mercoledì, agosto 31, 2011

Non esistono nuove abitudini

ho il tempo. non ce l'avrei se solo lo dicessi, ma adesso non è quello che faccio. ce l'ho, è mio questo momento e quanti altri vorrò, è mio da qui a lì, da qui all'America. ce l'ho e lo uso come voglio, lo accelero e lo rallento, lo spengo, lo spreco, lo butto via e me ne dimentico.
annulla, conferma, ignora.
e forse non butterò via i soldi, pur sputtanando qualunque minuto. e non è il tempo a cambiare le cose, ma sono le cose a cambiare da sole.
però qualcuno doveva pur inventarsi qualcosa.

martedì, agosto 30, 2011

"Risparmiati i perché e inizia a rovistare"

è tutto un fatto di ripari, le parole arrivano ma si sfasciano contro la pelle della faccia. dipende quanto uno si sente protetto. non c'è paura del buio, se ci si sente al sicuro dentro i propri vestiti. non esiste timore per ciò che si dice o che si fa, se si riesce a nascondersi dietro gli occhi e sotto i capelli.

visto le donne del sesto piano, voto otto.

lunedì, agosto 29, 2011

Alice Booking Corriere Dizionario Ebay Facebook Google Hotmail Il meteo Jersey shore Kijiji Libero Meteo Netlog Oroscopo Pagine bianche Quattroruote Ryanair Skype Trenitalia Uci Virgilio Wikipedia Xbox Youtube Zara

il film mi ha deluso, molto meglio il libro.
è impossibile rendere la parola scritta sullo schermo, quasi tutti i film tratti dai libri fanno cagare.
ho letto il libro e mi è piaciuto un sacco, poi sono andato a vedere il film e me l'hanno distrutto. un sacco di incongruenze, di parti mancanti.
mi avevano detto che il film era bello, e invece non c'è paragone con il libro.
ero curiosissimo di vederlo, anche se un po' avevo paura, perché il libro era troppo bello e pensavo che lo rovinassero.
il film non era male, del resto non potevano farlo diversamente.
trasporre un libro al cinema è difficilissimo, un azzardo.
non hanno fatto un brutto lavoro, dai.
l'hanno reso bene, molto bene. hanno addirittura preso intere parti tali e quali a come erano scritte.
un bel film. certo, non quanto il libro.
il libro era discreto, però il film è tutta un'altra cosa.
prima ho visto il film e poi ho letto il libro, e mi sono piaciuti tutti e due.
certo, il libro è tutta un'altra cosa.
immagino che a chi ha fatto al contrario, il film non è piaciuto.
a me è piaciuto.
quando leggevo il libro (bellissimo, tra l'altro), mi immaginavo tutti i personaggi in carne ed ossa, tutte le ambientazioni del film.
c'è un po' di differenza, quello sì. il libro è molto più dettagliato.
mentre lo leggevo però, mi sono fermato.
mi era piaciuto così tanto il film, che leggere il libro ormai mi sembrava inutile.
tra l'altro avevo visto così tante volte il film, da saperlo a memoria. leggere il libro era tale e quale a guardare il film.
non l'ho nemmeno comprato, il libro, perché non m'interessava.
mi sono guardato il film e ho fatto prima.
molto più semplice.
poi non credo cambi molto tra film e libro. il film non era male, per niente.
magari chi ha letto il libro non l'ha apprezzato molto.
infatti mi hanno detto che il film fa cagare.
così ho deciso di non spendere nemmeno dei soldi per andarlo a vedere.
forse un giorno mi leggerò il libro.

domenica, agosto 28, 2011

Non farcela più non è non potercela fare mai più

sul soffitto c'era questa piccola crepa, ma nessuno ci faceva caso. piano piano la crepa si allargava, si allungava e l'intonaco si dischiudeva. iniziavano a uscirne polvere e sassolini che si sparpagliavano sul terreno, dove camminavano tutti. ma erano piccoli e impercettibili, le suole delle scarpe li fermavano prima che potessero avvisare la sensibilità dei piedi. la crepa si apriva sempre più, e da dentro si vedevano i primi movimenti di chi la stava scavando. erano silenziosi e discreti, nessuno si accorgeva di loro.
poi un uomo ci passò attraverso, e rubò tutto quello che c'era intorno, tutto quello che gli altri uomini, che stavano dentro, osservavano distrattamente ogni giorno. lo sguardo dritto davanti a sé ed il buco sopra le loro teste, non si capacitarono mai del fatto che ogni cosa fosse sparita. troppo indaffarati, troppo sommersi e troppo spenti, per alzare gli occhi.

