mercoledì, novembre 30, 2011

Vivere di selezione

con il cellulare in una mano e la sveglia nell'altra, l'occhio destro sull'indicatore di carica del portatile ed il sinistro su quello della stufa al kerosene, un orecchio teso nella direzione della lavastoviglie e l'altro verso l'asciugatrice, mi chiedo da dove venga questo cazzo di "bip".

e adesso via alla nuova rubrica per palati non troppo schizzinosi!
mercoldì insalata (non è un errore, ho proprio voluto scrivere "mercoldì"): insalata di pollo
lavate bene il pollo e scuotetelo nel lavello per togliergli l'acqua di dosso. sbucciatelo bene e, una volta deposto nel piatto, conditelo con olio e sale. infine guarnite con pomodorini ed aspettate che smetta di dibattersi.




martedì, novembre 29, 2011

E' sparito tutto, ma c'è ancora qualcosa

non saprei dire, non mi vengono le parole, non so come descriverlo, non so come spiegarvelo. nemmeno con un disegno, con un suono, con qualcosa di trasmissibile. il piccolo dizionario si restringe, la bocca prova a emettere un suono sensato senza successo. è..no so.
le cose belle ed improvvise portano la desolazione, il deserto espressivo, almeno nell'immediato. e le banalità, in tutta questa sabbia, ci sguazzano.

lunedì, novembre 28, 2011

Sembrare, non apparire, ma nemmeno essere

anche oggi scendo, ma spazzo solo le foglie. anche oggi, solo quelle. tolgo il grosso, come si dice. la polvere la porterà via il vento, sparirà a forza di camminarci sopra, verrà lavata dalla pioggia.
chi si affaccerà, chi entrerà, chi passerà di lì, penserà a quanto è pulito quel valino. a me non è che interessi più di tanto, ma con poco sforzo faccio bella figura e tutti sono contenti.
solo chi ci striscia vede quant'è sudicio.

sabato, novembre 26, 2011

Antiquato innovatore

gli passo accanto e sorrido: tiene il pezzo di cartone al contrario. "emaf oh". mi soffermo sul suo abbigliamento, apparentemente normale, e sul cucciolo accoccolato davanti a lui. sta tremando.
già visto, già visti a decine così.
ho un cazzo di Euro sfuso nel portafogli, potrei darglielo. ma ormai sono lontano. poco dopo ci fermiamo e penso che potrei prendergli qualcosa da mangiare. no, gli rovinerei l'alibi.
passiamo di nuovo di lì: ha capovolto il cartello. andiamo oltre anche stavolta, avviandoci alla macchina. giovane, corporatura nella media, al massimo delle sue possibilità. uno storpio o un anziano avrebbero molta più difficoltà a cercarsi un lavoro. mi è sembrato così sincero..
non devo pensarci, stiamo andando via. mi passerà di mente.
e infatti me ne sono dimenticato.

venerdì, novembre 25, 2011

750

sciopero delgi inutili, la strada si riempie, folla per le vie. si è fermato tutto, ma non si è fermato il mondo. pur essendo tutti immobili, non è cambiato niente, va avanti lo stesso.

giovedì, novembre 24, 2011

Salvare gli animali dalle bestie

ha appena parlato un uomo, ed ha detto delle grandi parole. di centinaia che hanno aperto bocca, lui mi ha preso le orecchie dall'inizio alla fine. nessuna frase sprecata, sono felice di averlo sentito, triste per quello che mi ha raccontato.
non so come si chiami, non mi ricordo il nome. era un uomo, questo basta.

