lunedì, febbraio 28, 2011

La stanchezza ha rovinato il riposo

sono ormai passati tre anni, credo, dal trasloco. in casa c'è un'asciugatrice, non ricordo se ci fosse già prima di ristrutturare la casa o se sia entrata a far parte della famiglia successivamente. il tasto di accensione di questa moderna diavoleria, però, è più moderno e diabolico dell'asciugatrice stessa. infatti non è un tasto. è una placchetta di plastica che non va nè premuta nè toccata nè scazzottata: va sfiorata.
e qui sta il problema. dopo tre anni di convivenza non ho ancora capito quale tocco preciso riservare a quel pulsante fantascientifico. a volte sto lì come uno scemo, a passare il dito avanti e indietro sulla plastica, e l'asciugatrice non si accende. altre premo energicamente e non si accende comunque: ovvio, il tasto va sfiorato. altre ancora si accende.
credo che tutto questo dipenda dal fatto che non ho le dita.
scherzo, ce le ho. tutte e tre.

domenica, febbraio 27, 2011

Autoreferenziale, dunque non ispirato

la ragazza mi guarda da dietro il bancone con gli occhi a mandorla, mentre bevo il caffè. cazzo, fa schifo. il caffè intendo, anche se sinceramente non ho mai avuto un debole nemmeno per le asiatiche. lo mando giù poco alla volta, perchè lo prendo amaro, io. lo prendo amaro e ancora non so perchè, però so perfettamente che così, senza zucchero, il caffè mi fa sempre schifo. sento come se percepissi meglio l'effetto rinvigorente della caffeina, in quanto il caffè lo bevo solo quando ho bisogno di svegliarmi. tuttavia questo è oggettivamente al confine con i peggiori antibiotici che abbia mai preso in tutta la mia carriera di bambino.
c'è silenzio, il bar è vuoto. cioè, ci siamo io e lei, quindi tecnicamente non lo è, però insomma, è come se lo fosse. finisco il caffè cercando di apparire naturale, nonostante l'effetto che desideravo sia totalmente diverso dalle mie aspettative: dovevo spalancare le palpebre ed invece sto per spalancare la bocca e vomitare.
sono le dieci di sera, ed è domenica. questo giustifica il fatto che il posto sia vuoto, cioè pieno, cioè...avete capito. appoggio la tazzina sul piattino e abbasso ulteriormente lo sguardo, guardando dentro al portafogli per non incrociare gli occhi della donna che mi chiede: "vuole altro?". beh, l'italiano lo pronuncia bene. per un attimo mi compatisco per la mia ignoranza, che mi fa fare sempre le stesse considerazioni chiuse e vecchie a seconda delle persone che incontro. questa ovviamente era la considerazione in caso di straniero. "no grazie, a posto così".
pago e prendo lo scontrino che lei strappa dalla cassa, guardandomi ancora mentre lo infilo nella tasca destra del giacchetto. e ancora mi guarda mentre esco, salutando e venendo a mia volta salutato, in quell'italiano italiano.
infilo le mani in tasca e toccando il pezzetto di carta accartocciato, vengo preso da una curiosità passeggera ma impellente. lo tiro fuori e lo dispiego, portandolo alla luce di un lampione. leggo "SC. FISC. N. 1".
N. 1, cazzo.
e pensare che dovrò pure rifarmi il caffè.

concludendo, chiedo scusa a tutti i suicidi di giovedì sera che sono stati spinti a compiere l'atto estremo dall'assenza di una ricetta per cucinare una nuova frittata. anzi, prendetevela con la mia memoria, che manco so dove sia, così almeno se la andate a cercare per malmenarla mi fate pure il favore di riportarmela.
e adesso beccatevi il
domenicì frittata: frittata di rape avanzate
comprate delle rape e fateci una frittata. con le rape avanzate fate l'altra frittata, quella della ricetta.

sabato, febbraio 26, 2011

Siamo in diretta, e non possiamo riguardarci

eppure questo dente mi fa male. è strano però, il dolore va e viene. ovvio, come fanno tutti i dolori passeggeri. mi mangio le unghie, anche adesso. forse se smettessi smetterebbe anche di farmi male il dente. non credo, è troppo lontano, è un dente del giudizio. con quello non ci arrivo a mordere le unghie. forse allora è il cervello, cioè, il giudizio. dovrei essere meno idiota. ora che ci faccio caso, più batto sulla tastiera, più il dolore si acuisce.

incredibile, mi sono fermato cinque minuti ed ha smesso. vado a letto, prima che mi esploda la bocca.

