mercoledì, febbraio 29, 2012

Non pensarci, ma rifletterci

"il mio" "la mia". orgoglio di essere legato a qualcosa o qualcuno, e non di possederlo meramente.

martedì, febbraio 28, 2012

Melodia, armonia e ritmo

il semaforo intervalla le sue luci automaticamente, dice chi può passare e chi no. sta in mezzo ad una strada di montagna, perché è uno di quelli mobili, che vengono spostati dove c'è bisogno. verde, rosso. non ha l'arancione. netto, si passa o non si passa.
la via è poco trafficata, specialmente di notte, quando il freddo di gennaio ghiaccia il supporto metallico ed il buio diventa totale in poco tempo. rimangono i suoi fari colorati a lampeggiare solitari. verde, rosso, verde, rosso, verde, rosso. con lui il suo gemello, un chilometro più in là, a fare lo stesso lavoro, impassibile e dimenticato.
se qualcuno arriva all'improvviso, con gli abbaglianti puntati sull'asfalto nero, lo troverà lì, a dargli istruzioni. adesso si può passare, adesso no. una certezza, semplice ed imparziale, mai dubbiosa sulla decisione da prendere, sulla legge da dettare, sempre.
c'è anche una strada molto più grande, ai piedi del monte, su cui sono iniziati dei lavori. al momento ci sono degli uomini con delle palette, che la sera spariscono col sole e lasciano il cantiere nel buio, a segnalarsi da solo con le fasce catarifrangenti. del semaforo, purtroppo, ancora non c'è traccia.

lunedì, febbraio 27, 2012

Basta, ma da capo

adesso arriverà un proiettile che perforerà un castagno. dentro l'albero abiterà uno scoiattolo, che verrà perciò dilaniato. parti dell'animaletto usciranno da una cavità del tronco, cadendo a terra. un cane sopraggiungerà, fiuterà i resti del roditore e se li mangerà. nel frattempo, gli si avvicinerà il padrone che, vedendolo masticare, gli afferrerà la bocca per scoprirne il contenuto. il Setter si dimenerà violentemente con le dita strette intorno alle fauci, slogando con un colpo il polso dell'uomo. questi mollerà la presa e, infastidito dal dolore, darà un fortissimo calcio all'albero vicino. attirato da questo rapido movimento, il cane salterà addosso al padrone con fare giocoso, facendogli perdere l'equilibrio e sdraiandolo a terra. nell'impatto con in suolo, partirà un colpo dal fucile che il padrone avrà a tracolla, che spaventerà il cane e lo porterà a mordere d'istinto il viso dell'uomo, il quale a sua volta spingerà via l'animale alzandosi in piedi.
i due, ristabilita la situazione, si rimetteranno in marcia verso l'automobile parcheggiata poco più in là.

domenica, febbraio 26, 2012

Che peccato, niente peccato

non parlo per esperienza personale, parlo perché lo so.
lo so perché lo so.
perché lo so.
certo che non l'ho mai visto, ma ti ho detto che lo so.
perché è ovvio, è per forza così.
fidati, lo so.
ma figuriamoci se mi immischio!

sabato, febbraio 25, 2012

Torture domestiche

ultimamente non è come un tempo. una volta era tutto così diverso da adesso che ora, rispetto a prima, non sembra nemmeno di vivere nello stesso universo. è quasi domani ed tra poco oggi sarà ieri, senza contare che l'orologio è pure indietro.

non so cos'ho appena scritto.

venerdì, febbraio 24, 2012

questi occhi vanno chiusi quanto più rapidamente posibile.

giovedì, febbraio 23, 2012

minuscolo qui

e Maiuscolo qui

mercoledì, febbraio 22, 2012

martedì, febbraio 21, 2012

Entusiasmo motore

"Sento le voci" disse l'enciclopedia

l'occhio grattato striscia fuori dall'orbita e va ad incastarsi sotto un tavolo. l'occhio non grattato lo guarda e ride, pago del fatto che questa volta il lunedì storto non sarà il suo. proprio mentre lo pensa, viene trafitto dall'unghia dell'alluce che ha sbattuto contro il legno, cercando di recuperare l'altro occhio.

