martedì, novembre 30, 2010

Meglio una coscienza devastante, o l'ignoranza?

caldo, fa caldo fuori eppure i termosifoni sono spenti. le teste accartocciate sbucano dai fori in mezzo ai marciapiedi, si buttano sotto le auto per fermarle.
la strada scorre rapidissima e glia alberi la inseguono ai lati, i piedi fumano. umidità sui tetti e fumo ancora più su, fumo bianco.
volante l'uccello si è posato sul ramo dell'albero.
corsa forsennata di là, veloce veloce, veloce, Cristo!
dov'è la macchina fotografica. c'è.
è scarica.
ed è troppo tardi, gli uccellini si sono spostati su altri rami, a mangiare altri frutti.

lunedì, novembre 29, 2010

Volevo essere migliore, ma poi ho scoperto che c'è di peggio

undici anni fa (così mi indicano i dati dei file scaricati) c'era un sito, "Kakkiate, il lato oscuro dello sforzo".
cioè, c'è ancora.
è stato il primo da cui ho iniziato a scaricare la montagna di merda che mi ha poi riempito il computer per anni. da immagini a video, da giochi idioti a eseguibili inutili.
per dare un'idea della mia pulizia virtuale, dico che ho ancora praticamente tutta quella roba scaricata nel 1999.
ma tre cose mi sono rimaste nel cuore.
1) questo video (al tempo Youtube non c'era).
2) i Dialo, cinque dialoghi di guerra editati con spezzoni di frasi dei videogiochi per PC tipo Age Of Empires. assolutamente magnifici.
molto bene uomini, mi è stato detto che siete
venuti.
yaaaaaaahh

3) quest'altro video.

domenica, novembre 28, 2010

E se verrà fuori un eroe, lo uccideremo, perchè vogliamo rimanere tutti uguali

la testa mi gira e rimango un attimo perplesso, sembra che ci sia stato un terremoto.
cerco un punto di riferimento che possa muoversi. niente, è tutto fermo.
infilo un dito in bocca ed inizio a rossichiare la pelle intorno all'unghia. lo tolgo quasi subito. gli ZZ Top vengono dalla stanza di là, penso a qualcosa senza capire cosa.
dovrei alzarmi di qua e rendermi produttivo. faccio una stima e mi rendo conto che in queste decine d'anni che ho, niente è stato rilevante a livello collettivo.
un giorno diventerò cannibale.

sabato, novembre 27, 2010

Si può dire che milioni di piccoli sforzi ne eguaglino uno enorme

non ci vediamo in mezzo alla nebbia. siamo dentro, al volante delle nostre automobili. quelle davanti a noi scompaiono nel fumo bianco, quelle dietro non si vedono. intorno non c'è niente, solo qualcuno che va al nostro stesso passo e ci sfiora una, due volte. a volte siamo noi a recuperarlo.
eppure...
eppure a noi sembra di non scomparire mai. entriamo là dove abbiamo visto svanire la macchina davanti a noi ma, non è cambiato nulla. e l'altra auto spunta di nuovo laggiù, in lontananza, sparendo ancora.
non è possibile, qui non si sparisce. ci siamo in mezzo, eppure non sembra di sparire qui, non ci sentiamo sparire.

nel frattempo, dietro di noi, un altro guidatore ci guarda e ad un tratto non ci vede più.

venerdì, novembre 26, 2010

Da non confondersi il coraggio con la familiarità

"Dio ma li senti? cazzo, non si fermano 'sti stronzi"
"fermi! fermi!"
"fermi un cazzo! questi cercano rogna, diamogliela!"
"ho detto fermi, porca puttana!"
"sentili cazzo! vergogna, vergogna...vergogna a voi, fricchettoni schifosi"
"calma, calma! ancora no"
"hei! hei! bastardo! hanno tirato un fumogeno! bastardi!"
"ok, si avvicinano, state pronti"
"le uova! le uova merda! ci tirano pure le uova! io li ammazzo"
"eccoli, eccoli. via! via! forzaaa!"
schizzi, teste rotte.
urla, giustificate da botte ingiustificate.
caos.
suonano il tamburo sulle ossa coperte dalle sole magliette.