merda, sono sempre qui. ora che ci penso potrei anche far...-bum-

venerdì, febbraio 25, 2011

Ci siamo limitati a limitarci

scarseggia un po'. non so cosa, ma scarseggia. questo vuol dire che qualcosa manca e quindi il resto si sente un po' di più perchè non frenato dalla presenza di ciò che dovrebbe esserci. potrei cercarlo, se sapessi cos'è. oppure potrei riempire il vuoto con qualcos'altro, ma rischierei di mettere qualcosa che già ho e rovinerei un'equilibrio già compromesso. posso aspettare che ritorni da sè allora. oppure posso sforzarmi di capire cosa sia, passando in rassegna tutto quello che ho e tutto quello che avevo prima, trovando il mancante.
se tutte le persone facessero questo procedimento riflessivo, un buon 88% si renderebbe conto di mancare dei congiuntivi.

giovedì, febbraio 24, 2011

Senza niente, provvisti di tutto

Shockwave NME Awards 2011.
Least Stylish: Justin Bieber
Worst Album: Justin Bieber – My World
Worst Band: Jonas Brothers
son soddisfazioni.
ah, e il premio Godlike Genius va a Dave Grohl. rock n' roll.

mercoledì, febbraio 23, 2011

Se dobbiamo schiantarci, schiantiamoci subito


è ovvio che il disegno non è mio, ma di quel mito di Paz.

martedì, febbraio 22, 2011

Mi sono fatto una domanda, ma senza preservativo, perciò adesso sono pieno di interrogativi

ho il pallino delle somiglianze, le vedo anche dove non ci sono. mi esalto quando le trovo, divento compulsivo quando incappo in immagini che mettono a confronto le persone, assillo chi mi sta vicino per fargli vedere che, cavolo, quei due sono uguali. ricordo di aver sostenuto ostinatamente la somiglianza tra un amico del mio babbo e Zinedine Zidane, persone che solo da poco tempo mi sono accorto essere simili unicamente per la testa pelata. adesso sono invece convinto che un mio ex professore sia l'alter-ego di Nanni Moretti, e conoscendomi so che ci vorranno anni per farmi cambiare idea.
ad ogni modo, oggi ho rispolverato questa mia ossessione ed ho cercato "separati alla nascita" su Google Immagini (un vero portento, soprattutto nelle ricerche inutili e/o pornografiche e nel trovare qualcosa di decente da mettere come sfondo del desktop) trovando questi tre notevoli risultati.



lunedì, febbraio 21, 2011

Dico esperto e penso idiota

peccato, gli insetti sono così stupidi che non possono godersi le cose spettacolari dell'essere minuscoli. tipo buttarsi dai palazzi senza sfracellarsi, nascondersi dentro le orecchie degli uomini e guardare loro il cervello (se ce l'hanno), piazzarsi sopra i tettini delle auto e viaggiare a velocità relativamente folle.
forse è così anche per noi uomini, che non ci accorgiamo di quanto possiamo divertirci ed invece passiamo il tempo a fare le stesse cose. parla per te, Scanner. è vero, sono un monotono del cazzo.
però c'è sicuramente qualcuno che pensa lo stesso di noi e dice cazzo, ma siete imbecilli. dai, spaccate qualcosa.

domenica, febbraio 20, 2011

3D: Dio deve dimettersi

uno fa i suoi calcoli e dice: bene, vado a letto alle ore tot, mi rimetto la sveglia alle ore tot, dunque dormo tot ore. perfetto.
merda, invece no. fior di filosofi che hanno sostenuto la struttura matematica della realtà, e mi ritrovo il sonno che non vuole adattarsi ai numeri. il riposo non è calcolabile, che palle. non posso organizzare la giornata in modo da trovare lo spazio per dormire precisamente tot ore.
è il tempo che trascorre tra l'infilarsi sotto le coperte e la fase R.E.M. che costituisce la parte critica. magari vado a letto presto e poi mi addormento solo tre ore dopo, pensando che quindi sarebbe valsa la pena stare sveglio un po' di più. tanto vale non dormire proprio ed aspettare di crollare dalla stanchezza, essendo certi così di non buttare via tempo. come si fa per garantire una lunga durata della batteria dei laptop: si lasciano lavorare senza alimentazione e solo al momento della morte imminente si mettono a ricaricare.
quindi, è inutile che io pensi di dormire un totale di ore questa notte in modo da essere riposato domani. ci vorrebbe un qualcosa che calcoli il tempo rimanente alla fase R.E.M., così da poter andare in giro tranquilli e monitorati dal timer.
"meno dieci secondi all'addormentamento"
"merda! devo trovare un posto dove dorm.."
"nove, otto, sette, se.."
"uoh, quel pianerottolo andrà benissimo"

