lunedì, dicembre 31, 2012

domenica, dicembre 30, 2012

altre cose

sabato, dicembre 29, 2012

altre persone

giovedì, dicembre 27, 2012

Appagante è adottare l'arte

Indipendente voglio essere indipendente e restare per sempre l'amante di tutto voglio essere indipendente non c'è cosa che sia più importante perchè solo da indipendente si esiste Il fidanzato intrappolato nei doveri e negli agi di un rapporto ha paura di essersi scordato la sua libertà Così come il musicista corteggiato dalle sirene e le insidie dell'industria vuole proteggere la sua arte dal mercato la sua qualità E si ripete Indipendente voglio essere indipendente e restare per sempre l'amante di tutto io voglio essere indipendente non c'è cosa che sia più importante perchè solo da indipendente si esiste, si resiste Il figlio stanco dei suoi genitori delle loro ingerenze nella sua vita ha bisogno di trovare una strada propria la propria felicità così come il politico che con forza rivendica le tradizioni della sua regione e nell'autonomia dallo stato centrale la propria identità Tutti ripetono Indipendenti vogliamo essere indipendenti e restare per sempre gli amanti di tutto vogliamo essere indipendenti non c'è cosa che sia più importante perchè solo da indipendenti si esiste, si resiste Ma chi è davvero indipendente ? tu vuoi essere indipendente è poi felice chi è indipendente da tutto ? Indipendente dall'ossigeno dal denaro Indipendente dal consiglio di un amico Indipendente da un passaggio verso casa dalla donna che si sposa

ma come sarà, mi domando, quando la sensazione di essere completamente libero avrà coperto tutto, lasciando il cuore lontano dalle infatuazioni, dal pendere dalle labbra di un grande maestro, dal piacere e dal calore di affidarsi alla fiducia in qualcun'altro..

mercoledì, dicembre 26, 2012

Voler comunicare nel proprio modo, ed essere comunque compresi

una nebbia densa si rovescia per le strade, riempiendo le case fino ai piccoli terrazzi ed entrando anche nei piccoli spazi che le foglie degli alberi lasciano tra di loro. prende tutto, ma non le persone, perché sono tutte rinchiuse da qualche parte. nelle carceri, negli ospedali, nelle scuole, nei cinema; nessuno è in giro.
(continua)

martedì, dicembre 25, 2012

Non si dovrebbero poter cucinare due volte gli stessi ingredienti

rimango sbalordito dai continui cambi di condizioni atmosferiche, qui si crepa dal freddo e domani probabilmente non mi servirà nemmeno il maglione. ieri avevo la pelle, oggi mi ritrovo pelle e ossa, è già qualcosa, vuol dire che sono ingrassato. eppure questo retrogusto, questo sentore un po' subdolo che si insinua tra le piccole fessure delle finestre rapisce anche me, e mi porta a seguirlo fino in strada, dove incontro le scarpe. pensavo fossero in casa, sulla scarpiera, e invece me le trovo lì che passeggiano, ma non posso fermarmi a rimproverarle perché ormai sono comandato a bacchetta. con passo deciso continuo a camminare mentre gli alberi diventano di un colore molto simile al rosa e le case prendono a scambiarsi opinioni sui servizi autostradali.
è proprio vero, non ci sono più le automobili di una volta. una volta ti schiacciavano e chi s'è visto s'è visto, arrivederci e grazie, andavi all'altro mondo. oggi invece ti lasciano mezzo rimbambito e tocca tirare avanti così, senza riuscire a fare troppi discorsi con un senso.

lunedì, dicembre 24, 2012

Ammettere senza rimettere

questo tempo
non si compra

non ho tempo
di partecipare

sono intento
a mangiarmi le unghie

domenica, dicembre 23, 2012


sabato, dicembre 22, 2012

venerdì, dicembre 21, 2012

Complici nel superare i momenti di non complicità

l'hanno già detto in tanti, io arrivo come di consueto in largo ritardo. questo disco è roba bella, roba bella per adesso, per la stagione e per l'emozione.


giovedì, dicembre 20, 2012

Volere il nero in un mare di bianco

invaso da quelle canzoni, è convinto che debbano rimanere chiuse lì, in una cartella zippata. forse anche questo è il loro fascino, sono perfette così, senza una fine. sono un disco, sono un bellissimo disco scritto da un uomo che non ha mai potuto veramente esprimersi. qui l'ha fatto, ed ha passato le emozioni attraverso le corde ed i fili. pochissimi suoni ma una struggente e preziosissima new wave.

l'eccitazione di ricominciare, la devastazione del distruggere.
la voglia, che non sa più andare
né dove andare.
la fiacchezza che lascia immobili con il viso pulito
e l'anima attaccata dai cani
disarmati e sconfitti davanti all'ultima soluzione rimasta.
che sia l'ultima volta,
sia che sia
sia che non sia.

mercoledì, dicembre 19, 2012

"Liberarti da ogni pensiero non è forse ciò / che hai sempre sognato" - Il Teatro Degli Orrori

ci nascondiamo bene e non ci troverete mai, perché viviamo attaccati  ai vostri muri ed alle vostre tradizioni, vi guardiamo mentre agite e ridiamo di quello che succede. ma ci scrutiamo anche tra di noi, combattiamo guerre che voi non vedete. il riflusso caldo delle vostre vite c'invade spesso e ci costringe a scappare, a liberarci dalle luci delle torce notturne o dalle spedizioni di ricerca. se c'è un libro che non avete mai aperto, state pur certi di averci lì.

martedì, dicembre 18, 2012

L'interessante ha bisogno dell'interesse

devo ancora guardarti, ma scommetto che te lo meriti. sulla fiducia quindi.

lunedì, dicembre 17, 2012

domenica, dicembre 16, 2012

Dei buonissimi vecchi pesci

come faccio a riconoscervi
se siete tutti sosia
e guadagnate l'attenzione
soltanto perché siete uguali.

quando sciolgo i tuoi abiti però
mentre piangi o ti avvicini
non capisco mai come tu
possa non accorgertene
senza accorgermi io stesso
di essere pieno di gemelli.

sabato, dicembre 15, 2012

una notte lunga un giorno

venerdì, dicembre 14, 2012

un giorno fino a notte

giovedì, dicembre 13, 2012

mercoledì, dicembre 12, 2012

Sempre oscura sarà, la posizione degli interruttori

esclusi i pesci, siamo tutti pesci. perché, ragionando, senza pesci rimangono solo tutti quelli che non sono pesci. ma siamo tutti un po' pesci in fondo, no? perché, se togliessimo i pesci, ne avremmo grande nostalgia, chi più chi meno. inizieremmo ad imitarli, a vestirci come loro, a diventare pesci. finché non saremmo, appunto, pesci.

martedì, dicembre 11, 2012

Sempre mai

la luce si abbassa e non si vedono più i tasti, diventa tutto scurissimo e tocca andare a memoria, perciò è ben oeissere srinegari e bosn fairusi fpcosi oerhcos illomi.

lunedì, dicembre 10, 2012

Dimenticarsene, e quindi, dimenticarsi

questo post è frutto di una comodità ragionata che, strano ma vero, si è fatta vedere solo adesso. fino a prima, credevo di essere un androide.

domenica, dicembre 09, 2012

Il loto

ci siamo riusciti, adesso tutti credono che la frutta sia commestibile. adesso voi credete che la frutta sia commestibile. per anni, da quando l'uomo è sulla terra, ci siamo tramandati questo compito: fingere di mangiare la frutta traendone gusto e beneficio, per invogliare gli altri a mangiarla e portandoli così alla morte. oggi è arrivato il momento di rivelarlo, di dirvi che noi, sparsi in tutto il mondo e in tutte le epoche, abbiamo portato a termine il nostro compito tramandato nella storia. la frutta non è commestibile, nessun tipo di essa, da adesso sappiatelo. 

sabato, dicembre 08, 2012

"Sono in crisi Mistica" disse Magneto

c'è un paesino sperduto, frazione di un comune un po' più grande. il paesino è a trecento metri sul livello del mare, e per arrivarci si deve uscire un poco dal centro abitato del comune ed imboccare una strada che sale su, tra gli alberi e il silenzio. nessuno ci si avventura mai, e praticamente nessuno si preoccupa del paesino, che ha sempre vissuto in autonomia e senza troppe esigenze. i suoi abitanti non sono certo eremiti, anzi, scendono frequentemente a valle, ma di "stranieri", lassù, non se ne vedono mai. nemmeno il sindaco, i postini, la pulizia delle strade.
quando comincia l'inverno, la strada che porta al paesino rischia di ghiacciarsi ogni sera, impedendo agli abitanti di rientrare. dopo che cala il sole, mai ad un orario preciso, arrivando ad imboccarla, si trova del sale sparso, su fino a metà strada. qualcuno lo sparge, ma non è del paesino. appena la temperatura scende, il sale compare a debellare il ghiaccio, illuminato dall'unico lampione lì vicino.

venerdì, dicembre 07, 2012

l'ennesimo/a

giovedì, dicembre 06, 2012

Scaldarsi insieme, dormire soli

per la terza volta torno qui, a gettare il bilancio di una giornata, a capirne la vera essenza solo nel momento in cui lo rifiuto. per la terza volta mi accuccio e aspetto che tutto succeda quasi da sé, dandomi il grande piacere di poter ancora ricominciare da zero.
insomma oggi è la terza volta che faccio la cacca.

mercoledì, dicembre 05, 2012

Le frustrate opinioni sui sogni altrui

un grigio freddissimo e macchie di colori accesi lontani pagine e pagine uno dall'altro.

martedì, dicembre 04, 2012

i puntuali ricordi del ritardatario dimenticante

lunedì, dicembre 03, 2012

alla fine ho deciso, ho deciso che mangerò me stesso. fuori è pieno di cose, di profumi, di sapori nuovi e intriganti. io mi avvicino e provo, ma mi ritrovo sempre deluso, insoddisfatto. quini mangerò me stesso e non sarò un problema per gli altri. io vi conosco ma voi non vi conoscete, è per questo che pensate di essere quello che non siete. mi attirate, perché ogni volta vi credo, ma quando vi assaggio devo sempre ricredermi. già sentito. ho persino imparato a non addentare, lo capisco prima.
quindi adesso lasciatemi solo con il mio brandello di mano e tre dita spezzate, con muscoli sanguinanti che escono dalla pelle strappata, la mia espressione stanca. di qualcosa dovrò pur vivere, e perciò vivrò di me stesso.

domenica, dicembre 02, 2012

sabato, dicembre 01, 2012

"Non è il caso, disse il latinista" - Ser Garfioldo

la casa stava in fondo ad un viale alberato bellissimo, fatto di pini. i pini stavano ai lati tutti in fila a destra e a sinistra, con il tronco distante una decina di metri dalla strada ma con la chioma enorme fin sopra a coprire. la casa era una casa di campagna dall'aspetto molto rustico, costruita molti anni prima, e accanto ad essa c'era un altro pino, molto grande e molto vecchio.
le sue grosse radici incominciarono ad infiltrarsi sempre più vicino alla casa, rialzando il terreno. i padroni decisero di tagliarlo preventivamente, per evitare danni. vivevano in mezzo alla campagna, e del verde avevano fatto il colore principale della loro proprietà, però se l'albero fosse entrato sotto la casa, sicuramente sarebbe stato un dispiacere vederla creparsi sempre di più, arrivando forse al crollo. quindi appunto, senza pensarci due volte, fecero tagliare l'albero.
adesso la casa sta ancora lì, in fondo al viale alberato, e dentro ci sono i padroni che lasciano che la natura intorno li avvolga e li abbracci, perché questa è la bellezza della vita in campagna. ed il pino brucia a pezzi, dentro il caminetto.

venerdì, novembre 30, 2012


giovedì, novembre 29, 2012


mercoledì, novembre 28, 2012

Pumpslapumpslap


ho ritenuto che fosse troppo bella per non meritarsi di essere qui.
















