domenica, febbraio 28, 2010

La differenza sta nel non vedere le differenze

sto guardando Presa Diretta, il programma di Riccardo Iacona su Rai Tre.
la puntata è sulla giustizia.
in un servizio sulla manifestazione del 28 gennaio a Roma una donna urlava-
"siamo arrivati ad un paese in cui chi ruba una mela per fame va in galera e chi fa il falso in bilancio se la ride alla faccia di tutti gli altri".
mi ha trafitto il cuore.

è tremendamente vero.

sabato, febbraio 27, 2010

XIII comandamento: al momento del coito urlerai il mio nome

il titolo è frutto di una serata mista tra spezzatino, kebap, birra e il mondo dei replicanti.
il post è frutto dei postumi della serata stessa.

venerdì, febbraio 26, 2010

Anni e anni passati a contare i mesi

"hai dieci minuti"
"per fare cosa?"
"deciti te"
"e poi?"
"e poi altri dieci"
"e finiti quelli?"
"altri dieci ancora e ancora all'infinito. dovrai sempre fare cose diverse, ti controllerò."
"ma perchè?"
"sono sadico."


venerdì risotto: risotto al gorgonzola
il risotto al gorgonzola è una pietanza particolare, piena di grazia e tradizione. è un piatto dolce, elevato, veniva assaggiato e degustato nelle migliori regge d'Europa, da Versailles a Caserta. oggigiorno ha un posto fisso nei menù dei ristoranti più ricercati e grazie al suo incredibile gusto si è assicurato una fama mondiale a tutto tondo, che lo ha reso più internazionale dell'inglese.
prepararlo è semplice quanto nobile, veloce quanto importante; lo stesso momento della preparazione è un momento di poesia immenso, il maggior piacere per uno chef professionista quanto per voi.
cuocete del riso ed infilateci i piedi.

giovedì, febbraio 25, 2010

Ho sempre creduto di sapere che qualcuno sapesse che io credessi di sapere

lento, lentissimo.
inibizione completa dell'apparato locomotore, dei muscoli, delle attività di base.
struscia in terra le scarpe, non parla.
silenzio rotto da qualche verso, niente di più.
gli passi accanto: puzza.
fa per abbracciarti, ma lo eviti, lasci che si sbilanci in avanti e si renda conto che non sei più lì, a fissarlo, ma dietro di lui, a fissarlo di nuovo.
a guardare tutta la sua incredibile putrescenza, i suoi vestiti rotti e sudici.
lo chiami, non ti risponde.
lo spingi di nuovo, cade a terra.
ma basta, è noioso.
uh, là ce n'è un altro che ti viene incontro.
carichi la doppietta.
you love zombies.

mercoledì, febbraio 24, 2010

Il significato è libero

matto è chi è se stesso fino in fondo, senza riserve.
sognatore è chi, guardando le stelle, cerca di acchiapparle.

"ai nostri eroi.
ai nostri eroinomani.
"
Paz

martedì, febbraio 23, 2010

un cagnetto.

lunedì, febbraio 22, 2010

Ho scoperto la coperta

ho un malditesta terribile.
pinze che mi schiacciano il cranio.
direte a voi che vi frega.
potrebbe essere la vostra testa.
magari in un futuro forse non troppo remoto la scienza riuscirà a rendere possibile lo scambio di teste e cervelli fra persone attraverso dispositivi bluetooth.
quindi, potenzialmente, in questo momento, la testa dolorante sarebbe la vostra.

domenica, febbraio 21, 2010

sabato, febbraio 20, 2010

Basta un unico sole per fare il giorno; mille ce ne vogliono per fare la notte

tralasciamo il fatto che, a mio modesto parere, una canzone come quella del principe del nulla, del nano di corte e di quello che urla sia un assoluto cesso che non meriti nemmeno i fischi dal buco del culo.
una cosa, però, la devo dire.
una cosa di cui, giuro, si è accorta anche la mia nonna.
ascoltare per credere: dal minuto 1.44 al minuto 1.58 di questo video, si sente perfettamente come nella canzone vi sia un plagio da Somewhere Over The Rainbow.

e poi Hanoch Piven, un artista urugagio che ha fatto questa favolosa serie di illustrazioni di personaggi famosi.
qui sotto la migliore secondo me: il mitico Clint.