giovedì, novembre 25, 2010

Sotto le coperte, sopra le nuvole

a questa immagine, tra amare risate, non ci resta che rispondere "...già".
prima o poi lo inventeranno un virus spappola-mela, maccari schifosi.

e poi un video, a voi il giudizio.
grazie D. per la segnalazione e grazie Ells per averlo segnalato a D.

giovedì frittata
la nuova rubrica è arrivata!
frittata di sole uova
comprare delle uova e farle accidentalmente cadere su una padella. per essere sicuri di non sbagliare, cospargere la casa di padelle. mettere la/e padella/e sul fuoco e aspettare che quel moccico diventi solido. non fatevi prendere da facili entusiasmi, siete al livello base, non infilate altra roba a casaccio.

mercoledì, novembre 24, 2010

Acquisto è pigrizia

ci piace il controllo sulla vita. dallo schiacciare un brufolo all'uccidere una formica. avere, possedere. poter decidere le sorti di qualcosa, come nei videogiochi.
prendere qualcosa di vivo e porvi fine. strappare le erbacce, far sì che il proprio animale domestico dipenda da noi. coccole e carezze quando lo diciamo noi.
il potere fa gola. in fondo Dio non si vuole, ma si vuole fare.
foreste in fiamme e adrenalina, senso di grandezza, essere il fulcro di una decisione su uno dei lunghi attimi di una continua globale trasformazione.

quando rimarrà qualcuno al di fuori, lo prenderanno e lo butteranno dentro. in lui vedranno quello che loro non sono riusciti ad essere, oppure solamente quello che deve diventare per non stonare più, lì in mezzo.
conformarsi, esigenza immotivata che tutti si conformino.
salvo indicazioni, lasciare attuare le individuali volontà.

martedì, novembre 23, 2010

Il grazie spesso è per chi, uscendo di scena, non ne riceve

quale sarà la colonna sonora degli anni 2000?
rimarrà tra dieci anni qualcuno al di fuori, sconnesso dai soliti centri di comune connessione?
è ancora futuribile un culto della varietà?
non mi interessa che età hai. inventati un muro e buttalo giù con o senza un Turbo Distorsion, con o senza un Big Muff, con o senza il volume a palla.
se ci attacchi un foglio con su una poesia e si spaccano i mattoni, allora hai vinto.
però sii sincero.
se non sai scrivere nè disegnare non scrivere nè disegnare.
potresti sbattere contro il muro.

lunedì, novembre 22, 2010

Succede perchè gli altri fanno troppo per farlo succedere o perchè noi non facciamo niente per non farlo succedere?

oggi ho letto che il Dalai Lama andrà in pensione.
non capisco.
ma non dovrebbe morire ed aspettare di reincarnarsi?
forse si è rotto le palle.
o forse ha realmente raggiunto l'età per la pensione ed è arrivata l'ora di darsi anche alla bella vita.
qualcosa mi sfugge.

domenica, novembre 21, 2010

Errore dell'anno: installare Messenger 2011

vide la madre corrergli incontro e tirarlo su con le lacrime agli occhi, il padre che gridava al telefono.

di fronte alle scale, stava lì. ripensava al babbo, che l'anno scorso ci era cascato e si era rotto una gamba.
tre mesi prima, gli era caduto un dente. era un dente da latte, gli aveva detto la mamma. gli aveva anche detto di lasciarlo sotto il cuscino, quella notte, perchè la Fatina dei denti sarebbe passata a portargli un soldino.
la mattina c'era una monetina da un Euro ad aspettarlo. con quell'Euro comprò qualche caramella, ma il babbo gli consigliò di mettere i prossimi da parte, così avrebbe potuto prendersi qualcosa di più grande. al primo incisivo, infilò la monetina trovata in una scatola, iniziando a fantasticare su qualche giocattolo.
poi perse l'altro incisivo e gli venne un'idea. uscì dalla camera e si piazzò davanti alle scale.
se al babbo avevano rotto una gamba, sicuramente spaccargli tutti i denti in una volta sarebbe stata una cosa da nulla. e il giocattolo sarebbe stato suo, la mattina dopo.
prese la rincorsa.