giovedì frittata: frittata di sole uova
concedetemi un momento, ed una lacrima. anche questa rubrica mangereccia è giunta al termine e, ad esser sincero, credo che non sia mai riuscita a raggiungere completamente la bellezza e la gustosità della sua antenata per risottiere. nasceva il 25 novembre 2010, forte di un mio convincimento: nella frittata sono buone anche le ciabatte. oggi dunque la lascio un po' a malincuore, ma allo stesso tempo sollevato, perché certo del fatto che la frittatiera che è in voi non smetterà mai di pulsare.
ringrazio nuovamente tutti gli ispiratori delle ricette e soprattutto mi scuso con tutte le galline la cui potenziale prole è andata sacrificata ogni maledetto giovedì. sarebbero stati dei magnifici pulcini.
ma adesso basta, il cambiamento si autoimpone ed io ho una chiusura in grande stile da fare, quindi mani in alto e...ai fornelli!
come non avrete sicuramente notato, il nome della frittata è lo stesso della prima. la differenza è che adesso non siete più dei principianti, ma degli esperti e rinomati omelette-makers, dunque stavolta la ricetta sarà di livello epic extreme. noleggiate una carovana di elefanti ed armateli con corazze e personale da guerra, chiedete l'anticipo ed il temporaneo trasferimento dei carnevali di Rio, Viareggio e Venezia, assoldate dieci piloti con altrettanti aerei acrobatici e riesumate Godzilla. fatevi strada fino in Piazza San Pietro a Roma con il vostro nutrito esercito di pachidermi e date inizio alle sfilate dei carri ed allo spettacolo volante. a questo punto portatevi al centro della piazza e chiamate Godzilla, che avrete precedentemente addestrato non solo a venire da voi in seguito al vostro fischio più rapidamente delle moto dei Biker Mice, ma anche e soprattutto a fare uova a comando. attendete dunque l'ingrediente primo con la vostra fedele padella ed il vostro fornellino da campo già acceso. rompete le uova ed iniziate tranquillamente e sapientemente a cuocerle, comunicando a reti unificate che darete l'ordine di sgomberare tutto solo a patto che il Papa in persona scenda ad assaggiare un pezzetto della vostra prelibatezza. gli ingredienti a casaccio e l'improvvisazione sono comunque banditi.
questa frittata, al contrario dell'ultimo risotto, va ovviamente cucinata uno per volta (ovviamente perché di Godzilla ce n'è uno solo).

mercoledì, novembre 23, 2011

La forza va sempre scemando

"torna qui", e lui tornava. "dove vai, non andartene, torna qui". e lui tornava. sempre e senza allontanarsi troppo. quando usciva si sentiva forte e libero, si rendeva conto della sua soggezione, e decideva che avrebbe ripreso se stesso, non appena fosse tornato. ma non vedeva il controsenso e rimaneva prigioniero, tra la dipendenza leggera e la dipendenza assoluta.
l'astinenza non esisteva, non ne aveva bisogno. sapeva che lui sarebbe apparso, da solo, senza accorgersene.
ogni tanto si rendeva conto, prendeva coscienza e si infuriava, si malediceva. cercava di sfogarsi tirando pugni alle pareti, ma quelle erano beffardamente troppo lontane, finché rimaneva come seduto e legato, prigioniero. a volte pensava di aver risolto tutto, per settimane. credeva di aver ripreso la vita, mentre invece era ancora lì, ad alimentare la sua stessa decomposizione.

martedì, novembre 22, 2011

Sogni, progetti o aspirazioni?

si è fermato, un il. otto cinquecentrotré ventisette otto, di nuovo. se non si capisce, è che voi non si capisce non. cioè: tutti. guardando più di prima dei sette o otto, dicevo. che fare? piccoli piccoli, aspettano per forse cosa quando delle degli verso dove non si sa. Pesaro.