(via)

martedì, novembre 27, 2012

Stare, e basta

apri un libro e ci trovi dentro gli Area, quella voce impensabile di Demetrio Stratos. e Patrizio Fariselli.
Ares Tavolazzi.
Paolo Tofani.
Giulio Capiozzo.
non si descrivono, non c'è parola per questa musica, o almeno io non la conosoco.

lunedì, novembre 26, 2012

diàmito

domenica, novembre 25, 2012

vorrèa

sabato, novembre 24, 2012

Regalarsi

"...come quando eravamo giovani"
"è vero"
"con la musica e il nostro silenzio, e nessuno intorno"
"manca qualcosa?"
"non credo"
"e allora siamo ancora giovani"

venerdì, novembre 23, 2012

I minimi

la ricerca di forme di vita intelligenti nello spazio
l'irriducibile distanza tra la varietà delle cose del mondo e l'approccio geometrico/matematico adottato, ed il loro matrimonio tutto sommato stabile e funzionante
l'avere tutto ma non sapersene accorgere
la bellezza dei suoni e la potenza degli odori

giovedì, novembre 22, 2012

E' difficile tracciare una linea tra due punti di riferimento

sono lì alla scrivania che scrivo e ad un certo punto inizio a sentire freddo. un freddo gelido mi colpisce, progressivamente, senza farmi tremare. è uno strano gelo che inizialmente prende le gambe e poi sale anche dalle braccia, ed io non capisco finché non mi volto: ho un taglio profondo sulla schiena, all'altezza delle vertebre lombari. sanguino copiosamente del liquido denso e rosso scuro, che gocciola a terra e, adesso che ci faccio caso, fa pure rumore. "ecco perché" mi dico, "sto morendo dissanguato".
allungo il braccio e premo il tasto "+" sulla stufetta al kerosene, alzando la temperatura. poi mi rimetto a lavorare, inebriato dal nuovo calduccio.

mercoledì, novembre 21, 2012

"Fattene una ragione" disse la morale

elaboriamo un ragionamento completo, interessante e costruttivo. partiamo innanzitutto dalle cose semplici, da un punto che diamo per assodato ed indubitabile. certo, questo è già un azzardo, ma facciamo così, vedrete.
dunque poniamo che oggi sia giovedì, e che questo enunciato sia vero, verificato e, come detto, indubitabile. adesso il mondo si trasformerà in banane.

martedì, novembre 20, 2012

L'inconsistenza tra un approccio definitivo ed il mondo

si rende conto di stare camminando quando in realtà è fermo.
vede la terra che si sposta quando appoggia i piedi, ma il pavimento è fatto di piastrelle.

every moral has its story
every story has its end
every battle has its glory
and its consequence
(Ben Harper)

lunedì, novembre 19, 2012

domenica, novembre 18, 2012

Il proprio cesso non ha sinonimi

quell'odore stranissimo ed inconfondibile di quel Godzilla modello vecchissimo che mi regalò per Natale.

venerdì, novembre 16, 2012

potrai mai perdonarmi, blog?

giovedì, novembre 15, 2012

potrai perdonarmi mai, blog?

mercoledì, novembre 14, 2012

blog, potrai perdonarmi mai?

martedì, novembre 13, 2012

1100


lunedì, novembre 12, 2012

blog, potrai mai perdonarmi?

domenica, novembre 11, 2012

Le perfette colonne sonore ed i momenti che le aspettano

alla nostra sinistra, guardavi
finché lei non ti ha detto di correre.

noi a passo d'uomo ma dentro a quel metallo
che ti ha accecato fin dentro alla ragione
portandoti al buio della foresta
ed al buio dei sensi.

mentre ti tagliavi in salto, noi..

sabato, novembre 10, 2012






z





venerdì, novembre 09, 2012

E poi arriva una sensazione nuova, come uno schiaffo che non si aspetta e che nemmeno si sapeva esistesse

cucite alle sue palpebre duecento biblioteche, miliardi di libri da sollevare per aprire gli occhi. la bocca, la bocca poi non ha che la carta, da masticare, ma non tutta si fa sciogliere dallo stomaco, non tutto porta buone o facili notizie. e non può smettere, non può smettere di ingoiare perché non è mai abbastanza, e questo non è il cervello a  dirglielo, ma il cuore fatto di legno. più vivo della pietra, più robusto di un muscolo, naturale come il sangue.

giovedì, novembre 08, 2012

Ad ogni prezzo, l'attenzione

queste mani che sembrano legate dall'interno con nervi intrecciati come ceste di vimini, e braccia intorpidite dai contraccolpi pesanti, dalla lotta contro le vibrazioni. c'è un solo fascio di muscoli, ed è di gomma molto dura, poco flessibile, tiratissima. i pollici riescono solo a guardare le altre dita, ed i piedi hanno corone infuocate intorno alla pianta.
ancora un colpo, e porteremo l'ultima legna di quest'anno, poi ci rinchiuderemo ad aspettare. ma la scheggia si onora del suo nome, e perfora l'occhio senza che questo nemmeno la veda.

mercoledì, novembre 07, 2012

1095

stavolta è di repost, un po' per andare sul sicuro e un po' perché merita davvero, secondo il sottoscritto. durante le mie ricerche da bambino curioso, ho trovato questo sito, La Tela Nera. adesso scopro che ha sezioni dedicate ai dossier sui serial killer, alla scrittura creativa e ad un sacco di argomenti ganzi come il latte che vola e le scimmie andaluse fatte di sterco mannaro.
divagazioni nonsense a parte, consiglio vivamente una lettura della parte che io ed altri due esseri umani a me amici abbiamo letto poco fa: la classifica dei 10 animali più velenosi al mondo. oltre alla professionalità e competenza con cui vengono affrontati gli argomenti, è speciale anche lo stile di scrittura, che ti porta ad un'immedesimazione molto realistica. o mamma, ma come scrivo? sono io questo? questo blog ha mai avuto un taglio del genere? non mi piace, nonnò.
voi però leggete, e se non ne avete voglia andate diretti alla sezione "come ti ammazza" che c'è per ognuno degli animali. fantastica.

martedì, novembre 06, 2012

ricordo

lunedì, novembre 05, 2012

soltanto

domenica, novembre 04, 2012

una

sabato, novembre 03, 2012

cosa

venerdì, novembre 02, 2012

una

giovedì, novembre 01, 2012

soltanto

mercoledì, ottobre 31, 2012

ricordo 

domenica, ottobre 28, 2012

di nuovo il vecchio

sabato, ottobre 27, 2012

Le soluzioni non risolutive

questo disco è Meraviglioso, si merita una maiuscola.





















the car's on fire and there's no driver at the wheel
and the sewers are all muddied with a thousand lonely suicides
and a dark wind blows

the government is corrupt
and we're on so many drugs
with the radio on and the curtains drawn

we're trapped in the belly of this horrible machine
and the machine is bleeding to death

the sun has fallen down
and the billboards are all leering
and the flags are all dead at the top of their poles

it went like this:

the buildings tumbled in on themselves
mothers clutching babies picked through the rubble
and pulled out their hair

the skyline was beautiful on fire
all twisted metal stretching upwards
everything washed in a thin orange haze

i said: "kiss me, you're beautiful -
these are truly the last days"

you grabbed my hand and we fell into it
like a daydream or a fever

we woke up one morning and fell a little further down -
for sure it's the valley of death

i open up my wallet
and it's full of blood

venerdì, ottobre 26, 2012


giovedì, ottobre 25, 2012

Tutto cambia e si ristabilizza

in cinque punti diversi dello stesso luogo, rimangono separati, a guardare in direzioni diverse. non si toccano né si parlano, ma lo faranno presto. eppure è proprio in quel momento che in mezzo non ci passa niente, nemmeno l'aria, tanto sono stretti.

martedì, ottobre 23, 2012

Wieso?


lunedì, ottobre 22, 2012

"Sono rimasto spiazzato" disse il monumento

Elephant
Audioslave
Yankee Hotel Foxtrot
Loveless
Mr Beast
Narrow Stairs
Volta
Frances The Mute
Disintegration
To Bring You My Love
Odelay
Sailing The Seas Of Cheese
One Hot Minute
The Masterplan
Youth And Young Manhood
Ok Computer
Yoshimi Battles The Pink Robots
The Will To Live
In This Light And On This Evening
Dear Science
Myth Takes
Franz Ferdinand

ma non in quest'ordine.

domenica, ottobre 21, 2012

no

sabato, ottobre 20, 2012

Quei difficili incroci di progresso e innovazione

senza un'educazione, senza la curiosità di sapere od una propensione ad approfondire, non saprete mai che quello che state ascoltando è uno degli album più belli di tutti i tempi. non saprete che quella scultura è un capolavoro del Rinascimento.
non potete essere voi il lamento, se ciò di cui vi lamentate è ciò che voi stessi avete prodotto. molti di voi hanno sbagliato, ma non c'è reversibilità in questo campo, non si torna indietro e gli errori, per natura (natura, nient'altro!) non si può rimediare. 

venerdì, ottobre 19, 2012

giovedì, ottobre 18, 2012

Kant e le notizie

"ditemi se questa non è bellezza. io sono pronto a bruciare per lei".
scese tra l'erba che volava scalzo, come lui si conosceva. si liberò di tutto quello che non era parte di se stesso e le si fermò vicino. la tromba d'aria si abbassava velocemente, disgregando il suo cerchio sempre meno forte. infilò la testa e le spalle dentro al turbine e si fece risucchiare, così che quello riprese a girare, forse incosciente, ma giovante del sacrificio.
gli altri lo guardavano e gli davano del pazzo.

mercoledì, ottobre 17, 2012

martedì, ottobre 16, 2012

La terribile incapacità di non saper leggere un confronto


su dimmi


dimmi cosa succede, che cosa fai se inizio a spararti in faccia, dimmi cosa fai se brucio la casa e ti ci lascio dentro.
ho una musica che è più veloce delle tue fughe, ho i suoni che si propagano tra le cose, che ti raggiungono e ti legano insieme i ginocchi, facendoti sbattere a terra.
in quel momento io arriverò camminando, mentre te proverai a strisciare. ti prenderò la testa e ti farò ascoltare finché, convinto, non vorrai più essere liberato.

lunedì, ottobre 15, 2012

continua a succedere

domenica, ottobre 14, 2012

sabato, ottobre 13, 2012

Dove l'accento, se su leader o su ridicolo

prima di tutto, sono consapevole che il titolo potrebbe non tornare grammaticalmente parlando.
nel caso basterà chiamarlo più forte.