domenica, febbraio 19, 2012

Alla lunga stanca, alla lunga interessa

ho appena esplorato la sezione "Statistiche" del mio blog. fermi, non cercatela, posso vederla soltanto io. alla voce "Origini del Traffico" c'è l'elenco delle parole che, cercate nell'ultima settimana su qualche browser, hanno portato incauti navigatori a Lascio Tutto a Voi. ecco lo screenshot.


altra cosa. sto cercando di capire cosa faccia quel gruppetto di uomini in riga che scalciano in una grossa vasca piena d'acqua nello spot promozionale di Ulisse - Il piacere della scoperta. purtroppo non ho trovato un link del video, mi dispiace. ad ogni modo, se qualcuno scoprisse qualcosa in materia, lo/la prego di farmelo sapere. io al momento ho ipotizzato si tratti di una enorme centrifuga umana.

infine un bellissimo Tumblr: Tom Hanks is a Lot of Animals.

sabato, febbraio 18, 2012

Tristezza non è malinconia, feicità non è euforia

io vorrei sinceramente, sentitamente, trattenermi dallo scrivere le parole che seguono, ma non ce la faccio. no, forse ce la faccio, cavolo. no, niente, vado, così, a flusso di coscienza, come viene viene.
mi chiedo: ma Celentano ha sempre parlato così? io mi ricordo vagamente il suo RockPolitik e quella storia di "lento" e "rock" che già mi sembravano una scemata generalista. non pensavo però arrivasse a questi livelli, e come ho detto, non riesco a trattenermi dall'esprimere un minino di opinione, perché sentirlo mi indigna a tal punto. anzi, non sono le sue parole che mi lasciano di stucco, ma i vari "bravo, bravissimo, sei un grande" che gli sono piovuti addosso nelle due serate di Sanremo. e pure i "basta, smettila" di stasera. prima un'ovazione, poi pubblico un po' diviso, stufo della ripetitività. questo aspetto mi sembra molto emblematico, riprende perfettamente la fragilità degli spettatori, che vanno dietro a qualsiasi cosa, che si stancano, che vogliono continuamente nuovi stimoli non necessariamente selezionati, che mal sopportano la ridondanza. della serie: Celentano sì, sei un grande, però ora basta. come quando muore un personaggio famoso. si sa com'è, in pochi prima se lo cagano, poi tutti lo osannano, ed immediatamente dopo se lo dimenticano.
dicevo, il pubblico. mi piacerebbe interrogare ciascuno di quegli applauditori (perché questo sono, e poco altro) e sentire il perché, sentirli giustificare i loro apprezzamenti, sentirli spiegare le loro posizioni. vedere Celentano che spara frasi che vogliono dire tutto e niente, che pensa di svelare verità incredibili e di trattare con leggerezza temi molto complessi è fastidioso, perché il messaggio che emerge è quello di un pubblico che lo vede come lui pensa di essere, cioè un grande intellettuale. si è tacitamente, e forse, dato il personaggio, anche inconsapevolmente, attribuito un ruolo più grande di lui, che non sa assolutamente ricoprire.
arriva sul palco e dice che la vita è uno scherzo, un nulla in confronto a ciò che Dio ha preparato. bene, suicidati allora. con quale presunzione può sostenere una cosa del genere? vita di cui, tra l'altro, nella puntata di oggi, ha dichiarato di spiegare il senso. viene a predicare un modello anacronistico e stupido, insultando indirettamente tutti quelli che la vita la apprezzano eccome e la considerano quanto di più prezioso, che si spendono al massimo per lasciare qualcosa agli altri, che lavorano e lottano per sopravvivere. ancora, pretende di spiegare cos'è la sovranità e cos'è il popolo, distribuisce sermoni senza capo né coda, con frasi scontate e superficiali, che fanno capire quanto sia grande il divario tra la sua cultura e quello che vorrebbe trattare. insulso teatrino con Pupo e Morandi, bassi, alti, battute volutamente qualunquiste per riscuotere qualche apprezzamento in più dalla platea incantata, folgorata dall'uomo secondo il quale lo scandalo dei giornali cattolici sia il solo fatto che non parlino del Paradiso. non è andato nemmeno minimamente vicino alle problematiche articolate della politica e della Chiesa, e probabilmente non le ha nemmeno comprese, altrimenti sarebbe riuscito a trattarle con una vera leggerezza, che nasce proprio da una conoscenza approfondita o quantomeno rilevante della materia.
beninteso, io non sono nessuno e probabilmente ne so molto meno di Celentano, ma sono sicuro che i grandi uomini (perché di uomini si parla) da apprezzare siano e siano stati altri. Gaber, Pasolini, Fo, Bene, il primo Benigni (e qualcosa del vecchio).
e così via.