lunedì, novembre 21, 2011

Hermeto Pascoal

mi avvicino verso l'armadio e lo guardo perplesso. dovevo fare qualcosa. apro l'anta, guardo dentro, ma niente, non mi viene in mente nulla. richiudo e mi allontano, mentre esco dalla camera vedo il letto sfatto. ah ecco, stavo per entrarci quando mi sono accorto che non avevo preso il cuscino. ritorno dov'ero e cerco con occhio attento, ma non lo trovo, il cuscino non c'è. mi volto e lo trovo lì, al suo posto, un po' sotto le coperte e un po' fuori. dunque mi sono appena svegliato. eppure non mi sembra. fuori è buio, dev'essere notte. mi fermo un attimo a pensare, ma non riesco a ricordare. rimango in piedi per un po', infreddolito e in mutande.

domenica, novembre 20, 2011

Avere la forza di domandare

vado a momenti: momenti in cui vado a momenti e momenti in cui vado normale.

sabato, novembre 19, 2011

La morte che non commuove

entrare nel traffico, l'ultimo e l'unico degli obbiettivi. la scia di auto che già si muovono dal mattino presto, i camion lenti ed enormi che bloccano la strada, i pezzi di merda immobili e gli egoisti che nemmeno si fermano per farti entrare. nessuno si ferma, devi aspettare. il traffico non ti vuole, e non vuole nemmeno tutti quelli che già ci sono dentro, perché sì, lo tengono in vita, ma invadono e distruggono tutte le strade.
guarda bene, si è aperto un piccolo spazio, un buco dove infilarsi. rischierai un incidente, ma non puoi permetterti di aspettare fino alla prossima, dubbia, occasione. adesso, ora, vai.

venerdì, novembre 18, 2011

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era un sacco di tempo che volevo rifarlo.


vergiodì frittata: frittata in ritardo
dilungatevi in qualsiasi azione facciate per tutta la giornata. una volta arrivata l'ora di cena, procrastinate la preparazione delle vostre uova in padella. raggiunta la soglia massima di ritardo, correte ai fornelli e cuocete la frittata frettolosamente, per guadagnare tempo. senza mangiarla, infilatevi a letto perché si sarà fatto sicuramente tardi.

giovedì, novembre 17, 2011

Jon Snow Stark è tornato ad essere Ser Garfioldo

varie, così.
-Le Storie - Diario Italiano, a mio parere uno dei più interessanti ed intelligenti programmi che possiamo vantare. è costretto ad un orario assurdo (12.45), con un tempo massimo a disposizione di 25 minuti. succede di peggio, certo, ma succede anche questo.
-scopro adesso che esiste un maratoneta keniota di nome Evans Rutto.
-io avrei nominato Mario Tozzi Ministro dell'Ambiente (grazie a Decanter per lo spunto);
-il Corso di Cazzotti del Dottor Johnson.
pipù.

mercoledì, novembre 16, 2011

Autocondanne

conosco un uomo a cui puzzavano tremendamente i piedi. lui, poverino, non se ne faceva una ragione, li lavava e rilavava, ma niente. strusciava sotto fino a perdere la pelle, a non riuscire a camminare. col tempo il tanfo aumentava ed allontanava le persone, nessuno gli stava più accanto, nessuno stava mai nella sua stanza ad eccezione del dottore che, a debita distanza, gli diceva che il suo era solo un problema di igiene. quindi tornava sotto la doccia, infilava i piedi in ogni lavandino non appena ne aveva l'occasione, si cambiava i calzini continuamente. si grattava dal tallone alla punta, avanti e indietro, senza risultato. invano, provava con ogni tipo di spugna, massacrandosi le piante con ogni tipo di prodotto, a volte anche camminando sulla brace ardente.
abbattutto, stressato e soprattutto solo, in preda ad uno scatto d'ira decise di tagliarsi entrambi i piedi, per risolvere così il suo problema e tornare ad una vita normale. se li amputò con una mannaia da macellaio, in due rapidi e precisi colpi secchi. coperto di sangue, mentre piangeva per il dolore ed allo stesso stempo gridava dalla felicità, afferrò i suoi pezzi ormai mancanti e se li portò al naso annusandoli, per sentire un'ultima volta l'odore tremendo che gli aveva rovinato la vita. e si accorse che erano le unghie.