sabato, novembre 20, 2010

Com'è solo, il gelataio d'inverno

poi uno non si deve incazzare.
il Papa che dona un preziosissimo tartufo grosso come un Big Mac ad una mensa della Caritas. vicinanza ai poveri.
vicinanza ai poveri stocazzo.
perchè invece non si toglie un po' di gioielli per finanziare chi si fa il culo per aiutare veramente la gente?
cosa cazzo può fregargliene ad un senzatetto (con tutto il rispetto che ho per i senzatetto) di mangiare pasta al tartufo bianco anzichè al pomodoro?
e anche se fosse, con la metà di un collanone d'oro di tartufi potrebbero cucinarne da farli diventare tutti allergici.
puah.

venerdì, novembre 19, 2010

Attenzione: attendere attenti

ormai le gambe di una volta non le fanno più.
anzi, credo che non facciano proprio più le gambe.
Matt Groening ci ha visto lungo col suo Futurama in cui dei personaggi famosi vengono conservate solo le teste. sì, perchè stiamo andando in quella direzione.
riguardavo la seconda puntata di "Vieni via con me" e ad un tratto entra Bersani, poi Fini. sgrano gli occhi.
non li avevo mai visti in piedi o, almeno, a gambe erette scoperte.
secondo me li fanno veramente dal busto in su e sotto ci mettono quel che capita, tanto lì non vengono inquadrati.
no! pari dignità alle parti del corpo!
solo perchè il busto sorregge la testa allora significa che bisogna tagliare lì?
sicuramente è un gran risparmio, niente più scarpe nè pantaloni su misura.
gambe orribili per tutti, modello standard e produzione di vestiti per gli arti inferiori in serie.
quelle gambette steccose, lunghe. la pancia sopra, un po' gonfia, a farle sembrare ancora più esili.
è la regola della televisione, delle conferenze stampa.
vuoi entrare nel giro? ok, ma prima passa un attimo di là che dobbiamo farti una cosa. come? sì, è una motosega quella.

STONICADREQUUM!
ma lo leggete? no? male! sì? male, perchè se siete qui a dire sì allora vuol dire che non lo state leggendo.

venerdì risotto: risotto con zucchine, fiori di zucca e stracchino
prima della ricetta, un breve epilogo.
un anno fa (precisamente il 20 novembre) nasceva questa rubrica, fonte delle mie più sconcertanti prese di coscienza del tipo "merda, oggi è venerdì! che palle, devo scrivere il risotto" o "merda, ieri era venerdì! che palle, mi sono scordato di scrivere il risotto". ad ogni modo, questo sarà l'ultimo risotto. mai più venerdì risotto (quasi mi commuovo), è ora di cambiare. per fare nuovi risotti mischiate quelli di cui avete già le ricette, dovreste avere più di 2500 combinazioni disponibili.
ringrazio tutti quelli e tutte quelle che mi hanno permesso di tirare avanti suggerendomi ricette prelibate da rovinare ogni settimana. un particolare pensiero va inoltre allo stracchino, protagonista sia della prima che dell'ultima.
la nuova rubrica gastroculinaria partirà giovedì prossimo.
e adesso via, con l'estremo saluto.
dicevo, risotto con zucchine, fiori di zucca e stracchino
inventate la macchina del tempo spendendo anni di studio, ricerca e mutui. tornate indietro fino alle otto di stasera, venite a casa mia e rubate dalla tavola la pentola fumante che la mia mamma ha appena preparato. venite armati, perchè se non sarete gli unici a seguire la ricetta, nella mia cucina ci sarà un interessante sovraffollamento di affamati.
adieu.