update: e Monicelli. e Guzzanti.

venerdì, febbraio 17, 2012

Se in molti sono senza, non è detto che qualcuno ce l'abbia

sdraiarsi senza mezzo pensiero ed aprire la testa alle cose in arrivo, quante e quali esse siano.
stappa quell'uovo, Cristo di Dio.
ecco, ecco, si accende la sigaretta ed il rumore della fiammella si confonde con quello dell'automobile.
batteria quasi scarica, e l'alimentatore è troppo lontano, il post finisce qui. anzi, qui.

giovedì, febbraio 16, 2012

Patetismo, avanti tutta!

dibattersi dalle strette più leggere, che sono quelle che poi costringono, impediscono e chiudono. ci deve essere qualcuno che insegni, di volta in volta. che tramandi e spieghi, che faccia apprezzare, e che lo faccia con trasporto e con amore, l'amore di trasmettere quelo che a sua volta ha imparato, e che gli altri prima di lui gli hanno spiegato.
babbo nonno professore dammi gli strumenti per arricchirmi, arricchire me stesso
mamma nonna professoressa fammi domande, fammi fare domande.
ciascuno insegna qualcosa a qualcun altro, succede sempre. la potenza di informare, delle idee che passano tra le orecchie e che si trasformano e si evolvono dentro le teste in cui rimangono incastrate. autodidatti, leggerete libri scritti da altri, imparerete canzoni già interpretate, apprezzerete poesie sulla carta da anni. forza, che riusciamo a farlo decollare. forza, non facciamolo scendere, teniamolo su coi nostri soffi e con le mani di quelli più forti, cazzo.
è un momento di tensione perché si sta abbassando, e perché, soprattutto, in moltissimi non sono con il fiato sospeso.

mercoledì, febbraio 15, 2012

Craig D'Andrea - Falling Into Twelves

e di colpo il mare aveva traboccato. meglio, non esattamente da un momento all'altro, ma quasi. prima l'acqua stava tutta dentro, poi, in un poco alla volta che era sembrato più un tutto insieme, si era rovesciata fuori. negli ultimi secondi che le rimanevano, la terra aveva riso e cantato, i deserti si erano dati alla tempesta gioiosa, gli alberi avevano allungato le radici per incontrare prima le onde. il gigantesco abbraccio si stringeva, ed il cielo iniziava a scendere giù, per toccare quello che aveva sempre e solo guardato. gli uomini scappavano, schiacciati da tutte le direzioni. nessuno si preoccupava di loro.

martedì, febbraio 14, 2012

Remoti riavvicinamenti

scrivo il post adesso perché ho voluto prima finire di guardare Sanremo, ma non è vero. ho iniziato con questa frase perché volevo parlare del Festival, ma non è vero. dire che non è vera nessuna delle due cose era ciò che avevo deciso di fare, ma non è vero. l'ho fatto anche per una terza e adesso mi fermerò, ma non è vero. la finirò qui perché non mi viene in mente altro che non sia vero, ma non è vero. l'ispettore Derrick è qui davanti a me, ma non è vero. si avvicina al letto e si toglie gli occhiali, ma non è vero. in realtà potrei andare avanti ancora per molto, ma non è vero.