venerdì, febbraio 19, 2010

Write in your to do list that you have to do a list

"questo non è il Vietnam, è il bowling: ci sono delle regole!" diceva Walter Sobchack ne 'il grande Lebowksi'.
ed è vero, cazzo.
tipo: i portaombrelli.
perchè la gente si ostina a scambiarli per cestini?
hanno forme copletamente diverse, un cestino si distingue da un portaombrelli come una lavagnetta magnetica dalla porta di Brandeburgo.
ma no, la gente continua ad infilarci cartacce e cazzi vari.
e scommetto che non basterebbe un cartello con su scritto "portaombrelli" e nemmeno uno con "portaombrelli - leggasi portaombrelli, porta-ombrelli, questo cazzo di coso è per gli ombrelli, non per la tua spazzatura, stronzo!".
ci vorrebbe una specie di bodyguard di fianco ad ogni portaombrelli, o almeno uno che pattugli le zone dove si trovano i portaombrelli.
"signora, che cazzo fa?" "butto lo scontrino" "quello è un portaombrelli signora, non si fa, non posso permetterglielo" e le rompe un braccio.
oppure il proprietario del negozio, bar, ufficio in cui si trova il portaombrelli dovrebbe essere libero di sparare a chi svuota le proprie tasche piene di lanugine, cartacce e caccole nel suo portaombrelli.
sennò si tolgono tutti i portaombrelli del mondo, indicendo lo sciopero globale dei portaombrelli per protestare contro l'imbecillità della gente.
la quale, fregandosene, inizierebbe sicuramente a mettere gli ombrelli nei cestini.

venerdì risotto: risotto coi bruscandoli
dotatevi di un dizionario di italiano e preparatevi ad ogni evenienza.
i bruscandoli potrebbero essere, almeno per la mia felicemente galoppante ignoranza, qualsiasi cosa.
e per qualsiasi cosa intendo da un dinosauro estinto alla lavagnetta magnetica di cui sopra.

giovedì, febbraio 18, 2010

E' così difficile fare le cose facili

tegole sulla testa, camino sull'orecchio destro, finestre sugli occhi, porta sulla bocca: la nostra casa siamo noi.
le persone a cui vogliamo bene, gli amici (quelli veri), sono gli unici posti dove riusciremmo a traslocare.
e poi un sacco di paragoni.
le parole e le idee, le uniche fondamenta;
le litigate, i temporali notturni.

sfrattateci adesso.

sfrattateci adesso, che il cemento di un sacco di abitazioni è vecchio di anni.
abitazioni, non case.
se non vedi differenze tra i due termini, sei un'abitazione.
demolite i palazzi simbolo dell'uomo che confonde il vivere con il voler esistere.
oppure chiudete tutte le vostre finestre con le catene, riempite i camini di cemento.
saranno le nostre, di finestre, a rimanere aperte.

sfrattateci adesso.

sulle montagne, in posti sperduti od anche in giro per qualche strada, al lavoro su un quadro, sommersi dalle note, in fuga dagli affitti troppo alti
le case con le gambe continueranno a camminare.

mercoledì, febbraio 17, 2010

I buoni propositi sono il primo passo per non fare qualcosa

mi sono appena accorto che la cosa di cui vi ho detto che vi avrei parlato oggi ha già una pagina su Wikipedia.
qui.
inutile sprecare fiato, anzi, ditate.

martedì, febbraio 16, 2010

L'espressione di pochi è la faccia di molti

oggi ho scoperto una cosa troppo ganza.
la cosa meno ganza è che la cosa della frase prima è già successa da qualche mese.
non ho tempo di scriverla e spiegarla oggi.
la scrivo domani, sicuro del fatto che ormai, tardi per tardi, potrei scriverla quando mi pare.

nel frattempo rivedete la vostra vita e datele una svolta.

