martedì, maggio 31, 2011

Ineffabilmente descrivibile

ci vuole la dittatura degli interpreti. oddio, forse dittatura è un po' forte, diciamo presa di coscienza. hanno in mano le sorti del mondo, devono diventare fautori di una nuova politica, di nuovi fini politici. è il momento di mentire, di far male il proprio lavoro per rendere migliore il mondo. accordarsi in un'organizzazione ristretta e segreta, sul sistema migliore per mettere tutti d'accordo. agire, traducendo i rispettivi discorsi degli uomini di potere in modo sbagliato ma conveniente.
peccato che non bastino le parole.

lunedì, maggio 30, 2011

Non sempre il contesto giustifica

probabilmente in giro per Facebook ce ne saranno già a milioni di cose simili, ma io ho accettato, per quest'oggi, di fare del mio blog un cartellone pubblicitario e quindi vi lascio al testo della mail arrivatami.

"Per inciso ho creato un evento su fb, dato che tu sei stronzo te lo scrivo qui ^^

Clemente Mastella prima delle elezioni amministrative promise in diretta ai microfoni di Radio2 di suicidarsi se Luigi de Magistris fosse stato eletto sindaco di Napoli.
Dal momento che De Magistirs è stato appena eletto ai ballottaggi con una larghissima maggioranza (il 65%!) fate come me!

Inviate tutti il testo di questa mail a Clemente Mastella alla sua casella al Parlamento Europeo, completa di nome e cognome! Liberiamoci di Mastella in diretta nazionale!!!
clemente.mastella@europarl.europa.eu


[OGGETTO:] All'attenzione dell'On. Mastella

All’attenzione dell’On. Mastella

Gentilissimo On. Mastella, Le scrivo la presente per ricordarLe la promessa da Lei fatta ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del programma “Un giorno da pecora” in data 28 aprile 2011. In tale occasione Lei testualmente affermò “Se Luigi De Magistris va al ballottaggio mi suicido, ma non ci arriverà, non si è mai visto un magistrato che arriva a fare il sindaco di una grande città”, promettendo agli italiani di assistere ad un suicidio in diretta nel giorno dei ballottaggi.

Sono sicuro che Lei n quanto uomo politico e viste le diverse ed elevate magistrature rivestite nel corso di una lunga carriera, converrà con me di come sia impossibile prescindere dal mantenere le promesse fatte agli elettori, in qualunque maniera e circostanza.

Come avrà appreso dai giornali Luigi De Magistris è risultato vincitore ai ballottaggi elettorali nella città di Napoli. Visto ciò io, cittadino italiano, Le chiedo ufficialmente di mantenere la parola data.

Col massimo rispetto Le porgo i migliori saluti

[Nome-Cognome]"

per chi ha il dono del social network, questo è il link dell'evento. per gli scettici, invece, questo è il link della promessa.
infine, per par condicio, vi propongo anche quest'altro evento.
ah, è già passato.

domenica, maggio 29, 2011

"è qui che sbagli, bastardo"

collegarsi ad una fonte di energia. calma, ora parto e vado sul Sole.

in effetti, non ho mai scritto nulla barrato. cioè, adesso sì.

questo è il surrealismo decadente del mio blog, che in sostanza trova espressione in post inutili e sconclusionati, dettati da agenti esterni che non posso controllare.

tipo le maree.

"sbàstati".

sabato, maggio 28, 2011

Vorrei che la risposta a questa domanda http://www.soundsblog.it/post/14034/il-volo-insegna-lunico-modo-per-il-successo-degli-italiani-in-america-e-la-tradizione#continua fosse un no

questo è un post da due minuti, da due minuti. scrivo un pezzetto e ne è già passato uno, provo a concludere ma vola via anche il secon

venerdì, maggio 27, 2011

Padre del proprio padre

battito, cuore che batte. tic tac dell'orologio, palpebre che si alzano e scendono. in che carattere lo scrivo? in che carattere muoio? in Verdana? in Wingdings? lascio spazio ai giovani emergenti, lascio tutto a voi.
che ci ho i pantaloni senza tasche.

giovedì, maggio 26, 2011

Si inventava così tante scuse, da sentirsi in colpa anche quando diceva la verità

ditemi voi se per considerare quest'uomo il miglior bassista al mondo non basti il solo fatto che si vesta così. vi invito ad ingrandire la foto e ad esaminare ogni singolo capo che ha addosso.