giovedì, novembre 18, 2010

Non ci sono parole per descriverne altre

"come è successo?"
"non lo so."
"come non lo sai?"
"no, non lo so. andava tutto bene, poi ha iniziato a fare così."
"e non sai perchè."
"no."
"non ci sta."
"davvero, non so come sia successo."
"non è possibile."

questa conversazione ha realmente avuto luogo.
ed io sono rimasto basito.

mercoledì, novembre 17, 2010

Quel brutto vizio di apprezzare le cose dopo che sono passate

manifestazione studentesca, oggi, Firenze.
bandiere di Rifondazione, Giovani Comunisti, simboli anarchici e magliette del Che Guevara. cori di Bella Ciao, Bandiera Rossa. in 40 minuti nemmeno un riferimento all'università, alla scuola, alla Gelmini. pochi striscioni sulla protesta.
anche io, in mezzo alla folla, mi sono chiesto se effettivamente fossimo lì per l'istruzione che sta andando a puttane.

martedì, novembre 16, 2010

Solo l'ultima foglia a cadere fa di un albero un albero spoglio

la manopola del lavandino non sarà mai pulita.
se uno la gira, è perchè sicuramente ha le mani sporche. quando la gira di nuovo, lo fa con le mani pulite, dunque se le insudicia di nuovo.
per interrompere il circolo vizioso sarebbe sufficiente o girare la manopola coi guanti o con le maniche della maglia. nel caso dei lavandini con "apertura" dell'acqua verso l'alto sarebbe sufficiente il gomito (coperto).
tuttavia anche i guanti e/o le maniche della maglia potrebbero essere sporchi. occorrerebbe quindi sterilizzare gli indumenti prima di entrare in bagno. e non credete che non ci abbiano già pensato: scommetto che è solo un problema di soldi. ma installare una camera sterile è possibile, e so che molti di voi vorrebbero farlo.
se poi invece, per approssimazione, si considerasse che la sporcizia si trasmetta da un corpo ad un altro scambiandosi con la pulizia tipo le caccole che si passano da un dito all'altro quando si cerca di spararle via come le biglie sulla spiaggia, sarebbe una grande rivoluzione per il mondo dei Mastrolindi, ma un caos totale di polvere, mota e quant'altro.
e non ho voglia di fantasticarci su.

lunedì, novembre 15, 2010

Tra i pochi chitarristi che sanno far piangere la chitarra, nessuno che le sappia asciugare gli occhi

frenetico anche il sonno. si sogna di correre e non ci si riesce, perchè è quello che in fondo si vuole. stare fermi almeno un attimo. pensare da immobili, contare le gocce d'acqua che fanno piano piano smontare le nuvole.
uguale anche il cambio di programma. rientra tutto nella norma, quello che non si è fatto oggi si farà domani o alla prossima occasione. non si interrompe niente. al massimo si perde l'arte di farlo.
rilassante anche un minuto d'orologio sul divano. il corpo è abituato, obbligato a goderselo. per il cervello, invece, non c'è speranza.

domenica, novembre 14, 2010

La campagna è uno stato d'animo

al fuoco, stare poco. qualcuno ha rovistato nella mia roba. ancora un po', vicini al camino, a misurare le rispettive premure. mentre arrivavo un gatto grigio ha corso davanti alla mia macchina per parecchi metri. disordine, intrusione, spaesamento. è divertente o...solo diverso? no, qui si sta realmente bene. fuori piove a scatti, il the che si scalda di là in cucina concilia il riposo delle palpebre, cucite dalle occhiaie. sono entrato e non c'era più, lo tenevo sul comodino, ma non c'era più. l'ho cercato tutta la notte, solo qualndo sono rientrato ho visto che aveva solamente cambiato di posto. non so chi possa essere stato. forse dovrei preoccuparmi. ma...ooh, la tua mano tra i capelli mi fa evadere. dov'è il mio cervello adesso? scusa un attimo, devo riprenderlo.
ecco qua, al fuoco. a domani penserò domani.
per stanotte però preferisco restare qui.