sabato, agosto 27, 2011

Specificare le modalità di avveramento

è il momento di spezzare una lancia in favore dei nazisti.
signori, si parla di gusti, di prospettive esclusivamente soggettive. non si può biasimare ciò che un essere umano, chiunque esso sia, apprezza o meno. è una cosa innata, immodificabile. a Poldo piacciono i panini con gli spinaci, ai nazisti piace essere antisemiti. se lo sentono, non c'è niente da fare, non si possono cambiare. dunque perché io dovrei battermi per i diritti degli omosessuali e non per quelli dei nazisti?
per non parlare dei serial killer. a loro piace così.
suvvìa, un po' di coerenza! sono pulsioni naturali, tutti le abbiamo! siamo tutti uguali, punto. nazisti, pedofili e spinaciofili.
che facciano così. alzino il destro quando pare loro, disegnino svastiche sui loro libri dei compiti per le vacanze estive, prendano gli ebrei a sassate. se un bambino nasce nazista, nasce nazista e fine. il suo compagno di banco avrà il vizio di colorare fuori dai bordi? benissimo, lui invece sarà nazista!
certo, in queste circostanze, occorre una certificazione. è ovvio che uno non possa andare in giro a fare le cose da nazista e poi, una volta condannato, dica "ma io sono nazista, mi viene naturale". va detto e stabilito prima, così poi non si creano problemi. si aggiunge una voce alla carta di identità e si impone l'obbligo di esibirla sempre, ovunque si vada. un nazista vuole fare una strage di ebrei in una sinagoga? nessun problema. entra, fa vedere il documento ed è a posto. oppure. uno si scopre improvvisamente nazista? alt! fermo! subito all'ufficio anagrafico a dichiararlo. "guardi, sono nazista, me lo scrive qui?". fine. dove sta il problema?
se poi uccidi qualcuno e non hai previamente dichiarato di essere un aspirante omicida psicopatico o ti giustifichi dicendo di esserlo ma questo non risulta dal tuo documento, sono problemi tuoi.
in questo modo, sarebbe tutto semplicissimo. basterebbe dirlo prima, nient'altro.
gli altri si comporterebbero sicuramente di conseguenza.

venerdì, agosto 26, 2011

Dimmi subito i programmi per domani perché stasera potrei essere morto


questo, secondo me, è un gran libro. mescolato e allo stesso tempo ben distinto dall'Italia di un tempo, Ultimo Parri è un innegabile ideale vivente. la personificazione di un messaggio riflessivo e potente, sfiorato ed abbracciato per un momento anche da una particolare storia d'amore. forse un po' lento, un po' lezioso in alcuni punti, ma assolutamente da leggere e da capire. non la storia fine a se stessa, ma la lenta trasfusione di un significato nelle vene del lettore.

giovedì, agosto 25, 2011

Mille respiri trattenuti, per ascoltarne uno

"so che sei un cane forte" le sussurrò nell'orecchio a punta, soffice di pelo. con una mano accarezzava dall'inizio della fronte all'attaccatura del collo, con l'altra si puliva il naso. "se smettesse di respirare adesso, non sarebbe molto bello" pensò, lanciando una pallina nel buio della stanza. si alzò dal tappeto ed infilò la porta di camera sua. "stanotte non morirà, è un cane forte" si disse, riprendendo a scaccolarsi.

giovedì frittata: frittata splatter
questa pietanza è dedicata a Ometeotl, che l'ha veementemente richiesta tramite commento a questo post.
convincete tante persone quante volete sfamare con la vostra frittata a farsi riempire di liquido giallastro. prendete una dozzina di motoseghe accese e legatele in modo che penzolino dalle pale di altrettanti ventilatori a soffitto che avrete precedentemente installato in un'ampia stanza. lasciando la porta aperta, fate entrare i malcapitati ed azionate i ventilatori godendovi gli schizzi ocra in puro, candido e autentico stile splatter. attendete inoltre al varco i superstiti impazziti, finendoli nei modi più fantasiosi e bizzarri che vi vengono in mente. suggerimenti: tendete una corda all'altezza delle caviglie e mettete davanti all'uscita un'affettatrice accesa; cospargete il pavimento di biglie e tagliole; assoldate un paio di ninja e metteteli di fronte alla porta a lanciare katane. successivamente, dopo aver accuratamente raccolto i preziosi ingredienti sprigionati dallo spicinìo, consegnateli all'uomo della Blendtec. una volta riavuto il tutto (che adesso dovrebbe più o meno entrare in una tazzina), mescolate con uova sbattute dentro una padella.
se lo fate davvero chiamatemi.