giovedì frittata: frittata di riso
c'è la torta, ci sono le crocchette e, da oggi, c'è pure la frittata. cuocete innanzitutto del riso. preparate poi una frittata di sole uova (vedi prima ricetta della rubrica) e rimuovetene l'interno. mettete il riso dentro la "crosta" della frittata e richiudete a mo' di coperchio. adesso avete un'ottima frittata di riso. ma anche un ottimo frisbee di riso.
benintesto, l'utilizzo alternativo è a vostra più o meno folle discrezione.


questo post è venuto veramente alla cazzo.

mercoledì, maggio 25, 2011

Alla gente piace parlare, e basta

in conformità con le odierne consuetudini, ho deciso che prima o poi aprirò una rubrica in cui tratterò esclusivamente di temi dei quali non so assolutamente niente.

martedì, maggio 24, 2011

Non ha senso chiamarle "piccole cose" se poi hanno un peso così grande

conosco la storia di un tipo che aveva l'innata ed inconscia capacità di autosabotarsi.
all'esame di maturità, reduce da un quinquennio condotto favolosamente, si fece bocciare perchè, convinto ormai di avere il diploma in tasca, mandò in culo la commissione non appena finita la prova orale. rimase con la licenza media. dopo essere riuscito a trovarsi una ragazza ai suoi occhi perfetta, e ai cui occhi anch'egli appariva tale, se la lasciò scappare ubriacandosi terribilmente la sera del loro primo anniversario. rimase solo tutta la vita. a Natale, a casa della famiglia, litigò pesantemente con il padre col quale aveva sempre mantenuto un solidissimo rapporto. rimase senza vederlo finchè non lo chiamarono per dirgli che era morto. il giorno in cui gli offrirono il sudatissimo posto di lavoro che aveva sempre desiderato, si dimenticò del colloquio finale e non ne fece più di niente. rimase semi-disoccupato per sempre.
stanco della sua inettitudine, deluso da se stesso e demotivato sotto qualunque aspetto, decise di suicidarsi. preparò tutto alla perfezione: una triste lettera d'addio, un testamento, una pistola nuova nuova e dei proiettili nuovi nuovi. se la puntò contro, infilando la canna in mezzo ai capelli, già sollevato dal fatto che, se non altro, l'avrebbe finita lì coi problemi. d'improvviso, sentì salire uno starnuto e, indeciso, aspettò un attimo prima di premere il grilletto. sparò dalla pistola e dalla bocca quasi simultaneamente, mancandosi la tempia per dei millesimi. si era autosabotato, come da copione. incazzato, rimise la pistola dov'era qualche secondo prima e si concentrò. pensò che si sarebbe ucciso e che sarebbe stato finalmente soddisfatto. ma rifletté anche sulla sua esistenza, sul fatto che, in fondo, non sarebbe stato male continuarla. anzi, pensò di essere proprio un coglione, che doveva assolutamente metter via quell'arma e godersi felicemente la bellezza della vita. esatto! dopotutto era ancora giovane, si sarebbe rifatto, non avrebbe più commesso gli errori di una volta, sarebbe stato attento. e felice. sì, sarebbe stato felice, anzi, lo era già nel rendersi conto in tempo dell'enorme cazzata che stava per fare.
il colpo gli partì senza che nemmeno se ne accorgesse.

lunedì, maggio 23, 2011

Almeno il titolo

io nella mia vita parallela faccio lo scrittore di storie erotiche, ma nessuno lo sa. scrivo di eterosessuali, omosessuali, transessuali, di bondage e feticismo estremo. dove c'è di mezzo il sesso, insomma, io scrivo.
faccio il musicista demenziale. mi vesto da imbecille ed animo i locali quando ormai i bambini sono a letto. mi rendo ridicolo per un centinaio di Euro, nella mia vita parallela.
io nella mia vita parallela tengo su internet una rubrica di biografie interessanti, nascosto dietro lo schermo. non faccio mai chiari riferimenti al fatto che i miei testi sono ispirati alle persone che, nella mia vita vera, uccido.
studio botanica e coltivo droghe con rigore e precisione, gestisco un giro molto fortunato e proficuo. nessuno sa chi sono perchè sto sempre bene attento a ricordarmi il passamontagna. e comunque, a nessuno importa vedere la mia faccia, nella mia vita parallela.
io, nella mia vita parallela, ho una vita normale.