martedì, novembre 15, 2011

Il multitasking ci ha dissipati

ecco un altro post per la serie "non sembra, ma non sono completamente fuori dal mondo".
non so se lo sapete, ma Lou Reed e i Metallica hanno pubblicato un album in collaborazione. ora, la mia cultura musicale (che già in generale è parecchio poco invidiabile) sui due artisti in particolare si riduce ai pochi classici radiofonici, quindi non posso dirmi né un loro sperticato fan né un loro acerrimo detrattore. meglio così, diciamo che la mia posizione è sostanzialmente neutrale.
domenica 13 settembre, i cinque musicisti sono approdati a Che Tempo Che Fa su RaiTre, ed hanno fatto questo (1.16-5.55). nonostante il video si commenti da solo, sento l'esigenza di spendere due parole. esatto, due parole, per iniziare: che-schifo. poi tre: oh-mio-Dio. e ancora due: che-schifo.
Lou Reed, in una forma allucinante, apparentemente concentratissimo a suonare fin quando la regia non ha inquadrato il gobbo. stava leggendo il testo. i Metallica incazzatissimi, gasati quanto basta per sembrare una triste band emergente durante l'ennesimo concerto dentro al solito bar ad Inculoailupi, l'unico con ancora il coraggio di ospitarla. ma ancora Lou, perché era lui il vero scandalo, il trash di punta che tirava via l'audience dalla poltrona, prendendola per mano e portandola dritta al gabinetto. tralasciando la sua incredibile somiglianza con il robot vecchio di se stesso, può ad oggi vantare di una voce completamente spenta, un'estensione da annunciatore automatico di Trenitalia, un carisma trascinante (vedi sopra dove) ed una dialettica ineccepibile (cito l'utente LinkinPeppo: "Lou Reed: 'Il Rock N Roll è divertimento' non vorrei dire, ma tutto sembra tranne che si stia divertendo :D").
in generale, uno scempio. canzone tutta uguale, pallosa e tutta uguale. e pallosa. scenario indescrivibile, coronato dagli applausi dei nostalgici e fedelissimi che, buon per loro, riescono ad apprezzare certa roba.

lunedì, novembre 14, 2011

Abituato non è resistente

Tumblr è un mondo a me parecchio oscuro: conitnui repost di immagini, citazioni, testi, in modo più o meno frenetico. mi sono sempre chiesto come cacchio facciano gli utenti più affermati a non avere scatti di intolleranza. appunto. una volta anch'io avevo un Tumblr, (eccolo) ma è morto da più di un anno ormai.
comunque, bando alle cianciarance, io ho una cosa per voi: questa. vedete voi cosa farci, quanto starci e soprattutto quanto intripparvici.
(grazie Onafets)

domenica, novembre 13, 2011

Irrefrenabili quantificazioni

sgozzo distruggo
picchio brucio
urlo spacco
mordo impreco
insulto mitraglio
lancio ammazzo.
rispondi, cazzo.

sabato, novembre 12, 2011

venerdì, novembre 11, 2011

Un titolo che non doveva essere questo

discutevano tutti. affollavano l'aria di parole e discorsi sulle loro impressioni che, già grosse com'erano, riempivano la stanza. si scambiavano opinioni e mi dicevano "ma come, pensi veramente questo?" quando io esprimevo la mia. allora partivano, ognuno ad argomentare la sua tesi, prima di ricominciare a darsi addosso l'un l'altro. mi hanno spiegato per tutta la sera, si sono scannati ed hanno distrutto anche le mie poche certezze, tentando di portarmi ciascuno dalla sua parte. durante la discussione, ho preso atto delle mie mancanze culturali e mi sono ripromesso di approfondire le mie conoscenze, già con in testa nuove idee, già d'accordo con varie frasi appena ascoltate. poi siamo usciti, ci siamo salutati ed io mi sono infilato nel letto, confuso. non ricordavo chi avesse detto cosa, né cosa avesse detto chi. troppo, veramente troppo affollamento. e fregandomene un po', anche per questa volta, sono ritornato alla mie convinzioni.