venerdì, ottobre 12, 2012

giovedì, ottobre 11, 2012

L'arte che tira fuori l'arte

le quattro tartarughe si riposano, ed in questo momento ognuno tiene se stesso senza star dietro agli altri. il sonno ed il sonno profondo, lontano dal resto. poi una musica nelle cuffie, ed un pensiero triste. le quattro tartarughe dormono e non si tengono caldo; ciascuna combatte il proprio freddo a modo suo.

mercoledì, ottobre 10, 2012

Interessante che a nessuno importi

è stato appena inventato un nuovo tipo di valigia, che si spedisce da sola negli aeroporti che si preferisce. è intelligente, ed è sufficiente comunicare le informazioni necessarie solo prima della partenza; lei se la appunta su un taccuino e va.
è un uomo travestito da valigia.

martedì, ottobre 09, 2012


lunedì, ottobre 08, 2012


domenica, ottobre 07, 2012

La lezione di imparare a farne a meno

mentre voi altri guardate in alto per cercare l'ispirazione o per far vedere che l'avete trovata, io rimango coi piedi attaccati alla terra, stretti dalle radici più difficili da mettere. perché il terreno si sgretola non appena lo stringo con forza con le dita e con i miei tentacoli, e ne imparo il sapore ogni volta che perdo l'equilibrio.
guardando su, lasciando gli occhi per aria, non vi accorgete nemmeno di essere sdraiati nel punto più basso.

sabato, ottobre 06, 2012

to make a continuity you make discontinuities

venerdì, ottobre 05, 2012

Le irrazionali preoccupazioni rivelanti razionali attaccamenti

la sera prima di iniziare
il cambiamento
e l'instancabile lotta per conservare
le proprie peculiarità.

giovedì, ottobre 04, 2012

damn, Iforgotitagain

mercoledì, ottobre 03, 2012

Fraguri

si vivono due mondi contemporaneamente, mentre il fisico è in uno soltanto, la testa è in entrambi. gli orari non sono di tutti, il pensiero è invece per tutti. tutti i pochi.

martedì, ottobre 02, 2012

Dall'altra parte dell'altra parte

nemmeno per ieri c'è un post. ieri era un giorno grossissimo.

domenica, settembre 30, 2012

Lo terrò per me, ma lo dirò agli altri

questa cosa che trattiene qui e che non ha nemmeno un cuore umano. questa cosa che succede come era stata già stata descritta. l'ansia fa il resto.

sabato, settembre 29, 2012

Cercare i pezzi quando a pezzi non si è

nessuno si impressionava più di nulla. ogni cosa era stata sdoganata dalla televisione e da Internet, ogni decenza spazzata via ed ogni restrizione oltrepassata: tutti avevano visto tutto, e niente era più sensazionale. anche i bambini guardavano le amputazioni o le torture, non faceva nessuna differenza.
poi iniziò a circolare un video, in sordina, che si diceva fosse in grado, per la prima volta dopo anni, di impressionare di nuovo, pietrificare, impaurire, scuotere. lui, da reporter freelance qual era, si mise a cercarlo.
nonostante la storia che si portava dietro, il filmato era conosciuto solo in una sotterranea cultura del web, ristretta e chiusa, di quelle isolate per natura. riuscì a trovarlo, entrando nella casa a cui era risalito seguendo un indirizzo IP. il proprietario era fuori, ma il computer era acceso, ed il file si fece trovare molto velocemente. avvolto dal buio, perché così andava visto, premette play e si mise a guardare. c'era un uomo immobile, con lo sguardo verso lo schermo e poi...
lui impazzì.

venerdì, settembre 28, 2012

Il segnato ma combattuto braccio di ferro fra la levetta del volume ed il fade out

adoro dormire sull'angolo del cuscino. non ho bisogno di un cuscino più grande, dormirei comunque sull'angolo. o meglio, se fosse possibile, mi piacerebbe un immenso cuscino con un immenso angolo.

giovedì, settembre 27, 2012

mercoledì, settembre 26, 2012

Nessun equivalente se non nel numero

ho saputo di uno che iniziò ad usare questo deodorante al cetriolo, molto buono. se lo dava in continuazione, anche tre o quattro volte al giorno. poi non lo ricomprò più e smise di usarlo, così, senza un particolare motivo. ma c'erano dei momenti in cui improvvisamente, ne sentiva l'odore. era quello, era inconfondibile, il cetriolo gli saliva su per le narici e lo colpiva forte, per un attimo soltanto, poi spariva. inizialmente era una cosa piacevole, perché gli faceva tornare in mente il vecchio, buon deodorante, ma poi prese a diventare fastidioso, e col tempo anche molto sgradevole. che fosse a tavola a mangiare o nel bel mezzo di un amplesso, d'un tratto il cetriolo gli si avventava contro. un problema, ecco cosa diventò. senza soluzione. non sembrava esserci modo di liberarsene, a volte passavano settimane prima che quello ricomparisse, tanto insopportabile quanto inspiegabile.
poi un giorno stava correndo per casa trafelato, appena uscito dalla doccia, in ritardo. si strusciava l'accappatoio addosso per asciugarsi, mentre con l'altra mano teneva il fon verso i capelli. lasciati entrambi, si infilò le mutande ed i calzini, ma arrivato ai pantaloni si ricordò: il deodorante, cavolo. tornò in bagno ed afferrò senza guardare la nuova bomboletta spray, mettendo il dito sulla parte superiore. spruzzò sull'ascella sinistra e poi si passò il tubetto nell'altra mano per fare lo stesso con quella destra. durante quel cambio però, nella fretta, premette con il dito e si dette, per una frazione di secondo, il deodorante nel naso. accortosi dell'accaduto, rimase immobile, incredulo. che il suo problema fosse finalmente risolto? aveva ucciso il cetriolo con un suo simile? questo ne avrebbe preso il posto?
si rivestì tutto contento ed ancora più in fretta, uscendo di casa a corsa, senza accorgersi che quello che si era da poco spruzzato, era il deodorante al cetriolo.

martedì, settembre 25, 2012

Intestinali decisioni

quando vi conoscevo eravate tutti sconosciuti.

lunedì, settembre 24, 2012

Siamo tutti responsabili

torna alla memoria quella cosa con quell'imperativo che distrugge, è la memoria che ricorda improvvisamente, e la coscienza che si uccide per la sua dimenticanza. adesso non c'è tempo, non c'è più tempo per fare...per far cosa?
è sparita, di nuovo. Cristo, dov'è? adesso alla preoccupazione si aggiunge l'inquietudine, il non sapere più ciò che già prima terrorizzava. la nostra mente si spaventa da sola con le sue forze a lei stessa nascoste, la potenza delle idee e del loro flusso continuo diventano un vuoto labirintico che accompagnano al logoramento, all'autodistruzione.
finché non ritornerà soltanto la paura.

domenica, settembre 23, 2012

Cos'è quello che già pensavo fosse

io ti racconterò
la storia delle creme solari
che iniziava con un però
e finiva con gli spari

il mare era bello
ed il vento soffiava
però anche col grande ombrello
il sole picchiava

ed eccolo, divino
il nuovo tubetto
lo spalma il bagnino
con un colpo di fucile a pompa supercattivo.

sabato, settembre 22, 2012

1050

invece di perdere tempo, è bene riacquistarlo senza prenderne agli altri, ma regalandolo.

venerdì, settembre 21, 2012

giovedì, settembre 20, 2012

Tornando indietro non ci sarà più questo avanti

un tipo che a pugno chiuso corre su una strada verso sera, e pensa a dei conigli bianchi. ha una mano sola, la agita coordinandola con la gamba sinistra. la strada è sospesa nel nulla, tutt'intorno c'è il nero, non il vuoto: il nero. non è notte, anche se tutto è buio. l'oscurità c'è solo attorno, ma sopra la strada, in cielo, è sera. l'uomo come detto sta correndo e come detto ha soltanto una mano ed una gamba. nient'altro. l'uomo è una mano ed una gamba, nient'altro. pensa a dei conigli bianchi con nessun cervello, e questo è sensazionale.

mercoledì, settembre 19, 2012

Ingabbiati, spettacolare e normale non si riconoscono

uscire di sé per uscire fuori senza.

martedì, settembre 18, 2012

Non so di non sapere

visto prometheus, voto?

lunedì, settembre 17, 2012

Lotta di panici

spingono i due coltelli uno contro il suo stomaco, l'altro al rene destro.
"non vi biasimo, perché dimostrate di essere stupidi"
"tu sei stupido, ti sei fatto trovare"
"andrò oltre la morte"
"sarai morto comunque"
"sarò un simbolo della vostra rovina"
"Gesù lo è, un simbolo, non tu"
"se lo è Gesù posso esserlo anch'io"
"e come farai?"
"aspetterò, perché mi ci farete diventare voi"

domenica, settembre 16, 2012

Caschi male se non caschi sicuro

che amarezza immensa. no, immensa no, ma un po' sì. 1969, Woodstock, Joe Cocker, Jimi Hendrix, The Who eccetera. quarantatré anni e poi arriva una banca che usa un filmato di quei giorni per farci il suo spot. parla di cambiamento ma in realtà stravolge gli ideali di una generazione, abbatte con una leggera pubblicità un simbolo che era stato costruito con la musica e non certo l'interesse per i soldi. i cacchio di soldi. non lascio un link al video, non voglio.

sabato, settembre 15, 2012

Amerai finché non ti abituerai

chiudi la porta la finestra la casa il computer l'acqua il gas lo stomaco e le vene.

Nessuno è lo stesso

ultimamente fa più freddo del solito, i vetri si sono spaccati tutti per il gelo. la gente si ostina a voler  camminare per la strada ma finisce sempre per scivolare e rimanere bloccata, fino a congelarsi. lo stesso le auto, che continuano a slittare e schiantarsi ovunque. nessuno vuole capire che bisogna aspettare, che dovrà passare ancora molto tempo. il sole inganna perché manda luce caldissima, ma niente si scioglie qui. chi finisce l'acqua si mette fuori casa aspettando che dal tetto piova qualche goccia, invano. non è ghiaccio naturale, la gelata è venuta di luglio. adesso sono tre settimane che va avanti, ed ogni cosa, fuori, ne è ricoperta. da lì si sprigiona un freddo tagliente, che se ne frega dei vestiti pesanti.
ho quasi finito il cibo, e non posso di certo uscire. inizierò dalla spazzatura, poi da me stesso. non so quando finirà tutto, ma so che dovrò avere ancora le gambe per scappare.

giovedì, settembre 13, 2012

Tutti i libri non letti, finché così rimarranno

giuro che avevo trovato un titolo ed un argomento serio e stimolante di cui scrivere, ma mi sono dimenticato entrambi. cerco di rimediare con questo coso epilettico fantastico che ho trovato su fuckyeahdementia.

mercoledì, settembre 12, 2012

Finché non diluviò, dai suoi occhi

poi alzi gli occhi, ed arriva una mandria di complicazioni, una dopo l'altra. il macellaio me l'ha raccontate le sue, e poveraccio. nonne rotte, costole rotte, palle rotte.
ecco un ottimo esempio di rosmarino, tutti i giorni allena la propria creatività scrivendo fandonie senza senso alcuno. in realtà così non risolve niente, perché a scrivere cagate si è sempre in tempo.
la cacca prima o poi scappa, ma è il cervello che non si fa più trovare.