domenica, maggio 22, 2011

I minuti passano solo per vedere se siamo così stupidi da contarli

on candystripe legs, the spiderman comes
softly through the shadow of the evening sun


il posto ha una freddezza innaturale, ma del tutto connaturata con quello che c'è dentro. le pareti sfoggiano un'intonaco chiaro, che riflette la luce abbagliante delle lampade alogene. decine di persone camminano e si scambiano opinioni, si guardano e mi guardano. non so stringere loro la mano perchè non esistono, la loro proiezione non va al di là della mia mente.
è tutto l'esatto contrario del luogo che mi sto realmente immaginando.

sabato, maggio 21, 2011

Hugh Laurie - Let Them Talk [album]

'sta cosa di scrivere un post al giorno. nessuno me l'ha mica imposta eh, è che sennò perdo l'abitudine.
tipo adesso, è tardissimo ma prima di dormire devo fare lo sforzo di buttare giù qualcosa. ormai è praticamente una malattia. potrei sentirmi male se non lo facessi, non so cosa potrebbe accadere al mio cervello.
non posso nemmeno stizzirmi e bruciare tutto, perchè c'è solo di mezzo un innocente portatile da svariate funzioni e da svariati euro.
sono impotente, è il blog che mi possiede. ogni giorno abbiamo il nostro appuntamento in cui lui prende e si incula almeno venti minuti della mia vita.
spero almeno che sia sesso protetto.

venerdì, maggio 20, 2011

Perchè suicidarsi in depressione quando è possibile uccidere gli altri in euforia?

tutti tranquilli, tutti pronti, fra poco si inizia a sparare.
mi riparo dietro dietro al muretto ed alzo la testa, premendo inavvertitamente il bottone del caos: qualcuno mi vede, i colpi iniziano ad esplodere.
mi sporgo di nuovo, cercando un bersaglio. siamo fermi, ognuno riparato dietro la sua trincea. non riesco a pensare a com'è intorno, all'aria che si respira, a quello che evoca. non ci riesco perchè affacciandomi incontro la sua faccia, la faccia di un mio vecchio amico.
quando ancora ci salutavamo sapevo che, in quest'eventualità, l'avrei trovato dall'altra parte. eppure adesso questa conferma è un pugno da dietro, nei polmoni.
non gli sparo, non mi spara, ci riconosciamo a vicenda. uccidersi l'un l'altro? devo ucciderlo? il nostro legame non è mai stato così profondo, in effetti. ucciderlo in nome di un ideale che me lo indica come nemico, che me lo tinge di nero?
spetta a me la scelta, più che mai, più che mai perchè adesso anche lui starà facendo i suoi calcoli, e potrebbe essere più rapido. come una squadra di nuoto sincronizzato, ci abbassiamo al riparo ed aspettiamo che il tempo passi e ci porti via, non facendoci incontrare più.
se n'è andato, la sua postazione è vuota. il rumore dei proiettili nei muri si è spostato più in là ed io lo seguo, con ancora un ultimo dubbio persistente, che svanisce man mano che l'adrenalina torna ad inondarmi la scatola cranica. io l'ho pensato e lo sto pensando, e lui forse ha fatto lo stesso. mi chiedo perchè non l'ho salutato, perchè non gli ho chiesto come stava e non l'ho abbracciato, come avrei fatto se l'avessi incontrato per la strada qualche giorno fa.

giovedì, maggio 19, 2011

I fulmini sono giganti lucciole, la pioggia l'orgasmo del cielo

maledetta batteria che si scarica. o batteria, non scaricarti. schermo, non annerirti, non ho i soldi per il funerale.

giovedì frittata: frittata di pantaloni
l'incontro sublime tra sarti e cuochi, tra santi e navigatori, tra fisica e metafisica. mettete l'indumento in padella con le uova, cuocete e indossate. i passanti vi mangeranno con gli occhi e non solo.