lunedì, febbraio 13, 2012

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il post non è stato salvato a causa di errori del modulo.

domenica, febbraio 12, 2012

Dhaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah!

sabato, febbraio 11, 2012

A conti fatti, i rapporti umani (si) pagano più di ogni altra cosa

più il tempo restante si accorcia, più si dilata quello che occorre per fare le cose. non resta che diminuire le cose da fare e, o concentrandosi sempre più su alcune, o cambiando spesso attività. basta organizzarsi insomma. è che per organizzarsi bene occorre conoscere con precisione o comunque con buona approssimazione gli eventi, ma questo non è possibile. e comunque poi si perderebbe tutto il fascino dell'imprevedibilità. come questa immagine sotto che, al momento, in quanto è in formato .gif ed io sto ancora scrivendo il post, non so se sarà visualizzata in movimento o meno.















post-posting update: naah, come pensavo. .gif 1 - Blogger 0. questo è quello che avreste dovuto vedere.

giovedì, febbraio 09, 2012

Respirate, e sopravviverete

-ho preso la nuova Panda.
-quale, quella nuova nuova?
-no, quella nuova.
-intendi quella dopo quella vecchia?
-esatto.

"La democrazia funziona quando sono in due a scegliere e uno è malato"
Wiston Churchill

la casa è poligonale, l'auto molto spesso è poligonale. la televisione è poligonale, il computer è poligonale, il treno è poligonale. e nonostante questo l'uomo va matto per tette e culi.

-il CD è bello, ma il vinile è un'altra cosa.
-eh sì.
-eeeh, ormai, gli mp3. ma vuoi mettere col vinile?
-davvero eh.

te pensi, ma tienitelo per te, stai zitto e non esternare niente. nemmeno te e nemmeno te. e nemmeno te. tutti muti e vediamo cosa succede.

mercoledì, febbraio 08, 2012

Con decisione, o fallimento

Three Imaginary Boys
Seventeen Seconds
Faith
e questi sono in ordine cronologico. poi
Pornography
The Head On The Door
Disintegration
Wish
The Top
Kiss Me, Kiss Me, Kiss Me
Wild Mood Swings
che sono un po' alla rinfusa, e infine
Bloodflowers
The Cure
4:13 Dream
che pure questi sono in ordine di uscita.

martedì, febbraio 07, 2012

Quello che ha sempre pensato, sono le idee che gli hanno prestato

dicono che esista un albero che cammina, nei boschi. quando tira forte vento, tira fuori le radici dalla terra e spiega i rami con le foglie ben attaccate, facendosi sollevare. qualcuno dice di averne visti a decine, spostarsi da una collina all'altra trascinati dalle correnti aeree. li chiamano "alberi-medusa", per la somiglianza che hanno con quest'ultimo animale nell'atto di affidarsi ad agenti esterni per muoversi.
tuttavia, nessun rilevamento empirico significativo è stato ancora fatto, e l'esistenza di questo tipo di arbusti rimane ancora dubbia. vero è che già Platone ne parlava nella sua Repubblica quando, per bocca di Socrate, scongiurava le intemperie dicendo "già afflitta è la città dai mali interni che la divorano: speriamo dunque che gli alberi non vengano in cielo sopra di noi, poiché il loro vento abbatterebbe quel che rimane delle nostre case".
uno studio russo del 2011, inoltre, ha constatato un incremento del 64% della comparsa di foglie in centri cittadini distanti dai boschi durante i periodi di forti correnti, a possibile conferma del fatto che gli alberi-medusa transitino effettivamente sopra le zone abitate in determinate circostanze metorologiche. un'ulteriore verifica è poi giunta il mese scorso dall'università americana di Glendale, i cui dottorandi in Botanica hanno riscontrato la presenza di arbusti volanti nelle prossimità di numerosi tornado.
per ultima è da considerarsi una foto del 1904, scattata sull'Appennino tosco-emiliano da un giornalista, che ritrae una massa scura e piantiforme a mezz'aria. l'immagine è stata però più volte additata come un falso.