martedì, settembre 11, 2012

la scordatura però continua

lunedì, settembre 10, 2012

un tempo sarei morto per questo

domenica, settembre 09, 2012

Le volute coincidenze

visto il cavaliere oscuro - il ritorno, voto sette e mezzo.

sabato, settembre 08, 2012

Scrivi scrivi scrivi prima che arrivi

sei diventato stempiato e non hai ancora smesso di fumare, vedo.
hai finalmente tagliato via quel pezzo di dito che ti penzolava dal collo, almeno quello.
non saprei come descrivere la tua camicia se non come un'immensa fotocopia.
rassettati dai, andiamo.

venerdì, settembre 07, 2012

Quel che succede se niente succede

quando gli occhi le si chiudono, c'è un afflato tiepido che si sprigiona dentro la testa. la cane dorme, il padrone è tranquillo.

mentre scrivo, proprio ora, mi sta guardando. ha il viso illuminato di blu, dalla luce dello schermo, come me. ha la testa piegata verso destra, e gli occhi dentro i miei e viceversa. faccio dei piccoli spostamenti ma lui si muove in ritardo, non è il mio riflesso. mi alzo dal letto e corro verso quell'angolo di finestra, ma una mano tocca la mia, attaccata al vetro. sono io anche dall'altra parte, adesso.

giovedì, settembre 06, 2012

Nessuna preferenza al di là dei preferiti

si sente il violino spezzato che accompagna l'idea, flessibile e lentissima mentre arriva debolmente. si schianta sul primo schermo, rimane intrappolata nella luce e si dissolve, in una goccia di gas.

mercoledì, settembre 05, 2012

Il peggio non è passato, è relativo

la cassa di risonanza tiene il suo occhio fisso su se stessa, mentre il bastone da montanaro non batte ciglio e continua ad appoggiarsi alla cassettiera che, forte, sostiene i cinquanta libri degli antichi filosofi.

martedì, settembre 04, 2012

Le formalità che portano alle prese di coscienza

ho una sigla per ricordarmi di quell'acronimo in codice che nasconde la mia password.

lunedì, settembre 03, 2012

-ed eccoci.

domenica, settembre 02, 2012

-sentiremo tornati.-

sabato, settembre 01, 2012

-quando ci-

venerdì, agosto 31, 2012

-noi, ma-

giovedì, agosto 30, 2012

-ci sentiremo-

mercoledì, agosto 29, 2012

-non quando-

martedì, agosto 28, 2012

saremo noi-

lunedì, agosto 27, 2012

"Che fine hai fatto?" disse lo scrittore

questo treno è bellissimo.


con lui vi saluto in quest'ultimo post, prima di un'altra settimana di assenza. 

domenica, agosto 26, 2012

non c'è verso di ricordarsi di non dimenticare

sabato, agosto 25, 2012

Salva, Anteprima, Esci

ora che è morto uno dei pionieri, tra tutti i classici articoli, flash, titoloni, mi aspettavo un gran bel post di addio da Paolo, che a queste cose ci tiene. ecco, infatti.

venerdì, agosto 24, 2012

Non far niente non è pigrizia, è nobiltà d'animo nel conferire ad ogni cosa la stessa importanza

se smettete di smettere non avrete più tempo per fare, tutto, vi troverete ricoperti di attività fino a diventare dei grassi tuttofare. non dovete però fare il contrario, cioè iniziare ad iniziare, bensì limitare le vostre mani ciccione ed ingorde a pochi ma buoni (e convenienti dolcetti), anche se un po' appiccicosi. detto questo, fracassatevi il computer sulla testa.

giovedì, agosto 23, 2012

Non c'è tempo per rivivere

visto piccole bugie tra amici, voto otto.

mercoledì, agosto 22, 2012

Capitare


martedì, agosto 21, 2012

Dopo un'ora di Primus si pisciano trottole

leggo una recensione di un EP e trovo questo periodo:

"...poi motorismo electrokrauto ricamato di orrientalismi elettrici e miraggi cameristici, infine meditazione rumoristica tra svaporate androidi (vagamente Eno) e docili fantasmi di piano, mentre la seconda [canzone] sembra più un bozzetto basale che alterna momenti più ruspanti ad un allibente cuore dance come un lalleggio moroderiano di Madonna."

ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha.


devo citare la fonte? e se poi s'inca***no e mi danno del diffamatore str***o che prende per il c**o e non capisce un ca**o di musica o simili?
boh, io leggevo qui (il disco in questione secondo me è bellino, scaricatelo qui).

lunedì, agosto 20, 2012

Perdere, prendere una strada

adesso rientreranno tutti ed io invece partirò, uscendo al momento giusto, quando il caldo inizia a calare. arriverò finalmente sul mare, al momento giusto, e mi si aprirà di fronte il blu in cui bagnarmi, con la benedizione della lunga attesa. il vento inizierà a tirare, al momento giusto, sollevando una leggera brezza fresca che renderà il tutto ancora più godibile, ancora più rilassante.
sarà lì allora che, al momento giusto, mi esploderà la testa.

domenica, agosto 19, 2012

ancora, ancora dimenticanza

sabato, agosto 18, 2012

Vincere perdendosi

nel momento in cui nasce la confusione, cresce il piacere di non sapere né voler sapere dove essa andrà, e si spegne il senso dell'ordine, per alcuni smisurato, che impone di rimettere tutto immediatamente a posto. il caos invade lo spazio e lo sovverte, mangiando pezzi di tempo fino ad inghiottirlo tutto, lasciando a vivere dentro un'isolata bolla. dalla durata indefinita, dai risvolti incalcolabili.

venerdì, agosto 17, 2012


giovedì, agosto 16, 2012

Da un certo punto di vista, possiamo fare di meglio, peggiorando

(segue)
è come se queste ore le avessero messe lì dal nulla, aggiunte in più in un intervallo di tempo che non esiste, che non dovrebbe esistere, ma che tutti si ricorderanno.

mercoledì, agosto 15, 2012

All'improvviso, poco alla volta

guardiamo la vallata in silenzio, in attesa degli spari. a mezzanotte ci saranno, perché ci sarà il segnale, e tutti inizieranno a correre, e la guerra ricomincerà. la campana sulla collina scandirà i rintocchi del nuovo giorno, rompendo la tregua. l'aria è stanca, la settimana passata non ha permesso il riposo, ma aumentato l'ansia. si ricominceranno a vedere i lampi, le esplosioni, e gli uomini riprenderanno a tornare quassù, a nascondersi.
perciò aspettiamo, soli, in due, contadini senza arte né parte. aspettiamo, mentre i grilli cantano ed accentuano i secondi vuoti. ecco, din don. din don. è ora, adesso riparte tutto.
e invece non succede nulla, la valle continua a dormire come se nulla fosse. e così tranquilla, tranquillizza anche noi, non più preoccupati, perché la guerra ricomincerà, certo, ma ci avrà regalato almeno un altro minuto di pace.

martedì, agosto 14, 2012

Serial living

faccio roteare in aria il mio marsupio, lanciandolo sempre più in alto. riesco sempre a riprenderlo al volo, dunque mi sento sicuro, e così aumento la forza. inizio a prenderci gusto e nel frattempo continuo a camminare, euforico come se avessi scoperto chissà quale talento. poi faccio un tiro troppo alto, che mi obbliga a fermarmi per riacchiappare il marsupio.
in quel mentre mi accorgo che un gatto nero mi sta fissando, e mi sento immediatamente uno stupido.

lunedì, agosto 13, 2012

La parziale incontrollabilità del rimanere impassibili

riconoscersi consiste in due semplicissime azioni: guardarsi e, nel caso, riconoscersi o meno. dico "nel caso" perché potreste non avere gli occhi, e dunque non vedreste la vostra immagine riflessa. in tale circostanza, il riconoscimento avverrebbe attraverso altri organi, ma oggi si parla solo ed esclusivamente di vista. Windows.

domenica, agosto 12, 2012

completatotaledimenticanza.

sabato, agosto 11, 2012

venerdì, agosto 10, 2012

You can't make everyone happy

rifiuto, indignazione, disprezzo. "siamo costretti a nasconderci" mi fa, rinchiusi in un'accogliente mansarda al terzo piano di una casa un po' lontana dal centro città.
è vero, la situazione lo grida silenziosamente. siamo a parlare di noi, quei noi che nessuno deve scoprire, che devono rimanere lì dove sono, nascosti e rinchiusi.
ma invece ci troviamo, ogni tanto arriva qualcun altro, qualche faccia nuova che ci dà forza e ci fa riflettere. siamo tutt'intorno a voi, che ostentate una lontananza che spesso appare come una repressa parentela.

giovedì, agosto 09, 2012

l'accensione che impedisce l'utilizzo.

mercoledì, agosto 08, 2012

SenzaSpendersiSiStagna

who rises?
the Dark Knight?
no. Spiderman.

martedì, agosto 07, 2012

I fecondi tempi morti dell'improduttività

"vai a letto prima, la sera, che poi la mattina sei stanco e rincoglionito"
"non mi riconosco"
"per forza, guardati, hai delle occhiaie livide"
"non intendo quello, so di essere io"
"e allora?"
"è lo specchio...ha qualcosa di strano"
"è il muro quello"
"ah ecco."

lunedì, agosto 06, 2012

Solari lunatici

inspiration on other one's pure music
hearts melting without fire
the same feeling is impossible
the personal one is now the only wanted
è così profondo e semplice
non occorre la canzone miliardaria
è sufficiente
la possibilità di connettersi.

domenica, agosto 05, 2012

Quanto uccide l'autosuggestione

quando due s'incontrano uno vede prima l'altro o viceversa, mai il contrario.
ventate fresche portano sollievo durante le giornate senza vento fresco.
ostacoli ostacoli ostacoli ostacoli ostacoli ostacoli ostacoli ancora.
contare al contrario è decontare, decantare invece lo fa il vino.
sette e settantasette Euro valgono quanto una capra-bue.

zoppicando, si corre pure, ma zoppicando.
senza niente non si può prendere tutto.
le sveglie hanno l'uomo in pugno.
niente autoradio sulle moto.

vivido, vivo e livido.
proseliti, prosit.
xxxxxxxxxx.

sabato, agosto 04, 2012

venerdì, agosto 03, 2012

1000

avevo promesso a Ser Garfioldo che il titolo del post di oggi sarebbe stato suo, in quanto mi aveva giusto inviato un'arguzia per sms. essendo però il millesimo post, e volendo rispettare entrambe le mie usanze da bloggatore  (che prevedono sia il numero del post come titolo nel caso questo sia un multiplo di 50, sia che i motti di Ser Garfioldo abbiano diritto ad una quanto più immediata pubblicazione) riporterò la frase qua sotto.