lunedì, febbraio 15, 2010

La fine è vicina, ma aspetta un attimo che devo chiudere casa

guardo la Prova del Cuoco una volta a settimana e molto distrattamente.
questo perchè la televisione della mia nonna, a quell'ora, è sintonizzata su Rai Uno tutti i giorni e dunque in qualsiasi giorno a quell'ora io, andando a casa sua, vedrò la Prova del Cuoco. il giorno di solito è il martedì. il mio guardare distrattamente la trasmissione deriva dal fatto che sono dalla mia nonna per mangiare e dunque il cervello riesce a codificare solamente le richieste che gli arrivano dallo stomaco.
ero però riuscito a sviluppare questa capacità, o meglio, questo straordinario superpotere (sicuramente concessomi da uno dei tanti Onnipotenti che si dice esistano): se scommettevo sulla squadra verde, vinceva la squadra rossa e viceversa.
la mirabolante facoltà si sviluppò poi nel suo contrario: se scommettevo sulla squadra verde, allora la squadra verde vinceva.
ma non finì qui.
perchè "da un grande potere derivano grandi responsabilità".
la mia dote si estese e mi permise addirittura di decretare il futuro vincitore secondo un criterio (prima sparavo un colore a caso): il cuoco con la faccia più simpatica.
poco più di un mese addietro il Dio misericordioso che mi aveva investito di questa virtù, mi ha spogliato della mia potenza, riportandomi al mondo dei comuni mortali.

ma questo comunque non c'entra niente con quello che volevo dire.
cioè, c'entra perchè si parla della Prova del Cuoco.
precisamente di Giuseppe Bigazzi, questo qua sotto (bellino eh?).


innanzitutto, sinceramente, non pensavo si chiamasse Giuseppe.
e nemmeno Bigazzi.
ma vabè.
il fatto è che nella puntata di oggi ha dato consigli su come cucinare i gatti.
da morire dal ridere.
qui il video.
miglior frase: "io l'ho mangiato tante volte".

domenica, febbraio 14, 2010

Apri gli occhi, la porta, il cassetto, la bocca, le narici, la conversazione, la relazione, il programma, le orecchie, l'armadio, la finestra; vivi

(segue)
finita.
anni e anni passati dentro.
anni e anni.
ma adesso fuori, di nuovo.
si ricordò, dell'utlima volta all'aperto.
del multisala.
si ricordò che era finito in televisione.
meraviglioso.
adesso doveva fare di meglio.
doveva finire al cinema.

sabato, febbraio 13, 2010

100

(segue)
l'aveva sbattuto dentro. trent'anni.
eppure non sembrava pentito.
di giorno in giorno, non gli sembrava mai dispiaciuto.
anzi, appena arrestato gli sembrò quasi eccitato.
e così anche in auto ed i giorni successivi.
poi lo vide cambiare, farsi affabile e chiacchierone.
poi tornò di nuovo ombroso, oscuro, zitto.
ma c'era sempre quell'aria un po' stalunata che si era portato costantemente dietro.
e non capiva perchè, quando gli capitava di vedersi un film, diventasse un'altra persona.

ma era un pazzo.
e i pazzi fanno questo e altro, non c'era da stupirsi.
(continua)



visto welcome, voto otto e mezzo

venerdì, febbraio 12, 2010

Il puntatore del mouse è caduto dalla finestra

(segue)
vide l'ambulanza caricare su il carabiniere e partire con le sirene accese.
vide questo perchè riuscì a tirar fuori la testa ed affacciarsi al vetro della biglietteria.
vide Mauro fare capolino dal bar praticamente nello stesso momento.
vide la polizia portar via l'uomo ammanettato e disarmato.
sembrava contento.
(continua)



venerdì risotto: risotto ai funghi
innanzitutto, per procurarsi i funghi, occorrerà recarsi nei bagni della piscina più vicina a piedi scalzi cercando di camminare ove il pavimento sia più sudicio. trovato poi un sistema per staccarseli dai piedi, stare ben attenti che Super Mario non compaia all'improvviso nel tentativo di mangiarveli.
il riso saprete come procurarvelo, immagino (un viaggio low-cost in Cina ed è fatta).
per la cottura basta una pentola sul fuoco e tutto dentro mescolato un po' di volte.
se riuscite ad acciuffare Super Mario, potete inserirlo nel preparato per dare quell'aroma in più che vi farà esclamare "Mammamia!" ad ogni forchettata.

giovedì, febbraio 11, 2010

Le piccolezze fanno grande un sistema

(segue)
un cazzo. non succedeva mai un cazzo. e andava bene così, che Cristo.
oggi però, un pazzo furioso si era messo a sparare e ammazzare persone dentro al cinema.
il cervello di certa gente è veramente marcio.
si precipitò in macchina, seguito da quell'idiota di Balucci.
sul posto, non era ancora arrivato nessuno.
erano i primi.
ma che cazzo.
c'era gente fuori, terrorizzata. "è dentro! spara!" "aiuto! ha ucciso un uomo!" "è impazzito!"
calma.
un bel respiro e si ferma tutto.

ecco fatto.

