2011

Senza troppa convinzione

mi scuso per la scomparsa delle varie colonne con le liste di ricette, di "amici miei che ci hanno anche loro il blog" e quant'altro. confido in una loro reintegrazione con un nuovo aggiornamente delle impostazioni di questo design da parte di Blogger.
per chi volesse e non sa, gli amici miei che ci hanno anche loro il blog sono Ometeotl, Ser Garfioldo, Johann Faust, Eva Bì (che scopro adesso non averlo più), Puja (che scopro adesso vedi prima), Pepe e ElizabethVane.
plipplà.

update: il malefico design non c'è più, beccatevi le spighe di grano.

sabato, dicembre 03, 2011

Le occasioni, plurale

il cappuccio del maglione se ne sta rovesciato all'ingiù sulla sedia. con i contorni bianchi e l'interno blu scuro, sembra il volto di Scream.

gli uomini non sono eterni, sai che novità. guardano all'insù verso pietre che sono sopravvissute ai loro nonni, ai rami che li vedranno morire. credono sia ammirazione.
è invidia.

venerdì, dicembre 02, 2011

giovedì, dicembre 01, 2011

Perpetual check

parlano tutti come se fino a poco tempo fa, non ci fossero stati loro al governo. e io gli credo, credo nelle loro parole e nelle loro nobili intenzioni. le avevano anche prima, nel loro profondo, mentre guidavano il Paese e facevano tutt'altro. dev'essere ansia da prestazione.