sabato, febbraio 19, 2011

Dormiamoci su e ce ne sveglieremo senza, purchè non siano sogni

Piattelli? Piattelli è lei? salve, come sta? sono...
era uno dei ragazzi che ogni mattina, qualche estate prima, avevano riportato il mio babbo su per le scale ripide di casa mia, dopo la dialisi all'ospedale.
si ricorda? sì? hehe, anche io come vede. scusi l'ora, sono...
erano le due di notte, già. ero uscito per buttare la spazzatura, perchè non riuscivo a dormire. e perchè ero solo e non avevo più orari.
ah è solo? mi dispiace. mi ricordo del suo babbo, era pesantissimo. si ricorda? in quattro dovevamo portarlo, e lei sempre tra quei quattro. io? come? no, non sono...
non era più volontario, da qualche anno ormai. poi accostò la macchina e scese, e parlammo un po' lì fuori, al freddo svanente di febbraio.
uh, è tardi. adesso devo davvero tornare a casa, i miei sono...
erano sicuramente svegli ad aspettarlo.
sono...
sì, anche io ho avuto piacere di averti incontrato.

poteva accadere, così come poteva non farlo. eppure io sono passato oltre con la macchina, portandomi via ogni probabilità.

venerdì, febbraio 18, 2011

Spettacolare il momento in cui tutto ha smesso di voler sembrare straordinario

dovremmo nascere a pezzi, per apprezzare meglio le nostre facoltà, le nostre parti una ad una. non deve essere un ragazzo senza braccia o senza gambe a far scattare una coscienza così semplice. eppure tanto è dato per scontato.
retorica, bla, bla, bla.
prima la testa, che impariamo ad usare bene, essendo l'unica cosa che abbiamo. solamente la testa con il cervello dentro, intendo, viso vuoto. poi, nei giorni, il resto. cresciuti e in grado di ricordarci cosa ha veramente significato avere quel braccio, quel piede, quegli occhi.
no, non è un post di compassione verso le persone deformi.
inizialmente, per tutti, non dovrebbe esserci nulla. rivalutare, prima senza bocca, poi le parole. capire cos'è la presenza, tramite l'assenza. le orecchie mi fanno assaggiare un suono, uno stridìo o un pianoforte. mi fanno ascoltare.
posso dormire adesso? certo, ma senza cuscino.

giovedì, febbraio 17, 2011

A differenza dell'identicità, la differenza è identificabile



visto uomini di dio, voto otto (e non saprei se aggiungerci un mezzo).


questo giovedì piccola sorpresa. sostituisco la consueta rubrica frittatesca con una ricetta generica, proveniente dalla più inutile e casuale spontaneità del mio amico E-King che me l'ha inviata per e-mail, con lo scopo di non spedirmi un testo vuoto, dato che la cosa importante erano gli allegati.
e voi non avete capito una mazza di quello che ho appena scritto, immagino.
comunque, io ve la trascrivo così come l'ho ricevuta, al fine di non intaccarne l'originalità e l'incomprensibilità. solo adesso, tra l'altro, mi rendo conto di come non sia effettivamente una ricetta vera e propria.
ma ciancio alle bande! stasera è la sera del

colibrì senz'ali al forno arrosto

Mi dispiace ma la ricetta l'ha ingoiata il colibrì nel forno. Siamo davvero spiacenti per l'inconveniente. Mangi tutto, la troverà di sicuro!

Per la consegna a domicilio chiamare il 0011chiocciolahotmail.9

Distinti saluti, "La Cicogna"

mercoledì, febbraio 16, 2011

Il circolo vizioso è la rovina del cervello

servirebbe un condizionale reale. mi piacerebbe che, ci vorrebbe che. un condizionale che non si fermi alla probabilità ma che la realizzi in certezza. ovvio, dovrebbe comunque essere un condizionale, altrimenti perderebbe ogni sogno e con lui il desiderio di vederlo realizzato.
naa, sono peggio di un politico, faccio troppi discorsi a bischero.

visto il discorso del re, voto otto e mezzo.

martedì, febbraio 15, 2011

Faremo la fine dell'infinito

oggi la stampante ha detto sì.

lunedì, febbraio 14, 2011

L'eccezionale ordinario è saltuario

dovevo pubblicare un mio fumetto, ma la stampante/scanner ha deciso di no. e non ho piani B per il post di oggi.