lunedì, febbraio 06, 2012

Non possiamo aiutarti a gestire te stesso

intanto: ho scoperto che c'è un altro amico mio che ci ha anche lui il blog, e si chiama Cinemalato.

e poi cacozzi, questa nuova parola che mi è venuta spontanea proprio adesso.

domenica, febbraio 05, 2012

Irrequietezza immobile

cavalli, cosa guardate? navi da combattimento al largo dei bastioni di Orione? raggi B alle porte di Tannhäuser? o l'erba? lontanissima distesa triste, sconfinata e vitale. oppure il recinto che vi contiene ma non vi sorveglia, mentre appoggiate una zampa sullo zoccolo e dormite, con gli occhi mezzi aperti. cavalli, siete immobili e tenete la testa irrigidita, state ascoltando qualcosa? gli incidenti della superstrada? i proiettili che sfiorano i cinghiali nel bosco subito dietro le stalle? non pare, non pare affatto stiate ascoltando, e nemmeno annusando. se poi si pensa alle possibilità intellettuali di animali come voi, risulta ovvio che state guardando. ditelo allora, cosa guardate, con il collo fermo e gli occhi con lui? siete freddi, cavalli. siete morti?

sabato, febbraio 04, 2012

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venerdì, febbraio 03, 2012

Non si vive di solo vivere

il meteorite è diversamente disposto rispetto ad un punto di riferimento indefinito. potrebbe schizzare via e lasciare tutti immobili a cercarlo coi telescopi, oppure potrebbe regalare una danza agli osservatori, un'elegantissimo tango in cui la Terra è la rosa da tenere in bocca. scintillìo di polvere primordiale che vola via pur apparendo immobile, al passaggio dell'asteroide si sposta nell'arco di un milione di anni, senza essere notata dagli altri pianeti che ormai sono tutti alla deriva, già lontani nel viaggio verso il confine. la luce, o meglio, le luci irrorano la fuga del corpo celeste, lo indicano ai satelliti che da lontano lo invidiano, perché lui si muove, perché lui è libero.

giovedì, febbraio 02, 2012

Va tutto--, va tutto--

first of all, Pepe ha ripreso ad aggiornare il suo blog, correte!

sono lontani, loro. loro è un termine generale, generalista, come quello che loro danno a tutti gli altri. me ne rendo conto dalle piccole affermazioni che fanno, dalle cose a cui non danno peso. non possono risolvere niente, perché, di fatto, non sanno, veramente, niente. non provano sulla pelle, non toccano con mano, come si dice. pensano che vada in un certo modo, vedono un po' di numeri e statistiche, addirittura scendono in mezzo agli altri, a tutti gli altri. eppure non lo sanno, non possono capirlo. non possono perché è ovvio che sia impossibile capire qualcosa, senza provarlo. la disperazione non li ha mai toccati, l'hanno solo vista.
ed avevano un binocolo.
ed erano a letto.
e stavano per andare a dormire.
sereni.

mercoledì, febbraio 01, 2012

Allenatissimo e scattante, in modo da fare qualunque cosa con gran velocità per poi ritornare a stanziare in modo semi-permanente davanti al computer

rileggendo il Principe di Machiavelli, mi sono imbattuto in quello che ho rinominato "il successo politico del Berlusca in 4 righe":
"[...] è necessario essere gran simulatore e
dissimulatore: e sono tanto semplici gli uomini, e tanto
obediscano alle necessità presenti, che colui che ingan-
na, troverrà sempre chi si lascerà ingannare."
voilà.

e poi due video assurdi: uno senza (o comunque con poco) senso, che ho trovato per caso e di cui dunque posso vantare la scoperta; l'altro sensato, ma scemo (ringrazio Miffi per avermelo segnalato).

infine vi invito a contribuire alla costruttiva campagna anti-neve di ElizabethVane.




sì, questo è il post, non va bene?