"Dalla paella alla brace, disse la cozza"


ecco quanto.

giovedì, agosto 02, 2012

Vai a farti fondere

una cosa del tutto nuova, da oggi, sarà lo scrivere dal 2 agosto 2012 in poi. mai fatto prima, incredibile. oltretutto, potrebbe darsi che, proprio adesso, in qualche parte del mondo, un cane stia afferrando una pallina coi denti, ma non il contrario. incredibile anche questo. vuoi per la casualità, vuoi per gli alieni (già, ma esistono gli alieni?), tutto non vai mai completamente come dovrebbe andare. l'approccio matematico dà sicurezza e permette una utile approssimazione, ma è inconciliabile con la realtà.
forse l'ultima frase stona un po', quindi immaginatevela detta con le scurregge.

mercoledì, agosto 01, 2012

Accorgersi di non pensare, e dunque, pensare

Matricole & Meteore va in replica su Italia 1. o io ho avuto un cattivo tempismo, o in qualunque momento lo si guardi sono sufficienti 10 minuti per farlo sprofondare negli abissi più reconditi della bassezza televisiva (ed umana). un esempio?
Giorgio Mastrota vestito da Cangurotto che picchia Claudio Lippi.
oddio, questo, di per sé, potrebbe anche risultare tanto gustoso quanto deficiente e nonsense. il problema è che poi ha afferrato una ragazza ed ha iniziato a mimare un amplesso da dietro, senza lasciarla scappare.
stupro televisivo in fascia protetta perpetrato da un pupazzo. magnifico.

ma questo è un blog letterario, parliamo d'altro. altro non è che non questo. cioè il blog, che è letterario. no, nemmeno. geghe geghe geghe gé.

martedì, luglio 31, 2012

Esplodere senza esplodere

ci sono queste due fette di carne sulla piastra, il fuoco è acceso; è pollo, va fatto cuocere bene. il metallo si scalda sempre più, ed il cibo inizia a fumare un po'. prendo una forchetta e giro la fetta più vicina a me, per controllarla. è sempre bianca.
aspetto qualche altro minuto, poi la muovo una seconda volta, ed inizio a notare delle striature marroni. manca poco, devo stare attento. nel frattempo preparo un pomodoro con olio e sale, poi ricontrollo. la carne è pronta.
è cotta, dunque entrambe sono cotte. tutte e due sono fette di pollo, più o meno grandi uguali, stesso spessore, stesso tempo di cottura. l'altra deve essere cotta per forza.
la giro, ma vedo è ancora bianca. strano. eppure sono molto simili, quasi la stessa fetta di carne. il procedimento è stato il medesimo, perché non anche l'effetto? le ho gestite allo stesso modo, le ho trattate come fossero la stessa fetta di carne, ho detto, perché praticamente lo sono. come tutte le altre fette di carne di quella dimensione, di quella derivazione.
sono uguali, necessitano accorgimenti uguali. eppure una è pronta, l'altra no. e la spiegazione non è che non sono un cuoco o che la piastra è difettosa.
la spiegazione è che di fette di carne uguali, al mondo, non ce ne saranno mai.

lunedì, luglio 30, 2012

Falsamente, la Verità


per la serie: saper misurare le parole.

domenica, luglio 29, 2012

Non c'è modo, ma va insegnato

la pubblico qui
la mia pipì
è tanta sì

lo spazio c'è
ne faccio tre

sabato, luglio 28, 2012

Un minuto di inagibilità per anni di servizio

il gatto sul pavimento, sta fermo finché non si fa paura da solo. corre per un po', e poi si acquatta di nuovo dov'era prima. il cane sul tappeto, sembra morto e invece no, è solo stordito. alza la testa di scatto, ogni tanto, e si guarda intorno stancamente prima di tornare a dormire.
fuori invece ci sta un ranocchio, è il ranocchio bomba. è molto grande, e sta saltellando verso la casa.

venerdì, luglio 27, 2012

Dare indietro per dare a se stessi

dalla tranquillità, il dilemma: mi sposto o non mi sposto?
l'energumeno in maglietta e boxer arriva veloce, brandendo la mazza.
impietrito sulla panchina, mentre le sue braccia si piegano.
la testa non si rompe, ma la botta è molto forte e la spinge indietro.
nessun senso.

giovedì, luglio 26, 2012

Audiodinamite fluttuante

rimane un occhio solo a muoversi, avvolto nel sasso più duro; l'altro riposa scolpito, aspetta di essere chiamato a vedere. entrambe le orbite si ritirano come una risacca inceppata, vanno all'indietro e prosciugano i bulbi, che rimangono fermi a mezz'aria. la pelle scompare dentro i buchi del cranio, risucchiata, mentre una delle due pupille continua a guizzare, lasciando l'altra in fase R.E.M. arriva velocissimo lo scalpello, si precipita sul lato destro della faccia, facendo spalancare l'occhio dormiente. adesso ci vedono entrambi, ed il martello smette di battere.
la mano si allinea al fianco da poco finito, la pietra antropomorfa si alza in piedi, appena nata dal suo stesso lavoro, guidato dall'unica parte umana caduta tra le rocce.

mercoledì, luglio 25, 2012

martedì, luglio 24, 2012

copriletto, scopri

lunedì, luglio 23, 2012

la gita tra le emozioni

domenica, luglio 22, 2012

quanto di questo non contempla i soldi

sabato, luglio 21, 2012

complementare complessità

venerdì, luglio 20, 2012

braccare il sollievo

giovedì, luglio 19, 2012

soddisfazione forzata

mercoledì, luglio 18, 2012

morire di se stessi

martedì, luglio 17, 2012

le infinite connessioni

lunedì, luglio 16, 2012

Avere l'impressione di avere l'impressione di avere l'impressione di

aveva questa paranoia che non gli permetteva di chiudere gli occhi per troppo tempo, se non per dormire. ad esempio, si sfilava i maglioni a gran velocità, per ritornare subito con lo sguardo vigile. lo stesso sotto la doccia, evitava che l'acqua o il sapone gli colassero sulla faccia, per non abbassare le palpebre.
la sua paura era quella di ritrovarsi di botto in una dimensione parallela, accorgendosene o meno non faceva molta differenza.
successe che alla fine morì per un aneurisma, all'improvviso, mentre sonnecchiava sul divano. si svegliò nell'aldilà immediatamente, e, trovando realizzato il suo terrore, si ammazzò.

p.s. niente post per una settimana, causa mancanza di civiltà tecnologica. come al solito, al mio ritorno descriverò ogni giorno passato via con una frase. o roba del genere. cià.

domenica, luglio 15, 2012

Confortanti confusioni

ieri, sabato 14 luglio, non ha un post. non lo avrà mai, non l'ho scritto. questo blog ha dunque 982 giorni, ma 981 post.

venerdì, luglio 13, 2012

Mai tutti

un calamaro entra dal dottore e dice "ho mal di piedi". il dottore si spaventa ed inizia ad urlare "gli alieni". il calamaro muore subito dopo dibattendosi sul pavimento asciutto. la stanza si svuota definitivamente di tutta l'acqua di mare. il dottore si alza in piedi, appena ripresosi dallo svenimento. esce dallo studio ed incontra un altro sopravvissuto che gli dice "aiuto, la prego. ho mal di piedi".

giovedì, luglio 12, 2012

L'incostante costanza, instancabilità femminile

sei vuoto, e io ti riempio























così.

mercoledì, luglio 11, 2012

Irrazionalità sconnessa

un prurito fastidiosissimo al palato, che aumenta ed aumenta. con la lingua provo a grattarmi, strusciandola avanti e indietro, sempre più forte, ma senza successo. il prurito si intensifica, diventa insopportabile, ed allora io gratto più forte, per quanto una superficie morbida, liscia e scivolosa possa fare. spingo la lingua fin dentro la gola e poi la rimetto a posto, di continuo. la spingo violentemente tanto quanto il fastidio mi avvolge, a tratti deglutendo. la lancio come un rampino di carta vetro, e quella inizia a portarsi dietro le labbra, che entrano dentro la bocca. lo faccio di nuovo, più forte stavolta, perché inizio a percepire un leggero sollievo. anche il naso ed il mento oltrepassano i denti, e sfiorano l'ugola. tutto torna al suo posto, quando do un'ultimo colpo che mi tira su da terra di scatto e mi risucchia, facendomi inghiottire da solo.

martedì, luglio 10, 2012

Interessante, a prescindere dalle conseguenze

la mano gli si aprì, a pugno chiuso, ed uscì il sangue, tra le dita strette. 

lunedì, luglio 09, 2012

Il presente ed il futuro che si rovinano a vicenda

sarà anche peggio della ciliegia, ma lo zucchino ha il suo perché. la melanzana e la papaia, oltre ad iniziare entrambe con una consonante, finiscono anche entrambe per "a". la mela, mesta e comune, è mangiata da tutti, anche dai grigi e dagli orchi. l'arancio è arancione, va da sé che se gli si cambiasse nome in "magenta" diventerebbe immediatamente color magenta. capperi, basilico e salvia invece stanno bene sulla pizza, tranne la salvia, che è buona fritta. il cetriolo ha un cugino di mare come del resto il pomodoro, ma nessuno di questi conosce i rispettivi parenti. la pera, eterna seconda, è zuccherosa e a volte può anche servire per risolvere le equazioni di secondo grado. tutti gli altri e tutte le altre, tra frutta e verdura, nascono o dagli alberi o dai cespugli o dalla terra.

domenica, luglio 08, 2012

Sapersi, ma non riconoscersi

questo mi sembra tutto.

sabato, luglio 07, 2012

The perfect moment you realized / nobody was around and everybody was inside

andavo avanti cercando il continuo della coda, trascinando dietro di me almeno un centinaio di altre auto. viaggiavo per trovarlo, perché sapevo per certo che c'era e che mi stava aspettando, per rallentarmi di nuovo.
mi chiedevo chi ci fosse, in cima a quella fila infinita. e mi sono accorto che c'ero io.

venerdì, luglio 06, 2012

Vero, sconosciuto

è un momento tranquillo, io sono a giocare in un campo di calcio vecchio di quarant'anni, ed è già dieci anni fa, quindi adesso fanno cinquanta. c'è il fresco estivo che ti fa stare in maglietta senza sudare, a volte ti chiede pure una felpa leggera.
non sto correndo perché sono in panchina, e la mia squadra, in cui giocano bambini più piccoli e bravi di me, sta provando a vincere contro l'ennesima formazione locale fatta di alieni che giocano meglio, che ci battono sempre.
mentre le zanzare divorano i genitori sugli spalti improvvisati, la partita si trascina lenta con piccoli entusiasmi, perché i calciatori ce la mettono tutta, ma non basta. le automobili passano sulla strada che costeggia il campo, e danno un senso di vita, di presenza. la città prosegue il cammino verso la notte, mentre il torneo va avanti nella sua frenesia ridotta.
"..." sento. c'è il mio nome, tra quei puntini, ed è il suono che ha la voce dell'allenatore che mi fa entrare. sono felice e spaventato, non gioco spesso e quando entro sono in difficoltà, ci sono il babbo e la mamma a guardarmi, ed i babbi e le mamme di tutti quelli che sono qui. seguo il pallone da buon corridore quale sono, ma non riesco quasi mai a toccarlo, se non sfiorandolo appena, evitato con facilità da quegli imbattibili fenomeni, che hanno continuato la loro carriera anche dopo che io ho smesso, saltando da squadra a squadra, altalenanti tra la seconda e la terza categoria, sfogandosi ai tornei di calcetto rionali, di nuovo tutti insieme, tatuati a metà classifica.
ed io, ancora, in questo momento, percepisco la palla tra le mie scarpe, una sensazione stranissima. mi dicono "vai" e allora vado, corro e nessuno mi viene incontro. cerco di godermelo, questo momento, è raro e raramente ritornerà negli anni a venire, fino a spegnersi quasi del tutto. ho il gioco, io ho il gioco e posso decidere io chi ammettere, chi far giocare, appunto, e decido che a partecipare sarà il mio compagno che si è appena smarcato sulla mia destra ed a cui faccio un passaggio impreciso e lento, che viene intercettato. sento qualche "noooo" dalla tribuna, ritornando nell'atmosfera serale illuminata dai grossi fari.