mercoledì, agosto 24, 2011

Nessuna rottura senza nessun ripensamento

ho meno di quindici minuti, strappati ai superiori in una trattativa un po' svogliata e un po' cauta. in quindici minuti scarsi posso, ad esempio, accorgermi di non avere più quindici minuti scarsi, ma più o meno dodici. il tempo si assottiglia man mano che io penso, non ho la facoltà di sgarrare. o meglio, ce l'ho ma è preferibile che non la usi. la situazione è molto incalzante, stressante, ansiosa. quasi non posso nemmeno accorgermi di non avere neppure i dodici minuti, perché così facendo sprecherei secondi preziosi. e in questo modo, tutto si aggiusta, perché mi disinteresso delle circostanze, scrivendo qui. non conto il tempo che passa se non voglio sprecarne.
quindi non ho più limiti? aiuto.

martedì, agosto 23, 2011

Mediocre senza mezzi termini

non sopporto quando
la realtà si frappone fra me e il mio cammino
senza il mio permesso.
per questo sono un idealista

preferisco il diversamente concreto
perché m'incazzo se picchio la testa
sul soffitto basso
o lo stinco sullo spigolo

così mentre bestemmio dal dolore posso dire
di non essermi fatto male
e di essermi invece appena scontrato
con un'idea grandiosa

lunedì, agosto 22, 2011

oggi sono stato in barca, ho preso il pullman, ho viaggiato in aereo e sono finito su una macchina.

domenica, agosto 21, 2011

oggi ho nuotato con le tartarughe.

sabato, agosto 20, 2011

oggi nessuno intorno, nessuno.

venerdì, agosto 19, 2011

oggi una montagna mi ha tolto il fiato.

giovedì, agosto 18, 2011

oggi ho visto resti archeologici unici al mondo.

mercoledì, agosto 17, 2011

650

martedì, agosto 16, 2011

oggi ho conosciuto il signor Di Mare. Mal Di Mare.

lunedì, agosto 15, 2011

oggi sono stato in auto, ho preso un aereo, ho viaggiato in pullman e sono finito su una barca.

domenica, agosto 14, 2011

L'agire per il rimorso fuggire

questo.
è.
genio.
























































p.s. me ne vado, di nuovo. quando ritorno vi voglio trovare tutti seduti e composti, senza battaglie con cerbottane in corso né banchi rovesciati. vi lascio con la bidella.

sabato, agosto 13, 2011

Aggressivo come un'overdrive, veloce come un delay

perché non ti senti diverso? perché non ti senti spettacolare, ora che dormi per sempre, nella posizione più scomoda, in fondo al pozzo. eccoti adesso, autentico nel momento in cui il flash illumina la profondità, per testimoniare che ho finito il mio lavoro.
hai finito? io ho finito.

venerdì, agosto 12, 2011

Non c'è scampo, alle tribute band

bianco, accecante. bianco. bianco, con minuscoli puntini neri. bianco spento. nero.
mi si chiudono gli occhi.

giovedì, agosto 11, 2011

Quello che non hanno potuto le parole, non l'ha potuto nessuno

apro il bidone dei rifiuti organici e mi trovo di fronte, oltre ai ricorrenti sacchetti di plastica non biodegradabile, ad un sacco pieno di bottiglie.
esigo la vigilanza cazzuta e armata accanto ai cassonetti della spazzatura.

giovedì frittata: frittata di asparagi selvatici
organizzate una spedizione con gente competente ed esperta ed addentratevi negli orti oscuri ai confini con l'Ade. lì vivono gli asparagi selvatici, vegetali ostili ed imprevedibili, indomabili verdure dal cuore malvagio e selvaggio. piazzate delle trappole tutto intorno al territorio e procedete cautamente formando una sorta di catena umana, aspettando che il meccanismo venga fatto scattare. se ne uscite vivi, a casa friggete tutto e sentitevi stupidi.