sabato, novembre 13, 2010

Date a Cesare quel che...gli serve

parlare con se stessi richiede una particolare attitudine mentale, non è per tutti. sapersi stupire, non annoiarsi con le proprie parole. riuscire a raccontarsi storie e barzellette che non si sanno, intrattenersi. è la conoscenza di se stessi più profonda e completa possibile, in cui si sa quale parte del corpo sia vuota e come vada riempita. ovviamente senza aspettarselo. disconnettersi al punto di avere bocca da una parte ed orecchie da un'altra, dividersi senza bisogno di un amico immaginario. ci vuole il cervello, per parlare da soli.
arrabbiarsi con se stessi, invece, è facile. autogiustificarsi, inventarsi scuse e mentirsi, urlarsi contro allo specchio, riesce a tutti.

venerdì, novembre 12, 2010

Invidia di un possibile se stesso

è impossibile imparare una lingua servendosi solamente del vocabolario monolingue. ogni parola è spiegata con altre, è un circolo vizioso. come fai? a parte il fatto che sarei uno stupido se cercassi di fare una cosa del genere. però boh, sarebbe da provare. tipo col russo o col greco. prendi una pagina a caso, e cominci.
глупый: неумный.
no via, non ha senso.
ma perchè questa riflessione inutile?
probabilmente sono stato influenzato dall'altrettanto inutile riflessione con cui quel materialista di Hobbes sostiene che sia il sangue a far muovere il cuore (what?!?).
fortunatamente io sono consapevole di aver detto una minchiata.

venerdì risotto: risotto al pastore
niente latte nè formaggio, nessuna erbetta particolare nè segreti di preparazione. basta stordire un pastorello tipo lui e metterlo in pentola. le sue conoscenze, insite nel suo corpo, andranno direttamente a rendere il riso speciale e caratteristico.

giovedì, novembre 11, 2010

Non bastano reiterate volte a creare l'abitudine

sono i barboni i veri alternativi.
la camminata, l'incedere insicuro e traballante, spontaneo e un po' rintronato.
nessuna ricerca di stile, vestiti come capitano e nessun atteggiamento.
dormono in letti di fortuna e si fanno strada tra la gente che li vede invisibili.
l'ideale che li trascina arriva fino alla fine della giornata, è quello che li muove. semplicità.
nessuna marca sconosciuta, è il tempo a fare il marchio.
non sempre parlano e se parlano spesso sono affascinanti e danno spunti, come per questo post.
la cosa bella è che niente di tutto questo è fatto per apparire, nè nasce da una considerazione del giudizio degli altri o da un'eccessiva stima di sè.
indie, mod, punk, hippie, fighetti, truzzi, chiunque.
i barboni sono fuori da tutto questo, ai barboni non serve un'etichetta e nemmeno la barba per farsi chiamare tali.
sono loro, i veri alternativi.

mercoledì, novembre 10, 2010

Severo obbligo o sconfinata passione

un odore di plastica mi è entrato nel cervello, mi ha attraversato. ho ricordato.
l'impermeabile giallo con il cappuccio a forma di becco arancione e gli occhi bianchi, che dovevo indossare per andare all'asilo nelle mattine piovose.
un miliardo di immagini in un secondo, in cui un odore ha voltato l'angolo e mi ha calciato indietro di anni e anni. ho ricordato un attimo e poi, quella plastica da pioggia se n'è andata e mi ha lasciato lì, volando via, aspettando di essere riscoperta. magari tra altri vent'anni.
magari mai più.