mercoledì, maggio 18, 2011

Ci sono persone che dedicano la vita alo studio dei meccanismi della storia, alle dinamiche della sociologia ed alla teoria della politica e ci sono idioti che ignorandoli combinano un casino totale

ci sono crisi di pronuncia ovunque.
io dico "babababababa" e voi non dovete assolutamente controbattere, alrimenti io vi ucciderò. dicono che gli orsi facciano paura, io credo che potrebbero anche radersi, ogni tanto. c'è uqesta parua di csambiare le ltteere ehc tutit vanon nel painco.
poi è logico, se tutto prende una piega che non va bene, si comprano i pettini, ma fino ad allora è bene restare chiusi in casa senza mettere il naso fuori: c'è il freddo! quello ti acchiappa il naso e non te lo ridà più. non ti accorgerai mai se sei stato te a scoreggiare.
ma ci sono problemi più importanti, tipo i goblin.

post scrittum: adoro letteralmente la nuova pubblicità della Forst. questa qui.

martedì, maggio 17, 2011

Comunicare adesso, perchè domani avremo reazioni diverse

è un periodo di corsissima, ed il blog richiede tempo. dovrei ottimizzare, certo. scrivere al cesso aiuta, ma si può fare di meglio. come farsi la doccia leggendo (prima ovviamente plastificando i libri) e mangiare mentre si sonnecchia (è sufficiente rilassarsi e chiudere gli occhi). riuscito in questo, proverò anche a salire ad un livello superiore, tentando di fare attività fisica mentre porto fuori il cane ed al contempo faccio la spesa per la mia nonna.
adesso devo andare, perchè sto per avvicinarmi al casello e la mia ragazza vuole che finisca i preliminari.

lunedì, maggio 16, 2011

Capisci di essere vecchio nel momento in cui ti ritrovi a guardare il Tg del pomeriggio

cazzo Lerner, fammi parlare. dai, concentrazione.

cose che non capisco #39481
dico io.
i primi album della maggior parte delle band di successo, si sa, sono i migliori. eppure tutti consacrano il gruppo quando questo inizia a perdere colpi e a sbagliare le note, facendo uscire dischi belli, ma non così belli. mega successo e mega attesa per gli album in uscita e poi, come al quasi-solito, mega delusione. tuttavia, continua la loro ascesa e la loro promozione all'inverosimile, a danno di artisti migliori. è come se dicessero "cacchio, siamo ancora qui eh, ci sono nuove canzoni eh. fanno cagare? e noi vi suoniamo i classici. eddai col sold out!". queste dinamiche non le comprendo.
gli Editors mi fanno un capolavoro come An End Has A Start? vanno spalmati su qualsiasi festival, tutti devono osannarli, goderseli finchè sono ancora in vena. quando poi inizieranno a fare merda, ne prenderemo atto e li guarderemo lentamente scomparire. godendoci un concerto dei redivivi Death From Above 1979.

domenica, maggio 15, 2011

Tutti hanno l'ombrello aperto, ma prima di averlo anch'io guarderò se stia piovendo

aggiornamenti acustici, o consigli dell'inesperto.

aggressivo e potente, la fine delle mezze misure. Arlandria

il tempo di un dolce sparo, disteso e introspettivo. Codex

sound grattante, omogeneo e mai stancante. Die By The Drop

spiazzante e naturale parto di un pazzo. Bodies

particolarissimo amalgama, crescendo infinito, medicina per tutti i momenti. After Glow

geniale e d'altri tempi, il mare dentro al lago. Close To The Edge

venerdì, maggio 13, 2011

Se ogni cosa ha il suo nome, non esistono sinonimi

tempi moderni: dove un tempo c'erano le salsole adesso ci sono i sacchetti di plastica.

giovedì, maggio 12, 2011

problemi con Blogger.

mercoledì, maggio 11, 2011

E' oggettivo che tutto sia relativo?