mercoledì, agosto 10, 2011

Dove c'è gente, c'è merda

sono in un paesino di mare, in coda al bar, dietro a qualche tedesco e un paio di bambini. la fila è tutta spostata sulla sinistra.
mentre ripasso a mente i nomi canonicamente particolari dei due gelati che ho deciso di comprare, mi vedo passare accanto un cinquantenne capellolaccatobrizzolato con occhiali a lenti specchiate. ha il braccio destro attorno alla sua coetanea compagna abbronzata e tirata a lucido come una venticinquenne il sabato sera. si accosta al bancone e, con fare sornione, ordina istantaneamente due caffè, decidendo che rispettare gli altri non si intona con il panna della sua Lacoste.

vorrei rompere le righe fregandomene dei due pezzi Sammontana, che tanto faranno sicuramente cagare, colpirlo in viso a mano aperta, rompendogli il naso e gli occhiali, per poi finirlo con una sedia.
ma questo è solo l'istinto, e questo è un paese civile, e noi siamo uomini, e non si uccide per così poco. anzi, non si uccide proprio. ci sono maniere più rispettabili ed eleganti. posso farcela, posso entrare nel sistema da dove lui è uscito, diventare e sentirmi importante, guadagnare un sacco di soldi, essere influente e benestante, arrivare un paio di gradini sopra la sua testa e pisciargli sulla pelata che gli sarà spuntata nel frattempo. no, non avrebbe senso, forse ancor meno che spaccargli la faccia.
me ne sto in fila zitto, faccio finta di nulla, tutto passa e io mi mangio il mio gelato.

martedì, agosto 09, 2011

lunedì, agosto 08, 2011

Nel dubbio, prenderai sempre lo yogurt peggiore

c'era questo tipico odore di pane raffermo che riempiva le stanze e le strade, a fare da guida per i ciechi. chi vedeva vedeva le vie rimpicciolirsi su per la montagna, le case arrampicarsi sulla roccia, gli alberi vivere in equilibrio. a Marerotondo si faceva il pane e quello si mangiava. poco altro insieme, e in quel poco non c'era nemmeno il latte. l'aria era fredda e gelava la rugiada mattutina su tutte le pareti, creando sottili strati di ghiaccio che facevano scivolare a spaccarsi la testa le poche capre ancora rimaste. a Marerotondo c'era stato il mare, centinaia d'anni prima. chi c'era nato, non era mai sceso, e chi c'era arrivato, se lo ricordava ancora. sessantaquattro abitanti per centouno case, quadrate e di bianco giallogrigio, il tetto piatto, una appiccicata all'altra. l'abbraccio dell'abitato lasciava spazio alla seconda metà del paese, dove prima c'era la spiaggia e dove adesso era nato, sul ciglio del dirupo, un piccolo campo di grano. perché il sole batteva forte, a Marerotondo, ma solo su quello spicchio di terra che si sporgeva un po', allontanandosi dal seno della montagna. si diceva che era ovvio che il mare non ci fosse più, che in tutti quegli anni di luce scottante, non poteva aver fatto altro che evaporare.

continua

domenica, agosto 07, 2011

La risata più bella, non è quella del divertimento


a volte non sono completamente fuori dal mondo, anche se certo, non per merito mio. stavolta però il post ha un che di sensazionale, perché parla di un videogioco, argomento inedito per il mio sconclusionato blog dal periodico design. un gioco che mi ha folgorato fin dal primo letterale istante in cui ci sono entrato in contatto, sotto la guida del mio amico E.
Limbo, uscito per PC cinque giorni fa (già da un anno su Xbox e da un mese su PS3), è un'esperienza videoludica tetra, coinvolgente, scarna, minimalista, geniale. la sagoma di un bambino in uno scenario nero, grigio e senza musiche, ma pieno di suoni che appaiono e scompaiono impercettibilmente. i suoi occhi bianchi e aperti che ci fanno capire che è ancora vivo, perché un ragno gigante non l'ha trafitto con una zampa, o perché una tagliola non l'ha decapitato.
"la poesia, e la sensazione di trovarsi in luogo completamente ostile".



p.s. io ovviamente l'ho scaricato da Animedb.

sabato, agosto 06, 2011

A mezzanotte di stasera

il CorSera online ha pubblicato una serie di scatti fatti in Corea del Nord da David Guttenfelder e pubblicati dall'Associated Press. dunque, nelle mie vesti di autorevole e seguitissimo blogger, volevo informarvi del fatto che da questa foto e soprattutto dalla sua didascalia si evince che i nordcoreani vanno pazzi per Uliveto.

update: peccato, se ne sono accorti. per i ritardatari, c'era scritto "piscia" anzichè "piscina".