martedì, novembre 09, 2010

Diverti anche se non ti diverti, ti diverti anche se non diverti

alle pubblicità mancano verve, inventiva, rapidità e tanto altro.
dovrebbero prendere esempio dai venditori ambulanti. sono diretti, vanno subito al punto: vuoi o non vuoi?
se vuoi rispondi sì, se non vuoi rispondi no. semplice.
piove, anzi, diluvia. "ombrello?" ti fanno. non c'è bisogno di aggiungere altro, perchè sai già a cosa serve un ombrello (e se ti serve), quanto grossomodo può costare e come è fatto. lo stesso può valere per un profumo, per un televisore, per qualsiasi altra cosa.
stai guardando un programma alla tv, stacco pubblicitario.
casa? assicurazione? auto? scarpe? crociera? biscotti? fine stacco pubblicitario.
tempo trascorso: 10 secondi.
è perfetto.

ieri sera, poi, ospite a "Vieni Via con Me" Benigni ha detto delle parole che meritano di essere ricordate come una massima assoluta, come una delle frasi più belle di sempre, nella storia dell'umanità.
non sto scherzando, secondo me è proprio così.
se non l'avete visto, guardatevi lo spezzone su Youtube dal minuto 6.56 al minuto 7.34.
spero solo che la maggior parte degli italiani si sia resa conto della potenza delle immagini che quel pezzo d'artista ha fatto vivere.

lunedì, novembre 08, 2010

La risolvibilità di un problema è direttamente proporzionale alla voglia di risolverlo

in teoria siamo tutti ignoranti, perchè sono più le cose che non sappiamo rispetto a quelle che sappiamo. in Italia però più della norma, come ci dimostra uno dei più autorevoli linguisti del nostro secolo: il T9 del cellulare.
infatti scrive "lì" senz'accento e "po'" con l'accento.
che poi "li" e "pò" sono parole che non esistono proprio.
è anche vero che grazie al T9 ho scoperto l'esistenza della parola "uopo", che mi veniva prontamente suggerita quando cercavo di scrivere "topo".
bah.

se poi volete un riassunto dell'album di cui ho parlato ieri, sentitevi questa.

domenica, novembre 07, 2010

Indefinito è curioso


dopo molti ascolti nei più svariati stati d'animo devo dire che questo disco è un bel disco. i Kings of Leon non si smentiscono mai. maghi nel creare muri di suono, a riempire e svuotare strofe e ritornelli, mai scontati.
c'è il sound di un palazzo che crolla e che si ricostruisce, il groove e la leggerezza. un paio di pezzi sono lì ma potrebbero anche non esserci: cosa perdonabile per una band capace di questo e di questo.
tante recensioni ne parlano negativamente.
voto otto e mezzo, ma non fermatevi al primo ascolto.
io sono ancora innamorato.

oggi è il compleanno di questo blog. volevo fargli gli auguri, ma non s'è visto. sarà fuori a sbronzarsi con Stonicadrequum.

sabato, novembre 06, 2010

365

"c'è differenza tra me e te" pensò.
era notte e il sole illuminava ancora, lasciando l'oscurità alle poche ombre che formava. di scaldarsi non se ne parlava, il ghiaccio ti entrava nel sangue ancor prima di poter percepire il gelo.
in effetti, coperti com'erano, dagli occhi potevano sembrare la stessa persona. erano i soldi che avevano che venivano da posti diversi. lui studiava la vita animale al Polo Nord, l'altro pitturava il permafrost di rosso, spaccando la testa alle foche.
più e più volte si erano ritrovati a discutere, sul perchè delle loro azioni, sul bisogno reciproco che avevano uno dell'altro, quali fratelli.
"siamo uguali, guardaci cazzo! la vita qui ci ha isolato dal mondo, senza amore nè contatti particolari, nessuna prospettiva davanti. io odio questo posto quanto te, sai bene che entrambi ce ne andremmo se non fosse per il male di babbo. non c'è differenza, tra me e te. siamo uguali" gli disse l'altro, un giorno.
"c'è differenza tra me e te" pensò, mentre gli apriva la testa a bastonate, accanto alla foca che l'altro aveva appena ucciso davanti ai suoi occhi.