giovedì, luglio 05, 2012

"Cosa vuoi che faccia?" disse il viso

fa una risata e si butta all'indietro, lasciando la presa dal cornicione e sbattendo sul porfido. ride ancora, è felice e non si accorge di star morendo, mentre gli altri invece la scuotono per piangerla, per piangere insieme a lei.
che crudeltà.

mercoledì, luglio 04, 2012

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martedì, luglio 03, 2012

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domenica, luglio 01, 2012


sabato, giugno 30, 2012

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venerdì, giugno 29, 2012

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giovedì, giugno 28, 2012


mercoledì, giugno 27, 2012

Slegati, dentro legati

ecco l'entusiasmo chiuso in un cestino, pronto a schizzare fuori stappandosi come birra atomica. sale la pressione, salgono le bollicine, si sposta l'asse terrestre ma
tu non ci sei.
ed hai le chiavi della macchina.

martedì, giugno 26, 2012

Indecifriamolo


lunedì, giugno 25, 2012

Perché urlare, quando nessuno ci tappa la bocca?

e prende il libro e lo tira a terra, prende il televisore e lo rovescia, stacca la libreria dal muro, sfonda la porta, lancia oggetti contro altri oggetti, distrugge la parete di cartongesso, brandisce quella chitarra inutilizzata e la usa come ascia, rompe qualunque cosa gli vada, in pochi ma intensi minuti di collera profonda.
poi si guarda intorno respirando forte, con i pensieri che si alternano tra i motivi della rabbia e la dura presa di coscienza di ciò che ha appena fatto, il rimorso.
allora torna nell'altra stanza a rimettere lo strumento a posto, quando si accorge che non c'è più nessuno.

domenica, giugno 24, 2012

Domanotte

"chiudetevi, occhi, e lasciatemi dormire."
"no, chiuditi tu e lasciaci guardare."

sabato, giugno 23, 2012

Comprendersi, per poi prendersi

continua ad indossare un vestito da donna, anche se non ha più le forme, le movenze, gli atteggiamenti di una donna. è anziana, ma tiene ancora quel vestito lungo, a fiori, che le stava bene prima e che adesso la copre soltanto. dopotutto, è e rimarrà una donna. al di là degli estetismi.

venerdì, giugno 22, 2012

qual è il ballo preferito dall'olio?
il liscio.

giovedì, giugno 21, 2012

Altro, altri

come mi è arrivato, lo incollo qui. un racconto del mio amico E. che mi è piaciuto, e che ho voluto ospitare.

Titolo: sparare al cuore

Ho puntato la sveglia alle sette e un quarto come tutti i giorni ma sono sveglio già da un po’; aspetto solo che suoni per spegnerla e stare un altro quarto d’ora nel letto, al caldo: il caldo mi fa pensare a lei, io e lei abbracciati, io che le sfioro le dita, le accarezzo i capelli. Intanto sono già dieci alle otto, dovrei essere già uscito e invece sono qui in pigiama indeciso se col latte mangiare biscotti o cereali.
Per strada ascolto un cd, ‘’Hardaswallow’’ dei Radical Stuff, anzi veramente ascolto una traccia sola, ho sentito solo quella e non riesco a togliermela dalla testa; penso che di solito non mi piace ascoltare musica la mattina presto tranne quando sono sereno, guardo il cielo senza nuvole e mi metto un attimo a camminare all’indietro, mi tolgo il cappuccio per lasciare che il sole si stenda su tutto il mio viso, appoggio le mani dietro la nuca, rido, I wish you were here.
Intanto mi ricordo che avrei dovuto svegliare mia mamma, ultimamente mi chiede sempre di chiamarla quando mi alzo perché vuole controllare che non metta la felpa bucata per andare a scuola. Oggi c’è il compito italiano, io sono curvo sul banco con i gomiti nudi che escono dalle maniche strappate, mentre scelgo tra le tracce quella per cui si debba avere studiato meno e riflettere di più, ma nei miei pensieri c’è spazio per una cosa sola che sfocia in mille situazioni diverse: lei di spalle, io che mi avvicino e le prendo la mano, oppure io che vado di corsa sotto casa sua, sudato fradicio, per dirle cose che non avrò mai il coraggio di dire, io che le offro da bere, lei che cerca il mio sguardo, io che la bacio sulla bocca. Mentre cammino per le vie della mia mente assieme a lei accorgendomi che la sua presenza renderebbe magico qualsiasi inferno, la campanella mi ricorda che devo scrivere un tema e butto giù qualche riga natami in testa tra una fantasia e l’altra; consegno quasi in bianco e per il resto delle ore mi avvolgo nell’invisibilità, non parlo con nessuno e nessuno parla con me, sto nel mio aspettandomi che nessuno provi ad entrarci. Sono sempre stato un fantasma a scuola, gli amici sono bocciati tutti, sopravvivo da solo sotto gli occhi dei compagni che mi guardano come si guarda un animale strano; dal mio silenzio si difendono con l’arroganza, ma alla loro arroganza non sono mai stato capace di reagire, lasciando poco a poco che la mia personalità venisse schiacciata in questo ambiente. Vado avanti nell’anonimato.
A casa metto su ‘’In Dopa’’ dei Sangue Misto, ripetendola all’infinito; in tre parole fa stare bene. È ideale per accompagnare l’eccitazione che mi frizza in corpo: domani ho l’appuntamento con Noemi, mi prende bene e non devo farmela passare. Sì, Noemi, la lei che ha abitato nei miei pensieri tutta la mattina, ma che in realtà ci abita già da un po’; non voglio abbandonare l’ebbrezza che sento in circolo e non devo permettere a niente di buttarmi giù, voglio mostrarle tutto l’entusiasmo che di solito resta nascosto sotto quella patina di depressione apatica che mi mette lo stare in classe.
Vado a letto accoccolato nel caldo delle coperte e nel caldo delle mie immaginazioni d’amore, chiudo gli occhi e mi addormento col sorriso.

Dormo poco comunque, non riesco a sgomberare la mente, quindi mi sveglio prima e arrivo a scuola incredibilmente più presto del solito; oggi non c’è il sole, tira un vento freddo, penso che pioverà e che la perfezione non esiste. In classe mi sembra di essere fatto di vetro, gli sguardi dei compagni mi passano attraverso, scrutano ogni angolo della mia fragilità: mi provocano, ogni loro gesto mi appare come un oltraggio, il mio cuore accelera e comincia a farmi caldo, ho prurito, vedo nero. ‘’Non mi toccate, vi ammazzo’’, penso, ma intanto sono diventato rigido come un pezzo di ghiaccio e potrei spezzarmi al minimo movimento delle labbra o delle dita; creare è così difficile, ma per rovinare basta una parola. Mi sento abbattuto, l’entusiasmo che mi danzava dentro crolla di colpo, nel sangue comincia a scorrermi una rabbia dal sapore schifoso, una rabbia inerte e vergognosa. Me ne vado. Continuo a pensare a come sia più facile distruggere che costruire, offendere che consolare, fare male piuttosto che fare bene. Mentre vado alla deriva mi telefona Noemi: vorrei dirle qualcosa ma in mente ho un ritornello, vi odio vi odio vi odio, come se gli Wretched stessero suonando nel mio cervello; ho bisogno di sfogarmi ma non devo farlo su di lei, rovinerei tutto. Mentre riattacco senza dire una parola, ho già inteso che oggi non andrò all’appuntamento, non voglio che mi veda naufragato in queste sensazioni, in questi pensieri da depresso, non voglio che veda solo il mio lato sbagliato, non so per quanto durerà né quando e se coglierò l’occasione di riscattarmi.
Sta piovendo adesso che cammino verso casa, mi fermo nel punto dove di solito la mattina mi volto a guardare il sole che ora non si vede, e in testa ho l’odore dell’asfalto bagnato e i miei compagni di classe e Noemi; salgo e mi chiudo in camera ad ascoltare qualche pezzo rabbioso e graffiante di Kaos One.
Van Gogh si suicidò sparandosi al cuore; mi sembra così romantico, mentre io mi sento solamente un idiota incapace di combattere se stesso e, come se non bastasse, mia madre ha veramente buttato via la mia felpa strappata.

mercoledì, giugno 20, 2012

Si pensa ai modelli, e non a modellare

mentre lo skateboard vola roteando su se stesso i piedi si staccano dalla tavola e si immergono nell'aria, protetti e fasciati dentro le scarpe. la gravità attacca il legno e le ruote, che cadono a terra nel tempo di una ventata, sbattendo senza rumore sul cemento liscio, mentre nient'altro li segue.
quelle gambe di prima, la felpa di un verde arboreo ed i jeans al ginocchio, le dieci dita piegate verso il basso, le altre dieci allargate a ragno e sollevate dalle braccia, l'espressione concentrata, non si vedono più in quell'inquadratura troppo stretta che è il mondo. stanno già volando, e sono al di sopra di tutti i cieli.

lunedì, giugno 18, 2012

Farsi il verso, automaticamente ed inconsapevolmente

le misteriose dinamiche del dentifricio, in cui non si riesce bene a capire come strizzarlo per farne uscire la giusta quantità. nemmeno dopo anni di esperienza; rimane sempre quell'interno occulto, che non si capisce se sia aria o pasta.
c'è un metodo scientifico ed infallibile, che prescrive di partire dal fondo del tubetto e lentamente risalire premendo con i pollici. questo evita ogni spreco e permette un perfetto dosaggio. ma toglie anche ogni brivido, ogni bellezza di veder schizzar fuori una palla enorme di dentifricio colorato che va a spiaccicarsi dentro al lavandino, ormai irrecuperabile.

domenica, giugno 17, 2012

Tassativo, l'orario indicativo

il cartone del latte mi guarda in maniera orrenda mentre mi avvicino con le forbici. le cavalco, ci sto sopra e mi muovo con una gru dalle gambe di bastoni, faccio passi rapidi ma poco frequenti. è per questo che la confezione Tetra Pak si scortica viva e scappa via mezza dilaniata, lasciando il latte a forma di piccola torre, lì, a fissarmi senza gli occhi.

sabato, giugno 16, 2012

Le responsabilità della faticosa selezione

siamo qui da un po'. una volta hanno guardato da questa parte e ci hanno visti, ancora piccoli. ci hanno persi di vista, senza interesse, lasciandoci nella nostra biglia immensa a girovagare.
sono tornati e ci hanno cercati, trovandoci. siamo ancora qui, dove ci avevano lasciati, solamente cresciuti.
sanno che anche le prossime volte che ci faranno visita, ci potranno ancora vedere, sempre più consumati, ma sempre lì. sanno anche che, "passato un po' di tempo", come diciamo noi, ci troveranno a galla come fossimo in un acquario.