domenica, febbraio 13, 2011

Perchè far notare il silenzio, e per giunta interrompendolo?

questa volta xkcd mi ha talmente colpito nel personale che non posso non riproporvelo.

sabato, febbraio 12, 2011

Non chiudere nulla, nemmeno le paure e nemmeno le mani

fece un salto all'indietro, perfetto come un'atleta. atterò giù dal muro e si guardò intorno, in cerca d'approvazione. l'aveva fatto, ma nessuno l'aveva visto. finalmente c'era riuscito e nessuno se n'era accorto.
si strinse al petto il braccio rotto, e tornò su a sedere, aspettando che passasse qualcuno. ma nessuno di degno a cui dedicare la sua acrobazia passò.
tornò a casa per farlo vedere a suo fratello, ma lui non c'era.

sentì l'aria più fredda che mai, coperto da una maglietta a maniche corte ed un paio di jeans un po' slavati. guardò giù un attimo e si piegò verso il basso, mandando le braccia indietro. spiccò il salto con precisione, scacciando i brividi che aveva addosso. tutti adesso lo stavano guardando, tutti sapevano che era capace di fare il salto mortale all'indietro. eppure tutti gli gridavano "no, fermo".
volò di alle sue spalle senza atterraggio immediato, girando tra volte su se stesso prima di perdere il ritmo ed inizare a cadere senza più stile.
atterrò sul braccio buono, ma senza avere il tempo di sentire il nuovo dolore.

venerdì, febbraio 11, 2011

Improduttivo abbatte

e, niente.

giovedì, febbraio 10, 2011

L'importante è sembrare svegli

si gira troppo intorno al problema. nei dibattiti politici dovrebbe andare tutto come in logica classica: senza vie di mezzo nè sfumature. ritiene che questo sia giusto? risponda, sì o no. cazzo, divagano tutti, anche di fronte alle domande più semplici. è ovvio che lo fanno apposta, però che palle.
per il resto le sfumature ci sono e ci devono essere, anche perchè sono l'unico modo di salvarsi il culo di fronte all'evidenza.
che schifo, meglio quelle dei pastelli.

giovedì frittata: frittata trentina
ricetta vaga, che non ha dosi precise nè ingredienti stabiliti. basta solamente che il piatto finito, invece di una frittata, ne sembri una trentina.

mercoledì, febbraio 09, 2011

La teoria del complotto e quella dello sbattersene le palle

ogni tanto, quando rimango imbambolato di fronte alla pagina iniziale di Google, scrivo parole senza senso e premo Invio. oggi ho volevo digitare "merdoso", ma il mio stato catatonico di automa mi ha fatto arrivare solo a "merdos" per poi far partire la ricerca. bhe, stavolta voglio mostrarvi i risultati.
Merdos Pizza, a Copenaghen. da notare la descrizione: "Merd Island Pizza is located in Valby and serves pizza". eccerto.
Merdos Takeaway, di Edimburgo. i commenti dei clienti sono anche parecchio positivi.
ma si sapeva eh, che all'estero non si mangia granchè.

martedì, febbraio 08, 2011

"Mal comune mezzo gaudio, disse il sindaco" - M.

ed ecco che Tom Smith imbraccia la chitarra e Chris Urbanowicz gli fa eco. Edward Lay picchia sul rullante, Russell Leetch fa sprofondare tutto con la linea di basso secca, essenziale ma resistente come una rotaia che guida il treno. non so che cosa stia dicendo, il grave Tom, ma conosco il suono di una canzone ben fatta che avvolge e spacca il cervello rimanendoci dentro anche nel silenzio o nel rumore di altre circostanze. gli Editors firmano qui il loro capolavoro, An End Has A Start. Escape The Nest è cominciata e già sta finendo. play again.

lunedì, febbraio 07, 2011

Sturatura acrobatica di camini e vendita all'ingrosso di pandori

mi affaccio ad una curva a gomito che passa sotto un ponticello, in una cittadella sperduta. sono in auto, ma non suono il clacson per avvertire che sto passando. dall'altra parte sbuca un'Agila, che entra sotto al ponte poco prima di me. la conducente mi vede arrivare all'improvviso ed inizia ad urlarmi contro, incazzata. io faccio retromarcia e la lascio passare, mentre continua ad inveire.
potrei sforzarmi un attimo di guardare attraverso il suo vetro, capire cosa mi stia dicendo, quali esatte parole stiano uscendo dalla sua bocca, magari anche rispondendole con altre frasi destinate a spiaccicarsi contro il vetro, oppure solo sentendomi costernato e chiedendo scusa con la mano.
ma non ne ho voglia, nessuno ne ha voglia.