siccome ieri mi sono dimenticato e la formula "sabato risotto" l'ho già usata, oggi vi propongo il
venerdì risotto +1: risotto del giorno dopo
riscaldate il risotto avanzato di ieri.
"ma ieri non abbiamo avuto la ricetta" direte voi. già, ma non è un problema mio.
scongelatevi una pizzetta, toh.

venerdì, novembre 05, 2010

Si tuffò, delicato come il miele nel tè

quando un piccolo si rivolge a un grande, spesso, sa già che non verrà ascoltato.
nel caso che il grande sia Dio, si può facilmente concludere che il termine "spesso" vada sostituito con "sempre".
ad ogni modo, il piccolo spera. spera sempre che in quel momento nessuno abbia pensato di rivolgersi al grande e che ci sia solo lui, a chiedere.
è ripensandoci che il piccolo si accorge della sua piccolezza, ma più e più volte ripenserà, a come possa essere il grande così diverso da lui.

giovedì, novembre 04, 2010

Perchè seguire le orme, quando è sufficiente sapere dove portano?

i giovani diventano vecchi prima, la soglia dell'età minima per sentirsi grandi si abbassa. i bambini che si vestono e si atteggiano, entrano in cose più grandi di loro senza problemi e senza motivazioni nè emozioni. esisteranno ancora, tra qualche anno, gli uomini e le donne di adesso? no, al loro posto ci saranno uomini e donne ossessionati dall'impazienza di andare avanti e avanti e ancora avanti. non si accorgeranno mai di stare invece andando sempre più indietro. prima vecchi, prima lavoro, prima stupidi senza spazio per l'infanzia necessaria a formare un essere in crescita. taglieranno, e stanno già tagliando, una parte del progresso psicologico e vitale, annullandone ogni fase naturalmente conseguente. c'è un limite? un'età sotto la quale sarà impossibile scendere? no, il tutto si ridurrà ad un solo problema di coscienza. appena presente, ci sarà già la direzione da seguire, quasi automaticamente. basti pensare che fino a poco tempo fa si sarebbe considerato impensabile quello che adesso è normalità.
il fatto curioso è che gli uomini e le donne di adesso, non tutti ma molti di loro, stanno permettendo tutto questo.
e chiedendomi se ci sarà mai una generazione migliore, dovrei rispondermi di nuovo di no?

mercoledì, novembre 03, 2010

Un po' di tutto, tanto di niente

"tu sei un pezzo di legno! mettitelo in testa." gli disse il padre.
nel frattempo il suo gemello, l'altra sua metà, pezzo dello stesso tronco, saliva sul tavolo del falegname per venire intagliato, come tutti i migliori pezzi di legno.
e mentre ne usciva una marionetta ben fatta, lui guardava fermo e impassibile, divorato dal fuoco.
riscaldava la casa piano piano, bruciando un po' alla volta ogni sera.
poi, dopo qualche tempo, il fratello venne chiamato Pinocchio e da lì non lo vide più.
rimasto solo, dentro al camino, continuò a bruciare senza che nessuno lo spegnesse.
un giorno non fu altro che cenere e riuscì a volare via.
questa è la storia del fratello del famoso bambino di legno, che nessuno conosce.

martedì, novembre 02, 2010

Così fa molto Chagall

avrei un sacco di quella roba, nelle bozze.
è che non ho voglia di tirarla fuori e lavorarci.
poi tutte queste incongruenze storiche in film e libri, che palle.
e per libri intendo anche libri di storia.

lunedì, novembre 01, 2010

Dopo un po', i riff vanno a stabilirsi su un paio di note sempre uguali e solo i più bravi riescono ancora a tirarci fuori belle canzoni

squallido, il banchetto dei dolciumi davanti al cimitero. squallido, il cimitero perfettamente organizzato, ognuno con il suo posto anche da morto, più grande o più piccolo a seconda della ricchezza.