venerdì, giugno 15, 2012

L'appagamento di una trasmissione

i ringraziamenti che arrivano a decine, ma diventano unità, di fronte a quelli dovuti.

giovedì, giugno 14, 2012

In due, tendersi e distendersi

la Spagna domina quattro a zero, l'Irlanda è distrutta dalla nazionale di calcio più forte al mondo. nemmeno la rabbia e la grinta di giocatori tenaci e decisi riescono a trovare sfogo, tante sono la leziosità e la spiazzante bravura degli avversari.
eppure sugli spalti, a pochi minuti dalla fine, mentre tutto si conferma irrimediabile, i tifosi irlandesi si mettono a cantare.

mercoledì, giugno 13, 2012

950

lui le si avvicinò e le disse una frase simpatica e dolce allo stesso tempo. lei fece un sorriso e tutto si aggiustò, le lacrime smisero di bagnarle il viso, i litigi e le tensioni cessarono di circondarli.
ma poiché non era un film, quello che si aspettava non accadde. lei lo guardò con aria scocciata, negli occhi le si leggeva tutta la delusione di non essere stata capita, per l'ennesima volta. poi smise di piangere.
lui allora le prese la mano, sicuro del suo risultato, sempre più felice. e non si accorse di niente.

martedì, giugno 12, 2012

Madonna, come non saper invecchiare

ecco, oggi non ho perso tempo. ho visto le idee degli altri, non le ho guardate distrattamente, le ho apprezzate, mi ci sono soffermato. ho "fruito", ecco.
un canale di cui mi ero dimenticato.
un canale che ho scoperto.

lunedì, giugno 11, 2012

Dopotutto, più niente

afferrò la terra strappandosi le unghie, tentando di fermarsi prima di cadere. disperatamente senza più nessun appiglio andò dietro a chi voleva portarlo via, e lasciò anche gli ultimi fili d'erba che era riuscito ad acciuffare.
seguì la caduta assecondandola, distendendo gambe e braccia all'indietro, cercando di cadere nella direzione più perpendicolare possibile. con la testa dal lato opposto ed i piedi verso il cielo, iniziò a cadere nell'altro verso, tornando dov'era prima. si aggrappò di nuovo, stavolta più saldamente, in attesa che finisse tutto.

domenica, giugno 10, 2012

Sapere di che si parla, ma non saperne parlare

senti come ti martella i pensieri, li attacca al petto con i suoi colpi rapidissimi, che non si sfiorano altro che con le orecchie. ti ha accarezzato e tutti adesso lo sanno.
sei fradicio dal sudore dell'attesa, dall'acqua che ti ha pulito.

sabato, giugno 09, 2012

Fa parte del gioco quel che non è giocare

ci sono un po' troppi verbi in circolazione, meglio quadrare il cerchio. sento che presto arriveranno i metanodotti, armati di cucchiai e torte speziate, ad attaccare quadretti orribili in tutte le nostre case. togliete i muri, così non potranno far niente. e non date loro fuoco, per ovvie ragioni. e non scoreggiate, o si sentiranno a casa.
tutto ciò non ha molto senso, ma è la verità. quando i verbi (come dicevo all'inizio) inizieranno a prolificare non ci sarà più niente da poter voler essere fatto fare attenzione, ecco, stanno arrivando andando giocherellando bighellonando sono scatenati, meglio non usarli affettarli manganellarli. maledizione! una frase senza verbi, assolutamente. basta parole, altrimenti confusione.

venerdì, giugno 08, 2012

Perdere tempo non è tempo perso

"è tardi, vado di frutta" disse il verduraio.

giovedì, giugno 07, 2012

Prepararsi insieme, a stare da soli

Sei tu,
sei ancora sempre e solo tu
che voli con ali improvvise e poi cadi giù
hai mai pensato che mi mangi il cuore e l'anima?
Non importa
Avrei dovuto amarti un po' di più.
Sei solo,
semplicemente solo
Ti guardi allo specchio e non ti riconosci più

Sei tu,
sei ancora e sempre e solo tu
con quell'aria di chi se ne frega e non ti cerca più
ti sei accorto che hai gli occhi ancora lucidi?
Non importa
Ti ho visto piangere mille volte ormai
Sei solo,
semplicemente solo
Ti guardi allo specchio e non ti riconosci più
Avrei voluto
Avrei forse potuto
Insieme a te conquistare il mondo
Non vorrai mica scendere?

rimane la batteria. rimane Franz Valente a picchiare con le bacchette rovesciate, sul suo rullante senza coda, dal suono di cartone alla John Bonham. il ritmo cambia, il pezzo prende velocità.

hai mai pensato che
La vita è breve e noi

ecco anche Capovilla e Favero, rispettivamente voce e basso.

Abbiamo perso tanto tempo smarriti nella città?

adesso, tra pochissimo, i brividi. "fors'anche noi stessi", dillo. esplodono le chitarre, i suoni, la gravità e la durezza lirica. genio, Il Teatro degli Orrori ed il suo spettacolo migliore.

Abbiamo smarrito fors'anche noi stessi
anche noi stessi

si riabbassa la dinamica, ma stavolta con il charleston ad incalzare, con Mirai a sostenere, dare forza a questo nuovo verso.

Hai mai pensato che
Non è finita qui?
Possiamo fare molto peggio e scendere un po' più giù.
Si scendere un po' più giù...giù giù

"oh sì scendere un po' più giù giù giù..." di nuovo, un altro brivido (di poco meno intenso).

scendere un po' più giù
Un po' più giù..

un freno enorme, dei colpi radi di timbrica e melodia preparano all'ultima corsa, nel buio.

Sei tu,
sei ancora e sempre e solo tu
con quell'aria di chi se ne frega e non ti cerca più
ti sei accorto che hai gli occhi ancora lucidi?

il titolo della canzone è pronunciato, ampliato, continuato, urlato senza urla. e poi finisce.

Ma poi scende la notte
E il buio circonda le nostre vite
Non più libere
Non più libere
Non più libere
Non più libere.....

mercoledì, giugno 06, 2012

Sempre, sempre, sempre specificare

se riversare la dolcezza delle parole risulta difficile, di tanto in tanto
e sembra impossibile sempre
allora anche stringere
i denti
di là da un vetro spesso e trasparente
gli fa da eco.
spaccarcisi il naso, su quel muro di nessun colore
che si può solo toccare
che non frena l'odore di lei
o di loro.
riprendersi quella
acciuffare, finalmente, quelli
tutti insieme, noi da soli
mentre soltanto qualche parola
riesce a scivolare assieme alle esplosioni, di tanto in tanto.

e questa mi ha aiutato.

martedì, giugno 05, 2012

Rimedio corrosivo

nello stereo il Teatro degli Orrori, sotto i piedi la ghiaia. la macchina ferma sul vialetto coi fari puntati ad abbagliare, i passi velocissimi là fuori, al clima ibrido d'inizio estate, verso il grosso cancello ferrato.
il Notte era in quel momento un olivo dal tronco robusto e nodoso, basso e ricurvo.
una vera e propria corsa subito dopo lo scatto della chiusura, dritta verso il muso della macchina, poi di lato sulla portiera, infine dentro.
il Notte, erano le due stelle che si distinguevano proprio tra i rami dell'albero, sparati in aria dalla natura in modo casuale.
guardando indietro, la retromarcia sulla terra battuta, seguita dall'abituale manovra. giù per la discesa asfaltata, con l'atmosfera sigillata e silenziosa, avvolta dalla musica a tutto volume. aveva paura del Notte, perché l'aveva visto con la coda dell'occhio, proprio appena sceso due minuti prima. aveva notato il suo scatto buio, dentro il nuovo corpo ed i nuovi occhi.
il Notte lo osservava, ed avrebbe continuato sempre, senza avvicinarglisi mai.

lunedì, giugno 04, 2012

Lasciar perdere, far vincere

di sé, si dà il suo sì
c'è non

domenica, giugno 03, 2012

autoimpossibilitatosi.

sabato, giugno 02, 2012

Di ogni tipo, di uguale origine

Andrea Pazienza era un grande.
il più grande fumettista italiano di tutti i tempi.
e stavolta m'è venuto in mente, e l'ho messo, qua sotto.



venerdì, giugno 01, 2012

Tutto, ma non qualunque cosa

"ecco, il problema è proprio questo."
"quale?"
"questo"
"questo quale?"
"questo qui, di cui si parlava ora"
"non vedo nulla"
"ma sei scemo?"
"eh no, sopra non c'è scritto nulla, la conversazione è iniziata così"
"appunto, è iniziata, dunque c'è un inizio"
"sì ok, ma, l'inizio...nel senso, è iniziata come se fosse già iniziata prima di iniziare"
"come se fosse partita già a metà intendi?"
"esattamente"
"ecco, il problema è proprio questo."

giovedì, maggio 31, 2012

Dopo gli aggiornamenti, la morte

il silenzio nella stanza, e tutti chini sui libri.
una bottiglia d'acqua da mezzo litro sta sul tavolo.
l'acqua si muove ad intervalli regolari, creando piccoli cerchi concentrici. me ne accorgo, ed inizio a controllarla. lancio occhiate ai compagni di studio, ognuno sulla sua materia. nessuno di loro tocca il tavolo con le braccia, né con il busto. mi sposto all'indietro per guardare sotto, cercando il contatto fra le gambe, o i piedi, e le zampe in alluminio. eppure niente.
inizio a riflettere: il terremoto.
subito mi correggo; impossibile, i movimenti dell'acqua sono regolari, intervallati.
il T-Rex. è il T-Rex, là fuori. troppo simile alla famosa scena di Jurassic Park, troppo, sospettosamente simile. e perché gli altri non lo sentono? perché sono immersi nelle loro letture, concentratissimi. idioti. quando quello arriverà, io mi metterò in salvo, perché me ne sono accorto.

mercoledì, maggio 30, 2012

martedì, maggio 29, 2012


epica.

lunedì, maggio 28, 2012

"Vivere e non viversi" - A.

in un vuoto pesantissimo, un filo si agita frenetico.
"lei ricorda qualcosa?" domanda, ma è il cranio, e il cranio non parla mai.

domenica, maggio 27, 2012

Le grandi menti che riescono a ribaltare la stessa cosa in due modi diversi, contemporaneamente

le ho mangiate tutte, sbranate fino all'inverosimile. qualcuna non si vede nemmeno più, qualcuna sanguina, qualcun altra si sente e basta, perché fa ancora male. dopo una settimana di relativa calma, arriva la domenica, in cui vengono uccise (da me, naturalmente) senza avere nessuna colpa. ed i primi tre giorni successivi sono di vendetta, perché si fanno spazio dove non arrivano, perché lasciano che io capisca quanto sia terribile la loro mancanza.
poi mi perdonano, e ritornano. eppure io non riesco, io ho bisogno, io devo distruggerle, la pace con loro non è possibile. è pensabile, e può essere relativamente durevole, ma non eterna, né lunga.
il perché c'è e riguarda la frenesia, il travaglio, le scadenze, il tempo.
anche se quello che domina, poi, è sempre il piacere.

sabato, maggio 26, 2012

Insistere paga

meglio un pappagallo sano, di un pappagallo bacato. il pappagallo sano, come suggerisce il nome, è pieno di vermicelli marroncini o bianchicci che fuoriescono dalle orecchie.