venerdì, agosto 05, 2011

L'unico inconveniente del morire è non potersi godere tutti i soldi guadagnati grazie al proprio decesso

ci sono due possibilità: o il futuro dei pollici, o il futuro dei senzapollici. nel primo caso, tutte le nostre dita si trasformeranno appunto in pollici o comunque ce ne nasceranno di nuovi. sulla schiena, sugli occhi, sulle braccia, sul petto, pollici dovunque. nel secondo caso, saremo tali e quali al nome, senza-pollici.
i pollici, saranno un popolo intelligente, per certi versi. avranno sviluppato la capacità di cambiare canale e dunque un minimo di spirito critico. nel migliore dei casi, spegneranno direttamente la tv, nel peggiore, la accenderanno in ogni occasione.
i senzapollici, saranno un popolo accomodante, impossibilitato a cambiare canale, a spegnere o ad accendere la tv. si terranno ciò che gli verrà propinato dai loro avi, dagli avi pollici.

giovedì, agosto 04, 2011

Inizio e fine non fanno uno svolgimento

ho questo fastidio alla schiena, da stamattina. è terribile, non riesco a trovare posizioni comode, comunque mi metta mi fa sempre un male boia. è di quei dolori che ti toglie il respiro, che ti fa sentire come se vestissi magliette piombate. piegarsi è atroce, se lo faccio vengo avvolto da fitte intense e prolungate. non passa nemmeno se provo a sdraiarmi, percepisco ogni minima piega del letto o del divano e sento la spina dorsale che piano piano ci cola dentro, come pasta frolla nella teglia, diventando una linea informe e rigida. assurdo pensare che mi sia venuto così, dal nulla. mi sono alzato dal letto, mi sono lavato il viso, ho mangiato una pesca e poi, non appena ho provato a sedermi, il dolore.
mi volto in bagno davanti allo specchio e vedo un pugnale conficcato per metà nella mia schiena. un coltellaccio da pirati con l'impugnatura in ottone e una ventina di centimetri di lama. dicevo io.

giovedì frittata: frittata di pesce
ritorna l'appuntamento con la rubrica più latitante della storia di Internet. prendete un pesce appena nato, d'acqua dolce o salata fa lo stesso, e addestratelo a vivere nel tuorlo delle uova. iniziate tenendolo in acqua, poi man mano che gli ripulite la boccia, riempitela con sempre meno acqua e sempre più tuorli sbattuti. quando il pesce sarà sufficientemente abituato, non vi resterà che metterlo sul fuoco con la sua vaschetta.
se il pesce muore durante il periodo di addestramento cuocetelo subito.

e poi questa.
fantasticamente questa.

(via 9gag.com)

mercoledì, agosto 03, 2011

Piccolo sbaglio, grosso errore

flash, telefilm scadente di cui mia mamma ha già capito la trama.
un programma mi succhia l'anima.

martedì, agosto 02, 2011

Basta parlar d'altro: parliamo di questo

se state zitti un secondo riuscite a sentirlo, è come un ronzio. non chiedetemi da dove venga, non ne ho idea, anche a me lo hanno fatto notare.
pensavo fosse il palo della luce, una mosca, qualche filo scoperto. no. è il silenzio. è difficile trovarlo perché non è facile scoprire un posto in cui non ci siano rumori né, soprattutto, qualcuno che possa generarli.

a me l'ha detto un uomo, mentre cadeva dalla montagna e mi lasciava lì, in mezzo alle nuvole in cerca del ronzio.

lunedì, agosto 01, 2011

Chi sta invecchiando lo farà certo notare

"gatto cattivo"
sento esclamare la voce di un bambino, che raggiungo con lo sguardo qualche piano più in su, sul terrazzo di fronte a me. lo vedo mentre rincorre il quattrozampe spaurito, che cerca rifugio tra la lavatrice e un tavolino di plastica grigia. sarebbe bianca, ma adesso è grigia.
il gatto si stringe nei pochi centimetri che gli rimangono, mentre il bambino troneggia davanti alla sua paura. non ho idea di cosa voglia fargli, ma la cosa è abbastanza curiosa da lasciarmi con una mano dentro al libro, per tenere il segno, ed una sugli occhiali da sole, a sollevarli.
nessuno si sta accorgendo di nulla, sembriamo solo in tre in mezzo all'afa avanzante delle undici. io, il bambino, il gatto.
la faccia rosa ricoperta di peli a macchie.
io, il gatto.
l'orologio che segna l'ora di pranzo.
il gatto.
il cuscino fresco dentro casa.
nessuno/il suono dell'ambulanza.