giovedì, novembre 10, 2011

Queste interessanti, trafficatissime vie di mezzo

hai fatto uno sbaglio, coglione. hai detto una puttanata e ti hanno beccato, il Web ti ha smascherato. ti sei inventato la cazzata di sana pianta, per il gusto di andare controcorrente e fare la figura di quello che la sa lunga. invece hai fatto la figura dell'idiota. hai linkato un video inesistente, per inverare la tua tesi. stupito, stolto, dovevi linkare un articolo, uno qualsiasi in lingua straniera. nessuno sarebbe andato a controllare, troppo lungo da leggere, da tradurre e capire. i video li guardano tutti.

flash: Casini ha appena detto "aprire la televisione" (anziché "accendere").

giovedì frittata: frittata di mortadella
rompete un uovo in testa a Prodi.

mercoledì, novembre 09, 2011

Circoscrivere, specificare, contestualizzare

l'obbiettivo è dare al mondo un contributo, regalare qualcosa ad indicare il passaggio. è un gigantesco book crossing. ognuno lascia ciò che vuole, ognuno prende ciò che vuole, senza nessuna regola precisa. spesso nessuno lascia il suo libro preferito, spesso nessuno lascia qualcosa. non tutti lo sanno, tutti possono. chiunque dovrebbe, nel suo miglior modo possibile.

martedì, novembre 08, 2011

Fermate i fermi


la meraviglia. direttamente da quel periodo inaccessibile, irripetibile, e da quelle teste dal contenuto indecifrabile. popfunkavanguardiachecacchioneso, questo album mi trascina in ascolti che vorrei fossero infiniti. le semplicità ed il genio, quello che basta per la storia.
nessun riferimento al film, ma This Must Be The Place su tutte.

Home is where I want to be
Pick me up and turn me round
I feel numb - burn with a weak heart
(so I) guess I must be having fun
The less we say about it the better
Make it up as we go along
Feet on the ground
Head in the sky
It’s ok I know nothing’s wrong nothing

Hi yo I got plenty of time
Hi yo you got light in your eyes
And you’re standing here beside me
I love the passing of time
Never for money
Always for love
Cover up + say goodnight say goodnight

Home - is where I want to be
But I guess I’m already there
I come home - -she lifted up her wings
Guess that this must be the place
I can’t tell one from another
Did I find you, or you find me?
There was a time before we were born
If someone asks, this where I’ll be where I’ll be

Hi yo we drift in and out
Hi yo sing into my mouth
Out of all tose kinds of people
You got a face with a view
I’m just an animal looking for a home
Share the same space for a minute or two
And you love me till my heart stops
Love me till I’m dead
Eyes that light up, eyes look through you
Cover up the blank spots
Hit me on the head ah
ooh

lunedì, novembre 07, 2011

Buone ragioni per cattivi propositi

perfettamente immerse nella valle gigantesca, le case. il rilievo intorno a intrappolarla, io sulla cima più alta a guardare questo lento e immobile acchiappino. è il resto che non sembra così positivamente particolare. gli alberi sono distribuiti male, come del resto il grigio a macchie forti. la curvatura delle montagne è tutta ondulata e irregolare, senza sbilanciarsi troppo né verso la curva né verso il precipizio. e poi c'è questo cielo grigio a sovrastare la terra. è reale, la mia vista non sbaglia, è tutto esattamente come lo vedo. è il paesaggio ad essere sbagliato, qualcuno deve averlo disegnato male.