domenica, febbraio 06, 2011

Serve un grande cuore, spesso, per tenere su quelli a cui manca

la conoscenza platonica è una credenza vera e giustificata.
la credenza in se stessa invece è opinabile. io credo in te, credo in lui, credo in voi. è più forte di quanto io possa credere che la Legge di Newton sia effettivamente reale? è più forte di quanto io possa credere che se darò un pugno su uno specchio lo romperò e mi taglierò la mano?
è una certezza autoimposta e autocertificata. io credo in una persona. so che i suoi comportamenti avranno certi sviluppi, di fronte a certi impulsi. se invece non ci credo, non ha senso sforzarsi di farlo, è come voler essere religiosi per forza.
eppure non è fede questa, non è fede in te o in lui. è fiducia, qualcosa di profondissimo che ti fa essere sicuro anche dove sai benissimo che non esiste la certezza, la conoscenza platonica appunto.
e il tempo può sforzarsi quanto vuole.

sabato, febbraio 05, 2011

Il fossile va di moda

cose che non capisco #4728
perchè il nostro pianeta si chiama Terra? da quanto ne so in percentuale c'è più acqua. dovrebbe, secondo questo criterio, chiamarsi Acqua. anche perchè poi chi l'ha detto che su Marte non ci sia la terra? e Plutone? non credo che sia composto per la maggior parte di plutonio. poveri pianeti. insomma, loro c'erano prima di noi, magari si chiamavano in un altro modo. anche gli alberi, tipo. forse si chiamavano Anselmo, e ora gli tocca sentirsi dare del vegetale.
ma di nomi tanto si sa che non si può discutere più di tanto. vaglielo dire te a Slash, che chiamare un figlio London Emilio non è esattamente il massimo.

venerdì, febbraio 04, 2011

Drastico non dice negativo

il superpotere di far sparire gli altri, fichissimo. quando ti vorresti sotterrare dalla vergogna, quando vorresti essere lasciato in pace o quando vorresti semplicemente un po' di silenzio intorno.
che palle l'impossibile, rompe sempre tutto. da bambino uno non ci pensa granchè, poi cresce e finisce per fare gli stessi sogni ma vedendoseli crollare davanti. caro impossibile, sei un guastafeste.
anzi, un rompicoglioni.

giovedì, febbraio 03, 2011

Povero Marty Feldman, mitico Marty Feldman!

tutte le volte che arrivo qui, a scrivere un post, mi metto a leggere quello che hanno scritto gli altri. cioè, non sempre.
a una partita di Pictionary esce fuori la parola "lunedì". rimani perplesso e poi cerchi di sbirciare i fogli degli avversari. "come cazzo si disegna il lunedì?" pensi.
ecco per me è così.
per fortuna anche oggi qualcuno mi salva il culo, e quel qualcuno è il

giovedì frittata: frittata di olive
come prima cosa, togliete i noccioli alle olive. rompete le uova e sbattetele in una scodella assieme alle olive, poi versate il tutto in una padella unta con olio o burro e cuocete. girate la frittata un paio di volte. adesso buttate tutto e mangiate i noccioli di prima, che tanto la frittata sarà venuta uno schifo.

mercoledì, febbraio 02, 2011

Basta seghe mentali sul tempo, parliamo dello spazio! Ad esempio, qui vorrei metterci una bella scarpiera

avete visto il Grande Lebowski? no?
stronzi.
avete visto il Grande Lebowski? sì?
bravissimi.
beh, un giornalista ci ha fatto una religione sopra, il Dudeismo (in lingua originale il protagonista è soprannominato the Dude) raccogliendo migliaia di adepti!
è assurdo. dai però, non posso vivere di altre notizie, devo fare io notizia! allora vi racconto di quella volta che sono andato a Bangokok e...
no, non sono mai stato a Bangokok.
questo blog è destinato a non essere mai ricordato.

martedì, febbraio 01, 2011

Così abituati a parlare, ci siamo dimenticati come si fa a fare

questa è la strada che mi porta lì, ma non la guardo. non è importante, mi importa dove arrivo. se ce ne fosse un'altra più corta, prenderei quella. non mi interessa se è bella o brutta, mi basta arrivare lì. eppure se non ci fosse, non ci arriverei. forse dovrei dedicarle qualche pensiero, ringraziarla, perchè senza di lei non arriverei dove voglio.
ma non è così, perchè la strada conta poco.

alè, mancava un po' di crudeltà contro chi non c'entra un cazzo di niente.