Non mani migliori, ma migliori idee

uscire da se stessi, e starsene in piedi lì davanti. e poi riempirsi di botte.

giovedì, maggio 24, 2012

A quanto mi risulta, è ancora giovedì

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mercoledì, maggio 23, 2012

La forza di trasmetterne

Victor Wooten non è sterile tecnica e non è ritmo fine a se stesso, non è groove banale e non è autoesaltazione. Victor Wooten è uno dei più belli, intensi, particolari, pacifici e coinvolgenti virtuosismi del mondo.

4:03-4:22, credo dica questo, più o meno.

martedì, maggio 22, 2012

Salto da fermo, salto maggiore

si tirò su a sedere prima che il palazzo gli cadesse sopra; anche stavolta era fatta: si era svegliato. ma la testa ricominciò a girargli, perché era stanco, era provato e distrutto dalle giornate fitte e interminabili. quindi si riaddormentò, scivolando all'indietro ed accasciandosi sul cuscino.
ed ecco che un parco, il parco vicino casa sua, lo avvolgeva e lo suggestionava, invitandolo a muoversi, a camminare in quel nuovo sogno. una volta convinto e completamente integrato (perché completamente addormentato), si mise a parlare col postino, che gli era appena comparso davanti. ma nel frattempo un albero cadeva, e gli veniva addosso con tutta l'immensa chioma.
freneticamente si destò, sconvolto.
quando si fermava dopo ore di lavoro, sognava di stare per morire, ed ogni volta raccoglieva le forze rimaste per svegliarsi, e sperare in un sogno migliore. i sonniferi non facevano che prolungarne la sofferenza, tenendolo sotto un treno o sotto un asteroide anche dopo essere stato schiacciato, agonizzante all'infinito, morente fino al duro risveglio. spesso decideva di non dormire, tenendosi occupato a fare qualcosa, oppure aspettando il mattino, ancora spaventato dall'esperienza notturna.
eppure, quest'ultima volta fu diverso.
con gli occhi aperti, e certo di averli, dopo aver evitato quella quercia enorme, fece appena in tempo a stropicciarsi gli occhi e a fare un pensiero casuale, prima che il soffitto della camera iniziasse velocemente ad avvicinarglisi. il risveglio, adesso, non esisteva più.

lunedì, maggio 21, 2012

Titolo del post

Ometeotl, scriverò per te questo post, cercando di metterci quanto più gore ed idiozia possibili.

un coltello gigante arriva e trafora la testa di un vecchietto che passeggia per strada. la testa si divide a metà ed esplode in un boato sanguinolento mentre un demone brutto, anzi bruttissimo (ha il corpo ricoperto di unghie affilate e cammina sulle mani putrefatte) sventra con furore e gioia il bambino fastidiosissimo e viziato che sta giocando con i coltelli dall'altro lato del marciapiede. inoltre è notte. e piove. sangue e budella.

domenica, maggio 20, 2012

Se ne sente parlare, ma non si sa di cosa parlino

al momento il cervello è in riserva, dunque vado di repost.

(via...uhm, ma lo posso scrivere? beh, perché il sito ha un nome un po'...empio ecco. vabè, chissene, è il mio blog, di sicuro non possono bruciarmelo. dunque dicevo
via Porco dio)

sabato, maggio 19, 2012

"Piano B!" disse l'ascensore

se potessi parlare ti descriverei il sole bianco e nero, ti spiegherei la vita come la vedo io, l'amore come lo vedo io.
invece la bocca non ce l'ho perché sono un filo d'erba ed in teoria non potrei nemmeno pensare infatti non so come cacchio faccia ad avere un cervello che ragiona in maniera parecchio umana e che mi suggerisce che di solito i fili d'erba il cervello proprio non ce l'hanno ed anzi vegetano e vegetano tutta la vita finché virgola ovviamente virgola non muoiono dunque non so se ringraziare la natura per avermi dato questo dono o se insultarla perché non posso nemmeno le gambe e non posso muovermi perciò sarò costretto a vivere tutta la mia vita qui con la sola possibilità di pensare virgola che non è poco virgola beninteso virgola ma che comunque in fin dei conti è una rottura di coglioni altro che ascetismo filosofico.
stocazzo.

venerdì, maggio 18, 2012

Libera l'altro, salva te stesso

appunta tutto sulle note digitali, dividendo le incombenze per tipologia. ma ogni tanto sbaglia, coi suoi click veloci, e ne cancella qualcuna. subito, sgomento, cerca di ricordare cosa ci fosse scritto prima. niente. poi gli viene in mente, e se lo riscrive, su una nuova nota. ma ne cancella sempre di più, perché le note sono dovunque, gli impegni sono sparsi per tutto lo schermo. e per sbaglio, se ne dimenticherà per sempre.

giovedì, maggio 17, 2012

mercoledì, maggio 16, 2012

Deplorevole agire, e l'ancor più deplorevole scongiurarne le conseguenze



un siciliano prende la chitarra ed emoziona con uno stile già personale; fa scoprire Rosa Balistreri e fa ritornare Michael Jackson. nove cover, belle.

martedì, maggio 15, 2012

First doing, then learning

non fermate l'artista che lavora; sentite che bel suono. se chiudete gli occhi, vi sembreranno due o tre.
e invece c'è solo lui. qualcuno batte le mani per tenere il tempo, ma lui lo scaccia via diventando egli stesso il tempo, inventandosi un ritmo spezzato ma preciso.
è il suo momento e nessuno deve interferire; si può solo guardare e ammutolire, godendo della bellezza che sta liberando, senza poter sapere quanto ne stia godendo lui, mentre le strappa le catene con le sue mani di cotone.

lunedì, maggio 14, 2012

Pump

slap

domenica, maggio 13, 2012

Otto otteti

dopo aver finito le unghie, passo a mangiarmi le coperte e mi accorgo di non poter più dormire. ho freddo e mal di pancia, ma gli occhi si chiudono da soli. striscio verso l'interruttore ed accendo la luce, quando mi accorgo che in realtà non l'ho fatto, ma che è spuntato invece il giorno, il sole, e che io non ho nemmeno un'ora di sonno sulle spalle. almeno non pesa.

sabato, maggio 12, 2012

Non solo e non solo

le lucciole al posto della bocca, viene giù dal precipizio sgommando con il funky degli anni '80. è un turbine di colori e di calore, invade gli occhi e li fa pizzicare all'impazzata, senza dare il tempo di-
"vai a letto cazzo"
*stunf*

venerdì, maggio 11, 2012

Bei sentimenti inconciliabili?

un cuscino dietro la testa, per riparare la nuca dal crollo per il sonno. anche uno sulla fronte, per la posizione a pancia sotto. e sulle tempie, analogamente.
poi a terra, ai lati del letto, per prevenire ogni eventuale caduta sognante. sui muri, a frenare momenti di sonnambulismo.
e sul soffitto, nel caso si ribaltasse la stanza.

giovedì, maggio 10, 2012

Il lato bello dell'aggiustare

molto tempo fisso per moltissimi impegni mobili.

Il litigio tra la creatività e l'insoddisfazione


martedì, maggio 08, 2012

Il dramma di non capire

questa è un'accetta, che entra ed esce dalla spalla, spargendo schizzi di sangue e pezzi di carne tutt'intorno, fendendo l'aria ed affondando tra le ossa, dividendo il corpo da una sua parte. si stacca il braccio, cade a terra e non ha un bellissimo aspetto. l'accetta si sposta sulla testa, anzi, sul collo. di poco inclinata rispetto al terreno, colpisce i muscoli tesi recidendoli, tranciando via ogni collegamento tra gli arti ed il cervello quando, al terzo colpo, stacca la testa ferma su un'espressione idiota. un ultimo lembo di pelle la tiene penzolante sul petto, mentre l'accetta decide di spostarsi altrove, dal prossimo bambino.

lunedì, maggio 07, 2012

Lavarsi il culo con la colla, ed avere attacchi di diarrea

come promesso, oggi prenderò di mira i TRL Awards. prima però, vi scodello una notizia che ho appena letto su Soundsblog. Keith Moon, il batteriere pazzante dei The Who, è stato invitato alle Olimpiadi 2012. non vorrei sembrare troppo un bimbominkia internettiano, ma non posso che lasciarmi sfuggire un LOL.

e ora iniziamo. premetto che non scriverò in modo organico, e che le mie riflessioni saranno casuali, deliranti, scurrili (non troppo, posso fare di molto peggio), forse scontate e sicuramente stupide. chi non vuole perdere il buon senso ed il mutuo sulla casa, non legga oltre.
lasciando perdere i vari nominati, ecco subito la categoria Best Band. hanno vinto i Modà. i MODA'. i Modà hanno vinto sui Red Hot Chili Peppers. Best Band, i Modà. i Modà hanno scritto Californication e Blood Sugar Sex Magik. i Modà sono entrati quest'anno nella Rock And Roll Hall Of Fame. sbagliato.
Wonder Woman Award. boh, non ascolto nessuna delle nominate, però capisco la vittoria di Laura Pausini. immagino il manager di Adele "oh, hai vinto i TRL Awards" "e che cazzo sono?". hanno sicuramente voluto evitare scene simili, come per i RHCP. "oh ragazzi, siete Best Band" "Grammys?" "TRL Awards" "bella merda, oh".
Best New Generation lo salto a piè pari, che sennò...sennò.
Best Look a Justin Bieber. fortunatamente non è un Best Artist. però, anche i look, dai. non è che uno guarda Justin Bieber e si viene addosso. e nemmeno Lady Gaga, che potrebbe essere anche la stampante qui alla mia destra. così come Avril Lavigne, che ha trent'anni e ancora non ha rinnovato il guardaroba da teenager poser finto punk cacca musica brutta bleah. Nicki Minaj, alias una-frangia-e-un-culo-punto-stop-fine, anche lei nominata. e Marco Mengoni, che sicuramente si sarà sentito un po' offeso. Justin Bieber potrebbe essere suo figlio!
Best MTV Show, i Soliti Idioti. no, che cazzo, non si può. sembrano una copia molto mal fatta degli NME Awards. gli altri nominati meritavano comunque molto. acido. perclorico. sulle. loro. teste vuote.
Best Video, boh. nonneconosconemmenouno.
cavolo, è tardi, devo andare. veloce, via. Best Tormentone. ma che cazz'?!? e merita pure un premio? un tormentone merita la radiazione dal mondo della musica. già incassa milioni di soldoni, pure deve vincere qualcosa? lasciamo che i terroristi islamici capiscano cosa veramente non va del mondo occidentale.
infine Italians Do It Better. Emma. gli italiani si fanno meglio Emma, meglio di tutti gli altri. haha, benebene.

domenica, maggio 06, 2012

Posto che uno sappia cos'è, un problema

c'è una grande area verde, e la buttano giù. tagliano gli alberi e l'erba, facendo apparire un parcheggio ed uno stabile in cemento e vetro. tra le auto, spuntano piccole aiuole ed esili arbusti, dislocati ordinatamente e con cura.
sarà perché, forse, dopo aver distrutto, si sentono un po' in colpa.

anticipazione: domani mi incazzerò e vaneggerò sui TRL Awards.