"dico loro di star calmi? che non c'è nulla di cui preoccuparsi? che è una cosa da niente?"
"no, va' fuori e di' le cose come stanno, che siamo nela merda totale. le urla mi aiutano a pensare ad una soluzione."

martedì, maggio 10, 2011

550

"la vita è breve, quando meno te lo aspetti ti abbandona e ti lascia lì"
Teatro Degli Orrori

i blog scompaiono, si sa. nessuno li legge, e chi li scrive si rompe le palle di scriverli. è triste, perchè stava venendo fuori una cosa veramente ganza. che poi parlo io, novizio e profano quale sono, -esimo tra gli ultimi arrivati. questi sono decine d'anni che battono sulla tastiera, avranno il diritto di essersi un po' stancati. avranno tutti il diritto di essersi stancati.
personalmente spero che questo universo continui ad esistere, ad essere luogo d'eplorazione ed approdo per nuove penne formato qwerty. dico questo perchè penso che la blogosfera sia ancora un mondo da tenere vivo ed alimentato, per essere ancora popoloso e popolato, pieno di abitanti. abitanti che costruiscono montagne di parole che altrimenti non troverebbero collocazione (è così?), riversano idee e puttanate senza senso, raccontano, informano e, in quanto organici e non elettronici come i loro prodotti, muoiono. lasciano interrotte delle finestre sulla loro vita, sulla loro creatività, senza più un segno.
Derek Miller è tra questi. famoso blogger canadese, ne ignoravo l'esistenza fino a che una notizia non me ne ha scodellato la scomparsa. prematuramente cancellato dal cancro, ha mantenuto la lucidità ed un'immenso amore in un particolare gesto che considero una bellissima poesia: l'ultimo post.

lunedì, maggio 09, 2011

Separatamente, l'unicità e la totalità

scrivo una parola e la cancello. ogni inizio ha paura ad affacciarsi, nero, sul bianco della pagina elettronica. molte lettere vanno letteralmente al suicidio, come la "t" di troppo che ho battuto in "letteralmente". la "t" che, a ripensarci, adesso non solo è resuscitata, ma si è pure sdoppiata. chissà che non si offendano le altre lettere. non le sto a scrivere tutte, rischio che si arrabbino i numeri. la barretta scompare e riappare ad intermittenza, per un attimo si sincronizza con il rullante di Three (The Cure, Seventeen Seconds). e cosa viene dopo? lo spazio non sarà mai riempito completamente, eppure più ne parlo più mi illude di stare scomparendo.
esperimento di scrittura in itinere, mentre il il tempo passa e le dita si muovono sulla tastiera.

domenica, maggio 08, 2011

Il superfluo che si mangia l'essenziale

guarda qui, fissa qui, fermo. non muoverti, cazzo, stai fermo. fermo t'ho detto.
l'atmosfera surreale, fa del mondo il prefabbricato fatiscente che pochi sanno occupare senza abbandonarlo. il sale di cui certe zucche non si sono mai appropriate.
tra tutti, ne salverei tre o quattro. li ucciderei tutti, se poi non potessi scegliere. no dai, son bravi tutti. e quello là non lo sopporto.
riguardò il muro di fronte a sè, sempre uguale, mai cambiato, mai diverso. e perchè lo guardava? perchè si perdeva. riusciva a sprofondare nei pensieri senza accorgersene, districandosi tra migliaia di idee simultanee. fissare la parete, così costante e stabile, lo conciliava. e nel frattempo moriva, rimanendo fermo e perso, come il muro, mentre paradossalmente sognava cambiamenti.

sabato, maggio 07, 2011

venerdì, maggio 06, 2011

Evaginò la spada

stasera post ipertestuale, fatto di tanta poca voglia di scriverne uno normale.

tra i miei cazzeggi, ricordo che qualche anno fa trovai questo meraviglioso blog. al tempo era già chiuso ma io, nel mio intimo, ho sempre sperato in un suo ritorno.
il prossimo.
non so se Facebook abbia già iniziato a diffondere la notizia a mo' di peste nera, fatto sta che l'inserviente aveva ragione.
taglia, concludi.
una raccolta del CorSera di alcuni montaggi della foto di Obama che osserva l'operazione di cattura e uccisione di Bin Laden.
a cosa mi sono ridotto, a farmi imboccare da De Bortoli anche sulle minchiate.