domenica, novembre 06, 2011

Accade solo ciò che può farlo

per tornare a casa, di notte, devo attraversare un incrocio. c'è un semaforo a controllarlo, ma quando ci si avvicina alla mezzanotte viene spento e lasciato lampeggiare, di arancione, in mezzo al quartiere deserto. una delle due strade che intersecano quella principale, rimane nascosta da un edificio abbandonato. me la trovo sempre sulla destra, invisibile e paziente che mi aspetta. al momento di passarle accanto, penso sempre alla stessa cosa: un'auto potrebbe comparire all'improvviso e schiantarsi sulla mia fiancata. quindi rallento, faccio segno con gli abbaglianti e aspetto. e sopravvivo, ogni volta.

sabato, novembre 05, 2011

730

spostò il mondo per vedere meglio, e dietro ci trovò quello che non cercava. la polvere dei meteoriti presenti e futuri, i miliardi di attrazioni gravitazionali e le lampadine accese sui soffitti tutt'intorno, i numeri di giocoleria dei pianeti. anche quell'universo, dopotutto, sembrava aver trovato una sua armonia. richiuse le dimensioni e conobbe l'immediatamente lontano, per farvi il nulla ed allargarvi l'infinito.

venerdì, novembre 04, 2011

"Prima pagare, poi Gino" - Andrea Pazienza

l'occhio si apre e vede le rocce. sulla destra di una lunga strada grigia e sottile, una schiera infinita di palazzine ocra e marroncine, sulla sinistra, appunto, le rocce. fa un caldo tremendo e scappa da pisciare, ma c'è troppa gente affacciata ai balconi e non ci si può mettere a farla lì, in silenzio. l'occhio si chiude.
l'occhio si apre e vede l'ingresso di un garage. è quello della vecchia casa, adesso abitata da nuovi inquilini mai conosciuti. ci si riunisce appena sotto il pavimento, dove è stato scavato, come la nuova legge vuole, un seminterrato che sembra più una grotta. in fondo allo spazio buio c'è qualcosa o qualcuno, non si capisce. l'occhio si chiude ancora.

giovedì, novembre 03, 2011

Il detto meritato immeritato

stanotte probabilmente pioverà. mentre le gocce mitragliano i legni orizzontali delle persiane, mi addormento che è una meraviglia. non conosco nient'altro di simile, non so fare un paragone o una metafora per spiegare bene cosa provi. un senso di sicurezza, tranquillità, calore, sollievo, fuga.
si fantastica da Dio, con la pioggia in sottofondo. si spegne la musica e si ascolta, iniziando a scrivere e sperando che non smetta. si chiudono gli occhi e si chiude la bocca, per assaporare e rapire ogni prezioso istante di intemperie.
allo stesso tempo si dimentica il vero diluvio, lo scroscio d'acqua che assedia le strade, i letti dei fiumi e i letti di chi non ne ha. mentre iniziamo spensieratamente a perdere conoscenza, altri fuggono ed urlano contro l'acquazzone che ci culla, nel nostro quotidiano ed inconsapevole egoismo.

giovedì frittata: frittata di porri e patate
disponete, sulle uova in cottura dentro la padella, i porri in posizione verticale, crudi. ponetevi ad una distanza di circa un metro dai fornelli e, con il sacco delle patate di fianco, usate i tuberi per bersagliare le verdure. una volta abbattuti tutti i porri, quello che è rimasto in padella, a cottura ultimata, è la vostra frittata.
appunti. mangiate informati: leggete qui e state attenti a non cucinare, al posto del porro, una bandiera del Galles (li distinguete per il fatto che la seconda ha bisogno di un'asta per stare dritta).

mercoledì, novembre 02, 2011

martedì, novembre 01, 2011

Se sei rilassato, o hai fatto male i calcoli, o non ne hai fatti

il primo cestello ad essere messo a posto aspetterà un sacco di tempo prima di essere ripreso. dovrà aspettare tutti quelli sopra di lui, primo fra tutti l'ultimo della pila.
piuttosto ovvio, ma non è detto che si parli di cestelli.