"allora che si fa? gli si spara?" chiese Balucci.
"e che cazzo ne so, sì, no, boh. che cazzo ne so? hai mai trovato un pazzo così? voglio dire..."
disse, mentre una pallottola gli forava un polmone.
quel pazzo di merda era uscito dalla sala.
(continua)

mercoledì, febbraio 10, 2010

Il suono dell'odore ha un gusto particolare

(segue)
era a terra e respirava affannosamente cercando di fare silenzio, nella calma surreale della sala.
un pazzo si era alzato in piedi verso la fine del film, con una pistola in mano.
sparava a chiunque vedesse; sentiva i suoi passi sordi sul pavimento.
camminava tra i sedili vuoti, la gente rannicchiata nel buio per non farsi vedere.
sperò soltanto che qualcuno lo fermasse, prima di essere trovato, raggomitolato nell'ultima fila.
(continua)

martedì, febbraio 09, 2010

Aspettarsi di tutto, ma non resistere a niente

(segue)
"eccolo che arriva" pensò.
ogni volta che usciva un film, lui era lì.
e anche lui era lì, dietro la biglietteria, a fare i resti e bere Coca-Cola del bar del cinema. Mauro gli passava sempre tutto gratis.
"un intero sala 2" si sentì chiedere.
soldi. sempre precisi.
dove cazzo le trovasse tutte quelle monete lo sapeva solo lui.
lo vide sfilare lento su per le scale, in perfetto orario.
(continua)

lunedì, febbraio 08, 2010

Lo tenne in scacco così tanto che il re morì di vecchiaia

(segue)
adesso c'era il sole.
ma ieri, nel film di ieri sera, il sole non c'era proprio. tutto scuro.
uscì con gli occhiali da sole e anzi, tornò dentro e se ne mise un altro paio.
adesso sì, che andava meglio.
e poi tra gli alberi del parco, a guardare gli stolti che erano usciti credendo che andasse tutto bene.
e invece andava tutto male.
la sua vita era un disastro, nessuno lo capiva.
e nel film però alla fine lui si sparava.
ma ancora non era pronto, il film non era quello giusto.
(continua)

domenica, febbraio 07, 2010

Parlare e non sapere cosa si dice, camminare e non sapere dove si va

i personaggi lo possedevano.
li vedeva intrappolati nello schermo del multisala, senza seguito.
ma lui li faceva vivere, li raccoglieva dentro di sè, uno dietro l'altro.
guardava James Bond ed il giorno dopo era James Bond.
tutto finchè il suo ego non veniva rimpiazzato da uno nuovo.
dal nuovo film.
e se il protagonista era tormentato, lui era tormentato.
se il personaggio era felice, lui era felice.
se James Bond uccideva, lui uccideva.
(continua)

sabato, febbraio 06, 2010

venerdì, febbraio 05, 2010

Sono interessato a disinteressarmi

venerdì risotto: risotto ai gamberi.
vediamo qui due diversi tipi di preparazione, a voi cuochi esperti la scelta.
1) preparazione classica. mettete i gamberi nel risotto eccetera. se lo avrete fatto correttamente, il piatto dovrebbe iniziare a muoversi all'indietro;
2) preparazione alternativa. prima mangiate il riso e poi cucinatelo, in perfetto stile gamberesco.

buon anno

giovedì, febbraio 04, 2010

Non è la luce che illumina

oggi ho visto un piccione magro
incredibile.

mercoledì, febbraio 03, 2010

Spesso aprire gli occhi è il primo passo per iniziare a chiuderli

mi si chiudono le palpebre alla luce sfavillante del portatile.
sono distrutto.
buonanotte a tutti.

martedì, febbraio 02, 2010

Le onde come le disegnava lui non si vedevano da nessun'altra parte: aveva il Parkinson

come un cuore così piccolo possa capire perfettamente qualcosa di così grande



e poi, dato che oggi mi va di essere felice e contento, il video del cane che sorride appena gli si avvicinano col guinzaglio per portarlo fuori.

niente bronci oggi, miraccomando.

lunedì, febbraio 01, 2010

Per non ritrovarsi soli occorre essere soli

è presto per tirare le fila (e anche le cuoia, almeno per me), ma questa per adesso si rivela la foto dell'anno


la trovate anche qui.

update: il mio barbuto amico Omar mi segnala un geniale gruppo di Facebook. questo.
io ci ho riso abbastanza. fatemi sapere se ci avete riso più o meno abbastanza di me.