(Natalie Dee)

giovedì, maggio 05, 2011

Ingiustizie, malattie e sudiciume

ho trovato un ambito dove la produzione mondiale risparmia: le magliette. l'80% delle magliette ha una stampa solo sul davanti, mentre la parte dietro è, di conseguenza, vuota. esigo allora di pagare mezza maglietta. è molto difficile per uno stilista inventarsi qualcosa da mettere sulle spalle o sulla schiena? pensano che nessuno guardi il didietro delle magliette?
voi mi date mezza stampa? io vi pago mezza maglietta. non volete? io compro mezza maglietta. come? semplice: forbici. e l'altra metà? ci cucio il pezzo che ho comprato ieri. è ovvio, è una questione di risparmio. voi risparmiate, io risparmio.
e via tutti a comprar camicie.

giovedì frittata: mega frittata
combinate un grosso casino.

mercoledì, maggio 04, 2011

Correre e farsi subito le tappe migliori, oppure percorrere e farsele comunque

un giorno di questi prendo ed esco nudo, inizio a correre e non mi faccio fermare da nessuno. poi spacco qualcosa per divertimento e me ne torno a casa. un giorno di questi, il primo coglione che viaggia davanti a me con un'andatura troppo lenta, lo tampono e lo mando fuori strada. un giorno di questi rispondo male a qualcuno, e poi lo riempio di botte. un giorno di questi me ne sto a braccia incrociate e non faccio niente per nessuno. un giorno di questi lo faccio.
un giorno di questi prendo una decisione e faccio veramente quello che ho detto di fare. un giorno di questi fisserò un giorno di questi in cui fare veramente quello che ho detto di fare.
un giorno di questi curerò tutti i mali del mondo, un giorno di questi attuerò il programma che mi sono proposto di attuare, un giorno di questi stocazzo.
il procrastinare non fa il futuro, lo affolla solamente.

martedì, maggio 03, 2011

Occorre parlare, perchè il silenzio accomuna troppi punti di vista

non riesco a trattenere il disprezzo. o forse no, non è disprezzo, è qualcos'altro. comunque per il momento non ho nomi migliori con cui definirlo.
insomma, lasciatevelo dire da uno che non ne capisce un cazzo, realisticamente parlando. uccidere Bin Laden non riporterà indietro le migliaia di vittime degli attentati terroristici dietro a cui si è nascosto. "giustizia è stata fatta" ha detto l'afroamericano Nobel per la Pace. ho detto per la Pace, cazzo.
e le feste in piazza, gli sbandieramenti, il patriottismo che vomita se stesso da tutti i suoi buchi apparentemente perbenisti. ognuno reagisce a modo suo, certo, pure io una suonatina di clacson, se morisse il vecchio nanetto, probabilmente non me la risparmierei. però dai, esultano come se fosse arrvato Dio a ricostruirgli le torri. ma questo perchè gli bacano la testa da sopra, puntando il dito da qualche parte facendoli voltare tutti in quella direzione. o quasi tutti, il che sarebbe preferibile.
quello si meritava di marcire in prigione. da vivo intendo.

lunedì, maggio 02, 2011

Il semaforo verde può essere decisivo

dai un peso alle cose, parla agli altri per sgridare te stesso. qui non si fanno riflessioni ma solamente si staccano pezzi materia grigia e si spargono un po' dove capita.
fottuti altri, è un bene o un male che non siate dentro con noi?

ah, poi mi ero dimenticato che
visto habemus papam, voto otto meno.

domenica, maggio 01, 2011

Tentare è di sorte, provarci è di cuore

si fece mangiare gli occhi dal mare, guardandolo dall'alto. cieco di blu, pensò di essere in fondo un po' ringiovanito, mentre si guardava i titoli di coda.
il tempo era scaduto, la conclusione era veramente arrivata alla fine. si ricordò poco e controvoglia, spiazzandosi un po' per la sua calma freddezza. il gelo era ancora il cappotto delle foglie, ma le onde erano altrove e regalavano al piccolo mare un naturale aspetto placido.
giocò sul suo respiro più volte, tentando di trattenerlo e rilassarsi, contando i secondi che lo separavano dalla sua bocca di nuovo aperta. pensò di tuffarsi in acqua, ma senza il blocco di cemento legato alla caviglia. si sentì come più leggero, riempito dal solo peso di quell'idea. poi tornò dal mare, che era ancora lì, ad aspettarlo, che aveva visto ogni sua mossa e che sapeva, meglio di tutti gli altri. ci era andato spesso lì, si conoscevano. avrebbe pensato che sarebbe stato un coglione, a quel punto, se non si fosse buttato.
il blocco di cemento cadde in acqua graffiando fino al fondale quella panna celeste ed immobile, portandosi dietro, ondeggiante, il pezzo di corda solitario.